Otite, infiammazione dell'orecchio nelle forme esterna, media e cronica

Otite: tipi, sintomi e quando rivolgersi allo specialista

L’otite è l’infiammazione dell’orecchio più comune e si presenta in tre forme: esterna, quando interessa la pelle del condotto uditivo; media, quando colpisce la cavità dietro il timpano; cronica, quando si ripete o non guarisce nel tempo. I sintomi tipici sono mal d’orecchio, senso di orecchio ovattato, calo dell’udito e a volte febbre o secrezioni.

La maggior parte delle otiti si risolve in pochi giorni, anche senza antibiotico, ma quando i sintomi non passano, tornano spesso o si fanno intensi serve lo specialista: dietro un’otite cronica possono nascondersi una perforazione del timpano o un colesteatoma, che richiedono una cura mirata e talvolta chirurgica.

I tre tipi di otite: esterna, media e cronica

Non tutte le otiti sono uguali, e capire quale tipo si ha è il primo passo per curarla bene. La sede dell’infiammazione cambia sintomi, cause e trattamento.

Otite esterna

È l’infiammazione o l’infezione della pelle del condotto uditivo esterno, di origine batterica o micotica (da funghi). Quando si tratta di una semplice infiammazione si parla di eczema, con senso di irritazione e bruciore, prurito e sensazione di orecchio umido. L’eczema può derivare da traumatismi ripetuti (l’uso del cotton fioc), dalla sensibilizzazione della pelle a sostanze chimiche, sia per contatto (cosmetici, spray, shampoo, tinture) sia per ingestione con gli alimenti, o essere favorito da patologie dermatologiche come psoriasi e dermatite seborroica.

L’infezione vera e propria è molto frequente d’estate, dopo i bagni in mare o in piscina, per la macerazione della pelle, le variazioni di pH e i piccoli traumi: per questo l’otite esterna è chiamata anche otite del nuotatore. I sintomi sono dolore (otalgia), fuoriuscita di secrezione (otorrea) e calo dell’udito; un segno tipico è il dolore che aumenta premendo sull’orecchio o masticando. La maggior parte delle forme si tratta facilmente, ma alcuni batteri o funghi sono resistenti ai comuni antibiotici: in questi casi il tampone auricolare permette di individuare l’agente responsabile e di verificare in laboratorio a quali farmaci è sensibile. Anche in un’infezione apparentemente banale, i controlli dopo la terapia servono a confermare la guarigione o a intercettare una malattia che persiste.

Otite media

L’otite media si sviluppa dietro il timpano, nella cavità dell’orecchio medio dove si trovano gli ossicini che, insieme alla membrana, trasmettono i suoni. L’orecchio medio comunica con il naso attraverso la tuba di Eustachio, che ne assicura la ventilazione: quando questa comunicazione si altera compaiono ovattamento e dolore. È quello che accade con le brusche variazioni di pressione delle immersioni o dei voli aerei, e con tutte le patologie del naso che impediscono una corretta ventilazione dell’orecchio, come le rinosinusiti, la poliposi nasale, la deviazione del setto e, nei bambini, l’ipertrofia adenoidea.

L’otite media acuta è una delle infezioni più comuni, soprattutto nei bambini, e si manifesta con dolore, calo dell’udito, acufeni, pulsazioni, vertigini e talvolta febbre. Poiché l’infiammazione nasale, allergica o infettiva, ne favorisce la comparsa, il trattamento del naso va associato a quello dell’orecchio.

Una forma molto frequente è l’otite media sieromucosa, cioè l’accumulo di muco nell’orecchio medio. È diffusissima nei bambini, ma compare anche negli adulti, favorita da una patologia nasale acuta o cronica. La presenza di muco e l’assenza di aria impediscono al timpano di vibrare, e questo provoca ipoacusia o sensazione di udito ovattato. La cura punta a far drenare il muco attraverso la tuba di Eustachio con una terapia del naso e, quando questa non basta, con un trattamento chirurgico mini-invasivo (il drenaggio timpanico, descritto più avanti).

Otite cronica

Si parla di otite cronica quando l’infiammazione si ripete o non si risolve nel tempo. È la forma che richiede più attenzione. Viene definita semplice quando è presente solo una perforazione del timpano stabilizzata, complicata quando si sviluppano granulazioni (otite cronica granulomatosa) o un colesteatoma. È proprio questa la forma in cui un’otite trascurata può evolvere verso danni dell’udito e complicanze, e la sua terapia è chirurgica.

Forme particolari di otite: otomicosi e otite bollosa

Oltre alle tre forme principali esistono varianti più specifiche. L’otomicosi è un’otite esterna causata da funghi (spesso Aspergillus o Candida) anziché da batteri: provoca prurito intenso, senso di orecchio pieno e una caratteristica patina nel condotto uditivo. Si tratta con una pulizia accurata in ambulatorio e antimicotici locali, evitando i comuni antibiotici che non hanno effetto sui funghi.

L’otite bollosa (o miringite bollosa) è invece un’infiammazione del timpano con la comparsa di piccole bolle dolorose sulla membrana, di solito legata a infezioni virali. È molto dolorosa ma tende a risolversi con terapia sintomatica e controllo specialistico.

Quando l’otite guarisce da sola e quando serve lo specialista

Va detto con chiarezza, perché è ciò che molti cercano: gran parte delle otiti, soprattutto quelle virali, si risolve spontaneamente in pochi giorni, e nel frattempo il dolore si allevia con i farmaci indicati dal medico. Non sempre, quindi, servono l’antibiotico o una visita specialistica. È invece importante rivolgersi a un otorinolaringoiatra quando:

  • I sintomi non migliorano dopo due o tre giorni
  • Il dolore è molto forte o insopportabile
  • Esce pus o sangue dall’orecchio, possibile segno di una perforazione del timpano
  • La febbre è alta o si avverte un calo netto dell’udito
  • Le otiti si ripetono spesso o tendono a diventare croniche

Mal d’orecchio che non passa o otiti che tornano? Falle valutare

Se un’otite non migliora dopo qualche giorno, fa molto male o si ripresenta di continuo dallo stesso orecchio, una visita serve a capirne la causa ed evitare che evolva. In studio esaminiamo l’orecchio con l’otoscopia e, quando indicato, con il tampone auricolare e l’esame dell’udito. Chiama lo +39 080 3947 222 o prenota online.

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Come si diagnostica l’otite

La diagnosi dell’otite esterna si basa sull’ispezione del condotto e, quando necessario, sull’aspirazione delle secrezioni; il tampone auricolare aiuta a identificare l’agente responsabile nelle forme resistenti. Per l’orecchio medio la valutazione parte dall’otoscopia, che osserva il timpano, e si completa con l’esame audiometrico e impedenzometrico, che misura l’effetto dell’otite sull’udito e lo stato dell’orecchio medio.

Nelle forme croniche o complicate possono servire approfondimenti per studiare l’estensione del problema e pianificare l’eventuale intervento. Informazioni di salute affidabili sull’otite sono disponibili anche sul portale ISSalute dell’Istituto Superiore di Sanità.

Quando l’otite si accompagna a sanguinamento dall’orecchio (otorragia), l’esame serve anche a capire da dove origina il sangue.

Come si curano le otiti: dalla terapia medica alla chirurgia

Nelle forme acute la cura è quasi sempre medica e mira a spegnere infiammazione e infezione, associando il trattamento del naso quando una patologia nasale alimenta l’otite. Nell’otite media sieromucosa la terapia punta a far drenare il muco attraverso la tuba di Eustachio. Quando il trattamento medico non basta, o quando l’otite diventa cronica, entra in gioco la chirurgia, che oggi nelle forme adatte è mini-invasiva ed endoscopica.

Intervento Quando si esegue
Drenaggio timpanico Otite media sieromucosa con muco persistente: una piccola incisione del timpano permette di aspirare le secrezioni e posizionare un tubicino di ventilazione (circa 2 mm). Si esegue ambulatorialmente in anestesia locale, con recupero uditivo immediato; il tubo si rimuove dopo 2-3 mesi e la membrana cicatrizza spontaneamente
Miringoplastica Riparazione di una perforazione del timpano stabilizzata: eseguita in endoscopia, senza incisioni esterne, previene le riacutizzazioni infettive e consente di recuperare un udito normale, con guarigione più rapida
Timpanoplastica Otiti croniche complicate da granulazioni o colesteatoma: non è la riparazione del solo timpano, ma la rimozione della patologia dall’orecchio medio e la ricostruzione degli ossicini quando necessario

La perforazione del timpano è spesso l’esito stabilizzato di otiti acute o di traumi. All’inizio l’orecchio medio non è danneggiato, ma l’esposizione all’aria e le infezioni ricorrenti che passano attraverso la perforazione finiscono per danneggiare nel tempo la mucosa e gli ossicini, con un calo dell’udito progressivo o lo sviluppo di otiti complicate. Per questo ripararla tempestivamente con la miringoplastica è importante. Quando invece la patologia interessa la cassa del timpano, l’intervento può essere endoscopico come la miringoplastica; la diffusione agli spazi posteriori dell’orecchio e le complicanze, al contrario, controindicano l’approccio mini-invasivo. La regola pratica è semplice: una diagnosi precoce consente interventi endoscopici mini-invasivi e un buon ripristino dell’udito.

Perché le otiti ricorrenti e croniche vanno valutate

È su questo punto che il ruolo di un centro otorinolaringoiatrico fa la differenza. Un’otite isolata si gestisce di solito con il medico di base, ma quando le otiti tornano di continuo o non si risolvono, dietro può esserci qualcosa da indagare. Un’otite media cronica trascurata può portare alla perforazione del timpano o evolvere in colesteatoma, condizioni che richiedono un trattamento specialistico e spesso chirurgico.

Riconoscere per tempo un’otite che non si comporta come dovrebbe permette di intervenire prima che si creino danni stabili all’udito. Quando serve la chirurgia, fa parte della chirurgia dell’orecchio.

Affidati a un centro che segue l’otite dalla diagnosi all’intervento

Quando un’otite si ripete o si cronicizza, avere un unico riferimento che valuta l’orecchio, misura l’udito e, se serve, opera, evita rimpalli tra strutture diverse e tempi persi. Al Centro ORL Curatoli diagnosi, terapia ed eventuale chirurgia mini-invasiva avvengono nella stessa struttura, con sala operatoria interna e la stessa équipe. Per una valutazione chiama lo +39 080 3947 222.

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Domande frequenti sull’otite

Che sintomi si hanno con l’otite?

Il sintomo principale è il mal d’orecchio, acuto o persistente, spesso accompagnato da senso di orecchio ovattato, calo dell’udito e, soprattutto nei bambini, febbre. Possono comparire secrezioni di liquido o pus e, nell’otite esterna, prurito e dolore quando si tocca il padiglione dell’orecchio o si mastica.

Come si fa a guarire l’otite?

Molte otiti, soprattutto virali, guariscono spontaneamente in pochi giorni, e nel frattempo il dolore si allevia con i farmaci indicati dal medico. L’otite esterna si tratta spesso con gocce auricolari specifiche. Quando i sintomi non migliorano, sono molto intensi o le otiti si ripetono, serve la valutazione di uno specialista per individuare la cura corretta, che nelle forme croniche può essere chirurgica.

Perché viene l’otite?

L’otite è in genere causata da un’infezione virale, batterica o fungina. L’otite esterna è favorita dall’acqua che ristagna nel condotto, tipica dei bagni estivi, mentre l’otite media è spesso legata a raffreddori, patologie del naso e cattiva ventilazione dell’orecchio attraverso la tuba di Eustachio, motivo per cui è più frequente nei bambini.

Quanti giorni dura l’otite?

Nella maggior parte dei casi l’otite si risolve nel giro di pochi giorni, in genere entro una settimana. Se i sintomi durano più a lungo, peggiorano o si ripresentano frequentemente, è opportuna una visita specialistica, perché un’otite che non guarisce può evolvere in forma cronica con possibili complicanze.

L’otite può guarire da sola?

Sì, molte otiti guariscono da sole in pochi giorni senza bisogno di antibiotici, soprattutto quelle di origine virale. È comunque importante tenere l’orecchio asciutto, non introdurre nulla nel condotto e rivolgersi al medico se compaiono dolore forte, fuoriuscita di pus o sangue, febbre alta o calo dell’udito.

L’otite sieromucosa nei bambini come si tratta?

Si parte da una terapia del naso che aiuta a far drenare il muco dall’orecchio medio attraverso la tuba di Eustachio. Quando il muco persiste e l’udito resta ovattato, si può eseguire il drenaggio timpanico: un piccolo intervento ambulatoriale che aspira le secrezioni e posiziona un tubicino di ventilazione, con recupero uditivo immediato.

Quanto costa una visita per l’otite?

La visita otorinolaringoiatrica privata ha un costo di 120-150 euro e comprende la valutazione dell’orecchio con l’otoscopia. Gli eventuali esami dell’udito o il tampone auricolare necessari alla diagnosi vengono indicati durante la visita. Non serve l’impegnativa del medico per prenotare.

Cosa non bisogna fare quando si ha l’otite?

Bisogna evitare di introdurre cotton fioc o altri oggetti nel condotto uditivo: irritano la mucosa e possono spingere materiale verso il timpano. È sconsigliato bagnarsi l’orecchio fino alla guarigione, quindi occhio alla doccia e niente mare o piscina. Non bisogna tamponare o “coprire” l’orecchio con ovatta se c’è fuoriuscita di liquido, e soprattutto non bisogna prendere antibiotici senza prescrizione medica.

I lavaggi nasali possono causare l’otite?

Se eseguiti correttamente i lavaggi nasali sono sicuri e anzi utili a liberare le vie aeree superiori riducendo il rischio di otite media. Il problema può sorgere se il liquido viene instillato con troppa pressione o se il paziente non è in posizione corretta: in quel caso una piccola quantità di soluzione può risalire attraverso la tromba di Eustachio verso l’orecchio medio. Lo specialista indica la tecnica giusta, soprattutto nei bambini piccoli.

L’otite può causare nausea e vomito?

Nei bambini piccoli l’otite media acuta si accompagna spesso a febbre, irritabilità, nausea e talvolta vomito, anche senza un dolore auricolare chiaramente espresso. Negli adulti questi sintomi sono meno frequenti, ma una sensazione di malessere generale può esserci, specie nelle forme più acute. Se compaiono nausea intensa, vertigini o vomito associati a dolore all’orecchio è opportuno consultare lo specialista per escludere un coinvolgimento dell’orecchio interno.

Quando bisogna andare al pronto soccorso per l’otite?

Per la maggior parte delle otiti non è necessario il pronto soccorso: bastano il medico di base o lo specialista ORL. È invece il caso di recarsi in urgenza se compaiono dolore molto intenso e improvviso che non cede agli antidolorifici, febbre alta persistente, fuoriuscita di pus o sangue dall’orecchio, gonfiore e arrossamento intorno all’orecchio (possibile mastoidite), oppure vertigini gravi e deficit del nervo facciale. In questi casi si tratta di segnali di possibili complicazioni che richiedono valutazione rapida.

Come faccio a capire se ho l’otite e non solo un tappo di cerume?

Il tappo di cerume dà principalmente ovattamento e lieve riduzione uditiva, senza dolore acuto né febbre. L’otite invece si manifesta tipicamente con dolore auricolare (a volte pulsante), sensazione di orecchio pieno, spesso febbre e, nelle forme esterne, dolore che aumenta toccando il padiglione o masticando. Per una diagnosi certa è necessaria l’otoscopia, un esame rapido e indolore che lo specialista esegue durante la visita.

Che cos’è la miringotomia?

La miringotomia è una piccola incisione del timpano che permette di drenare il liquido o il pus accumulato dietro la membrana, soprattutto nelle otiti medie con versamento che non si risolvono. Spesso si associa all’inserimento di un tubicino (drenaggio transtimpanico) per mantenere ventilato l’orecchio medio.

Dott. Francesco Paolo Curatoli

Scritto da Dott. Francesco Paolo Curatoli

Otorinolaringoiatra

Otorinolaringoiatra con oltre 30 anni di esperienza e più di 2000 interventi di chirurgia ORL. Al Centro ORL Curatoli di Giovinazzo segue il paziente dalla prima visita all'intervento e ai controlli: chirurgia del naso e rinoplastica, otochirurgia, apnee notturne e vertigini.

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