Colesteatoma, orecchio medio con la cisti di pelle desquamata

Colesteatoma: cos’è, perché è pericoloso e come si opera

Il colesteatoma è una cisti benigna formata da pelle desquamata (cisti epidermoide) che si sviluppa nell’orecchio medio, dove la pelle non dovrebbe trovarsi. Non è un tumore, ma cresce lentamente e l’accumulo di materiale favorisce infezioni ripetute e l’erosione delle strutture ossee dell’orecchio, fino a possibili complicanze.

Proprio per questo non esiste una cura con i farmaci: l’unico trattamento è la chirurgia, che oggi si esegue in endoscopia o in microscopia con l’obiettivo di rimuovere completamente la cisti e, quando possibile, recuperare l’udito. La tendenza a recidivare rende necessario un follow-up regolare nel tempo.

Colesteatoma nell'orecchio medio, dietro il timpano, vicino agli ossicini e alla mastoide

Cos’è il colesteatoma e perché si forma

Gli specialisti descrivono il colesteatoma come “pelle nel posto sbagliato”: un accumulo di pelle desquamata che si raccoglie dietro il timpano, nell’orecchio medio o nell’osso mastoideo. Man mano che la pelle si accumula, la cisti si ingrandisce lentamente e il materiale al suo interno diventa terreno fertile per le infezioni.

Nella maggior parte dei casi il colesteatoma è acquisito, cioè si sviluppa nel tempo a partire da una cattiva funzionalità della tuba di Eustachio. La pressione negativa che ne deriva crea una tasca di retrazione del timpano, in cui la pelle resta intrappolata e si accumula. Spesso il quadro si associa a otiti croniche ricorrenti. Più raramente, soprattutto nei bambini, il colesteatoma è congenito, cioè presente fin dalla nascita.

I sintomi del colesteatoma: come riconoscerlo

Il colesteatoma si manifesta spesso come un’otite cronica che non guarisce mai del tutto e che torna sempre dallo stesso orecchio. I segni più comuni sono:

  • Calo dell’udito (ipoacusia) legato alla perforazione del timpano e all’erosione della catena degli ossicini.
  • Otorrea maleodorante perdita di liquido dall’orecchio, ricorrente e talvolta striata di sangue.
  • Dolore all’orecchio (otalgia) spesso accompagnato dalla sensazione di orecchio chiuso.
  • Vertigini, ronzii o instabilità sintomi che possono comparire quando la cisti coinvolge l’orecchio interno.

Un segnale che richiede attenzione immediata è la comparsa di una paralisi di una metà del viso: indica che la cisti sta interessando il nervo facciale e impone una valutazione specialistica urgente.

Un orecchio che perde liquido e sente meno? Fallo valutare

Un’otorrea maleodorante che si ripete nello stesso orecchio, insieme a un calo dell’udito, non è una banale otite e va inquadrata presto: diagnosticare il colesteatoma quando è ancora piccolo permette interventi meno invasivi. In studio esaminiamo l’orecchio con l’otoendoscopia, valutiamo l’udito e impostiamo il percorso. Chiama lo +39 080 3947 222 o prenota online.

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Perché il colesteatoma è pericoloso se trascurato

Pur essendo benigno, il colesteatoma non va mai lasciato evolvere, perché crescendo erode le strutture che incontra. All’inizio danneggia gli ossicini dell’udito, peggiorando l’ipoacusia. Nei casi avanzati può arrivare a interessare il nervo facciale, provocandone la paralisi, e può erodere la sottile lamina ossea che forma il tetto dell’orecchio e, allo stesso tempo, il pavimento della scatola cranica. Quando questo accade sono possibili complicanze endocraniche serie, come la meningite o l’ascesso cerebrale.

Queste complicanze maggiori derivano di solito dalla trascuratezza del problema o dalla mancata rimozione completa della cisti, ma in alcuni casi possono comparire all’improvviso anche in una fase iniziale. Sono evenienze rare, ed è proprio per evitarle che il colesteatoma va diagnosticato e operato per tempo: trattato presto, si risolve bene e spesso si recupera anche l’udito.

TAC dell'orecchio per la diagnosi e lo studio dell'estensione del colesteatoma

Come si diagnostica il colesteatoma

La diagnosi parte dall’otoendoscopia, che permette di osservare da vicino il timpano e l’orecchio medio, e dall’esame audiometrico, che misura l’entità del calo uditivo. Per studiare quanto si è esteso il colesteatoma e pianificare l’intervento si ricorre alla TAC e, in casi selezionati, alla risonanza magnetica. Individuare la malattia in fase iniziale fa una differenza concreta sul tipo di intervento necessario.

L’intervento per il colesteatoma: endoscopia e microscopia

Il colesteatoma si cura esclusivamente con la chirurgia: non esistono farmaci in grado di eliminarlo, e la terapia medica con antibiotici serve solo a controllare le riacutizzazioni infettive in attesa dell’intervento. Lo scopo dell’operazione è duplice: eradicare completamente la patologia, per evitare che si riformi, e, quando possibile, ripristinare la funzione uditiva ricostruendo timpano e ossicini con la timpanoplastica.

L’approccio chirurgico dipende da quanto la cisti si è estesa:

Tipo di colesteatoma Approccio chirurgico
Piccolo, limitato alla cassa timpanica Chirurgia endoscopica mini-invasiva, meno demolitiva, attraverso il condotto uditivo
Esteso agli spazi posteriori dell’orecchio (mastoide) Intervento più ampio, spesso in microscopia, per raggiungere e bonificare tutte le aree coinvolte
Con complicanze in atto Chirurgia più demolitiva, con priorità all’eradicazione completa della malattia

I chirurghi del Centro ORL eseguono gli interventi per il colesteatoma sia in endoscopia che in microscopia, scegliendo la tecnica più adatta al singolo caso e seguendo il paziente sia nella fase diagnostica che nel follow-up dopo l’operazione. Quel controllo nel tempo non è un dettaglio: il colesteatoma tende a recidivare, e un follow-up attento è ciò che permette di intercettare presto un’eventuale ricomparsa. Tutto questo fa parte della chirurgia dell’orecchio, il cuore della specializzazione del centro.

Colesteatoma o un’altra patologia dell’orecchio?

I sintomi del colesteatoma, presi singolarmente, possono ricordare altri problemi dell’orecchio medio. La perdita di udito e l’orecchio che cola si ritrovano anche nelle otiti croniche e nella perforazione del timpano.

È la combinazione di otorrea maleodorante che torna sempre dallo stesso orecchio e di un calo dell’udito progressivo a far sospettare il colesteatoma, e solo l’otoendoscopia con gli esami strumentali permette di distinguerlo con certezza.

Per un approfondimento indipendente puoi consultare la scheda sul colesteatoma del portale ISSalute dell’Istituto Superiore di Sanità.

Affidati a un centro che opera l’orecchio abitualmente

La rimozione del colesteatoma richiede esperienza otologica e una struttura attrezzata, perché bisogna eliminare ogni residuo di cisti e, allo stesso tempo, salvaguardare l’udito. Al Centro ORL Curatoli diagnosi, intervento e controlli nel tempo sono seguiti dalla stessa équipe, in una struttura con sala operatoria interna o presso centro convenzionato per gli interventi maggiori. Per una valutazione chiama lo +39 080 3947 222.

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Domande frequenti sul colesteatoma

Il colesteatoma è un tumore?

No, il colesteatoma non è un tumore. È una cisti benigna formata da un accumulo di pelle desquamata nell’orecchio medio. Pur essendo benigno, però, tende a crescere e a erodere le strutture circostanti, ed è per questo che va rimosso chirurgicamente e non lasciato evolvere.

Perché viene il colesteatoma?

Nella maggior parte dei casi è acquisito e dipende da una cattiva funzionalità della tuba di Eustachio: la pressione negativa che ne deriva crea una tasca di retrazione del timpano in cui la pelle si accumula formando la cisti. Spesso si associa a otiti croniche ricorrenti. Più raramente, soprattutto nei bambini, può essere congenito.

Quali sono i sintomi del colesteatoma?

I sintomi più comuni sono la perdita di liquido maleodorante dall’orecchio (otorrea), talvolta striata di sangue e spesso ricorrente, e il calo progressivo dell’udito legato alla perforazione del timpano e all’erosione degli ossicini. Possono comparire anche dolore, vertigini o ronzii. Un’otite che si ripete di continuo dallo stesso orecchio merita sempre un controllo specialistico.

Il colesteatoma è pericoloso?

In sé è benigno, ma se non trattato può erodere gli ossicini dell’udito e, nei casi avanzati, danneggiare il nervo facciale o la sottile lamina ossea che separa l’orecchio dalla scatola cranica, con possibili complicanze endocraniche come meningite o ascesso cerebrale. Sono complicanze rare, evitabili con una diagnosi e un intervento tempestivi. Per questo non va mai ignorato.

Come si cura il colesteatoma?

Si cura esclusivamente con la chirurgia: non esistono farmaci che lo eliminino. L’intervento rimuove completamente la cisti per evitare le recidive e, quando possibile, ricostruisce timpano e ossicini per recuperare l’udito. Si esegue in endoscopia, mini-invasiva, nelle forme iniziali, e in microscopia nelle forme più estese. La terapia medica serve solo a controllare le infezioni in attesa dell’operazione.

Il colesteatoma può tornare dopo l’intervento?

Sì, il colesteatoma ha una tendenza a recidivare, anche dopo un intervento ben eseguito. Per questo è fondamentale un follow-up regolare nel tempo, con controlli e, quando indicato, esami di imaging, che permettono di intercettare presto un’eventuale ricomparsa e trattarla quando è ancora limitata.

Quanto costa una visita per il colesteatoma?

La visita otorinolaringoiatrica privata ha un costo di 120-150 euro e comprende la valutazione clinica dell’orecchio con l’otoendoscopia. Gli eventuali esami dell’udito e di imaging necessari alla diagnosi vengono indicati durante la visita. Non serve l’impegnativa del medico per prenotare.

Si guarisce definitivamente dal colesteatoma?

L’unica terapia risolutiva è chirurgica: solo rimuovendo completamente la cisti si interrompe il processo erosivo. Tuttavia, il colesteatoma ha un rischio concreto di recidiva, motivo per cui dopo l’intervento sono fondamentali controlli periodici nel tempo, solitamente con otoscopia e, in caso di dubbio, risonanza magnetica. Seguendo un programma di follow-up rigoroso la grande maggioranza dei pazienti ottiene una guarigione stabile.

Come si fa la diagnosi del colesteatoma?

Il primo passo è l’otoscopia: lo specialista osserva il timpano e può già individuare la tasca di retrazione o la secrezione maleodorante caratteristica. Per valutare l’estensione della cisti e i danni alle strutture vicine si ricorre a una TAC dell’orecchio e, nei casi più complessi, a una risonanza magnetica con sequenze specifiche. La diagnosi precoce riduce significativamente l’entità dell’intervento necessario.

Il colesteatoma congenito è diverso da quello acquisito?

Sì. Il colesteatoma congenito è presente dalla nascita, si forma nell’orecchio medio senza perforazione timpanica preesistente e viene spesso scoperto durante controlli pediatrici o per una riduzione uditiva in bambini piccoli. Quello acquisito è più frequente e si sviluppa nel tempo, di solito a causa di otiti croniche o di un malfunzionamento della tromba di Eustachio che provoca la retrazione del timpano. Entrambe le forme richiedono trattamento chirurgico.

Dott. Francesco Paolo Curatoli

Scritto da Dott. Francesco Paolo Curatoli

Otorinolaringoiatra

Otorinolaringoiatra con oltre 30 anni di esperienza e più di 2000 interventi di chirurgia ORL. Al Centro ORL Curatoli di Giovinazzo segue il paziente dalla prima visita all'intervento e ai controlli: chirurgia del naso e rinoplastica, otochirurgia, apnee notturne e vertigini.

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