Acufeni, primo piano di un orecchio per spiegare cause e sintomi dei fischi nelle orecchie

Acufeni: perché senti fischi o ronzii e come si trattano

Gli acufeni sono la percezione di un suono – fischio, ronzio, sibilo o fruscio – in assenza di una sorgente sonora esterna. Non sono una malattia in sé, ma un sintomo: nella maggior parte dei casi nascono da un danno alle cellule dell’orecchio interno legato all’età o all’esposizione al rumore, ma possono dipendere anche da tappi di cerume, infezioni, disturbi della pressione, problemi cervicali o dell’articolazione della mandibola.

Non esiste una pillola che li elimini in modo universale: la cura punta a individuare la causa, ridurre la percezione del rumore e migliorare la qualità della vita, con risultati spesso buoni quando il disturbo viene affrontato presto.

Donna infastidita da un ronzio all'orecchio, sintomo tipico dell'acufene

Cosa sono gli acufeni e perché si sentono

Chi soffre di acufene descrive un suono che gli altri non sentono: un fischio acuto, un ronzio continuo, a volte un battito che segue il polso. Può riguardare un solo orecchio o entrambi, essere costante o andare e venire. In molti casi il cervello, privato di alcune frequenze che l’orecchio non gli trasmette più correttamente, “riempie il vuoto” generando un segnale fantasma. Per questo l’acufene si accompagna spesso a un calo dell’udito, anche lieve, di cui la persona non si era accorta.

Esistono due grandi famiglie. L’acufene soggettivo, di gran lunga il più comune, lo sente solo il paziente ed è legato all’orecchio interno o alla via nervosa uditiva. L’acufene pulsante, più raro, segue il ritmo del cuore e va sempre indagato perché può riflettere un problema vascolare da non trascurare.

Da quanto tempo convivi con questo fischio nelle orecchie?

Se l’acufene ti accompagna da settimane, ti sveglia la notte o si è fatto più forte, una visita specialistica è il modo più rapido per capirne l’origine ed evitare che diventi cronico. Allo studio valutiamo l’udito con un esame audiometrico, escludiamo le cause da trattare subito e impostiamo un percorso su misura. Chiama lo +39 080 3947 222 o prenota online.

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Le cause più frequenti degli acufeni

Le origini sono molte e spesso si sommano. Le più ricorrenti che riscontriamo nella pratica clinica sono:

  • Esposizione al rumore Concerti, lavoro in ambienti rumorosi e cuffie ad alto volume. Il danno alle cellule ciliate dell’orecchio interno è la prima causa nei pazienti giovani.
  • Presbiacusia Il calo dell’udito legato all’età, che spesso si manifesta prima come acufene che come difficoltà a sentire.
  • Tappo di cerume Insieme alle infezioni dell’orecchio, può scatenare un acufene reversibile che sparisce una volta rimossa la causa.
  • Malattia di Ménière E altri disturbi dell’orecchio interno, in cui l’acufene si associa a vertigini e senso di orecchio pieno.
  • Farmaci ototossici Alcuni antibiotici e antinfiammatori assunti ad alte dosi possono favorire la comparsa dell’acufene.
  • Fattori cervicali, mandibolari, pressione e stress Non causano direttamente l’acufene, ma spesso lo amplificano e ne peggiorano la percezione.

Capire quale di questi fattori pesa di più nel singolo caso è il punto di partenza di ogni cura efficace.

Quando un acufene va indagato dallo specialista

Un fischio occasionale che dura pochi minuti dopo un concerto di solito non deve preoccupare. Diventa invece un segnale da non ignorare quando l’acufene compare in un solo orecchio, dura più di qualche settimana, si accompagna a vertigini, calo dell’udito improvviso o a un suono pulsante. In questi casi la visita serve a escludere cause che richiedono un trattamento tempestivo, perché sull’udito improvviso le prime settimane sono decisive.

Come si arriva alla diagnosi dell’acufene

La visita parte dall’ascolto: da quanto dura, com’è il suono, in quale orecchio, cosa lo peggiora. Segue l’esame dell’orecchio e, quasi sempre, un esame audiometrico per misurare l’udito e individuare le frequenze coinvolte.

In base ai risultati possono servire approfondimenti come l’impedenzometria, l’acufenometria (che misura intensità e frequenza del suono percepito) o, nei casi selezionati, indagini sull’orecchio interno e sulla via nervosa. L’obiettivo non è solo dare un nome al disturbo, ma capire cosa lo alimenta.

Donna durante una seduta di terapia del suono per la cura dell'acufene cronico

Acufeni: cure e rimedi che funzionano davvero

Diffidare di chi promette di “spegnere” l’acufene con un rimedio unico. La strategia che dà i risultati migliori è combinata e parte sempre dalla causa. Quando c’è un tappo di cerume o un’infezione, rimuoverli può bastare. Quando c’è un calo dell’udito, gli apparecchi acustici riducono l’acufene nella maggior parte dei casi perché restituiscono al cervello i suoni che cercava.

Per l’acufene cronico le terapie più solide oggi sono la terapia del suono, che maschera e desensibilizza il disturbo, e i percorsi di tipo riabilitativo e psicoeducativo (come la Tinnitus Retraining Therapy) che insegnano al cervello a non dare più peso a quel segnale. Anche la gestione di stress, sonno e postura cervicale incide sulla percezione. Le informazioni di base sulla salute uditiva sono disponibili anche sul portale ISSalute dell’Istituto Superiore di Sanità.

Acufeni e vertigini: quando sono collegati

A volte l’acufene non viaggia da solo. Se compare insieme a episodi di vertigine e a una sensazione di orecchio ovattato può far parte di un quadro dell’orecchio interno più ampio, come la malattia di Ménière.

In altri casi il disturbo dell’equilibrio ha un’origine diversa, che approfondiamo nella pagina dedicata alle vertigini e ai disturbi dell’equilibrio. Distinguere questi quadri è importante, perché la cura cambia completamente: lo vediamo anche con la labirintite.

Affidati a uno specialista che valuta orecchio e udito insieme

Convivere con un ronzio costante logora il sonno e la concentrazione, ma nella maggior parte dei casi qualcosa si può fare. Al Centro ORL Curatoli affrontiamo gli acufeni partendo da una valutazione completa di orecchio ed equilibrio, con esami eseguiti nello stesso luogo, per arrivare presto a un percorso concreto. Per parlare con uno specialista chiama lo +39 080 3947 222.

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Domande frequenti sugli acufeni

Gli acufeni si possono curare definitivamente?

Dipende dalla causa. Quando dipendono da un tappo di cerume, da un’infezione o da un farmaco, spesso si risolvono del tutto rimuovendo la causa. Negli acufeni cronici legati all’orecchio interno raramente si ottiene il silenzio totale, ma con le terapie giuste il disturbo si riduce molto e smette di condizionare la vita quotidiana.

Lo stress può causare gli acufeni?

Lo stress raramente è la causa diretta, ma è uno dei fattori che li peggiorano di più. Quando si è tesi o si dorme male, il cervello presta più attenzione al rumore interno e lo percepisce più forte. Per questo la gestione di stress e sonno fa parte del percorso di cura.

Perché l’acufene si sente di più di notte?

Di giorno i suoni dell’ambiente coprono in parte l’acufene. Di notte, nel silenzio, il contrasto è maggiore e il disturbo emerge. È uno dei motivi per cui la terapia del suono, che introduce un rumore di fondo gradevole, aiuta molti pazienti a dormire.

Quando devo preoccuparmi per un acufene?

Quando compare in un solo orecchio, dura più di qualche settimana, si accompagna a calo dell’udito improvviso, vertigini o è di tipo pulsante. In queste situazioni è bene fare una visita otorinolaringoiatrica senza aspettare, per escludere cause che vanno trattate in tempi rapidi.

Quanto costa una visita per gli acufeni?

La visita otorinolaringoiatrica privata ha un costo di 120-150 euro e comprende la valutazione clinica dell’orecchio. Gli eventuali esami dell’udito necessari alla diagnosi vengono indicati durante la visita stessa. Non serve l’impegnativa del medico per prenotare.