Adulto con difficoltà di udito, sordità e ipoacusia diagnosi e cura a Bari al Centro ORL Curatoli

Sordità (ipoacusia): le cause e quando l’udito si può recuperare

La sordità, o ipoacusia, è la riduzione della capacità di sentire e comprendere i suoni. Le cause sono molte e si dividono in due grandi gruppi: le patologie dell’orecchio medio (otiti ed esiti di otiti, perforazioni del timpano, alterazioni della catena degli ossicini, otosclerosi), che spesso si risolvono con un intervento chirurgico e con recupero dell’udito, e le patologie dell’orecchio interno, cioè della coclea, che non si correggono con la chirurgia ma si gestiscono con le protesi acustiche.

Il primo passo è sempre lo stesso: individuare la causa con una visita e un esame dell’udito. Al Centro ORL Curatoli, vicino Bari, lo facciamo e, dove è possibile, trattiamo la sordità chirurgicamente.

Isolamento sociale causato dalla sordità non trattata, diagnosi al Centro ORL Curatoli

Cos’è la sordità e perché non va ignorata

La sordità è un deficit sensoriale con risvolti sociali importanti, al pari di un calo della vista. Spesso è poco accettata: chi sente meno tende a pensare che siano gli altri a parlare a bassa voce, alza il volume della TV senza accorgersi che chi gli sta intorno lo percepisce come troppo forte, e a poco a poco rinuncia alla conversazione per non dover chiedere di ripetere. Il risultato è un progressivo isolamento, che è proprio ciò che una diagnosi tempestiva aiuta a evitare. La buona notizia è che, individuata la causa, nella maggior parte dei casi si può intervenire.

Le cause della sordità: orecchio medio e orecchio interno

Capire da dove nasce la perdita dell’udito è decisivo, perché cambia completamente il trattamento.

Le patologie dell’orecchio medio sono spesso correggibili chirurgicamente, con recupero dell’udito completo o parziale. Tra le più frequenti: le otiti e i loro esiti, la perforazione del timpano, le alterazioni della catena degli ossicini e l’otosclerosi. In questi casi l’obiettivo dell’intervento è ripristinare la trasmissione del suono e migliorare i livelli di ascolto.

Le patologie dell’orecchio interno riguardano invece l’organo sensoriale, la coclea. Qui il danno non si corregge con la chirurgia: la perdita uditiva si compensa con una protesi acustica, scelta in base al tipo e al grado di ipoacusia. È il caso, ad esempio, della presbiacusia, il calo dell’udito legato all’età.

Non dare per scontato che sia solo l’età

Molte persone convivono per anni con un calo dell’udito convinte che non ci sia nulla da fare. Spesso non è così: quando la sordità nasce dall’orecchio medio, un intervento può recuperare l’udito, in tutto o in parte. Per saperlo bisogna individuare la causa. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, una visita e un esame audiometrico chiariscono da dove arriva il problema. Chiama lo +39 080 3947 222

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I sintomi e i segnali da non sottovalutare

  • Parole poco chiare: difficoltà a capire, soprattutto in ambienti rumorosi o quando parlano più persone
  • Volume sempre più alto: bisogno di alzare TV o telefono e di farsi ripetere le frasi
  • Acufeni: ronzii o fischi percepiti nell’orecchio
  • Orecchio ovattato: sensazione di attutito o calo dell’udito in un solo lato
  • Telefonate difficili: fatica a seguire la conversazione al telefono, dove manca il supporto del labiale
  • Perdita improvvisa dell’udito: è un segnale d’allarme, va valutata con urgenza nelle prime ore

Quando l’udito si può recuperare con un intervento

Quando la causa è nell’orecchio medio, la chirurgia può ripristinare la trasmissione del suono. A seconda della patologia si ricostruisce il timpano (timpanoplastica), si riparano o sostituiscono gli ossicini danneggiati (ossiculoplastica) oppure, nell’otosclerosi, si interviene sulla staffa bloccata (stapedoplastica). L’esito è un recupero dell’udito completo o parziale, in grado di migliorare in modo concreto la qualità dell’ascolto.

Questi interventi fanno parte della chirurgia dell’orecchio, il cuore della specializzazione del centro, e quando possibile si eseguono con tecniche mini-invasive: per le perforazioni semplici, ad esempio, la ricostruzione del timpano si può eseguire in anestesia locale e senza ricovero.

Gli apparecchi acustici: quando servono e come funzionano

Quando la perdita dell’udito dipende dall’orecchio interno e non è correggibile chirurgicamente, la soluzione sono gli apparecchi acustici. Oggi sono dispositivi elettronici di piccolissime dimensioni e altissima qualità: la nanotecnologia permette di racchiudere in pochi millimetri uno strumento digitale molto efficiente, lontano anni luce dagli apparecchi ingombranti di un tempo, a cui spesso è legata la diffidenza di chi non li conosce.

Un apparecchio acustico è composto da un microfono che cattura i suoni, da un amplificatore che ne aumenta l’intensità e da un altoparlante che trasmette il suono all’orecchio. In realtà l’amplificatore è un potente elaboratore digitale: seleziona il suono utile, cioè la parola, e attenua i rumori di disturbo intorno. È la differenza tra sentire un parlato chiaro e ritrovarsi sommersi dal rumore di fondo di un’officina o dal brusio di un’aula.

Le principali tipologie sono:

  • Endoauricolari: si inseriscono nel condotto uditivo. Gli intracanalari (CIC) scompaiono nel condotto e non sono visibili; gli endoauricolari propriamente detti (ITE) sono appena percettibili e ben accettati. Sono indicati quando dimensioni e forma del condotto lo consentono.
  • Retroauricolari (BTE): l’apparecchio si posiziona dietro l’orecchio. Oggi sono molto piccoli ed eleganti; i modelli open fitting hanno una componente nel condotto molto ridotta e si usano anche in caso di patologia del condotto o dell’orecchio medio che sconsiglia la protesi tradizionale.
  • Ad occhiale (per via ossea): fanno vibrare l’osso e sono indicati quando una patologia dell’orecchio esterno impedisce di posizionare la protesi nel condotto. Oggi sono meno utilizzati.

La scelta della protesi più adatta spetta all’audioprotesista, lo specialista che, sulla base della diagnosi dell’otorinolaringoiatra, individua il dispositivo giusto per le esigenze della persona. Una prova di protesizzazione ben eseguita permette di rendersi conto in anticipo del beneficio reale che si può ottenere.

Diagnosi della sordità con esame dell'udito al Centro ORL Curatoli a Bari

Perché rivolgersi al Centro ORL Curatoli per la sordità

Di fronte a un calo dell’udito, la cosa più importante è capire la causa: solo così si sceglie tra intervento e protesi acustica senza perdere tempo. Al Centro ORL Curatoli visita, esame dell’udito ed eventuale intervento avvengono nella stessa struttura, con la stessa equipe: disponiamo di sala operatoria interna, quindi diagnosi e cura non si spezzano tra luoghi diversi. Vedi anche la pagina sull’otochirurgia e gli approfondimenti su otosclerosi, perforazione del timpano e otiti. Per una fonte autorevole puoi consultare la scheda sulla perdita dell’udito sul Manuale MSD.

Scopri la causa del tuo calo dell’udito al Centro ORL Curatoli

Sentire meno non è una condizione da accettare in silenzio. Una visita otorinolaringoiatrica e un esame audiometrico individuano la causa e indicano la strada giusta: un intervento per recuperare l’udito, quando la perdita nasce dall’orecchio medio, oppure l’indicazione verso la protesi più adatta. Chiama lo +39 080 3947 222

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Domande Frequenti sulla Sordità

La sordità si può curare?

Dipende dalla causa. Quando la perdita dell’udito nasce dall’orecchio medio, per esempio da una perforazione del timpano, da esiti di otiti, da un danno agli ossicini o dall’otosclerosi, spesso si corregge con un intervento chirurgico che recupera l’udito, in tutto o in parte. Quando invece il problema è nell’orecchio interno, cioè nella coclea, la chirurgia non aiuta e la soluzione è la protesi acustica.

Quali sono le cause della perdita dell’udito?

Le cause si dividono in due grandi gruppi. Quelle dell’orecchio medio comprendono otiti ed esiti di otiti, perforazioni del timpano, alterazioni della catena degli ossicini e otosclerosi, e sono spesso correggibili chirurgicamente. Quelle dell’orecchio interno riguardano la coclea, come nella presbiacusia legata all’età, e si gestiscono con gli apparecchi acustici. Una visita con esame audiometrico permette di capire da dove arriva il problema.

Quando la sordità si può operare?

Si può operare quando la sordità è di tipo trasmissivo, cioè legata a una patologia dell’orecchio medio. A seconda dei casi si esegue una timpanoplastica per ricostruire il timpano, un’ossiculoplastica per riparare gli ossicini o una stapedoplastica nell’otosclerosi. L’obiettivo è ripristinare la trasmissione del suono e recuperare l’udito.

È meglio l’intervento o l’apparecchio acustico?

Non sono alternative: dipende dalla causa. Se la perdita dell’udito è correggibile chirurgicamente, l’intervento può recuperare l’udito in modo stabile. Se invece il danno è nell’orecchio interno, l’apparecchio acustico è la scelta giusta e, con una corretta prova di protesizzazione, offre un beneficio concreto. La diagnosi dell’otorinolaringoiatra indica il percorso più adatto al singolo caso.

Cosa fare in caso di perdita improvvisa dell’udito?

La perdita improvvisa dell’udito, soprattutto da un solo orecchio, è un segnale d’allarme e va valutata con urgenza, idealmente entro le prime ore o giorni: un intervento tempestivo aumenta le probabilità di recupero. Se compare all’improvviso, magari accompagnata da ronzii o vertigini, rivolgiti subito allo specialista senza aspettare.

Qual è la differenza tra sordità e ipoacusia?

L’ipoacusia indica una riduzione parziale dell’udito, che può essere lieve, media o grave. La sordità (o cofosi) si riferisce invece a una perdita totale o quasi totale dell’udito. Nella pratica clinica i due termini vengono spesso usati in modo intercambiabile per indicare qualsiasi calo uditivo, ma tecnicamente l’ipoacusia è il termine più ampio e comprende tutti i gradi di riduzione, dalla lieve difficoltà a sentire le conversazioni fino alla perdita severa.

Come sente chi soffre di ipoacusia?

Dipende dal grado e dal tipo. Chi ha un’ipoacusia lieve fatica a seguire le conversazioni in ambienti rumorosi o con più persone che parlano insieme. Con forme più marcate diventa difficile capire le parole anche in ambienti silenziosi, si tende ad alzare il volume della televisione e si può avere la sensazione di sentire i suoni ma non di capirne il significato. L’ipoacusia neurosensoriale colpisce spesso le frequenze acute, rendendo le consonanti poco chiare.

L’ipoacusia può peggiorare nel tempo se non viene trattata?

In molti casi sì, soprattutto nelle forme neurosensoriali legate all’invecchiamento (presbiacusia) o all’esposizione cronica al rumore, che tendono a progredire lentamente ma costantemente se non si interviene. Le forme trasmissive (da problema dell’orecchio medio) possono invece stabilizzarsi, ma il danno alle strutture interne aumenta se l’infezione o la patologia di base non viene curata. La valutazione audiologica periodica permette di monitorare l’evoluzione e intervenire al momento giusto.

Quando l’ipoacusia è considerata grave?

In base alla classificazione audiologica, l’ipoacusia è considerata grave quando la soglia uditiva supera i 70 decibel. A questi livelli il paziente non riesce a capire una conversazione a voce normale nemmeno da vicino e ha bisogno di amplificazione o di altri supporti comunicativi. Prima di arrivare a questo stadio passano in genere anni, durante i quali un intervento precoce – medico, chirurgico o protesico – può preservare una funzione uditiva utile.

Come si cura la sordità improvvisa?

La sordità improvvisa è un’emergenza otologica: prima si interviene, maggiori sono le possibilità di recupero. Il trattamento di prima linea prevede la terapia cortisonica, somministrata per via sistemica o con iniezioni transtimpaniche direttamente nell’orecchio medio. In alcuni casi si associa l’ossigenoterapia iperbarica. È fondamentale rivolgersi allo specialista ORL entro le prime ore o giorni dall’insorgenza, senza aspettare che il disturbo passi da solo.

Dott. Francesco Paolo Curatoli

Scritto da Dott. Francesco Paolo Curatoli

Otorinolaringoiatra

Otorinolaringoiatra con oltre 30 anni di esperienza e più di 2000 interventi di chirurgia ORL. Al Centro ORL Curatoli di Giovinazzo segue il paziente dalla prima visita all'intervento e ai controlli: chirurgia del naso e rinoplastica, otochirurgia, apnee notturne e vertigini.

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