Poliposi nasale: quando il naso si chiude e l’olfatto sparisce
La poliposi nasale è un’infiammazione cronica della mucosa dei seni paranasali che porta alla formazione di escrescenze benigne, i polipi, dentro il naso. Non è un tumore. I sintomi principali sono naso chiuso persistente e perdita di olfatto e gusto. Si diagnostica con la fibroscopia nasale e la TAC e si cura per gradi: dal cortisone alla chirurgia endoscopica FESS quando i polipi ostruiscono la respirazione, con i farmaci biologici riservati a casi selezionati.
Il naso chiuso da mesi, gli odori che non si sentono più, anche il gusto del cibo spento. Se ti riconosci, al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, affrontiamo la poliposi con un percorso che parte da una diagnosi precisa e arriva, quando serve, alla chirurgia.
La cosa che spaventa di più i pazienti è la perdita dell’olfatto. È un sintomo tipico della poliposi, e la buona notizia è che, trattando l’infiammazione, nella maggior parte dei casi l’olfatto si recupera.
Polipi nasali: sintomi e come accorgersene
I polipi nasali sono escrescenze benigne, di solito bilaterali ed edematose, che crescono lentamente occupando spazio dentro il naso. Con il progressivo aumento di volume compaiono una difficoltà respiratoria crescente e la rinorrea, cioè lo scolo continuo di muco. Proprio perché si installano poco alla volta, spesso ci si abitua ai sintomi senza rendersene conto. I segni più frequenti sono:
- Naso chiuso persistente, che non passa con i comuni decongestionanti
- Riduzione o perdita di olfatto e gusto
- Scolo di muco denso, anche posteriore verso la gola
- Senso di pressione o dolore al volto, a livello dei seni paranasali
- Disturbi del sonno, russamento e mal di testa
La poliposi rientra in un quadro più ampio di patologia nasale: è spesso associata a riniti croniche (allergiche o vasomotorie), sinusite cronica e asma. Per questo va sempre inquadrata in modo completo, non come un disturbo isolato.
Come si diagnostica la poliposi nasale
La diagnosi si fa con la visita otorinolaringoiatrica e la fibroscopia nasale (endoscopia a fibre ottiche), che permette di vedere direttamente i polipi, valutarne l’estensione e distinguerli da altre cause di ostruzione. La TAC dei seni paranasali completa il quadro e serve a pianificare l’eventuale intervento. La fibroscopia è il vero punto di forza di un centro ORL: senza vedere dentro il naso non si può capire quanto la poliposi sia avanzata.
Vuoi tornare a respirare bene e recuperare l’olfatto?
Una visita con endoscopia nasale chiarisce in pochi minuti quanto i polipi siano estesi e qual è il percorso giusto per il tuo caso, dalla terapia medica all’eventuale intervento. Se preferisci, chiama lo +39 080 3947 222.
Prenota una visitaI gradi della poliposi nasale: la classificazione PNS
Per misurare quanto i polipi siano estesi si usa il Polyps Nasal Score (PNS), che li classifica in quattro gradi in base alle dimensioni. È un riferimento utile per scegliere la terapia e per seguire l’andamento nel tempo.
| Grado PNS | Dimensioni dei polipi | Effetto sulla respirazione |
|---|---|---|
| 1-2 | Piccoli o poco voluminosi | Scarso ostacolo alla respirazione |
| 3-4 | Di dimensioni maggiori | Ostruzione nasale marcata |
Come si cura la poliposi nasale: dai farmaci alla chirurgia FESS
Il percorso di cura si articola su più livelli, in base alla gravità.
Si parte quasi sempre dalla terapia medica con cortisone, topico (spray) o sistemico, che riduce l’infiammazione e può far regredire i polipi più piccoli. Quando la terapia medica non dà un benessere duraturo, non è efficace o il quadro è complicato, si passa alla chirurgia endoscopica dei seni paranasali, la cosiddetta FESS: un intervento mini-invasivo che rimuove i polipi e ripristina il drenaggio dei seni, lavorando attraverso le narici senza incisioni esterne.
Nelle forme gravi esistono anche i farmaci biologici, che agiscono sull’infiammazione alla base della malattia. Vanno però considerati con attenzione: il loro effetto è solo sintomatico e cessa alla sospensione, possono dare effetti collaterali che costringono a interrompere la cura e hanno un costo elevato. Per questo li riserviamo a casi selezionati, in genere pazienti con altre patologie come l’asma o che, per le loro condizioni generali, non possono affrontare l’intervento.
Perché la poliposi nasale non va trascurata
La poliposi nasale è una malattia che tende a recidivare: la chirurgia rimuove i polipi ma non spegne l’infiammazione che li genera. Questo non è un buon motivo per rimandare la cura, ma per affidarsi a un centro che ti segue nel tempo, combinando terapia medica, eventuale chirurgia e controlli regolari. Al Centro ORL Curatoli inquadriamo diagnosi, terapia e follow-up nello stesso percorso, con la stessa equipe, e disponiamo della sala operatoria interna per gli interventi.
Vedi anche la pagina sulla chirurgia nasale e le pagine su sinusiti e riniti croniche. Per un approfondimento clinico puoi consultare la scheda sui polipi nasali su Humanitas.
La poliposi tende a tornare: fatti seguire nel tempo
Poiché i polipi possono riformarsi, il risultato dipende da un percorso continuo: diagnosi, terapia, eventuale chirurgia e controlli regolari con la stessa equipe. Prenota la visita e imposta con noi il piano giusto per il tuo caso. Se preferisci, chiama lo +39 080 3947 222.
Prenota una visitaDomande frequenti sulla poliposi nasale
Come si cura la poliposi nasale?
La cura procede per livelli. Si parte dai cortisonici, in spray o per via sistemica, per ridurre l’infiammazione e far regredire i polipi piccoli. Nelle forme gravi si usano i farmaci biologici. Quando la terapia medica non basta si ricorre alla chirurgia endoscopica FESS, che rimuove i polipi e ripristina il drenaggio dei seni paranasali.
Che problemi danno i polipi nel naso?
I polipi nasali causano ostruzione respiratoria persistente, riduzione o perdita di olfatto e gusto, scolo di muco denso, senso di pressione al volto e disturbi del sonno. Essendo legati a un’infiammazione cronica, sono spesso associati a sinusiti ricorrenti, asma e allergie.
Cosa succede se non si operano i polipi nasali?
Se non trattati, i polipi tendono ad aumentare di volume peggiorando l’ostruzione nasale, la perdita di olfatto e la qualità del sonno, e favoriscono sinusiti ricorrenti. Non tutti i casi richiedono la chirurgia: molte forme si controllano con la terapia medica. La visita serve a stabilire il percorso giusto.
Si possono eliminare i polipi nasali senza intervento?
Sì, nei casi non avanzati i polipi possono ridursi con la terapia medica a base di cortisonici e, nelle forme gravi, con i farmaci biologici. La chirurgia si riserva ai casi in cui i farmaci non bastano. Solo la visita con endoscopia può stabilire se nel tuo caso è possibile evitare l’intervento.
La poliposi nasale può tornare dopo l’intervento?
Sì, la poliposi è una malattia soggetta a recidive, perché la chirurgia rimuove i polipi ma non elimina l’infiammazione cronica che li genera. Per questo è importante proseguire con la terapia medica e i controlli nel tempo, riducendo così il rischio che i polipi si riformino.
Come ci si accorge di avere i polipi nasali?
I polipi nasali nelle fasi iniziali possono essere quasi asintomatici. Con il crescere delle dimensioni compaiono naso chiuso persistente, riduzione o perdita dell’olfatto (iposmia o anosmia), scolo di muco abbondante e senso di pressione al viso. La perdita dell’olfatto è spesso il segnale che spinge a rivolgersi allo specialista. La diagnosi viene confermata con una visita otorinolaringoiatrica ed endoscopia nasale.
Come vengono tolti i polipi nasali con l’intervento?
Quando la terapia medica (spray cortisonici, lavaggi, eventuale cortisone orale) non è sufficiente, si ricorre alla chirurgia endoscopica nasosinusale, chiamata FESS. Si tratta di un intervento mini-invasivo eseguito in anestesia, senza incisioni esterne, in cui i polipi vengono rimossi attraverso le narici con strumenti endoscopici. Il ricovero è generalmente breve e il recupero funzionale avviene in pochi giorni.
