Il reflusso laringo-faringeo, noto anche come reflusso silente, è la risalita di vapori acidi e micro-goccioline dallo stomaco fino alla gola, dove irritano tessuti delicati come le corde vocali. Si chiama “silente” perché spesso non dà bruciore di stomaco: i disturbi si manifestano nelle vie respiratorie superiori, con voce abbassata, senso di nodo in gola, catarro persistente e tosse secca. Dopo le feste, gli eccessi alimentari (cibi grassi, dolci, alcol) favoriscono l’infiammazione e possono scatenarlo o peggiorarlo.

In questo video lo specialista del Centro ORL Curatoli spiega come riconoscere questo disturbo, spesso frainteso, e come affrontarlo nel modo giusto.

Per un approfondimento indipendente sul disturbo all’origine dei sintomi puoi consultare la scheda sul reflusso gastroesofageo del portale ISSalute dell’Istituto Superiore di Sanità.

Reflusso dopo le feste? Cause, sintomi e come alleviarlo #reflux #giovinazzo #otorino

I sintomi del reflusso silente

A differenza del reflusso gastro-esofageo classico, il reflusso laringo-faringeo colpisce la gola e la laringe, non lo stomaco. I sintomi più comuni sono:

  • Abbassamento o alterazione della voce (disfonia);
  • Sensazione di un nodo o di un corpo estraneo in gola;
  • Muco persistente (catarro) e necessità di schiarirsi spesso la voce;
  • Bruciore alla gola;
  • Tosse secca e stizzosa.

Perché è una “trappola”: il reflusso che non brucia

Il motivo per cui questo disturbo crea confusione è semplice: molti pazienti non sospettano il reflusso perché non avvertono il classico bruciore di stomaco o l’acido nel petto. I vapori acidi risalgono silenziosamente fino alla gola e infiammano le corde vocali, per cui i sintomi vengono spesso scambiati per un banale mal di gola stagionale o per un raffreddore che non passa.

Caratteristica Reflusso laringo-faringeo (silente) Reflusso gastro-esofageo classico
Zona dei sintomi Gola, laringe, corde vocali Stomaco ed esofago
Bruciore di stomaco Spesso assente In genere presente
Sintomi tipici Disfonia, nodo in gola, catarro, tosse secca Rigurgito acido, bruciore retrosternale
Specialista di riferimento Otorinolaringoiatra Gastroenterologo

Nodo in gola e voce abbassata che non passano? Fai chiarezza

Se da settimane convivi con nodo in gola, voce abbassata, catarro o tosse secca senza una vera infezione, potrebbe trattarsi di reflusso silente. Una visita con esame endoscopico chiarisce la causa ed evita cure inutili. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, chiama lo +39 080 3947 222

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Come si individua: la diagnosi endoscopica

Per confermare che si tratti di irritazione da acido e non di un comune mal di gola stagionale, lo specialista esegue un esame endoscopico delle alte vie respiratorie. Attraverso una piccola sonda dotata di telecamera, l’otorinolaringoiatra osserva direttamente la laringe e le corde vocali e verifica la presenza dell’arrossamento tipico causato dai succhi gastrici. Puoi approfondire come si svolge l’endoscopia delle vie aeree.

Cura e tempi di guarigione

La terapia è in genere semplice: un insieme di farmaci che riducono l’acidità, sciroppi protettivi per la mucosa e alcuni accorgimenti dietetici e sullo stile di vita (pasti più leggeri, evitare alcol e cibi grassi, non coricarsi subito dopo mangiato). La vera sfida, però, è la costanza: a differenza di un’infezione virale che si risolve in una settimana, spegnere l’infiammazione da reflusso sulle corde vocali richiede tempo, con cure che possono durare fino a 2 mesi.

Quando rivolgersi allo specialista

È bene richiedere una valutazione otorinolaringoiatrica quando i sintomi durano più di qualche settimana o tornano spesso:

  • Voce abbassata o roca che non si risolve;
  • Nodo in gola persistente o frequente bisogno di schiarirsi la voce;
  • Tosse secca cronica senza altra causa apparente;
  • Catarro e bruciore in gola che non passano con i comuni rimedi.

Proteggi la tua voce: parti da una valutazione specialistica

Il reflusso silente si cura bene, ma serve riconoscerlo per tempo ed essere costanti. Una visita con endoscopia permette di vedere lo stato di laringe e corde vocali e di impostare la terapia giusta, senza affidarsi a cure improvvisate. Per parlare con lo specialista del Centro ORL Curatoli chiama lo +39 080 3947 222

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Domande frequenti sul reflusso laringo-faringeo

Che cos’è il reflusso silente?

Il reflusso silente, o reflusso laringo-faringeo, è la risalita di vapori e micro-goccioline acide dallo stomaco fino alla gola e alla laringe. Si chiama silente perché di solito non provoca il classico bruciore di stomaco, ma irrita le corde vocali e i tessuti della gola.

Quali sono i sintomi del reflusso in gola?

I sintomi più comuni sono voce abbassata o roca, sensazione di nodo in gola, catarro persistente, bruciore alla gola e tosse secca e stizzosa. A differenza del reflusso classico, spesso mancano il bruciore di stomaco e il rigurgito acido.

Come si diagnostica il reflusso laringo-faringeo?

La diagnosi si fa con una visita otorinolaringoiatrica e un esame endoscopico delle alte vie respiratorie: una piccola sonda con telecamera permette di osservare laringe e corde vocali e di rilevare l’arrossamento tipico causato dai succhi gastrici.

Quanto dura la cura del reflusso silente?

La terapia prevede farmaci che riducono l’acidità, prodotti protettivi per la mucosa e accorgimenti dietetici. Per spegnere l’infiammazione sulle corde vocali serve costanza: le cure possono durare fino a circa 2 mesi, molto più di un comune mal di gola.

Il reflusso può abbassare la voce?

Sì. Quando l’acido raggiunge la laringe può infiammare le corde vocali e causare disfonia, cioè voce abbassata o roca. È uno dei segnali più frequenti del reflusso laringo-faringeo e merita una valutazione specialistica se persiste.

Perché il reflusso peggiora dopo le feste?

Gli eccessi alimentari tipici delle feste – cibi grassi, dolci e alcol – aumentano l’acidità e favoriscono la risalita del contenuto gastrico, peggiorando l’infiammazione di gola e corde vocali. Per questo i sintomi del reflusso silente spesso si accentuano in questi periodi.

È pericoloso il reflusso laringo-faringeo?

Il reflusso laringo-faringeo di per sé non è una condizione acutamente pericolosa, ma se trascurato e non trattato può causare infiammazione cronica della laringe, raucedine persistente e, nel tempo, danni alla mucosa delle vie aeree superiori. È importante non sottovalutarlo: una diagnosi corretta da parte dell’otorinolaringoiatra permette di intervenire prima che i sintomi diventino cronici.

Cosa non mangiare con il reflusso laringo-faringeo?

I cibi da limitare o evitare sono quelli che favoriscono la risalita dei succhi gastrici: fritti, cibi grassi, cioccolato, pomodoro, agrumi, caffè e alcol. È consigliabile anche evitare pasti abbondanti nelle ore serali e non sdraiarsi subito dopo aver mangiato. Ridurre questi alimenti è parte integrante della terapia e spesso migliora i sintomi già nelle prime settimane.

Qual è il farmaco per il reflusso laringo-faringeo?

La terapia farmacologica viene prescritta dallo specialista e comprende generalmente inibitori della pompa protonica (IPP) o alginati, che riducono l’acidità e proteggono la mucosa. A differenza del reflusso gastroesofageo classico, i tempi di trattamento possono essere più lunghi. Il farmaco specifico e il dosaggio vanno sempre indicati dal medico dopo una valutazione endoscopica.

Dott. Francesco Paolo Curatoli

Scritto da Dott. Francesco Paolo Curatoli

Otorinolaringoiatra

Otorinolaringoiatra con oltre 30 anni di esperienza e più di 2000 interventi di chirurgia ORL. Al Centro ORL Curatoli di Giovinazzo segue il paziente dalla prima visita all'intervento e ai controlli: chirurgia del naso e rinoplastica, otochirurgia, apnee notturne e vertigini.

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