Ipertrofia dei turbinati, diagnosi e cura al Centro ORL Curatoli

Ipertrofia dei turbinati: sintomi, cause e cura del naso chiuso

L’ipertrofia dei turbinati è l’ingrossamento cronico dei turbinati, le strutture interne del naso che riscaldano, umidificano e filtrano l’aria. Quando restano gonfi in modo stabile riducono lo spazio per il passaggio dell’aria, ed è una delle cause più frequenti di naso chiuso persistente. Il segno che la distingue è un’ostruzione che cambia lato durante la giornata, peggiora da sdraiati e non si risolve con gli spray decongestionanti.

Ti si chiude una narice, poi l’altra, soprattutto quando ti sdrai, e gli spray funzionano per un’ora prima che il naso torni come prima. Se ti riconosci, molto probabilmente sono i turbinati. Nella nostra esperienza al Centro ORL Curatoli è una delle condizioni più comuni dietro a un naso che non si libera mai, e rientra nella chirurgia nasale funzionale, il percorso che valuta insieme respirazione e struttura del naso.

Abuso di spray decongestionante, tra le cause dell'ipertrofia dei turbinati

Perché i turbinati si ingrossano: le cause

Le cause sono diverse e spesso combinate. L’ipertrofia può essere favorita da una rinite allergica o vasomotoria o da un’infiammazione persistente, una delle origini più comuni anche secondo il Manuale MSD. Anche alcuni farmaci vasodilatatori e soprattutto l’abuso di spray decongestionanti, che molti usano proprio per liberare il naso, peggiorano paradossalmente il problema, creando una dipendenza che mantiene i turbinati gonfi.

Molto spesso l’ipertrofia non è isolata ma si accompagna ad altre patologie nasali, che vanno trattate contemporaneamente per risolvere davvero l’ostruzione: la deviazione del setto nasale (il setto storto sbilancia il flusso d’aria e il turbinato del lato più libero si ingrossa per compensare), la poliposi nasale, la sinusite cronica e le infezioni ricorrenti.

I sintomi dell’ipertrofia dei turbinati: come riconoscerla

Il segno tipico è l’ostruzione nasale che alterna i due lati e peggiora in posizione sdraiata. L’alternanza ha una spiegazione fisiologica: i due turbinati non lavorano mai contemporaneamente ma a turno, e quando sono ingrossati questo ciclo naturale si avverte come un naso che si tappa ora da un lato ora dall’altro. Da sdraiati, inoltre, il maggiore afflusso di sangue li gonfia ulteriormente, ed è per questo che il disturbo peggiora di notte.

Ne derivano respirazione con la bocca, russamento, sonno poco riposante e una sensazione di naso costantemente pieno. Il sonno disturbato non resta confinato alla notte: si traduce in stanchezza diurna, difficoltà di concentrazione a scuola o al lavoro e, nelle forme più importanti, sonnolenza durante il giorno. La diagnosi si fa con l’endoscopia nasale, che mostra direttamente il volume dei turbinati e permette di capire se all’ingrossamento si associa una deviazione del setto.

Naso chiuso da mesi? Vediamo se sono i turbinati

Con l’endoscopia nasale capiamo in pochi minuti se l’ostruzione dipende dai turbinati ingrossati, dal setto o da entrambi, e quale trattamento serve davvero. Prenota la prima visita oppure chiama lo +39 080 3947 222.

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Come si cura l’ipertrofia dei turbinati: dai farmaci alla turbinoplastica

Nelle forme legate all’allergia o all’infiammazione si parte dalla terapia medica, basata essenzialmente su spray a base di cortisone e sull’abolizione dei decongestionanti. Quando questo non basta, o nelle forme di vecchia data e più importanti, solo la chirurgia risolve davvero l’ostruzione. Si possono eseguire due tipi di intervento, scelti in base all’entità dell’ipertrofia:

  • Diatermia sottomucosa riduce il volume dei turbinati dall’interno. È un intervento di breve durata, eseguibile in anestesia locale e in regime ambulatoriale, e non richiede tamponamento. I risultati sono sovrapponibili sia con pinza bipolare, radiofrequenze o altro.
  • Turbinoplastica una vera plastica del turbinato con una riduzione volumetrica maggiore. Si esegue in regime di ricovero, in anestesia generale, richiede il tamponamento ed è riservata alle ipertrofie più importanti, per le quali la diatermia non è sufficiente.

In entrambi i casi un punto è decisivo: continuare a trattare la patologia che ha causato l’ipertrofia, come la rinite allergica o vasomotoria, è fondamentale per evitare che l’ostruzione si ripresenti. Quando coesiste una deviazione del setto, l’intervento sui turbinati si associa spesso alla settoplastica nella stessa seduta.

Valutazione di turbinati e setto con endoscopia nasale al Centro ORL Curatoli

Perché curare l’ipertrofia dei turbinati al Centro ORL Curatoli

L’ipertrofia dei turbinati raramente è isolata, ed è questo che fa la differenza nella cura. Valutiamo sempre insieme turbinati e setto con l’endoscopia, perché trattare solo uno dei due lasciando l’altro spesso non risolve il naso chiuso. Diagnosi, eventuale intervento nella sala operatoria interna a Giovinazzo, a pochi minuti da Bari, e controlli avvengono nello stesso luogo, con la stessa equipe.

È la differenza tra zittire un sintomo e rimuovere la causa della respirazione difficile. Per inquadrare il problema nel suo insieme, vedi anche la pagina sulla chirurgia nasale e la pagina sulla deviazione del setto, la condizione che più spesso si accompagna ai turbinati ingrossati.

Smetti di dipendere dagli spray per respirare

Se il naso chiuso torna appena finisce l’effetto del decongestionante, una valutazione di turbinati e setto ti dice se la turbinoplastica può restituirti una respirazione stabile, senza farmaci quotidiani. Prenota la visita oppure chiama lo +39 080 3947 222.

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Domande frequenti sull’ipertrofia dei turbinati

Quali sono i rimedi per l’ipertrofia dei turbinati?

Nelle forme legate ad allergia o infiammazione si parte dalla terapia medica, con spray a base di cortisone e abolizione dei decongestionanti. Quando i farmaci non bastano e l’ostruzione persiste, si ricorre alla chirurgia: la diatermia sottomucosa nelle forme più contenute, la turbinoplastica in quelle maggiori. In ogni caso resta fondamentale trattare la causa di base, come la rinite, per evitare che il disturbo si ripresenti.

Perché il naso si chiude di più quando sono sdraiato?

In posizione sdraiata aumenta l’afflusso di sangue ai turbinati, che tendono a gonfiarsi ulteriormente. Se i turbinati sono già ingrossati, questo rende l’ostruzione più evidente, con la tipica alternanza tra le due narici durante la notte.

Gli spray decongestionanti curano l’ipertrofia dei turbinati?

No, gli spray decongestionanti danno solo un sollievo temporaneo e il loro uso prolungato peggiora il problema, creando una dipendenza che mantiene i turbinati gonfi. Per una soluzione duratura serve individuare la causa con una visita e, se necessario, ricorrere alla turbinoplastica.

La turbinoplastica è dolorosa?

Il fastidio è generalmente modesto e ben controllabile. La turbinoplastica si esegue in anestesia generale, con ricovero e tamponamento nasale, mentre la diatermia sottomucosa, indicata nelle forme più lievi, si fa in anestesia locale e senza tamponi. Nei giorni successivi si avverte naso chiuso per i tamponi, che si rimuovono in genere dopo 48 ore.

Ipertrofia dei turbinati e deviazione del setto sono collegate?

Sì, spesso. Una deviazione del setto sbilancia il flusso d’aria e il turbinato del lato più libero si ingrossa per compensare. Per questo le due condizioni vanno valutate insieme, e la turbinoplastica si associa frequentemente alla settoplastica nello stesso intervento.

Quali sono i sintomi dell’ipertrofia dei turbinati?

Il sintomo principale è la sensazione persistente di naso chiuso o ostruito, spesso più marcata da un lato. Possono accompagnarsi scolo nasale abbondante, respiro rumoroso, difficoltà a dormire, roncopatia e senso di pesantezza al viso. In alcuni casi si riduce anche la capacità olfattiva. La diagnosi richiede una visita otorinolaringoiatrica con endoscopia nasale.

Come si sgonfiano i turbinati senza intervento?

Nelle forme lievi o moderate è possibile ridurre il gonfiore dei turbinati con lavaggi nasali regolari con soluzione salina, spray cortisonici nasali prescritti dallo specialista e, se c’è una componente allergica, con antistaminici e controllo dell’esposizione agli allergeni. Questi trattamenti migliorano i sintomi ma non risolvono l’ipertrofia strutturale: quando la terapia medica risulta insufficiente si valuta un intervento mini-invasivo come la turbinoplastica.

Dott. Francesco Paolo Curatoli

Scritto da Dott. Francesco Paolo Curatoli

Otorinolaringoiatra

Otorinolaringoiatra con oltre 30 anni di esperienza e più di 2000 interventi di chirurgia ORL. Al Centro ORL Curatoli di Giovinazzo segue il paziente dalla prima visita all'intervento e ai controlli: chirurgia del naso e rinoplastica, otochirurgia, apnee notturne e vertigini.

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