Orecchie tappate con il raffreddore per disfunzione della tuba di Eustachio

Con il raffreddore le orecchie si tappano perché la tuba di Eustachio, il piccolo canale che collega l’orecchio medio al retro del naso, si gonfia e smette di aprirsi normalmente. Senza quelle aperture l’aria dietro il timpano viene riassorbita, si crea una pressione negativa e la membrana si ritira: da qui l’ovattamento, la sensazione di sentire la propria voce rimbombare e gli schiocchi quando deglutisci. Nella maggior parte dei casi si risolve in pochi giorni insieme al raffreddore, ma può persistere per settimane se dietro al timpano si forma del liquido.

È il disturbo che a novembre riempie di più la sala d’attesa, ed è anche quello su cui si fanno più terapie inutili. Antibiotici, gocce nell’orecchio, antistaminici presi a caso. Nessuna delle tre serve quasi mai.

Che cos’è la tuba di Eustachio e perché si blocca

La tuba di Eustachio ha un compito solo: pareggiare la pressione fra l’orecchio medio e l’esterno. Normalmente sta chiusa e si apre per una frazione di secondo ogni volta che degluti, sbadigli o mastichi, lasciando entrare una bolla d’aria.

Durante un’infezione delle vie aeree la mucosa che la riveste si infiamma e si gonfia. Il canale è già di suo sottilissimo, quindi basta poco per chiuderlo del tutto. A quel punto l’aria intrappolata nell’orecchio medio viene assorbita dai vasi della mucosa, la pressione scende sotto quella atmosferica e il timpano viene risucchiato verso l’interno. Se la situazione dura, i vasi iniziano a far trasudare liquido e la cavità si riempie: è l’otite media effusiva, quella che nel linguaggio comune si chiama catarro nell’orecchio.

Come si riconosce

I sintomi sono precisi e abbastanza diversi da quelli di un’infezione dell’orecchio vera e propria:

  • Ovattamento, come avere un tappo o del cotone dentro.
  • Autofonia: la tua voce ti rimbomba in testa quando parli.
  • Schiocchi o crepitii deglutendo, soffiando il naso, sbadigliando.
  • Lieve calo dell’udito, in genere 15-25 decibel, che fa alzare il volume della televisione.
  • Senso di pressione o di orecchio pieno, raramente dolore vero.
  • A volte lievi instabilità, soprattutto cambiando posizione rapidamente.

Il dolore intenso e pulsante, con febbre, è un’altra cosa: indica un’otite media acuta, che ha una gestione diversa e che trovi spiegata nella pagina sulle otiti.

Quanto dura

Nella maggior parte degli adulti il disturbo segue il raffreddore e se ne va con lui, quindi entro sette o dieci giorni. Se si è formato del liquido dietro il timpano i tempi si allungano: circa la metà dei casi si risolve in un mese, e intorno al novanta per cento entro tre mesi, senza bisogno di fare nulla di particolare.

La soglia operativa quindi è questa. Dopo tre o quattro settimane di orecchio ancora tappato serve un controllo, perché a quel punto è utile misurare se davvero c’è liquido e quanto udito si è perso.

Cosa fare a casa e cosa evitare

Le manovre che aiutano la tuba a riaprirsi:

  • Deglutire e sbadigliare spesso. Banale, ma è il meccanismo fisiologico.
  • Manovra di Valsalva gentile: naso chiuso con le dita, bocca chiusa, soffiare con delicatezza fino a sentire un piccolo schiocco. Delicatezza è la parola chiave, perché farla con forza può danneggiare il timpano.
  • Lavaggi nasali con soluzione salina, che sono la vera terapia: il problema sta nel naso, non nell’orecchio.
  • Masticare una gomma o succhiare una caramella in aereo e in auto durante le discese.
  • Dormire con la testa sollevata nelle notti peggiori.

Quello che non serve, e che vediamo fare continuamente:

  • Gocce auricolari. Il problema è dietro il timpano e nessuna goccia ci arriva. Sono completamente inutili in questo quadro.
  • Antibiotici, in assenza di un’infezione acuta documentata.
  • Antistaminici, se non c’è una componente allergica: asciugano le secrezioni e le rendono più difficili da muovere.
  • Spray decongestionanti oltre i cinque giorni, che innescano la rinite medicamentosa e alla lunga peggiorano l’ostruzione nasale.
  • Cotton fioc, che non c’entrano nulla con questo disturbo e aggiungono solo il rischio di irritare il condotto.

Un orecchio tappato da più di tre settimane va misurato, non aspettato

Dopo un mese la domanda non è più se passerà, ma se dietro il timpano c’è liquido e quanto udito è in gioco. Si risponde con due esami rapidi e indolori, impedenzometria e audiometria, che danno un dato oggettivo invece di una sensazione. Al Centro ORL Curatoli si eseguono nella stessa visita, in Via Bari 23 a Giovinazzo, a pochi minuti da Bari.

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Quando diventa otite sierosa

Se la tuba resta chiusa a lungo, la cavità dell’orecchio medio si riempie di un liquido denso e vischioso. Non c’è infezione, non c’è febbre, spesso non c’è nemmeno dolore: c’è solo un orecchio che non torna. È la ragione per cui questo quadro viene sottovalutato per mesi, soprattutto nei bambini.

Quando il liquido persiste oltre i tre mesi con un calo dell’udito significativo, o quando il timpano inizia a retrarsi in modo marcato, si valuta il posizionamento di un drenaggio transtimpanico, un piccolo tubicino che ventila l’orecchio medio e restituisce l’udito nell’immediato.

Nei bambini: il calo dell’udito silenzioso

Nei bambini la tuba di Eustachio è più corta e più orizzontale, quindi si blocca con molta più facilità. Da ottobre in poi, con l’asilo e la scuola, l’otite sierosa diventa comune e passa spesso inosservata, perché il bambino non si lamenta: semplicemente sente meno.

I segnali da cogliere sono indiretti. Alza il volume della televisione, chiede di ripetere, sembra distratto, risponde a sproposito quando lo chiami da un’altra stanza, la maestra segnala cali di attenzione. In un’età in cui il linguaggio si sta costruendo, settimane di udito ridotto non sono irrilevanti.

Dietro a episodi che si ripetono ci sono quasi sempre le adenoidi ingrossate, che occupano proprio lo spazio in cui la tuba sbocca nel rinofaringe. In quei casi si valuta il quadro nel suo insieme, respirazione notturna compresa.

Negli adulti: il caso in cui non si aspetta

Questo passaggio è il più importante dell’articolo, anche se riguarda pochi casi. Un adulto con un solo orecchio tappato, che persiste per settimane, senza un raffreddore che lo giustifichi e senza che l’altro orecchio sia coinvolto, va esaminato il rinofaringe con l’endoscopia.

Il motivo è che una massa nel rinofaringe può ostruire lo sbocco di una sola tuba, e l’otite sierosa monolaterale può esserne il primo e unico segnale. È una situazione rara, ma è esattamente il tipo di diagnosi che si fa presto o si fa tardi. Il rischio concreto non è la malattia in sé: è passare sei mesi fra spray nasali e rassicurazioni senza che nessuno abbia guardato.

Come si misura: impedenzometria e audiometria

L’impedenzometria dura meno di un minuto per orecchio. Un piccolo auricolare varia la pressione nel condotto e misura quanto il timpano si muove: se dietro c’è liquido, la curva si appiattisce e il risultato è inequivocabile. Non serve collaborazione, quindi si esegue anche sui bambini piccoli.

L’audiometria quantifica invece la perdita in decibel e distingue un problema di trasmissione, come in questo caso, da un problema dell’orecchio interno. Entrambi gli esami sono descritti nella pagina sull’esame audiometrico e impedenzometrico.

Due esami, una risposta, nello stesso pomeriggio

Chi arriva da noi con l’orecchio tappato da settimane in genere ha già provato due o tre terapie a vuoto, e quello che manca non è un altro farmaco ma un dato. La visita otorinolaringoiatrica con impedenzometria e audiometria chiude la questione in un unico appuntamento, e se il quadro richiede un intervento ventilatorio lo gestiamo noi, in sede. Se le cause del tuo orecchio tappato potrebbero essere altre, dal cerume alla pressione, le trovi tutte nell’articolo su orecchio tappato: cause e rimedi.

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Domande frequenti sulle orecchie tappate con il raffreddore

Quanto dura un orecchio tappato dopo il raffreddore?

Nella maggior parte degli adulti si risolve insieme al raffreddore, quindi entro sette o dieci giorni. Se dietro il timpano si è formato del liquido i tempi si allungano: circa metà dei casi guarisce entro un mese e intorno al novanta per cento entro tre mesi, anche senza terapia specifica. Oltre le tre o quattro settimane conviene però misurare la situazione con l’impedenzometria, invece di continuare ad aspettare.

Le gocce per le orecchie servono?

No, in questo quadro sono inutili. Il problema si trova dietro il timpano, nell’orecchio medio, e nessuna goccia instillata nel condotto uditivo può attraversare una membrana integra. La terapia utile agisce sul naso, non sull’orecchio: lavaggi nasali, eventuale cortisonico nasale e manovre di apertura della tuba. Le gocce auricolari hanno senso in altri quadri, come l’otite esterna.

Come si fa la manovra di Valsalva senza farsi male?

Si chiude il naso con le dita, si tiene la bocca chiusa e si soffia con delicatezza, aumentando la pressione in modo graduale fino a percepire un piccolo schiocco nelle orecchie. La delicatezza è essenziale: una manovra eseguita con forza eccessiva può danneggiare il timpano o l’orecchio interno. Va evitata del tutto in presenza di dolore acuto o se si sospetta una perforazione del timpano.

Serve l’antibiotico?

Quasi mai. La disfunzione tubarica e l’otite media effusiva non sono infezioni batteriche in atto: sono la conseguenza meccanica di una tuba chiusa. L’antibiotico ha senso solo in presenza di un’otite media acuta documentata, con dolore intenso, febbre e timpano infiammato. Negli altri casi non accorcia i tempi e contribuisce al problema dell’antibiotico-resistenza.

Come capisco se mio figlio ci sente meno?

I segnali sono indiretti perché il bambino raramente si lamenta: alza il volume della televisione, chiede spesso di ripetere, non risponde se lo chiami da un’altra stanza, sembra distratto o in ritardo nelle risposte, e a scuola viene segnalato un calo di attenzione. L’impedenzometria dà la risposta in meno di un minuto per orecchio, non richiede collaborazione e si esegue tranquillamente anche sui più piccoli.

Posso prendere l’aereo con le orecchie tappate?

Si può, ma è scomodo e in qualche caso doloroso, perché la tuba chiusa non riesce a compensare i cambi di pressione, soprattutto in discesa. Aiutano un lavaggio nasale prima del volo, deglutire o masticare una gomma durante la discesa, restare svegli in quella fase e usare la manovra di Valsalva delicata a ripetizione. Se il disturbo è recente e importante, conviene sentire lo specialista prima di partire.

Quando un orecchio tappato va indagato con urgenza?

Quando riguarda un solo orecchio, dura da settimane, non è giustificato da un raffreddore recente e non accenna a migliorare. In un adulto questo quadro richiede un’endoscopia del rinofaringe, perché una massa in quella sede può ostruire lo sbocco di una sola tuba e l’otite sierosa monolaterale può esserne il primo segnale. Va valutato subito anche un calo dell’udito improvviso e marcato, che è un’urgenza a sé.

Dott. Francesco Paolo Curatoli

Scritto da Dott. Francesco Paolo Curatoli

Otorinolaringoiatra

Otorinolaringoiatra con oltre 30 anni di esperienza e più di 2000 interventi di chirurgia ORL. Al Centro ORL Curatoli di Giovinazzo segue il paziente dalla prima visita all'intervento e ai controlli: chirurgia del naso e rinoplastica, otochirurgia, apnee notturne e vertigini.

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