# Centro ORL Curatoli > Centro ORL Curatoli è uno studio otorinolaringoiatrico privato a Giovinazzo, a pochi minuti da Bari, in Puglia, guidato dai dottori Francesco Paolo Curatoli e Luigi Curatoli. Si occupa di rinoplastica e chirurgia nasale, apnee notturne e russamento, vertigini e disturbi dell'equilibrio, otochirurgia (chirurgia dell'orecchio) e delle principali patologie di orecchio, naso e gola. Dispone di una sala operatoria interna per interventi in anestesia locale e Day Surgery; per gli interventi in anestesia generale opera in partnership con la Clinica San Francesco di Galatina. Lo stesso specialista segue il paziente dalla prima visita all'intervento e ai controlli, per una reale continuità di cura. Visite, esami diagnostici (polisonnografia, esame vestibolare, esame audiometrico) e interventi si svolgono nella stessa struttura. --- # Otorino a Giovinazzo: visita, esami e intervento in paese Source: https://centroorlcuratoli.it/otorino-giovinazzo/ L'otorino a Giovinazzo è lo specialista in otorinolaringoiatria che diagnostica e cura i disturbi di orecchio, naso e gola: calo dell'udito, acufeni, vertigini, naso chiuso, sinusiti, russamento e apnee notturne. Il Centro ORL Curatoli è proprio a Giovinazzo, in Via Bari 23, e riunisce in un unico luogo visita, esami diagnostici e, quando serve, intervento chirurgico, sempre con la stessa equipe. Avere l'otorino in paese significa non dover andare fino a Bari per una visita o un esame, evitando spostamenti, traffico e lunghe liste d'attesa. La nostra è una struttura sanitaria autorizzata con sala operatoria interna, non un semplice ambulatorio: diagnosi e intervento avvengono nello stesso posto, a pochi minuti da casa. La differenza che conta è la continuità: lo stesso specialista ti segue dalla prima visita all'eventuale intervento, fino ai controlli successivi. Niente percorso spezzato tra studi e strutture diverse, ma un unico riferimento che conosce il tuo caso dall'inizio alla fine. ## Vuoi un parere chiaro su un disturbo di orecchio, naso o gola? Prenota la prima visita e parla direttamente con lo specialista che ti seguirà lungo tutto il percorso, dalla diagnosi alla cura. Se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Perché i pazienti di Giovinazzo scelgono il Centro ORL Curatoli Per chi vive a Giovinazzo, il Centro ORL Curatoli offre un vantaggio concreto: tutto l'iter otorinolaringoiatrico, dalla diagnosi alla cura, nello stesso paese. Sala operatoria interna qui a Giovinazzo diagnosi e intervento nello stesso luogo, non solo visita. Esami diagnostici in sede audiometria e impedenzometria, esame vestibolare, fibroscopia, polisonnografia, rimozione del tappo di cerume. Stesso specialista dalla prima visita all'intervento fino ai controlli. Interventi mini-invasivi in Day Surgery in anestesia locale dove possibile e senza ricovero. Senza impegnativa e senza lunghe attese su appuntamento. L'otorino sotto casa niente trasferte a Bari per visite, esami o controlli. ## Le patologie di orecchio, naso e gola che trattiamo A Giovinazzo seguiamo i pazienti su tutto lo spettro otorinolaringoiatrico, dai disturbi più comuni fino alla chirurgia specialistica: Naso e respirazione [chirurgia nasale](https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-nasale/), [rinoplastica](https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica/) estetica e funzionale, deviazione del setto, sinusiti e poliposi nasale. Sonno [apnee notturne e russamento](https://centroorlcuratoli.it/apnee-notturne-russamento/), con diagnosi tramite [polisonnografia](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/polisonnografia/), spesso eseguibile a domicilio. Equilibrio [vertigini](https://centroorlcuratoli.it/vertigini/) e disturbi dell'orecchio interno, con esame vestibolare e manovre liberatorie. Udito [otochirurgia](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/), otiti, otosclerosi, perforazione del timpano e acufeni. ## Come si svolge la prima visita otorinolaringoiatrica Durante la prima visita otorinolaringoiatrica lo specialista raccoglie la tua storia clinica, ascolta i sintomi ed esamina orecchio, naso e gola, anche con l'endoscopio quando serve vedere dall'interno. Se necessario, gli esami strumentali (audiometria, esame vestibolare, fibroscopia) si eseguono nella stessa seduta, in sede. Il risultato è un quadro chiaro già al termine della visita: cosa hai, perché e quale percorso conviene seguire, con i tempi. Niente rinvii ad altri centri per gli esami: a Giovinazzo trovi diagnosi e cura nello stesso posto. ## Dove siamo a Giovinazzo Il Centro ORL Curatoli è in Via Bari 23 a Giovinazzo, comodo da raggiungere dal centro e dalle zone vicine, in auto o a piedi per chi abita in paese. La struttura è accessibile ai disabili (ingresso e bagno) e riceve su appuntamento, così eviti le attese in sala. Per i giovinazzesi è la soluzione più pratica: visita, esami ed eventuale intervento ORL senza doversi spostare verso Bari o altre città. E per chi arriva dai comuni vicini, Giovinazzo è facilmente raggiungibile lungo la statale 16 adriatica. ## Prenota la tua visita otorino a Giovinazzo Prenota la prima visita e parla direttamente con lo specialista che ti seguirà lungo tutto il percorso, dalla diagnosi alla cura. Se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sull'otorino a Giovinazzo ### Dove si trova l'otorino a Giovinazzo? Il Centro ORL Curatoli è in Via Bari 23 a Giovinazzo. Si riceve su appuntamento; la struttura è accessibile ai disabili. ### Quanto costa una visita otorinolaringoiatrica? La visita privata costa tra 120 e 150 euro, senza impegnativa e su appuntamento. ### Serve l'impegnativa del medico per prenotare? No. Le visite sono in regime privato: prenoti direttamente, senza impegnativa. ### Fate anche gli interventi a Giovinazzo? Sì. La struttura ha una sala operatoria interna: visita, esami ed eventuale intervento avvengono nello stesso centro, a Giovinazzo, con la stessa equipe. ### Devo andare a Bari per esami o per l'intervento? No. Visita, esami diagnostici ed eventuale intervento si svolgono qui a Giovinazzo, senza doverti spostare a Bari. --- # Otorino a Molfetta: visita ed esami a pochi minuti, nello stesso centro Source: https://centroorlcuratoli.it/otorino-molfetta/ L'otorino a Molfetta è lo specialista in otorinolaringoiatria che diagnostica e cura i disturbi di orecchio, naso e gola: calo dell'udito, vertigini, naso chiuso, sinusiti, russamento e apnee notturne. Il Centro ORL Curatoli è a circa 10 minuti da Molfetta, a Giovinazzo, e offre un percorso completo in un unico luogo: visita, esami diagnostici e, quando serve, intervento chirurgico, sempre con la stessa equipe. Da Molfetta raggiungere un centro otorinolaringoiatrico ben attrezzato non significa più andare fino a Bari e affrontare le liste d'attesa. La nostra sede in Via Bari 23 a Giovinazzo è nel comune subito a sud-est lungo la costa: pochi minuti di auto sulla statale e sei in una struttura sanitaria autorizzata, non in un semplice ambulatorio. La differenza vera è che da noi il percorso di cura non si spezza. Molti specialisti ti visitano in studio e poi, se serve operare, ti mandano altrove. Qui chi ti visita ti segue anche in sala operatoria e ai controlli: un solo riferimento dalla diagnosi alla guarigione. ## Vuoi un parere chiaro su un disturbo di orecchio, naso o gola? Prenota la prima visita e parla direttamente con lo specialista che ti seguirà lungo tutto il percorso, dalla diagnosi alla cura. Se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Perché i pazienti di Molfetta scelgono il Centro ORL Curatoli Struttura con sala operatoria interna non solo studio di visita: diagnosi e intervento nello stesso luogo. Esami diagnostici in sede audiometria e impedenzometria, esame vestibolare, fibroscopia, polisonnografia, rimozione del tappo di cerume. Interventi in Day Surgery senza ricovero, in anestesia locale e mini-invasivi, dimissione in giornata. Stesso specialista dalla prima visita all'intervento fino ai controlli. Senza impegnativa e senza lunghe attese su appuntamento. A 10 minuti da Molfetta più vicino e comodo di una struttura nel centro di Bari. ## Le patologie di orecchio, naso e gola che trattiamo Seguiamo i pazienti di Molfetta su tutto lo spettro otorinolaringoiatrico: Naso e respirazione [chirurgia nasale](https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-nasale/), [rinoplastica](https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica/), deviazione del setto, sinusiti, poliposi. Sonno [apnee notturne e russamento](https://centroorlcuratoli.it/apnee-notturne-russamento/), con diagnosi tramite [polisonnografia](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/polisonnografia/). Equilibrio [vertigini](https://centroorlcuratoli.it/vertigini/) e disturbi dell'orecchio interno. Udito [otochirurgia](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/), otiti, otosclerosi, perforazione del timpano, acufeni. ## Come si svolge la prima visita otorinolaringoiatrica Durante la prima visita lo specialista raccoglie la tua storia clinica, esamina orecchio, naso e gola anche con l'endoscopio e, se necessario, esegue subito gli esami in sede. Esci dalla visita con una diagnosi chiara e un percorso definito, non con l'ennesimo rinvio ad altri esami in altri posti. ## Quanto dista il centro da Molfetta Il Centro ORL Curatoli è in Via Bari 23 a Giovinazzo, il comune costiero subito a sud-est di Molfetta lungo la statale 16. Sono circa 6 chilometri, percorribili in 10 minuti circa di auto dal centro di Molfetta e dal lungomare. Una distanza che ti dà accesso a una struttura con sala operatoria senza i tempi e il traffico per arrivare a Bari. ## Prenota la tua visita otorino da Molfetta Prenota la prima visita e parla direttamente con lo specialista che ti seguirà lungo tutto il percorso, dalla diagnosi alla cura. Se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sull'otorino a Molfetta ### Quanto dista il Centro ORL Curatoli da Molfetta? Circa 6 chilometri, 10 minuti di auto: la sede è a Giovinazzo, il comune subito a sud-est lungo la costa. ### Quanto costa una visita otorinolaringoiatrica? La visita privata costa tra 120 e 150 euro, senza impegnativa e su appuntamento. ### Serve l'impegnativa del medico per prenotare? No. Le visite sono in regime privato, quindi non serve impegnativa: prenoti direttamente. ### Fate anche gli interventi o solo le visite? Entrambi. La struttura ha una sala operatoria interna: visita, esami ed eventuale intervento avvengono nello stesso centro, con la stessa equipe. ### C'è parcheggio e l'ingresso è accessibile? Sì, la struttura è accessibile ai disabili (ingresso e bagno) e raggiungibile comodamente in auto da Molfetta. --- # Otorino a Bitonto: visita, esami e intervento nello stesso centro Source: https://centroorlcuratoli.it/otorino-bitonto/ L'otorino a Bitonto è lo specialista in otorinolaringoiatria che diagnostica e cura i disturbi di orecchio, naso e gola: udito, acufeni, vertigini, naso chiuso, sinusiti, russamento e apnee notturne. Il Centro ORL Curatoli è a circa 20 minuti da Bitonto, a Giovinazzo, e mette tutto nello stesso luogo: visita, esami diagnostici e, quando serve, intervento chirurgico, sempre con la stessa equipe. A Bitonto trovi diversi bravi specialisti che visitano in studio. Il Centro ORL Curatoli aggiunge ciò che un ambulatorio difficilmente offre: una struttura sanitaria autorizzata con sala operatoria interna, dove diagnosi e intervento avvengono nello stesso posto. Se il tuo problema può richiedere un intervento, al naso, all'orecchio o per il russamento, questo cambia davvero il percorso di cura. La nostra sede è in Via Bari 23 a Giovinazzo, sulla costa a nord-est di Bitonto: una ventina di minuti di auto verso il mare. Il percorso non si spezza mai: chi ti visita ti segue anche in sala operatoria e ai controlli, un unico riferimento dalla diagnosi alla guarigione. ## Vuoi un parere chiaro su un disturbo di orecchio, naso o gola? Prenota la prima visita e parla direttamente con lo specialista che ti seguirà lungo tutto il percorso, dalla diagnosi alla cura. Se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Perché venire al Centro ORL Curatoli da Bitonto Per chi vive a Bitonto vale la pena fare pochi minuti di strada in più: trova un percorso ORL completo che gli studi ambulatoriali del posto non possono offrire. Sala operatoria interna: non solo visita, ma anche intervento nello stesso centro, cosa che gli studi ambulatoriali di Bitonto non hanno. Esami diagnostici in sede: audiometria e impedenzometria, esame vestibolare, fibroscopia, polisonnografia, rimozione del tappo di cerume. Stesso specialista dalla prima visita all'intervento fino ai controlli. Interventi mini-invasivi in Day Surgery, in anestesia locale dove possibile e senza ricovero. Senza impegnativa, su appuntamento, senza le attese delle liste pubbliche. ## Le patologie di orecchio, naso e gola che trattiamo Seguiamo i pazienti di Bitonto su tutto lo spettro otorinolaringoiatrico, dai disturbi più comuni fino alla chirurgia specialistica: Naso e respirazione: [chirurgia nasale](https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-nasale/), [rinoplastica](https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica/) estetica e funzionale, deviazione del setto, sinusiti e poliposi nasale. Sonno: [apnee notturne e russamento](https://centroorlcuratoli.it/apnee-notturne-russamento/), con diagnosi tramite [polisonnografia](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/polisonnografia/), spesso a domicilio. Equilibrio: [vertigini](https://centroorlcuratoli.it/vertigini/) e disturbi dell'orecchio interno, con esame vestibolare e manovre liberatorie. Udito: [otochirurgia](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/), otiti, otosclerosi, perforazione del timpano e acufeni. ## Come si svolge la prima visita otorinolaringoiatrica Durante la prima visita otorinolaringoiatrica lo specialista raccoglie la tua storia clinica, ascolta i sintomi ed esamina orecchio, naso e gola, anche con l'endoscopio quando serve. Se necessario, gli esami strumentali (audiometria, esame vestibolare, fibroscopia) si eseguono nella stessa seduta, in sede. Esci dalla visita con una diagnosi chiara e un percorso definito, non con un nuovo rinvio ad altri esami altrove: anche venendo da Bitonto, in una sola trasferta hai inquadramento e piano di cura. ## Quanto dista il centro da Bitonto Il Centro ORL Curatoli è in Via Bari 23 a Giovinazzo, sulla costa adriatica a nord-est di Bitonto. Sono circa 13 chilometri verso il mare, percorribili in 20 minuti circa di auto dal centro storico di Bitonto, con parcheggio comodo e struttura accessibile ai disabili. In cambio del breve tragitto hai accesso a una struttura con sala operatoria interna, evitando il traffico e i tempi per raggiungere Bari. Per molti pazienti di Bitonto è il compromesso ideale tra vicinanza e completezza del servizio. ## Prenota la tua visita otorino da Bitonto Prenota la prima visita e parla direttamente con lo specialista che ti seguirà lungo tutto il percorso, dalla diagnosi alla cura. Se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sull'otorino a Bitonto ### Quanto dista il Centro ORL Curatoli da Bitonto? Circa 13 chilometri, 20 minuti di auto: la sede è a Giovinazzo, sulla costa a nord-est di Bitonto. ### Quanto costa una visita otorinolaringoiatrica? La visita privata costa tra 120 e 150 euro, senza impegnativa e su appuntamento. ### Cosa offre in più rispetto a uno studio otorino a Bitonto? Una struttura con sala operatoria interna ed esami diagnostici in sede: visita, esami ed eventuale intervento nello stesso centro, con la stessa equipe. Gli studi ambulatoriali fanno solo la visita. ### Serve l'impegnativa per prenotare? No. Le visite sono in regime privato: prenoti direttamente, senza impegnativa. ### Fate anche gli interventi al naso e all'orecchio? Sì: rinoplastica e chirurgia nasale, otochirurgia, chirurgia per apnee e russamento, in anestesia locale o in Day Surgery senza ricovero. --- # Otochirurgia a Bari: la chirurgia dell'orecchio che ti ridà l'udito Source: https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/ L'otochirurgia è la chirurgia dell'orecchio: la branca dell'otorinolaringoiatria che opera timpano, orecchio medio e ossicini per fermare le infezioni croniche, riparare i danni e recuperare la capacità di sentire. Oggi molti interventi si eseguono per via endoscopica, attraverso il condotto uditivo, in modo mini-invasivo e spesso senza ricovero. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, la chirurgia dell'orecchio è il cuore della specializzazione, con sala operatoria interna: diagnosi, intervento e controlli avvengono nello stesso centro. Quando un problema dell'orecchio non si risolve con i farmaci, la soluzione è spesso chirurgica. È un campo dove contano l'esperienza dell'équipe e la qualità degli strumenti: interventi che un tempo richiedevano incisioni e ricoveri lunghi oggi si eseguono in modo mini-invasivo e, in molti casi, in Day Surgery. ## Quali problemi dell'orecchio tratta l'otochirurgia La chirurgia dell'orecchio interviene su diverse condizioni, quasi tutte accomunate da due condizioni: perdita di udito e infezioni ripetute. [Otiti medie mucose croniche](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otiti/) con versamenti dell'orecchio medio, trattate con drenaggio transtimpanico [Perforazione del timpano](https://centroorlcuratoli.it/patologia/perforazione-del-timpano/) Si ripara con la miringoplastica, ricostruendo la membrana [Otosclerosi](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otosclerosi/) È una fissazione degli ossicini che si corregge con la stapedoplastica [Colesteatoma](https://centroorlcuratoli.it/patologia/colesteatoma/) È una formazione di pelle che erode l'orecchio e va rimossa chirurgicamente ## I principali interventi di otochirurgia Sotto il termine otochirurgia rientrano interventi diversi, ognuno pensato per una specifica struttura dell'orecchio, secondo le procedure codificate dalla [Società Italiana di Otorinolaringoiatria](https://www.sioechcf.it/). La scelta dipende dalla diagnosi e dal grado di compromissione dell'udito, e viene definita dopo la visita e gli esami. Intervento A cosa serve Miringoplastica Timpanoplastica Ossiculoplastica Ricostruire il timpano perforato e, se necessario, la catena degli ossicini, per chiudere la perforazione e migliorare l'udito Stapedoplastica Sostituire la staffa bloccata dall'otosclerosi con una piccola protesi, ripristinando la trasmissione del suono Mastoidectomia Rimuovere le cellule infette della mastoide, indicata soprattutto nel colesteatoma e nelle otiti medie croniche complicate Drenaggio transtimpanico Drenare i versamenti dell'orecchio medio che non si risolvono con la terapia medica ## Prenota la tua visita di otochirurgia a Bari Un calo di udito, otiti che tornano di continuo o una diagnosi di colesteatoma o otosclerosi sono i segnali da non rimandare: una valutazione precoce dell'orecchio con visita ed esame audiometrico permette spesso di accedere a più soluzioni di chirurgia mini-invasiva con un miglior risultato. Fissa un appuntamento al Centro ORL Curatoli e parla con uno specialista in chirurgia dell'orecchio, oppure chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Otochirurgia endoscopica: le tecniche mini-invasive La grande evoluzione della chirurgia dell'orecchio è l'approccio endoscopico. Grazie a telecamere sottili introdotte nel condotto uditivo, il chirurgo opera con una visione ampia e precisa delle strutture dell'orecchio medio, senza dover ricorrere a incisioni esterne nella maggior parte dei casi. Il risultato è meno dolore, tempi di recupero più brevi e, in molti interventi come la ricostruzione del timpano, la possibilità di operare in anestesia locale e senza ricovero. Per gli interventi più complessi che richiedono l'anestesia generale, ci appoggiamo alla Clinica San Francesco di Galatina, mantenendo la stessa equipe chirurgica. ## Quando valutare un intervento all'orecchio Si valuta un intervento di otochirurgia quando un problema dell'orecchio non risponde più alle terapie mediche e mette a rischio l'udito o favorisce infezioni ripetute. Non sempre serve operare: la decisione nasce dalla visita specialistica e dall'esame dell'udito, ma alcuni segnali indicano che è il momento di approfondire. Calo dell'udito che peggiora nel tempo o sensazione di orecchio ovattato Otiti che si ripetono di continuo nonostante le cure Secrezioni dall'orecchio persistenti o maleodoranti Perforazione del timpano che non si chiude da sola Diagnosi di colesteatoma o di otosclerosi Se riconosci uno di questi segnali, una valutazione precoce amplia le possibilità di trattamento mini-invasivo e riduce il rischio di complicanze a carico dell'orecchio medio. ## Otochirurgia a Bari: dalla diagnosi all'intervento nello stesso centro Il percorso di otochirurgia parte sempre da una diagnosi accurata. La visita si accompagna all'[esame audiometrico e impedenzometrico](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/), che misura l'udito e lo stato dell'orecchio medio, ed eventualmente a esami di imaging per pianificare l'intervento. Tutto questo avviene nella stessa struttura, così diagnosi, chirurgia e controlli sono seguiti dallo stesso team, senza passaggi tra centri diversi. ## Il recupero dopo un intervento di otochirurgia Dopo un intervento di otochirurgia mini-invasivo il recupero è in genere rapido. Quando si opera in Day Surgery, il paziente torna a casa lo stesso giorno e riprende le normali attività quotidiane nel giro di pochi giorni, evitando per qualche settimana sforzi intensi, acqua nell'orecchio e viaggi in aereo. L'udito può sembrare attutito nei primi giorni, per via dei materiali di medicazione e del normale gonfiore dei tessuti: è una fase transitoria. Il risultato sull'udito si valuta a guarigione completata, di solito con un nuovo esame audiometrico durante i controlli programmati. I tempi precisi variano in base al tipo di intervento e vengono spiegati caso per caso prima e dopo l'operazione. ## Perché scegliere il Centro ORL Curatoli per la chirurgia dell'orecchio La chirurgia dell'orecchio richiede una struttura attrezzata e un'équipe che la pratica abitualmente, non occasionalmente. Il Centro ORL Curatoli nasce proprio attorno alla chirurgia otorinolaringoiatrica, con sala operatoria interna autorizzata: questo permette di seguire il paziente dalla diagnosi all'intervento fino al follow-up senza passaggi tra strutture diverse, con un unico riferimento per tutto il percorso. Puoi approfondire anche le pagine sul [colesteatoma](https://centroorlcuratoli.it/patologia/colesteatoma/) e sulla [sordità](https://centroorlcuratoli.it/patologia/sordita/). ## Otochirurgia a pochi minuti da Bari Il Centro ORL Curatoli si trova a Giovinazzo, in Via Bari 23, a pochi minuti dalla città e facilmente raggiungibile da tutta l'area metropolitana di Bari e dalla provincia BAT. Chi cerca un centro di chirurgia dell'orecchio vicino a Bari trova qui visita, esami diagnostici e sala operatoria nello stesso luogo, senza doversi spostare tra ambulatori e cliniche diverse durante il percorso di cura. ## Affronta il problema all'orecchio con chi opera ogni giorno Affidarsi a un centro dove la chirurgia dell'orecchio non è un'eccezione ma l'attività quotidiana fa la differenza sul risultato e sulla sicurezza dell'intervento. Se vuoi capire se il tuo caso si può trattare in modo mini-invasivo, prenota una visita specialistica: valuteremo insieme la diagnosi e il percorso più adatto. Per informazioni o per fissare l'appuntamento chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sull'otochirurgia ### Cos'è l'otochirurgia endoscopica? È la chirurgia dell'orecchio eseguita con telecamere sottili introdotte nel condotto uditivo, che permettono di operare l'orecchio medio con grande precisione e, nella maggior parte dei casi, senza incisioni esterne. Rispetto alla tecnica tradizionale riduce il dolore e accorcia i tempi di recupero. ### La ricostruzione del timpano richiede il ricovero? Non sempre. Molti interventi di ricostruzione del timpano, quando la perforazione non è estesa, si eseguono per via endoscopica in anestesia locale e in Day Surgery, senza ricovero. La modalità dipende dal caso specifico e viene definita dopo la visita e gli esami dell'udito. ### L'otochirurgia può far recuperare l'udito? In molti casi sì. Interventi come la miringoplastica per la perforazione del timpano o la stapedoplastica per l'otosclerosi mirano proprio a ripristinare la trasmissione del suono e a migliorare l'udito. Il risultato dipende dalla condizione di partenza, che viene valutata con l'esame audiometrico. ### Quando è necessario operare un'otite cronica? L'intervento si valuta quando le otiti si ripetono nonostante le terapie, quando c'è una perforazione del timpano che non guarisce o quando è presente un colesteatoma. In questi casi la chirurgia serve a fermare il danno all'orecchio medio e a prevenire complicanze. La visita con esame dell'udito stabilisce la necessità di operare. ### Gli interventi di otochirurgia si fanno tutti nello stesso centro? Al Centro ORL Curatoli la diagnosi, gli interventi in anestesia locale e i controlli avvengono nella sala operatoria interna della struttura. Per le procedure che richiedono l'anestesia generale ci appoggiamo alla Clinica San Francesco di Galatina, mantenendo la stessa équipe chirurgica. ### Come si chiama la chirurgia per le orecchie? La branca specialistica si chiama otochirurgia (o microchirurgia otologica). Comprende tutti gli interventi sull'orecchio medio: timpanoplastica, stapedotomia, mastoidectomia e chirurgia del colesteatoma. Viene eseguita da otorinolaringoiatri con formazione specifica in chirurgia otologica, spesso con l'ausilio del microscopio operatorio o di ottiche endoscopiche. ### Quanto tempo ci vuole per tornare a sentire bene dopo un intervento all'orecchio? I tempi variano in base al tipo di intervento. Dopo una timpanoplastica o una stapedotomia molti pazienti notano un miglioramento uditivo già nelle prime settimane, ma il recupero completo può richiedere da uno a tre mesi, il tempo necessario perché i tessuti cicatrizzino e l'orecchio si stabilizzi. Il medico guida il paziente con controlli audiometrici progressivi. ### Che differenza c'è tra chirurgia endoscopica e microchirurgia tradizionale dell'orecchio? Nella microchirurgia tradizionale il chirurgo opera attraverso un microscopio e spesso pratica una incisione retroauricolare. Nella chirurgia endoscopica si usano ottiche miniaturizzate introdotte direttamente nel condotto uditivo, senza incisioni esterne, con meno trauma e un recupero in genere più rapido. La scelta dipende dalla patologia, dall'estensione del danno e dall'esperienza del chirurgo. --- # Vertigini a Bari: capire da dove vengono per farle smettere Source: https://centroorlcuratoli.it/vertigini/ Le vertigini non sono una malattia ma un sintomo: la sensazione che tu o l'ambiente intorno stiate girando, spesso con nausea e instabilità. Nella maggior parte dei casi l'origine è nell'orecchio interno, dove ha sede l'equilibrio, ed è per questo che lo specialista di riferimento è l'otorinolaringoiatra. Le cause più frequenti sono la vertigine parossistica da otoliti (VPPB), la labirintite e la malattia di Ménière; più di rado l'origine è centrale o legata a problemi cervicali, ansia o farmaci. Si individuano con l'esame vestibolare e si curano in base alla causa: la VPPB, ad esempio, si risolve spesso con una semplice manovra liberatoria. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, partiamo proprio da qui, capire da dove vengono le tue vertigini per poterle far smettere. Troppo spesso le vertigini vengono trattate alla cieca con farmaci che danno sollievo temporaneo senza affrontare la causa. La differenza la fa la diagnosi: con l'esame vestibolare possiamo distinguere il tipo di vertigine e scegliere la cura giusta, che a volte è sorprendentemente rapida. ## Vuoi finalmente sapere da dove vengono le tue vertigini? Con la visita e l'esame vestibolare individuiamo l'origine della vertigine e, quando si tratta di una VPPB da otoliti, possiamo trattarla con la manovra liberatoria nella stessa seduta. Prenota il tuo appuntamento o, se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Vertigine, giramento di testa o instabilità: non sono la stessa cosa Capita di chiamare "vertigini" sensazioni in realtà diverse, ma distinguerle è il primo passo per orientare la diagnosi. La vera vertigine è la sensazione che l'ambiente o il proprio corpo stiano ruotando, di solito con nausea e necessità di aggrapparsi a qualcosa, ed è quasi sempre di origine vestibolare, cioè dell'orecchio interno. Il giramento di testa, o capogiro, è invece una sensazione di testa leggera o di svenimento imminente, più spesso legata a pressione, circolazione o farmaci. L'instabilità è la difficoltà a mantenere l'equilibrio quando si cammina, frequente nell'anziano e nei disturbi cronici dell'orecchio. Riconoscere a quale famiglia appartiene il tuo disturbo aiuta lo specialista a capire dove cercare la causa, ed è una delle prime cose che valutiamo in visita. ## Le cause delle vertigini: perché quasi sempre è l'orecchio interno La maggior parte delle vertigini ha origine vestibolare, cioè nasce da un problema dell'orecchio interno. Le forme che vediamo più spesso sono tre. Vertigine parossistica posizionale (VPPB): attacchi brevi e intensi scatenati dai movimenti della testa, come girarsi nel letto, dovuti a piccoli cristalli (otoliti) spostati dalla loro sede Labirintite e neurite vestibolare: infiammazione dell'orecchio interno o del nervo dell'equilibrio, con vertigini intense e prolungate Malattia di Ménière: disturbo cronico che unisce vertigini, calo dell'udito e [ronzii all'orecchio](https://centroorlcuratoli.it/patologia/sordita/) Esistono poi le vertigini di origine centrale, legate al cervello o a problemi cervicali, e quelle favorite da ansia, pressione o farmaci. Distinguere l'origine è il primo passo della cura, ed è esattamente ciò che fa una visita specialistica. ## Come si diagnostica una vertigine: visita ed esame vestibolare La diagnosi parte dalla visita e dall'[esame vestibolare](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-vestibolare/), che studia il funzionamento dell'apparato dell'equilibrio e permette di capire se la vertigine nasce dall'orecchio e di che tipo si tratta. Si associa quasi sempre all'[esame audiometrico](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/), perché equilibrio e udito condividono lo stesso organo e spesso i disturbi viaggiano insieme. ## I tipi di vertigine dell'orecchio interno, uno per uno Ogni forma di vertigine vestibolare ha un meccanismo, una durata e una cura diversi. Vederle distintamente aiuta a riconoscere la propria situazione e a capire perché la diagnosi cambia tutto. ### Vertigine parossistica posizionale (VPPB) da otoliti È la causa più frequente di vertigine. Piccoli cristalli di calcio (otoliti) si spostano dalla loro sede e finiscono nei canali dell'equilibrio, scatenando attacchi brevi e violentissimi a ogni movimento della testa: girarsi nel letto, alzare lo sguardo, sdraiarsi. Dura pochi secondi ma è molto intensa. La buona notizia è che si risolve quasi sempre con la manovra liberatoria, spesso nella stessa visita. Vedi anche la pagina sulla [vertigine parossistica da otoliti](https://centroorlcuratoli.it/patologia/vertigine-parossistica-otoliti/). ### Labirintite e neurite vestibolare Sono infiammazioni dell'orecchio interno (labirintite) o del nervo dell'equilibrio (neurite vestibolare), spesso di origine virale. A differenza della VPPB danno una vertigine intensa e continua, che dura ore o giorni, con nausea, vomito e difficoltà a stare in piedi. Si trattano con terapia medica e riabilitazione vestibolare. Vedi anche la pagina sulla [labirintite](https://centroorlcuratoli.it/patologia/labirintite/). ### Malattia di Ménière È un disturbo cronico dell'orecchio interno che unisce tre sintomi: crisi di vertigine che durano da minuti a ore, calo fluttuante dell'udito e ronzio o fischio all'orecchio. Tra una crisi e l'altra i sintomi possono attenuarsi, ma tendono a ripresentarsi. Richiede una gestione nel tempo fatta di dieta, terapia e controlli. Vedi anche la pagina sulla [malattia di Ménière](https://centroorlcuratoli.it/patologia/malattia-di-meniere/). ### Acufeni e vertigini insieme Quando la vertigine si accompagna a un ronzio, fischio o sibilo nell'orecchio, è il segnale che il disturbo coinvolge la parte dell'orecchio interno condivisa tra udito ed equilibrio. Gli acufeni associati a vertigini vanno sempre inquadrati, perché possono essere la spia di una malattia di Ménière o di altri disturbi vestibolari. Vedi anche la pagina sugli [acufeni](https://centroorlcuratoli.it/patologia/acufeni/). ## I sintomi che accompagnano le vertigini La vertigine raramente arriva da sola. Spesso si presenta insieme a nausea e vomito, sudorazione, sensazione di sbandamento e movimento involontario degli occhi (nistagmo), che lo specialista osserva durante l'esame come segno diagnostico. In molti casi si aggiungono sintomi dell'udito, come ovattamento, calo dell'udito o ronzii, che orientano verso un coinvolgimento dell'orecchio interno. Riconoscere quali sintomi accompagnano la vertigine, e in quale sequenza compaiono, è un'informazione preziosa: per questo è utile arrivare alla visita avendo annotato quando iniziano gli attacchi, quanto durano e cosa li scatena. ## Chi colpiscono le vertigini e quando rivolgersi subito al medico Le vertigini possono comparire a ogni età, ma alcune forme hanno un identikit preciso: la vertigine da otoliti è più frequente dopo i 50 anni e nelle donne, la labirintite segue spesso un'infezione virale, la malattia di Ménière esordisce di solito tra i 30 e i 50 anni. Nella maggior parte dei casi, pur essendo molto fastidiose, le vertigini non sono pericolose e si risolvono con la cura giusta. Esistono però segnali che richiedono il pronto soccorso e non la visita programmata: vertigine improvvisa associata a difficoltà a parlare, debolezza o formicolio a un lato del corpo, perdita di coscienza, forte mal di testa mai provato prima o disturbi della vista. In assenza di questi campanelli d'allarme, vertigini ricorrenti o persistenti vanno comunque valutate da uno specialista dell'equilibrio. ## Come si curano le vertigini: dalla manovra liberatoria alla riabilitazione La cura dipende dalla causa, e in alcuni casi è molto rapida. La vertigine parossistica da otoliti, ad esempio, si risolve spesso con la manovra liberatoria, una sequenza di movimenti della testa che riposiziona i cristalli: il sollievo può essere immediato. Nelle forme infiammatorie come la labirintite si interviene con la terapia medica e la riabilitazione vestibolare. Nella malattia di Ménière si lavora su dieta, terapia e controllo nel tempo. In ogni caso, il punto di partenza resta sempre lo stesso: una diagnosi precisa. ## Quanto durano le vertigini e perché alcune non passano La durata di una vertigine è essa stessa un indizio diagnostico. Gli attacchi di pochi secondi scatenati dal movimento della testa indicano quasi sempre una vertigine da otoliti; una vertigine intensa e continua che dura giorni fa pensare a una labirintite o neurite; crisi che durano da minuti a ore e si ripetono nel tempo, con calo dell'udito, orientano verso la malattia di Ménière. Quando le vertigini "non passano" o tornano di continuo, di solito non è perché sono incurabili, ma perché la causa non è ancora stata individuata correttamente e si sta trattando il sintomo invece dell'origine. È il motivo per cui la riabilitazione vestibolare e la terapia funzionano molto meglio quando partono da una diagnosi precisa dell'esame dell'equilibrio. ## Perché affidarti al Centro ORL Curatoli per le vertigini Le vertigini sono un sintomo che spaventa e che spesso rimbalza tra medico di base, neurologo e pronto soccorso senza una risposta chiara. Essendo un centro otorinolaringoiatrico, valutiamo direttamente l'origine vestibolare, eseguiamo l'esame dell'equilibrio nella stessa struttura e, quando la causa è una VPPB, possiamo trattarla nella stessa seduta. Un unico riferimento, dalla diagnosi alla cura. Per un approfondimento autorevole puoi consultare la scheda sulle [vertigini su ISSalute](https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/v/vertigini). Se soffri di vertigini o problemi di equilibrio e cerchi un [centro otorino a pochi minuti da Bari](https://centroorlcuratoli.it/otorino-bari/), al Centro ORL Curatoli trovi esame vestibolare, diagnosi e trattamento nello stesso posto. ## Soffri di vertigini ricorrenti e nessuno ti ha spiegato perché? Smetti di rincorrere risposte tra uno specialista e l'altro: in un unico centro otorinolaringoiatrico valutiamo l'equilibrio, individuiamo la causa della vertigine e impostiamo la cura adatta, dalla manovra liberatoria alla riabilitazione. Se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulla visita per le vertigini a Bari ### Quanto costa una visita per le vertigini al Centro ORL Curatoli? La visita per le vertigini, comprensiva degli esami e dell'eventuale riabilitazione, ha un costo di 180 euro. Nello stesso appuntamento valutiamo l'origine del disturbo e, quando indicato, eseguiamo subito la manovra liberatoria, senza doverti rimandare a una seconda seduta. ### La manovra liberatoria si può fare già durante la prima visita? Sì. Quando l'esame vestibolare conferma una vertigine parossistica da otoliti (VPPB), nella maggior parte dei casi la manovra liberatoria si esegue nella stessa seduta della visita, e il sollievo è spesso quasi immediato. È uno dei motivi per cui conviene rivolgersi direttamente a uno specialista dell'orecchio. ### Quali esami servono per capire la causa delle vertigini? Il percorso parte dalla visita otorinolaringoiatrica con l'esame vestibolare, che studia l'apparato dell'equilibrio, quasi sempre associato all'esame audiometrico, perché equilibrio e udito condividono lo stesso organo. Li eseguiamo entrambi nella stessa struttura, così la diagnosi si chiude in un unico accesso. ### Dove si trova il centro e quanto dista da Bari? Il Centro ORL Curatoli si trova in Via Bari 23 a Giovinazzo, a pochi minuti da Bari e comodo anche per chi arriva dalla provincia e dalla BAT. Trovi indirizzo, contatti e modalità di prenotazione nella pagina dedicata. ### In quanto tempo si ottiene una diagnosi delle vertigini? Nella maggior parte dei casi la causa si individua già durante la prima visita, perché esame vestibolare ed eventuale manovra vengono eseguiti in sede. Questo evita il classico rimbalzo tra medico di base, pronto soccorso e specialisti che allunga i tempi senza dare una risposta. ### Quando le vertigini devono preoccupare? Le vertigini periferiche, legate all'orecchio interno, sono in genere benigne e non costituiscono un'emergenza. Bisogna invece rivolgersi subito al pronto soccorso se le vertigini compaiono insieme a mal di testa improvviso e violento, difficoltà a parlare o a camminare, debolezza a un lato del corpo, visione doppia o febbre alta: questi segnali possono indicare un problema al sistema nervoso centrale che richiede valutazione urgente. ### Qual è la differenza tra vertigini e giramenti di testa? La vertigine vera è una sensazione rotatoria: sembra che la stanza giri o che il corpo si muova, anche da fermi. Il giramento di testa, detto anche capogiro o stordimento, è invece una sensazione di instabilità, testa vuota o leggera, senza rotazione. La distinzione è importante perché le vertigini vere sono spesso di origine vestibolare (orecchio interno) e richiedono una valutazione specialistica dell'otorino, mentre i capogiri possono avere cause molto diverse. ### Che cosa può causare le vertigini? Le cause più comuni sono nell'orecchio interno: la vertigine da otoliti (VPPB) è la più frequente, seguita da labirintite e malattia di Ménière. Esistono anche cause centrali, legate al sistema nervoso, e cause sistemiche come cali di pressione, disidratazione o effetti di alcuni farmaci. Per questo la diagnosi richiede una visita specialistica: solo l'esame clinico permette di distinguere tra le varie forme e avviare il trattamento corretto. --- # Chirurgia nasale a Bari: quando il problema è respirare Source: https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-nasale/ La chirurgia nasale funzionale comprende gli interventi che ripristinano la corretta respirazione quando il naso è ostruito: la settoplastica per il setto deviato, la turbinoplastica per i turbinati ingrossati e la chirurgia endoscopica dei seni paranasali per poliposi e sinusiti croniche. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, ci occupiamo della parte funzionale del naso, quella che riguarda la respirazione e non l'estetica. C'è chi convive per anni con il naso chiuso pensando sia normale. Dorme male, russa, prende un raffreddore dietro l'altro e si abitua a respirare con la bocca. Quasi sempre, dietro, c'è un problema strutturale che la chirurgia nasale può risolvere, e il beneficio va spesso oltre il naso: un naso che respira bene migliora il sonno, riduce il russamento e abbassa il rischio di sinusiti ricorrenti. ## Respiri male da tempo e nessuna cura ha risolto? Prenota una valutazione e scopri con un esame endoscopico qual è la causa strutturale del tuo naso chiuso. Se preferisci, chiama il [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Le cause dell'ostruzione nasale cronica Il naso chiuso cronico raramente ha una causa sola. Le più frequenti che vediamo sono due, spesso presenti insieme. La [deviazione del setto](https://centroorlcuratoli.it/patologia/deviazione-del-setto/) è lo spostamento della parete che divide le due narici: può essere congenita o conseguenza di un trauma, anche dimenticato. L'[ipertrofia dei turbinati](https://centroorlcuratoli.it/patologia/ipertrofia-turbinati/) è l'aumento di volume di queste strutture interne, che riduce lo spazio per il passaggio dell'aria. Le due condizioni si alimentano a vicenda: un setto deviato spinge sui turbinati, che si ingrossano per compensare. Ad esse si aggiungono le patologie infiammatorie come la [poliposi nasale](https://centroorlcuratoli.it/patologia/poliposi-nasali/), le [sinusiti](https://centroorlcuratoli.it/patologia/sinusiti/) croniche e le [riniti croniche](https://centroorlcuratoli.it/patologia/riniti-croniche/), che vanno inquadrate con precisione prima di decidere come intervenire. ## Gli interventi di chirurgia nasale funzionale La settoplastica raddrizza il setto deviato lavorando dall'interno delle narici, senza modificare l'aspetto esterno del naso. Si associa quasi sempre alla turbinoplastica, che riduce il volume dei turbinati ingrossati. Quando alla componente funzionale si aggiunge una richiesta estetica, si parla di rinosettoplastica, un intervento che corregge insieme respirazione e forma e che trovi descritto nella pagina dedicata alla [rinoplastica](https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica/). Nelle patologie infiammatorie come la poliposi, la chirurgia endoscopica dei seni paranasali permette di rimuovere i polipi e ripristinare il drenaggio, agendo con precisione attraverso le narici e senza incisioni esterne. ## Chirurgia endoscopica dei seni paranasali (FESS) Quando l'ostruzione nasale nasce da sinusiti croniche o da poliposi nasale, il problema non è solo il setto ma i seni paranasali. In questi casi si ricorre alla chirurgia endoscopica funzionale dei seni paranasali (FESS): con un endoscopio introdotto dalle narici, senza tagli esterni, si rimuovono i polipi e si riaprono gli sbocchi naturali dei seni, ripristinando il drenaggio e la ventilazione. È un intervento mini-invasivo eseguito in anestesia locale o generale a seconda del caso, spesso in Day Surgery. Si rivolge a chi ha sinusiti che tornano di continuo, naso chiuso che non risponde ai farmaci o perdita dell'olfatto. Per approfondire le condizioni trattate vedi le pagine su [poliposi nasale](https://centroorlcuratoli.it/patologia/poliposi-nasali/) e [sinusite cronica](https://centroorlcuratoli.it/patologia/sinusiti/). ## Il recupero dopo l'intervento al naso Dopo un intervento di settoplastica o turbinoplastica si torna a casa in giornata o dopo una notte di osservazione. Oggi i tamponi nasali tradizionali sono quasi sempre sostituiti da tamponi morbidi o medicazioni riassorbibili, molto più tollerabili. Nei primi giorni il naso resta gonfio e un po' chiuso: è normale e fa parte della guarigione, non del problema. In genere bastano 5-7 giorni di riposo prima di tornare alle attività quotidiane, evitando sforzi e sport per qualche settimana. La respirazione migliora progressivamente nelle settimane successive, man mano che il gonfiore interno si riduce. Se il tuo problema è soprattutto il setto deviato, trovi i dettagli nella pagina sulla [deviazione del setto nasale](https://centroorlcuratoli.it/patologia/deviazione-del-setto/); se sono i turbinati, vedi l'[ipertrofia dei turbinati](https://centroorlcuratoli.it/patologia/ipertrofia-turbinati/). ## Perché operare il naso al Centro ORL Curatoli Il naso è la nostra specialità. Essendo otorinolaringoiatri, lo studiamo dall'interno con l'endoscopia prima di decidere qualsiasi intervento, e questo ci permette di distinguere con precisione cosa dipende dal setto, cosa dai turbinati e cosa da un'infiammazione. Visita, diagnosi e intervento avvengono nella stessa struttura, con la nostra sala operatoria interna. Diagnosi endoscopica accurata prima di ogni intervento Settoplastica e turbinoplastica eseguite anche in anestesia locale Chirurgia endoscopica dei seni paranasali per poliposi e sinusiti Percorso completo nella stessa struttura, seguito dalla stessa equipe Se respiri male da tempo e nessuna terapia farmacologica ha risolto, vale la pena capire qual è la causa strutturale. Per un approfondimento clinico puoi consultare la scheda sulla [deviazione del setto su MSD Manuals](https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-orecchie-naso-e-gola/patologie-del-naso-e-dei-seni-paranasali/deviazione-del-setto). ## Torna a respirare bene: parliamone insieme Al Centro ORL Curatoli un'unica equipe ti segue dalla diagnosi all'intervento, fino ai controlli, senza passaggi tra strutture diverse. Prenota la tua valutazione per la chirurgia nasale o chiama il [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulla chirurgia nasale ### Quando è necessario operare il naso per respirare meglio? L'intervento si valuta quando l'ostruzione nasale è persistente, non risponde alle terapie farmacologiche e compromette la qualità della vita, del sonno, oppure favorisce sinusiti ricorrenti. La decisione si prende dopo una visita con endoscopia che individua la causa strutturale, come una deviazione del setto o un'ipertrofia dei turbinati. ### La chirurgia nasale funzionale cambia l'aspetto del naso? No. La settoplastica e la turbinoplastica lavorano all'interno delle narici e non modificano la forma esterna del naso. Se invece si desidera correggere anche l'estetica, si esegue una rinosettoplastica, che unisce la correzione funzionale a quella estetica nello stesso intervento. ### Quanto dura il recupero dopo un intervento al naso? Nei primi giorni si avverte naso chiuso per il gonfiore interno e, in caso di turbinoplastica, per i tamponi che si rimuovono in genere dopo 48 ore. La respirazione migliora progressivamente nelle settimane successive e la maggior parte delle persone riprende le normali attività entro pochi giorni. ### Il naso chiuso può causare apnee notturne? Sì. Un'ostruzione nasale costringe a respirare con la bocca durante il sonno, favorendo il russamento e contribuendo alla sindrome delle apnee ostruttive. In questi casi la chirurgia nasale può essere parte della soluzione, ed è per questo che valutiamo sempre insieme respirazione nasale e disturbi del sonno. ### Si può vivere con il setto nasale deviato senza operarsi? Sì, molte deviazioni lievi non danno sintomi rilevanti e non richiedono intervento. L'operazione si considera solo quando la deviazione causa ostruzione respiratoria significativa, disturbi del sonno o infezioni ricorrenti. La visita specialistica serve proprio a capire se il disturbo giustifica la chirurgia. ### Quanto costa un intervento al setto nasale a Bari? Il costo di una settoplastica varia in base alla complessità del caso, alla tecnica e all'eventuale associazione con la turbinoplastica, quindi si definisce dopo la prima visita con endoscopia. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, l'intervento si esegue in regime privato, senza le liste d'attesa pubbliche: dopo la valutazione ricevi un preventivo chiaro. Per una stima sul tuo caso prenota una visita. ### La settoplastica si fa con il SSN o in privato? La settoplastica è un intervento funzionale riconosciuto e, in linea di principio, eseguibile anche con il Servizio Sanitario Nazionale, spesso però con tempi di attesa lunghi. La via privata accorcia i tempi e ti garantisce lo stesso specialista dalla diagnosi all'intervento fino ai controlli. Al Centro ORL Curatoli operiamo in regime privato, nella nostra struttura con sala operatoria interna. ### L'intervento di chirurgia nasale richiede il ricovero? No, nella maggior parte dei casi. Settoplastica, turbinoplastica e chirurgia endoscopica dei seni si eseguono in anestesia locale o in Day Surgery, con dimissione in giornata o dopo una sola notte di osservazione. Non è previsto un ricovero prolungato, ed è uno dei vantaggi di una struttura con sala operatoria interna come la nostra. --- # Otorino a Bari: visita, diagnosi e intervento nello stesso centro Source: https://centroorlcuratoli.it/otorino-bari/ L'otorino a Bari è il medico specialista in otorinolaringoiatria che diagnostica e cura le patologie di orecchio, naso e gola: dal calo dell'udito alle apnee notturne, dalle vertigini ai problemi di respirazione nasale. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, questo percorso è completo in un unico luogo: visita specialistica, esami diagnostici e, quando serve, intervento chirurgico, sempre seguiti dalla stessa equipe. Quando cerchi un otorino a Bari trovi tanti professionisti bravi, quasi tutti specialisti che ti visitano in studio e poi, se serve operare, ti mandano altrove. Il Centro ORL Curatoli funziona in modo diverso: visita, esami ed eventuale intervento avvengono nello stesso posto, ed è proprio questo a fare la differenza nel tuo percorso di cura. La nostra sede è in Via Bari 23 a Giovinazzo, a pochi minuti dalla città e comodamente raggiungibile dai comuni vicini. Una posizione che ti evita le lunghe attese delle liste pubbliche e ti mette a disposizione ciò che uno studio in città difficilmente offre: una struttura sanitaria autorizzata con sala operatoria interna, dove diagnosi e intervento avvengono nello stesso luogo. ## Vuoi un parere chiaro su un disturbo di orecchio, naso o gola? Prenota la prima visita e parla direttamente con lo specialista che ti seguirà lungo tutto il percorso, dalla diagnosi alla cura. Se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Cosa ci rende diversi dagli altri otorino di Bari La maggior parte degli specialisti [otorinolaringoiatri](https://www.sioechcf.it/) della zona di Bari sono dirigenti ospedalieri che ricevono privatamente in studio. Sono medici preparati, ma il loro studio è un luogo di visita, non di cura completa. Da noi il percorso non si spezza: chi ti visita conosce il tuo caso anche in sala operatoria, e ti rivede ai controlli. Struttura sanitaria autorizzata con sala operatoria interna, non un semplice ambulatorio Diagnosi ed esami eseguiti in sede: audiometria, esame vestibolare, endoscopia, polisonnografia Interventi in anestesia locale e in Day Surgery senza ricovero, dalla chirurgia nasale a quella dell'orecchio Un'unica equipe che ti segue dalla prima visita al post-operatorio ## Le patologie di orecchio, naso e gola che trattiamo a Bari Trattiamo tutte le principali patologie di orecchio, naso e gola. Per chi cerca un otorino a Bari, le aree in cui interveniamo più spesso sono la [rinoplastica e la chirurgia del naso](https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica/), la diagnosi e cura delle [apnee notturne e del russamento](https://centroorlcuratoli.it/apnee-notturne-russamento/), e lo studio delle [vertigini e dei disturbi dell'equilibrio](https://centroorlcuratoli.it/vertigini/). Trattiamo inoltre [sordità](https://centroorlcuratoli.it/patologia/sordita/), otiti, otosclerosi, colesteatoma, poliposi, sinusiti e i [disturbi della voce e delle corde vocali](https://centroorlcuratoli.it/patologia/noduli-polipi-corde-vocali/). ## Come si svolge la prima visita otorinolaringoiatrica Alla prima visita lo specialista raccoglie la tua storia clinica, esamina orecchio, naso e gola e, quando serve, esegue subito un'endoscopia per vedere dall'interno. In molti casi gli esami necessari si fanno nella stessa giornata, senza doverti spostare in un'altra struttura. Al termine hai un quadro chiaro: cosa hai, cosa conviene fare e con quali tempi. ## Come raggiungere il Centro ORL da Bari Dal centro di Bari ci si arriva in circa venti minuti, sia in auto lungo la statale 16 sia con il treno regionale per Giovinazzo. Per chi viene da [Molfetta](https://centroorlcuratoli.it/otorino-molfetta/), [Bitonto](https://centroorlcuratoli.it/otorino-bitonto/), Terlizzi o Ruvo di Puglia siamo ancora più comodi. Per gli interventi che richiedono anestesia generale operiamo anche presso la Clinica San Francesco di Galatina. ## Un solo riferimento per orecchio, naso e gola Scegliere il Centro ORL Curatoli significa avere un'unica equipe che ti accompagna dalla diagnosi alla cura, senza passaggi tra studi e strutture diverse. Se stai cercando un otorino a Bari e vuoi un percorso lineare, dal primo controllo all'eventuale intervento, siamo a pochi minuti dalla città. Per informazioni chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). ## Prenota la tua visita otorino a Bari Se hai un disturbo a orecchio, naso o gola e vuoi capire da subito cosa fare, la prima visita al Centro ORL Curatoli ti dà un quadro completo in una sola seduta: diagnosi, esami e, dove serve, l'indicazione chirurgica, senza rimbalzare tra studi e strutture diverse. Ti aspettiamo a pochi minuti da Bari, oppure chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sull'otorino a Bari ### Quanto costa una visita otorinolaringoiatrica a Bari? Al Centro ORL Curatoli la visita otorinolaringoiatrica costa tra 120 e 150 euro, in base alla complessità del caso e agli esami eseguiti in seduta. La visita per vertigini, comprensiva di esami strumentali e dell'eventuale riabilitazione, costa 180 euro, mentre la polisonnografia per la diagnosi delle apnee notturne costa 100 euro. Durante la prima visita lo specialista valuta il caso e indica con chiarezza eventuali esami o interventi necessari, senza costi a sorpresa. ### Dove si trova il Centro ORL rispetto a Bari? Il Centro ORL Curatoli si trova in Via Bari 23 a Giovinazzo, a circa venti minuti dal centro di Bari lungo la statale 16, raggiungibile anche in treno. È comodo anche per chi proviene da Molfetta, Bitonto, Terlizzi e Ruvo di Puglia. ### Cosa fa l'otorino per le vertigini? L'otorinolaringoiatra studia l'apparato vestibolare, l'organo dell'equilibrio situato nell'orecchio interno, per individuare l'origine delle vertigini. Attraverso l'esame vestibolare distingue tra cause come la vertigine parossistica da otoliti, la neuronite vestibolare o la malattia di Ménière, e imposta la terapia adeguata. ### Cosa fanno durante la prima visita otorinolaringoiatrica? Lo specialista raccoglie la storia clinica, esamina orecchio, naso e gola e, quando necessario, esegue un'endoscopia per osservare le strutture dall'interno. Al Centro ORL Curatoli molti esami diagnostici si svolgono nella stessa seduta, così al termine della visita si ha già un quadro chiaro della condizione e del percorso da seguire. ### Serve l'impegnativa per la visita otorino? Per la visita privata non serve l'impegnativa del medico di base: puoi prenotare direttamente contattando la segreteria al numero 080 394 7222. L'impegnativa è necessaria solo per le prestazioni in convenzione con il servizio sanitario. ### Qual è un centro di otorinolaringoiatria di riferimento vicino a Bari? Il Centro ORL Curatoli si trova a Giovinazzo, a pochi chilometri da Bari, ed è un punto di riferimento per i pazienti della provincia e dell'intera area barese. La struttura offre visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici in un unico spazio, senza dover accedere a strutture ospedaliere pubbliche con lunghe liste d'attesa. ### Perché scegliere un centro otorino privato vicino a Bari invece del Policlinico? Un centro privato come il Centro ORL Curatoli consente di ottenere un appuntamento in tempi rapidi, senza impegnativa del medico di base, e di essere seguiti dallo stesso specialista dalla prima visita fino a eventuale intervento. Per chi vive a Bari o nei comuni limitrofi come Giovinazzo, Molfetta o Trani, la vicinanza riduce i tempi di spostamento e semplifica il percorso di cura. ### Quanto dista il Centro ORL Curatoli dal centro di Bari? La sede di Via Bari 23 a Giovinazzo dista circa 15-20 minuti in auto dal centro di Bari, facilmente raggiungibile percorrendo la litoranea o la statale 16. Il centro è comodamente accessibile anche da altri comuni della provincia come Molfetta, Bitonto e Ruvo di Puglia. --- # Apnee notturne e russamento a Bari: trattiamo la causa, non solo il rumore Source: https://centroorlcuratoli.it/apnee-notturne-russamento/ Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, diagnostichiamo e curiamo le apnee notturne e il russamento partendo dalla causa, non solo dal sintomo. Nella maggior parte dei casi il russamento dipende da una cattiva respirazione nasale, ed è qui che un otorinolaringoiatra fa la differenza rispetto a un rimedio generico. Visita, polisonnografia nella stessa struttura, seguiti dalla stessa equipe. Gli interventi vengono effettuati in convenzione presso la clinica San Francesco di Galatina. Il russamento ha una cattiva reputazione e quasi sempre viene preso poco sul serio. Si scherza, si cambia stanza, ci si rassegna. Eppure dietro un russamento intenso si nasconde spesso una sindrome delle apnee notturne, che incide sul cuore, sulla pressione e sulla qualità di ogni giornata. Affrontarlo dove nasce, cioè nella respirazione, è il modo più diretto per risolverlo. ## Vuoi capire la causa del tuo russamento? Ogni caso è diverso e il percorso parte sempre da una diagnosi attenta. Raccontaci cosa stai vivendo: fissiamo una prima visita in cui lo specialista valuta la tua situazione e ti spiega cosa è possibile fare. Se preferisci, chiama il [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Perché le apnee notturne partono dal naso Le cause delle apnee ostruttive sono diverse: sovrappeso, conformazione della gola, posizione nel sonno. A questo si aggiungono la vibrazione del palato e la sua tendenza al collasso e l'ostruzione nasale. Noi, come otorinolaringoiatri, siamo gli unici specialisti a valutare le alte vie respiratorie nella loro completezza: ostruzione nasaleper [deviazione del setto](https://centroorlcuratoli.it/patologia/deviazione-del-setto/) e/o [ipertrofia dei turbinati](https://centroorlcuratoli.it/patologia/ipertrofia-turbinati/) che costringono a respirare con la bocca, e questo favorisce sia il russamento sia le apnee. Il collasso del palato o altre cause meno frequenti come le dimensioni e la posizione della lingua, la struttura della laringe. L'associazione più frequente che si osserva nei pazienti è l'ostruzione nasale con il collasso dell'orofaringe. Quando le cause sono queste, intervenire sul naso (settoplastica e turbinoplastica) e sul palato (faringoplastica) risolve il problema. È un approccio che un centro di chirurgia ORL nasale e faringea come il nostro può offrire in modo diretto, ed è la ragione per cui partiamo sempre da una valutazione completa della respirazione. ## Russamento o apnee notturne? Capire la differenza Russare significa che l'aria, passando attraverso vie aeree parzialmente ostruite, fa vibrare i tessuti della gola. Fin qui è un disturbo sociale. Il problema diventa clinico quando alle vibrazioni si aggiungono le pause respiratorie o apnee: il respiro si ferma per alcuni secondi, l'ossigeno scende e il cervello reagisce con un micro-risveglio. Ripetuto centinaia di volte a notte, questo logora il riposo e, nel tempo, la salute. Se vuoi capire nel dettaglio cosa sono le apnee, quali sintomi le accompagnano e quali complicanze comportano, abbiamo dedicato una pagina di approfondimento alle [apnee ostruttive del sonno](https://centroorlcuratoli.it/patologia/apnee-e-russamento-osas/). ## I sintomi da non sottovalutare Molte persone convivono per anni con le apnee notturne senza saperlo. I segnali ci sono, ma si confondono con la stanchezza di tutti i giorni. Vale la pena fermarsi un momento e rispondere con sincerità a qualche domanda. Ti capita di avere colpi di sonno mentre guidi? Ti addormenti davanti alla TV o subito dopo i pasti? Soffri di mal di testa al risveglio e di una stanchezza che non passa mai? Sei in sovrappeso? Ti hanno detto che russi forte e che durante la notte il respiro si interrompe? Se ti ritrovi in due o più di queste situazioni, non serve allarmarsi, ma vale la pena capire cosa succede mentre dormi. Una visita specialistica è il modo più rapido per togliersi il dubbio. ## La diagnosi nella nostra struttura Da noi la valutazione delle apnee non è frammentata su più studi: si svolge in un unico percorso. Si parte da una visita otorinolaringoiatrica con [endoscopia delle alte vie aeree](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/endoscopia-vie-aeree/), che mostra dove e quanto le vie respiratorie si restringono, affiancata da questionari validati sulla qualità del sonno. Il quadro si completa con la [polisonnografia](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/polisonnografia/), l'esame di riferimento che registra durante il sonno respiro, ossigeno e battito e stabilisce quante apnee si verificano e quanto sono gravi. Nella maggior parte dei casi si esegue comodamente a casa. Solo a partire da questi dati scegliamo la terapia. ## Le terapie per le apnee e il russamento Non esiste una cura unica per tutti i quadri di apnee, e questo è importante dirlo. Il percorso dipende dalla gravità e dalla causa. La chirurgia del setto e dei turbinati ripristina una respirazione nasale normale eliminando la necessità di respirare con la bocca, spesso riduce notevolmente il russamento, non determina un importante miglioramento delle apnee. Nelle forme da moderate a gravi si ricorre può ricorrere alla chirurgia (faringoplastica barbed) specie in soggetti giovani e senza controindicazioni all'intervento. Nelle forme molto gravi, nei pazienti anziani e nei pazienti con altre patologie che rendono rischiosa la chirurgia si prescrive la CPAP, un dispositivo che mantiene aperte le vie aeree con un flusso d'aria continuo impedendo le apnee. In casi selezionati si utilizzano dispositivi orali su misura che riposizionano la mandibola Le modifiche dello stile di vita come il calo di peso, l'igiene del sonno e la terapia posizionale, accompagnano sempre le altre soluzioni Quando il problema nasce nella gola, la chirurgia ha fatto passi avanti importanti. Le moderne tecniche di faringoplastica rimodellano i tessuti del cavo orale e ne aumentano la tensione, così che durante il sonno non si rilascino fino a ostruire il passaggio dell'aria. È un approccio molto diverso dalle vecchie procedure demolitive come l'uvulopalatofaringoplastica (UPPP) e offre risultati più stabili. Nei casi che lo richiedono, la chirurgia dell'ipofaringe e della laringe completa quanto si ottiene con la faringoplastica. ## Perché scegliere il Centro ORL Curatoli La differenza la fa il percorso unico. In molti studi ti visitano e, se serve operare, ti mandano altrove: il caso passa di mano, i tempi si allungano. Da noi diagnosi, intervento e controlli avvengono sotto lo stesso tetto, seguiti dalla stessa equipe specializzata in chirurgia nasale e dei disturbi del sonno. Per te significa un solo riferimento, dall'inizio alla fine, a pochi minuti da Bari e facilmente raggiungibile dai comuni della provincia. A questo si aggiunge l'esperienza di un'equipe che tratta abitualmente russamento e apnee con un approccio sia medico sia chirurgico, scegliendo la soluzione meno invasiva possibile per ogni caso. Per un approfondimento clinico indipendente sulla sindrome puoi consultare la scheda dell'[Istituto Auxologico Italiano](https://www.auxologico.it/malattia/apnee-notturne). ## Prenota una visita per le apnee notturne Se russi, ti svegli stanco o qualcuno ha notato le tue pause nel respiro, il modo più rapido per togliersi il dubbio è una visita specialistica. Trovi la causa, capisci cosa fare e, se serve operare, resti seguito dalla stessa equipe nella stessa struttura. Chiama il [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) o prenota online. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande Frequenti su Apnee Notturne e Russamento ### Come si capisce se si soffre di apnea notturna? I segnali tipici sono russamento intenso, pause nella respirazione notate da chi dorme accanto, risvegli con sensazione di soffocamento, mal di testa al mattino e forte sonnolenza diurna. La conferma diagnostica si ottiene con la polisonnografia, che misura le interruzioni del respiro durante il sonno. ### Il russamento dipende sempre dal naso? Non sempre, ma nella maggior parte dei casi la cattiva respirazione nasale ha un ruolo importante. Una deviazione del setto o turbinati ingrossati costringono a respirare con la bocca, favorendo il russamento. Per questo la valutazione di un otorinolaringoiatra è fondamentale per individuare la causa reale. ### Si guarisce dalle apnee notturne? Dipende dalla causa e dalla sede. Lo scopo delle terapie è farle scomparire (CPAP),ridurle ad un livello lieve con la chirurgia, correggendo il collasso del velo e il setto e/o i turbinati, associando anche altre terapie come il calo di peso, i dispositivi orali, la fisioterapia, la terapia posizionale. La diagnosi corretta è il punto di partenza per scegliere il percorso giusto. ### Quanto è invasiva la chirurgia per il russamento? Le tecniche attuali sono molto meno invasive del passato. La faringoplastica moderna rimodella e mette in tensione i tessuti senza asportarli, a differenza delle vecchie procedure demolitive, e la chirurgia nasale del setto e dei turbinati si esegue in modo mini-invasivo. Il tipo di intervento e i tempi di recupero si valutano caso per caso dopo la diagnosi. ### Come si curano le apnee notturne al Centro ORL Curatoli? Partiamo sempre dalla diagnosi con visita, endoscopia delle vie aeree e polisonnografia. In base ai risultati e alla causa proponiamo la chirurgia nasale quando l'origine è un'ostruzione, le moderne tecniche di faringoplastica quando il problema nasce nella gola, oppure indirizziamo verso CPAP o dispositivi orali. Il vantaggio è che diagnosi e terapia avvengono nella stessa struttura, seguite dalla stessa equipe. ### Quando diventano pericolose le apnee notturne? Le apnee notturne diventano clinicamente rilevanti quando causano una riduzione ripetuta dell'ossigeno nel sangue e frammentano il sonno in modo significativo. In questi casi aumenta il rischio di ipertensione, problemi cardiovascolari e incidenti stradali per sonnolenza diurna. È importante non sottovalutare il problema e rivolgersi a uno specialista anche in presenza di russamento forte con pause nel respiro, anche senza altri sintomi evidenti. ### Come dormire per ridurre le apnee notturne? Dormire sul fianco invece che sulla schiena è uno degli accorgimenti più efficaci per le forme lievi o posizionali: in posizione supina la lingua e i tessuti molli tendono a cadere indietro, ostruendo parzialmente le vie aeree. Evitare alcolici nelle ore serali e mantenere il peso nella norma sono altri fattori che influenzano la gravità delle apnee. Questi accorgimenti possono affiancare la terapia, ma non la sostituiscono quando le apnee sono moderate o severe. ### Cosa succede se le apnee notturne non vengono trattate? Le apnee non trattate si associano nel tempo a un aumento del rischio di ipertensione arteriosa, aritmie, diabete di tipo 2 e sonnolenza diurna cronica con ricadute sulla qualità della vita e sulla sicurezza alla guida. Per questo motivo, una volta confermata la diagnosi tramite polisonnografia, è importante seguire il percorso terapeutico indicato dallo specialista, che può includere interventi chirurgici mirati, dispositivi notturni o modifiche dello stile di vita. --- # Rinoplastica: il prima e il dopo dei nostri casi reali Source: https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica-prima-e-dopo/ Questa pagina raccoglie foto reali di rinoplastica prima e dopo dei pazienti operati al Centro ORL Curatoli, pubblicate con il loro consenso. Servono a mostrare cosa cambia davvero in un naso operato - sul profilo, sulla punta e, quando serve, sulla respirazione - con un approccio orientato al risultato naturale. Ogni naso è diverso: queste immagini non sono una promessa di risultato, ma esempi concreti di casi reali. Scegliere di operarsi al naso è una decisione importante, e vedere dei risultati aiuta a capire se le proprie aspettative sono realistiche. Per questo abbiamo raccolto alcuni casi documentati, con il contesto clinico di ciascuno: il punto di partenza, cosa è stato corretto e l'esito a distanza di mesi, quando il naso si è ormai assestato. ## Come leggere le foto prima e dopo di una rinoplastica Non tutte le foto prima e dopo si equivalgono. Per valutarle in modo onesto, conviene guardare alcuni elementi precisi piuttosto che l'impressione generale. Cosa guardare Perché conta Stessa inquadratura e stessa luce Confronti corretti usano le medesime angolazioni (frontale, profilo, tre quarti) e la stessa illuminazione del prima e del dopo. Distanza di tempo Il risultato definitivo si vede dopo mesi: una foto a pochi giorni mostra ancora gonfiore, non l'esito reale. Naturalezza Un buon esito si integra con il viso e non "grida" di essere un naso operato; l'armonia con fronte, labbra e mento conta più della singola linea. Coerenza con il punto di partenza Il risultato va letto rispetto al naso iniziale e alla richiesta del paziente, non a un modello unico di naso "ideale". Per capire come ci si arriva, è utile sapere anche con quale tecnica si opera: noi privilegiamo un approccio conservativo, la [rinoplastica preservation](https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica-preservation/), che punta a preservare le strutture del naso per un esito più naturale. Una panoramica indipendente sull'intervento è disponibile sulla scheda dedicata di [Humanitas](https://www.humanitas.it/visite-esami/rinoplastica/). ## I nostri casi di rinoplastica Di seguito alcuni casi reali, suddivisi per tipo di correzione. Ogni immagine è pubblicata con il consenso del paziente. I risultati sono individuali e non costituiscono garanzia di un esito analogo in altri casi. [Profilo armonizzato a riposo - La rinoplastica preservation ha ridotto il gibbo e regolarizzato la linea dorsale, mantenendo un aspetto naturale e proporzionato in posizione neutra.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-01.png) [Stabilità della punta nel sorriso - Dopo l'intervento, la punta mantiene la sua proiezione alta anche durante il sorriso, evitando la discesa tipica del pre operatorio e garantendo naturalezza in ogni espressione.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-02.png) [Profilo più lineare e naturale - La rinoplastica preservation ha corretto il gibbo, ottenendo un profilo più armonico senza alterare i lineamenti.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-03.png) [Punta stabile durante il sorriso - Dopo l'intervento, la punta non ruota più verso il basso durante il sorriso, mantenendo equilibrio e coerenza estetica in tutte le espressioni.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-04.png) [Risultato stabile a un anno - La rinoplastica preservation ha armonizzato il profilo e corretto le irregolarità del gibbo, mantenendo un risultato naturale e stabile a distanza di un anno.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-05-1.png) [Profilo più regolare e definito - Il dorso appare più lineare e la punta più alta ed equilibrata, con un miglioramento estetico che si integra perfettamente con i lineamenti del viso.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-06.png) [Raddrizzamento del naso torto - La rinosettoplastica preservation ha corretto la deviazione del dorso ed eliminato il gibbo, restituendo un profilo più armonico e una linea più regolare anche nelle viste oblique.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-07.png) [Miglioramento della simmetria frontale - La correzione della deviazione ha reso il naso più dritto e proporzionato al volto, con un risultato stabile e naturale a 2 anni dall'intervento.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-08.png) [Punta stabile anche al sorriso - La punta mantiene la sua proiezione alta senza scendere durante il sorriso, valorizzando l'armonia del profilo e la naturalezza delle espressioni.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-naso-torto-bari-curatoli-09.png) [Risultato naturale già nei primi giorni - A soli 10 giorni dall'intervento, la punta risulta stabile e snellita anche durante il sorriso, con un profilo più armonico e un aspetto già sorprendentemente naturale.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-10.jpg) [Profilo più armonico e regolare - La rinosettoplastica preservation ha corretto le irregolarità del dorso, eliminato il gibbo e migliorato l'armonia del profilo, donando un risultato naturale e proporzionato.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-gobba-uomo-11.jpg) [Correzione perfetta dell'effetto sorriso - L'intervento ha eliminato l'effetto antiestetico che il sorriso provocava sul naso e sul viso, restituendo una punta alta stabile e un'espressione molto più equilibrata e piacevole.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-gobba-uomo-12.jpg) [Naso maschile con gibbo naturale - Un piccolo gibbo residuo sul profilo è spesso richiesto dai pazienti di sesso maschile per mantenere un aspetto naturale e coerente con l'estetica del volto.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-gobba-uomo-13.png) [Profilo armonioso e punta ruotata - Nel risultato post operatorio il profilo appare più armonioso, con una naturale rotazione verso l'alto della punta che valorizza l'estetica maschile mantenendo un aspetto autentico.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-gobba-uomo-14.png) [Confronto a distanza di 6 mesi: la punta mantiene un'elevazione armoniosa e il gibbo è eliminato, evidenziando la stabilità del risultato ottenuto con tecnica di preservation.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-20.png) [Profilo maschile più equilibrato - La rinosettoplastica preservation ha corretto le irregolarità del dorso e migliorato l'armonia del profilo mantenendo un aspetto naturale e coerente con l'estetica maschile.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-gobba-uomo-15.png) [Simmetria e naturalezza frontale - A sei mesi dall'intervento il naso appare più dritto e proporzionato, con una migliore simmetria frontale che valorizza l'intero volto.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-gobba-uomo-16.png) [Profilo più definito e naturale - La rinosettoplastica preservation ha migliorato la linea dorsale, mediante l'eliminazione del gibbo e l'armonia del profilo, mantenendo un aspetto maturo e naturale senza alterare l'identità del volto.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-gibbo-uomo-17.jpg) [Punta stabile durante il sorriso - L'intervento ha eliminato l'effetto antiestetico che il sorriso provocava sul naso e sull'espressione, restituendo una punta stabile e un sorriso più equilibrato e gradevole.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-gibbo-uomo-18.jpg) [Profilo più armonico e naturale - A un anno dall'intervento, dopo l'eliminazione del gibbo, il profilo risulta più regolare e proporzionato, con un miglioramento naturale che valorizza i lineamenti senza alterarli.v](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-gibbo-19.jpg) [Correzione completa della deviazione - L'inquadratura dal basso mostra chiaramente quanto il setto fosse deviato prima dell'intervento; la rinosettoplastica preservation ha restituito una base più simmetrica e un allineamento stabile nel tempo.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-nso-torto-21.jpg) [Punta stabile anche al sorriso - Durante il sorriso la punta mantiene la sua posizione alta senza scendere, garantendo un'espressione più armoniosa e naturale.](https://centroorlcuratoli.it/wp-content/uploads/rinoplastica-preservation-bari-curatoli-gibbo-20.jpg) ## Cosa può cambiare davvero per il tuo naso? Le foto mostrano casi altrui: il tuo naso fa storia a sé. In una visita valutiamo struttura, respirazione e aspettative, e ti diciamo con franchezza cosa e realistico ottenere. Puoi chiamarci al [+390803947222](tel:+39 080 3947 222). [Prenota una valutazione](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Cosa aspettarsi da un risultato naturale Un buon risultato di rinoplastica non si nota come "naso rifatto": si integra con il resto del viso. L'obiettivo non è applicare un modello unico, ma ottenere un naso equilibrato rispetto a fronte, labbra e mento, coerente con i lineamenti della persona. Per questo, prima dell'intervento, dedichiamo tempo a capire cosa desideri e a spiegarti cosa la tua struttura nasale consente realmente: la [pagina sulla rinoplastica](https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica/) spiega in dettaglio come lavoriamo. ## Quando si vede il risultato definitivo Subito dopo l'intervento il naso è gonfio e protetto da un gessetto: non è quello il risultato. Il dorso si definisce nelle prime settimane, mentre la punta - la zona più lenta - si assesta nel corso dei mesi. Per questo le foto "dopo" più attendibili sono quelle a distanza di tempo. Abbiamo raccontato una di queste tappe nell'articolo sulla [rimozione del gessetto a 10 giorni](https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica-la-rimozione-del-gessetto-a-10-giorni-dallintervento/). ## Prenota la tua valutazione per la rinoplastica Se queste immagini ti hanno fatto venire delle domande, il passo successivo è una valutazione di persona: vediamo il tuo naso, ascoltiamo cosa vorresti e costruiamo insieme un percorso realistico. Chiama il [+390803947222](tel:+39 080 3947 222) o prenota online. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande sui risultati della rinoplastica ### Come cambia il viso con la rinoplastica? Il naso è al centro del viso, quindi anche piccole modifiche su profilo o punta ne cambiano l'equilibrio complessivo. Un intervento ben eseguito rende i lineamenti più armonici senza stravolgere l'identità del volto: l'obiettivo è un naso che sembri sempre il tuo, solo più in proporzione. ### Come ci si può vedere con il naso rifatto prima dell'intervento? Durante la visita è possibile ragionare insieme sul risultato realistico, anche con il supporto di immagini e simulazioni. È un orientamento, non una garanzia: la simulazione aiuta a condividere l'obiettivo, ma il risultato finale dipende dalla struttura del naso e dalla guarigione. ### Quanto dura il risultato della rinoplastica? Il risultato della rinoplastica è permanente: una volta assestato, il naso mantiene la nuova forma nel tempo. Cambia, come tutto il viso, solo per il naturale invecchiamento dei tessuti, che però non annulla la correzione effettuata. ### Il risultato è davvero naturale? Dipende dalla tecnica e dall'obiettivo. Un approccio conservativo come la rinoplastica preservation punta a preservare le strutture del naso, riducendo il rischio di un aspetto "operato" e favorendo un esito più naturale. La naturalezza, però, parte sempre da aspettative realistiche concordate prima. ### Restano cicatrici visibili? Nella maggior parte dei casi le incisioni sono interne e non lasciano cicatrici visibili. Quando è necessaria una piccola incisione alla base del naso, viene posizionata in modo che risulti molto poco evidente e tenda a schiarirsi nel tempo. ### Quanto è rischiosa la rinoplastica? La rinoplastica è un intervento sicuro se eseguito da uno specialista qualificato, ma come qualsiasi procedura chirurgica non è priva di rischi: gonfiore prolungato, lievi asimmetrie o, in una piccola percentuale di casi, la necessità di una correzione secondaria. Una valutazione preoperatoria approfondita e una tecnica chirurgica accurata riducono al minimo queste eventualità. ### Quanto dura il naso rifatto? Il risultato della rinoplastica è strutturale e permanente: una volta che le ossa e le cartilagini si sono rimodellate e il gonfiore si è riassorbito completamente - processo che richiede circa 8-10 mesi - la forma ottenuta rimane stabile nel tempo. Un lieve e fisiologico assestamento è possibile negli anni, legato al naturale invecchiamento dei tessuti. ### Lo corregge la rinoplastica? La rinoplastica può correggere gibbo, punta cadente o larga, asimmetrie, naso deviato e narici troppo ampie, sempre nel rispetto delle proporzioni del viso. Non stravolge la fisionomia: l'obiettivo è migliorare l'armonia complessiva in modo che il risultato appaia naturale e non evidentemente "operato". --- # Rinoplastica a Bari: un naso armonico che respira bene Source: https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica/ Il naso è al centro del viso e, insieme agli occhi, ne determina l'aspetto complessivo: un naso largo, lungo o irregolare crea disarmonia e può comunicare agli altri un carattere diverso da quello reale. Da qui nasce, per molti, l'idea di un intervento. Tuttavia, la rinoplastica non è solo una questione estetica: il naso deve respirare bene. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, la chirurgia del naso parte sempre da questo doppio obiettivo, estetica e funzione insieme. Lo diciamo subito, perché è ciò che ci distingue dai chirurghi puramente estetici: siamo otorinolaringoiatri, e il naso lo conosciamo da dentro. Mentre rimodelliamo il profilo, valutiamo anche il setto, i turbinati e la respirazione. È un dettaglio che cambia il risultato. ## Prenota la tua valutazione per la rinoplastica Ogni naso è diverso e il progetto parte sempre da un'analisi attenta. Raccontaci cosa hai in mente: fissiamo una prima visita in cui lo specialista valuta il tuo naso e ti spiega cosa è possibile fare. Se preferisci, chiama il [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota la tua valutazione](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Rinoplastica estetica e funzionale: due esigenze, un solo intervento Molte persone arrivano da noi pensando di volere solo un ritocco estetico, e scoprono di avere anche una difficoltà respiratoria che davano per normale. Capita spesso. Per questo distinguiamo, ma trattiamo insieme, due aspetti. La rinoplastica estetica rimodella il profilo del naso: il dorso, la punta, le narici, l'armonia complessiva con il resto del viso. È una chirurgia in cui i millimetri fanno la differenza tra un risultato gradevole e uno elegante, e dove usare sempre la stessa tecnica porta a un naso che spesso non si adatta perfettamente al viso del paziente. Per questo conoscere tutte le tecniche è fondamentale: è una chirurgia che si avvicina a un'arte e richiede studio e dedizione. Quando necessario, la rinosettoplastica (estetica + funzionale)interviene anche sulle strutture profonde quando la respirazione è compromessa da una deviazione del setto o da turbinati ipertrofici. In molti casi le due necessità coesistono e l'intervento le affronta nello stesso momento. La regola che seguiamo è netta: l'operazione non deve mai peggiorare la respirazione ma migliorarla. ## Rinoplastica chiusa, aperta e tecnica preservation La rinoplastica può essere chiusa o aperta (open). Nella tecnica chiusa non ci sono incisioni esterne sulla pelle e la guarigione è più rapida: con questa tecnica si esegue la gran parte delle rinoplastiche primarie. Nella tecnica aperta si pratica una piccola incisione tra le due narici per sollevare la pelle del naso; è la scelta nei casi più complessi, come nasi post-traumatici, nasi torti, asimmetrie marcate o rinoplastiche di revisione, dove servono rimodellamenti e innesti cartilaginei che la tecnica chiusa non sempre consente di eseguire. I chirurghi del Centro ORL sono specializzati nella rinoplastica preservation, oggi la tecnica più innovativa, eseguibile sia in tecnica chiusa che aperta. Il principio è semplice: rimodellare il naso senza asportarne le strutture portanti. Le tecniche più tradizionali rimuovono queste strutture (es. gibbo osseo) e questo può portare a deformità nel post-operatorio e alla necessità di una seconda operazione di ritocco. La preservation conserva il dorso e lo rimodella, evitando questo problema. Il risultato è un naso che appare naturale, mai "rifatto". Gli interventi oggi possono essere eseguiti tranquillamente in anestesia locale assistita, in Day Surgery, senza necessità di ricovero. ## Il progetto pre-operatorio: dalla prima visita all'intervento Una cosa che diciamo sempre a chi ci scrive un'email chiedendo un preventivo al buio è che un professionista serio non può rispondere senza aver prima valutato il caso. Ogni naso è diverso, e solo un'analisi attenta permette di dare risposte adeguate. Il percorso della rinoplastica si compone di quattro fasi, ognuna importante a modo suo: il colloquio con il paziente, l'esame del naso da parte dello specialista (TAC quando necessario), il progetto fotografico e intervento. La durata dello stesso è di un anno e punta a un risultato naturale e duraturo. ### Il colloquio e la valutazione delle motivazioni Il colloquio iniziale serve ad ascoltare desideri, aspettative e timori. La rinoplastica ha un impatto estetico ma anche un forte impatto psicologico: alcuni pazienti proiettano sul naso problematiche che l'intervento non risolverà, mentre altri hanno un inestetismo correggibile, che migliora l'aspetto del viso, l'autostima e il modo di stare con gli altri. Per questo, mentre il chirurgo ascolta, valuta anche le motivazioni: nei casi in cui un intervento estetico non sia la risposta giusta, è più saggio sconsigliarlo. Compito dello specialista è fare in modo che l'ansia del risultato lasci spazio alla consapevolezza del percorso. ### L'esame del naso L'esame comprende ispezione, palpazione della struttura ossea e cartilaginea, valutazione delle asimmetrie e delle caratteristiche della pelle (spessore, elasticità), oltre alla valutazione endoscopica interna. È sbagliato pensare "voglio solo togliere la gobba": se si elimina solo il gibbo, il dorso si assottiglia e la punta può sembrare voluminosa se non viene rimodellata. Il risultato deve essere proporzionato. Frequentemente alla rinoplastica estetica si associano una settoplastica e una turbinoplastica per migliorare la respirazione, secondo i criteri condivisi dalla [Società Italiana di Otorinolaringoiatria](https://www.sioechcf.it/). ### Il progetto fotografico Dalle foto del paziente, in diverse pose, nasce una rielaborazione grafica digitale che dà un'idea realistica di come potrebbe apparire il viso con un nuovo naso. Realistica è la parola chiave: il punto di arrivo dipende sempre dal punto di partenza e non è corretto mostrare progetti irrealizzabili. Il progetto non costituisce un'aspettativa di risultato, ma uno strumento per concordare insieme le modifiche e permettere al chirurgo di elaborare la sua strategia. ### La TAC e il consenso informato La TAC viene richiesta in caso di lesioni da trauma e quando, sulla base dell'esame endoscopico, lo specialista la ritiene necessaria. La prima visita si chiude con la consegna del modulo di consenso informato, che viene illustrato e poi ridiscusso nelle visite successive: leggerlo e commentarlo con il chirurgo permette di comprendere possibilità, complicanze, tempi di guarigione e l'eventualità di un secondo intervento di ritocco. ## L'intervento e il recupero dopo la rinoplastica Durante l'intervento la scheda e le foto del paziente restano sempre visibili. In anestesia locale, l'anestesista esegue una leggera sedazione e monitora i parametri, e la descrizione dei chirurgi delle fasi dell'intervento aiuta a rimanere a proprio agio. Al termine si eseguono suture interne. Generalmente, non posizioniamo al termine i tamponi nasali, al massimo delle piccole garze emollienti; all'esterno si applicano cerotti e una placchetta che dà forma al naso. Il dolore post-operatorio è tradizionalmente causato soprattutto dai tamponi, che qui non vengono usati: per questo la maggior parte dei pazienti non ha bisogno di terapie antidolorifiche. Le garze si rimuovono dopo due giorni, il bendaggio esterno dopo 8-10 giorni: il naso appare allora nel suo nuovo aspetto, ancora gonfio e con lividi sotto gli occhi che spariscono in pochi giorni. Nei 8-10 mesi successivi il naso si assesta lentamente fino al risultato definitivo. Nessuna tecnica garantisce il risultato al 100%: piccole imperfezioni (circa il 5-7% dei casi) possono essere corrette con un secondo tempo a distanza di mesi. Molto dipende dal difetto iniziale, dall'età, dall'elasticità dei tessuti e dalla cicatrizzazione, che è imprevedibile. Nei nasi torti o post-traumatici l'intervento è chirurgia plastica e non estetica, e un secondo tempo è più frequente. ## Rinoplastica di revisione Se hai già affrontato una rinoplastica, la rinoplastica di revisione può correggere il risultato. È un intervento complesso, di solito eseguito con tecnica aperta e in anestesia generale, con tempi più lunghi. Può richiedere innesti di cartilagine prelevata dal setto, se ancora disponibile, o dalla conca del padiglione auricolare. L'analisi pre-operatoria consente di elaborare una strategia di massima ma solo aprendo il naso si vede cosa è stato fatto nel primo intervento e cosa resta della struttura di base: per questo serve un chirurgo che conosca tutte le tecniche ricostruttive e sia pronto a modificare la strategia in corso d'opera. Sono anche le ragioni per cui questo intervento può avere costi maggiori. ## Perché fare la rinoplastica al Centro ORL Curatoli La maggior parte dei chirurghi che operano il naso a Bari ti visita in studio e poi opera in una clinica esterna. Da noi il percorso resta nello stesso posto: valutazione, progetto, intervento in sala operatoria interna e controlli successivi sono seguiti dalla stessa equipe. Per te significa un solo interlocutore che conosce il tuo naso dall'inizio alla fine. Otorinolaringoiatri specializzati nella tecnica preservation, la più innovativa Valutazione di estetica e respirazione nello stesso intervento Sala operatoria interna: progetto e intervento nella stessa struttura Intervento in Day Surgery, senza tamponi nasali e senza ricovero ## Quanto costa una rinoplastica Il costo della rinoplastica al Centro ORL Curatoli è fisso e trasparente: 2.800 euro. Niente preventivi variabili o sorprese: sai fin da subito quanto spenderai. La prima visita resta comunque il passaggio chiave, perché è il momento in cui valutiamo il naso, definiamo insieme il progetto estetico e funzionale e ti spieghiamo con chiarezza cosa comprende l'intervento e quali sono i tempi, dalla preparazione al recupero. Puoi anche [esplorare la nostra casistica](https://centroorlcuratoli.it/esplora-la-nostra-casistica/) per vedere i risultati reali. ## Naso e respirazione: condizioni collegate alla rinoplastica La chirurgia del naso si lega spesso ad altre condizioni che trattiamo. Se la tua difficoltà respiratoria dipende dal setto, leggi la pagina sulla [deviazione del setto nasale](https://centroorlcuratoli.it/patologia/deviazione-del-setto/). Se il problema sono i turbinati, vedi la pagina sull'[ipertrofia dei turbinati](https://centroorlcuratoli.it/patologia/ipertrofia-turbinati/). Se russi o hai pause respiratorie nel sonno, la cattiva respirazione nasale potrebbe essere collegata alle [apnee notturne](https://centroorlcuratoli.it/apnee-notturne-russamento/). ## Prenota la visita per la tua rinoplastica Sai già quanto costa: 2.800 euro, senza sorprese. Quello che si definisce dopo la prima visita è il progetto, sul tuo naso reale e non al telefono. Prenota la valutazione: capirai cosa si può fare, con quali tempi e a quali condizioni. Per informazioni puoi chiamare il [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande Frequenti sulla Rinoplastica ### Quanto costa un intervento di rinoplastica? La rinoplastica al Centro ORL Curatoli ha un costo unico di 2.800 euro, uguale per ogni paziente e senza variazioni in corso d'opera. Conoscere subito la cifra ti permette di decidere con serenità. La prima visita serve a definire il progetto: il chirurgo valuta il naso, concorda con te l'obiettivo estetico e funzionale e ti spiega cosa comprende l'intervento e i tempi del percorso. ### La rinoplastica è dolorosa? Il dolore dopo una rinoplastica è generalmente scarso. Gran parte del fastidio è causato dai tamponi nasali, che noi non utilizziamo: posizioniamo solo due piccole garze emollienti rimosse dopo due giorni. La maggior parte dei pazienti non ha bisogno di analgesici. ### Qual è la differenza tra rinoplastica chiusa e aperta? Nella rinoplastica chiusa non ci sono incisioni esterne e la guarigione è più rapida: è la scelta per la maggior parte delle rinoplastiche primarie. Nella tecnica aperta si esegue una piccola incisione tra le narici, utile nei casi complessi come nasi post-traumatici, asimmetrie marcate o interventi di revisione, dove servono rimodellamenti e innesti cartilaginei. ### Qual è l'età minima per fare la rinoplastica? In genere si attende il completamento dello sviluppo osseo, intorno ai 18 anni. Non esiste però un limite massimo: l'intervento si valuta caso per caso in base alla struttura del naso, alle condizioni della pelle e alle motivazioni del paziente, discusse durante la prima visita. ### La rinoplastica migliora anche la respirazione? Sì, quando necessario. Essendo otorinolaringoiatri, valutiamo sempre la funzione respiratoria insieme all'estetica. Se è presente una deviazione del setto o un'ipertrofia dei turbinati, interveniamo con una rinosettoplastica che corregge forma e respirazione nello stesso intervento. L'operazione non deve mai peggiorare la respirazione ma migliorarla quando necessario. ### Quanto dura il recupero dopo la rinoplastica? Il bendaggio esterno si rimuove dopo 8-10 giorni, quando il naso mostra già il nuovo aspetto, ancora gonfio e con possibili lividi sotto gli occhi che spariscono in pochi giorni. Il naso si assesta poi lentamente nei 8-10 mesi successivi, fino al risultato definitivo. Il percorso complessivo dura circa un anno. ### È sempre garantito il risultato della rinoplastica? Nessuna tecnica garantisce il risultato al 100%. In circa il 5-7% dei casi piccole imperfezioni possono essere corrette con un secondo tempo a distanza di mesi. Molto dipende dal difetto iniziale, dall'età, dall'elasticità dei tessuti e dalla cicatrizzazione. Nei nasi torti o post-traumatici un secondo intervento è più frequente. ### In cosa consiste la rinoplastica? La rinoplastica è un intervento chirurgico che modifica la forma e le dimensioni del naso, migliorandone l'armonia con il resto del viso. Può correggere il gibbo, la punta, la larghezza delle narici e le asimmetrie, intervenendo sulle strutture ossee e cartilaginee. Nel Centro ORL Curatoli l'obiettivo estetico e quello funzionale vengono sempre valutati insieme. ### Quali sono i rischi della rinoplastica? Come ogni intervento chirurgico, la rinoplastica comporta rischi generali legati all'anestesia e rischi specifici come gonfiore prolungato, asimmetrie residue o, raramente, la necessità di una correzione secondaria. Una valutazione accurata prima dell'intervento e la scelta di uno specialista con esperienza specifica riducono significativamente queste eventualità. ### La rinoplastica può essere gratuita o parzialmente rimborsata? Se l'intervento corregge solo un problema funzionale documentato, come una deviazione del setto con ostruzione respiratoria grave o esiti di trauma, può essere eseguito in regime SSN. La presenza di componente estetica rende l'intervento a carico del paziente. È possibile valutare i criteri di rimborsabilità con la propria assicurazione, nel caso. ### Quanto ci mette il naso a guarire dopo la rinoplastica? Il gessetto esterno viene rimosso intorno all'8°-10° giorno e in quel momento il naso appare già più definito, ma ancora gonfio. Il gonfiore visibile si riduce nelle prime settimane; il risultato definitivo, con la forma finale stabile, si raggiunge indicativamente dopo 8-10 mesi dall'intervento. --- # Formazione e corso di videochirurgia otorinolaringoiatrica al Centro ORL Curatoli Source: https://centroorlcuratoli.it/formazione/ Il Centro ORL Curatoli organizza un corso di videochirurgia in diretta dedicato alla chirurgia endoscopica e miniinvasiva otorinolaringoiatrica, riservato a 15 giovani medici specialisti che vogliono apprendere le prime nozioni di queste tecniche. Giunto nel febbraio 2025 alla terza edizione, il corso si svolge con il patrocinio di AOLPI e SIO, le principali realtà associative della specialità in Italia. Insegnare ad altri medici è il segno di un centro che lavora a un livello elevato: chi forma i colleghi è chiamato a mostrare in diretta tecnica, rigore e risultati. Per il paziente, questa è una garanzia in più sulla competenza di chi lo prende in cura. ## Il corso di videochirurgia in diretta Il corso porta i partecipanti dentro la sala operatoria, con interventi trasmessi in diretta e commentati passo dopo passo. L'obiettivo è far apprendere ai giovani specialisti le basi della chirurgia endoscopica dell'orecchio e del naso e dell'approccio miniinvasivo, oggi lo standard per ridurre i tempi di recupero e l'impatto sui tessuti. Il numero chiuso, 15 partecipanti, garantisce un rapporto diretto con i docenti e un'esperienza realmente formativa. ## Il patrocinio di AOLPI e SIO Le edizioni del corso si svolgono con il patrocinio dell'[AOLPI (Associazione Otorinolaringoiatri Libero Professionisti Italiani)](https://www.aolpi.it/) e della [SIO (Societa Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale)](https://www.sioechcf.it/). Il riconoscimento di queste associazioni colloca l'attività formativa del Centro all'interno dei percorsi qualificati della specialità. ## Perché la formazione conta anche per i pazienti Un chirurgo che insegna è un chirurgo che resta aggiornato: le tecniche endoscopiche e miniinvasive evolvono rapidamente, e tenere un corso impone di padroneggiarle e spiegarle. Questo aggiornamento continuo ricade direttamente sulla qualità delle cure offerte in sede. Puoi conoscere gli specialisti nella pagina dedicata allo [staff del Centro](https://centroorlcuratoli.it/staff/) e scoprire dove operano nella [struttura](https://centroorlcuratoli.it/struttura/). Le stesse competenze mostrate nel corso si ritrovano nei percorsi di cura del Centro, dalla [chirurgia otorinolaringoiatrica](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/) alla [chirurgia nasale funzionale](https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-nasale/), dalla [rinoplastica estetica e funzionale](https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica/) alla cura delle [apnee notturne e del russamento](https://centroorlcuratoli.it/apnee-notturne-russamento/). ## Scegli un centro che forma altri specialisti Affidarsi a chi insegna la chirurgia otorinolaringoiatrica ad altri medici significa scegliere competenza ed esperienza. Prenota la tua visita al Centro ORL Curatoli o chiama il numero [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) per parlare con uno specialista. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sul corso di videochirurgia del Centro ORL Curatoli ### A chi è rivolto il corso di videochirurgia? Il corso è riservato a giovani medici specialisti in otorinolaringoiatria che vogliono apprendere le prime nozioni della chirurgia endoscopica e miniinvasiva della specialità. I posti disponibili per ogni edizione sono 15. ### Quante edizioni del corso si sono svolte? La terza edizione si è tenuta a febbraio 2025. Il corso ha cadenza periodica e ogni edizione mantiene il numero chiuso di 15 partecipanti per garantire un rapporto diretto con i docenti. ### Chi patrocina il corso? Il corso si svolge con il patrocinio dell'AOLPI, l'Associazione Otorinolaringoiatri Libero Professionisti Italiani, e della SIO, la Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale. ### Che cosa si impara durante il corso? I partecipanti seguono interventi trasmessi in diretta e imparano le basi della chirurgia endoscopica dell'orecchio e del naso e dell'approccio miniinvasivo, con commento tecnico passo dopo passo. ### L'attività formativa influisce sulle cure offerte ai pazienti? Sì. Insegnare la chirurgia agli altri impone un aggiornamento continuo sulle tecniche più recenti, competenze che si traducono nella qualità delle cure offerte ai pazienti del Centro. --- # La struttura del Centro ORL Curatoli: il tuo centro otorino vicino a Bari Source: https://centroorlcuratoli.it/struttura/ Il Centro ORL Curatoli è una struttura sanitaria otorinolaringoiatrica con autorizzazione regionale (n.1/2025, L.R. n.9/2017), con sede a Giovinazzo, in via Bari 23, a pochi minuti da Bari. Riunisce in un unico centro otorino la visita, la diagnosi strumentale e, quando serve, l'intervento chirurgico: dispone di una sala operatoria attrezzata per la chirurgia di livello I e II e di strumentazione avanzata per le patologie di naso, orecchio, gola, sonno ed equilibrio. Avere visita, esami e chirurgia nello stesso luogo significa per te un solo riferimento dall'inizio alla fine del percorso di cura, senza rimbalzare tra studi, laboratori e ospedali diversi. È il vantaggio concreto che cerca chi vuole capire un problema otorinolaringoiatrico e risolverlo in tempi rapidi. ## La struttura: un centro otorinolaringoiatrico autorizzato Il Centro è organizzato per la diagnosi e la cura della patologia otorinolaringoiatrica e opera sulla base di una autorizzazione sanitaria regionale, requisito che garantisce standard verificati di sicurezza, igiene e dotazione strumentale. Ci occupiamo dei disturbi del naso (deviazione del setto, ipertrofia dei turbinati, riniti e sinusiti), dell'orecchio (ipoacusia, otiti, acufeni, vertigini) e delle apnee notturne e del russamento, dalla prima valutazione fino all'eventuale trattamento chirurgico. Il riferimento di settore per questi standard è la [Societa Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale (SIO)](https://www.sioechcf.it/), che definisce le buone pratiche cliniche della specialità. ## Sala operatoria e percorso chirurgico La sala operatoria è dotata delle attrezzature per la chirurgia e per la gestione dell'emergenza secondo gli obblighi di legge, ed è abilitata agli interventi di livello I e II. Gli interventi che richiedono l'anestesia generale vengono invece eseguiti in regime di convenzione presso la Clinica San Francesco di Galatina (Lecce), così da garantire in ogni caso la massima sicurezza in base alla complessità della procedura. La struttura segue di norma un percorso lineare: valutazione specialistica, esame strumentale mirato e, se indicato, programmazione dell'intervento. Per approfondire l'attività chirurgica puoi consultare la pagina dedicata alla [chirurgia otorinolaringoiatrica](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/) e quella sul percorso per [apnee notturne e russamento](https://centroorlcuratoli.it/apnee-notturne-russamento/). ## Prenota una valutazione nella nostra struttura Vuoi capire l'origine di un disturbo a naso, orecchio o gola con visita ed esami nello stesso centro? Prenota una valutazione presso il Centro ORL Curatoli o chiamaci al numero [+39 080 3947 222](tel:+390803947222): troverai uno specialista e gli strumenti diagnostici subito disponibili in sede. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Le attrezzature diagnostiche La dotazione strumentale consente di completare l'iter diagnostico direttamente in sede, senza esami da prenotare altrove. Ecco le principali tecnologie e ciò che permettono di valutare. Attrezzatura A cosa serve Telecamere, fibre ottiche e ottiche operative Diagnosi e chirurgia endoscopica di naso, gola e vie aeree. Vedi l'[endoscopia delle vie aeree](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/endoscopia-vie-aeree/). Polisonnografo Diagnosi delle patologie del sonno, in particolare apnee e russamento. Vedi la [polisonnografia](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/polisonnografia/). Video Head Impulse Test (vHIT) Studio delle [vertigini](https://centroorlcuratoli.it/vertigini/) e dei disturbi dell'equilibrio. Audiometria e impedenzometria Diagnostica audiologica per ipoacusia, otiti e disturbi dell'udito. ## Una direzione specialistica Il Centro è diretto dal Dr. Francesco Paolo Curatoli e si avvale della collaborazione del Dr. Luigi Curatoli. La continuità tra chi visita, chi diagnostica e chi opera è una garanzia di coerenza nel percorso di cura: il paziente è seguito dalle stesse mani esperte in tutte le fasi. Puoi conoscere il team nella pagina dedicata allo [staff del Centro](https://centroorlcuratoli.it/staff/). ## Dove siamo: a pochi minuti da Bari La struttura si trova a Giovinazzo, in via Bari 23, lungo la direttrice costiera che collega la città a Bari: è raggiungibile in pochi minuti dal capoluogo tramite la SS16 e dai comuni della provincia e dell'area BAT (Barletta-Andria-Trani). Per chi arriva da Bari, la posizione fuori dal traffico del centro cittadino rende più semplice anche parcheggiare e rispettare l'orario dell'appuntamento. Centro ORL Curatoli Via Bari 23, 70054 Giovinazzo (BA) Tel. [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) Cerchi un [otorino a Bari](https://centroorlcuratoli.it/otorino-bari/) con visita, esami e sala operatoria nello stesso posto? Il Centro ORL Curatoli si trova a Giovinazzo, a pochi minuti dalla città. ## Parla con uno specialista del Centro ORL Curatoli Dalla prima visita all'eventuale intervento, in questa struttura sei seguito sempre dallo stesso riferimento, a pochi minuti da Bari. Scrivici per fissare un appuntamento o chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) per ricevere tutte le informazioni sul percorso più adatto al tuo caso. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sul Centro ORL Curatoli e la sua struttura ### Dove si trova il Centro ORL Curatoli e quanto dista da Bari? Il Centro ha sede a Giovinazzo, in via Bari 23, lungo la SS16: si raggiunge in pochi minuti da Bari e dai comuni della provincia e dell'area BAT. La sede fuori dal centro cittadino rende più agevole l'accesso e la sosta. ### La struttura è autorizzata? Sì. Il Centro ORL Curatoli opera con autorizzazione sanitaria regionale (n.1/2025, L.R. n.9/2017) per la diagnostica otorinolaringoiatrica e per la chirurgia di livello I e II, con dotazione strumentale e di emergenza conforme agli obblighi di legge. ### Quali esami diagnostici posso fare direttamente in sede? In sede si eseguono l'endoscopia delle vie aeree con fibre ottiche, la polisonnografia per le apnee notturne, il Video Head Impulse Test per le vertigini e gli esami di audiometria e impedenzometria per l'udito. L'iter diagnostico si completa così in un unico centro. ### Gli interventi chirurgici si eseguono nella struttura? Gli interventi di livello I e II si eseguono nella sala operatoria del Centro, attrezzata anche per la gestione dell'emergenza. Gli interventi che richiedono l'anestesia generale vengono effettuati in regime di convenzione presso la Clinica San Francesco di Galatina (Lecce). ### Quanto costa una visita presso il Centro ORL Curatoli? La visita otorinolaringoiatrica costa da 120 a 150 euro. La visita per vertigini, comprensiva di esami e/o riabilitazione, costa 180 euro, mentre la polisonnografia costa 100 euro. Per il dettaglio aggiornato e la prenotazione puoi contattare la segreteria. ### Serve l'impegnativa del medico per prenotare? No. Il Centro ORL Curatoli opera in regime privato: puoi prenotare direttamente la visita o l'esame senza impegnativa del medico di base. --- # Lo staff del Centro ORL Curatoli: gli specialisti otorinolaringoiatri Source: https://centroorlcuratoli.it/staff/ Lo staff del Centro ORL Curatoli è guidato dal Dr. Francesco Paolo Curatoli, otorinolaringoiatra con oltre 30 anni di esperienza e più di 2000 interventi di chirurgia ORL, affiancato dal Dr. Luigi Curatoli, specialista in otorinolaringoiatria con formazione internazionale in chirurgia otologica. A completare il team, la segreteria coordina appuntamenti e percorso chirurgico. È lo stesso specialista a seguirti dalla prima visita all'eventuale intervento, a pochi minuti da Bari. Quando si sceglie un otorinolaringoiatra, contano l'esperienza chirurgica, l'aggiornamento sulle tecniche più recenti e la continuità del rapporto: sapere chi ti visita, chi ti diagnostica e chi ti opera. Qui trovi tutto questo in un unico riferimento. ## Dr. Francesco Paolo Curatoli otorinolaringoiatra Direttore del Centro, il Dr. Francesco Paolo Curatoli si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1990 e specializzato in Otorinolaringoiatria nel 1994, entrambe con lode. Per 27 anni dirigente ospedaliero nei reparti di ORL del San Paolo e del Di Venere di Bari, ha eseguito in questo periodo oltre 2000 interventi di chirurgia otorinolaringoiatrica. Dal 2020 esercita come libero professionista, con aggiornamento costante sulla chirurgia endoscopica dell'orecchio e del naso, sulla chirurgia della patologia del sonno e sulla chirurgia estetica e funzionale del naso. È autore di pubblicazioni scientifiche e relatore a numerosi congressi della specialità. Membro della SIO (Società Italiana di Otorino laringoiatria) Consigliere Nazionale dell'AOLPI (Associazione Otorinolaringoiatri Libero Professionisti Italiani). ## [Dr. Luigi Curatoli otorinolaringoiatra](https://orcid.org/0000-0002-7295-0510) Il Dr. Luigi Curatoli si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 2019 e specializzato in Otorinolaringoiatria nel 2025, entrambe con lode. Ha svolto un periodo formativo presso l'Hospital General Universitario Gregorio Marañón di Madrid, con particolare attenzione alla patologia e alla chirurgia otologica. Autore di pubblicazioni e relatore a congressi, ha frequentato corsi di chirurgia otologica e nasosinusale con interesse per le tecniche più recenti. Membro della SIO (Società Italiana di Otorino laringoiatria) Membro dell'AOLPI (Associazione Otorinolaringoiatri Libero Professionisti Italiani). [Profilo ORCID](https://orcid.org/0000-0002-7295-0510) ## Barbara Marinelli responsabile della segreteria Barbara Marinelli è il riferimento per pazienti e appuntamenti: si occupa dell'organizzazione dell'attività chirurgica, dei contatti con i pazienti e della comunicazione del Centro sui canali social. È la prima persona con cui parli quando prenoti o chiedi informazioni. ## Prenota una visita con il nostro specialista Vuoi essere visitato da un otorinolaringoiatra con una lunga esperienza chirurgica? Prenota la tua visita al Centro ORL Curatoli o chiama il numero [+39 080 3947 222](tel:+390803947222): lo stesso specialista ti seguirà dalla diagnosi all'eventuale intervento. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## La continuità di cura come garanzia La forza del Centro è la continuità: chi ti visita è anche chi ti opera e ti segue nei controlli. Questo riduce i passaggi di informazioni tra professionisti diversi e rende il percorso più chiaro e sicuro. Gli interventi si svolgono nella [struttura del Centro](https://centroorlcuratoli.it/struttura/), dotata di [sala operatoria per la chirurgia otorinolaringoiatrica](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/). L'esperienza dei nostri specialisti si concentra in particolare sulla [rinoplastica estetica e funzionale](https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica/), sulla cura delle [apnee notturne e del russamento](https://centroorlcuratoli.it/apnee-notturne-russamento/) e sulla chirurgia dell'orecchio. Le buone pratiche cliniche di riferimento sono quelle definite dalla [Societa Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale (SIO)](https://www.sioechcf.it/). Vuoi conoscere il nostro [centro otorino a Bari](https://centroorlcuratoli.it/otorino-bari/)? Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti dalla città, la stessa equipe segue il paziente dalla prima visita fino alla chirurgia, quando serve. ## Domande frequenti sugli specialisti del Centro ORL Curatoli ### Chi visita e chi opera al Centro ORL Curatoli? Le visite e gli interventi sono eseguiti dal Dr. Francesco Paolo Curatoli, otorinolaringoiatra con oltre 30 anni di esperienza, e dal Dr. Luigi Curatoli, specialista con formazione internazionale in chirurgia otologica. È lo stesso specialista a seguirti in tutte le fasi. ### Quanta esperienza ha il Dr. Francesco Paolo Curatoli? Specializzato in Otorinolaringoiatria dal 1994, è stato dirigente ospedaliero per 27 anni nei reparti ORL del San Paolo e del Di Venere di Bari, dove ha eseguito oltre 2000 interventi di chirurgia otorinolaringoiatrica. ### Di quali interventi si occupano gli specialisti del Centro? L'attività si concentra sulla chirurgia endoscopica dell'orecchio e del naso, sulla chirurgia della patologia del sonno (apnee notturne e russamento) e sulla chirurgia estetica e funzionale del naso, con specifica esperienza in chirurgia otologica. ### È lo stesso specialista a seguirmi dalla visita all'intervento? Sì. La continuità è il principio del Centro: chi ti visita è anche chi ti diagnostica, ti opera e ti segue nei controlli, riducendo i passaggi tra professionisti diversi. ### Dove ricevono gli specialisti del Centro? Gli specialisti ricevono presso il Centro ORL Curatoli, in via Bari 23 a Giovinazzo, a pochi minuti da Bari e facilmente raggiungibile dai comuni della provincia e dell'area BAT. ### Come prenoto una visita con uno specialista? Puoi prenotare direttamente, senza impegnativa del medico di base, contattando la segreteria al numero del Centro o tramite la pagina di prenotazione del sito. Il Centro opera in regime privato. ### Qual è la differenza tra un otorinolaringoiatra e un chirurgo maxillo-facciale? L'otorinolaringoiatra è il medico specialista in patologie di orecchio, naso, gola e distretto cervico-facciale, con competenze sia mediche sia chirurgiche in quest'ambito. Il chirurgo maxillo-facciale, invece, si occupa principalmente delle strutture ossee e dentali del viso, come fratture mandibolari, malocclusioni gravi e tumori delle ossa facciali. Le due specialità si sovrappongono in alcune aree come la chirurgia del naso e dei seni paranasali: al Centro ORL Curatoli gli specialisti coprono l'intero campo otorinolaringoiatrico, incluse le procedure chirurgiche di competenza ORL. --- # Prenota la tua visita otorinolaringoiatrica al Centro ORL Curatoli Source: https://centroorlcuratoli.it/prenota/ Per prenotare una visita al Centro ORL Curatoli puoi compilare il modulo in questa pagina oppure chiamare lo [080 394 7222](tel:+390803947222): ti ricontattiamo nel più breve tempo per fissare il primo appuntamento. Il Centro si trova in via Bari 23 a Giovinazzo, a pochi minuti da Bari, e opera in regime privato, senza necessità di impegnativa del medico di base. ## Come prenotare Raccontaci di cosa hai bisogno, che si tratti di una prima visita specialistica, di un esame diagnostico o di un secondo parere: ti ricontattiamo per trovare l'appuntamento più comodo. Se preferisci un contatto diretto e immediato, puoi telefonare allo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) o al [+39 347 0936 243](tel:+393470936243) ## Cosa sapere prima di prenotare Il Centro opera in regime privato: per prenotare non serve l'impegnativa del medico di base. A gestire appuntamenti e richieste è la segreteria, che ti segue dal primo contatto fino alla conferma della visita. La visita e gli eventuali esami vengono eseguiti dallo specialista: puoi conoscere chi ti seguirà nella pagina dedicata allo [staff del Centro](https://centroorlcuratoli.it/staff/) e scoprire dove si svolgono visita e diagnosi nella pagina sulla [struttura](https://centroorlcuratoli.it/struttura/). Per sapere in cosa consiste la valutazione, vedi la pagina sulla [visita otorinolaringoiatrica](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/visita-otorino/). ## Dove siamo Il Centro ORL Curatoli si trova a Giovinazzo, in via Bari 23, lungo la SS16 che collega la città a Bari: è raggiungibile in pochi minuti dal capoluogo e dai comuni della provincia e dell'area BAT (Barletta-Andria-Trani). Centro ORL Curatoli Via Bari 23, 70054 Giovinazzo (BA) [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [+39 347 0936 243](tel:+393470936243) [info@centroorlcuratoli.it](mailto:info@centroorlcuratoli.it) [segreteria@centroorlcuratoli.it](mailto:segreteria@centroorlcuratoli.it) ## Le altre sedi Oltre alla sede di Giovinazzo, alcune attività si svolgono presso strutture partner e in regime di convenzione: [IGEA Diagnostica](https://igeadiagnostica.it)Grottaglie Via Taranto 73 Tel. 328 492 78 90 Tel. 099 563 88 10 - 099 561 00 55 Ceglie Messapica Via Calabria 47 Tel. 328 492 78 90 Tel. 0831 21 22 35 Clinica San FrancescoGalatina Piazza Cesari Fortunato 4 Tel. 0836 5620 46 Tel. 0836 5620 47 ## Domande frequenti su prenotazioni e contatti ### Serve l'impegnativa del medico per prenotare? No. Il Centro ORL Curatoli opera in regime privato: puoi prenotare direttamente la visita o l'esame senza impegnativa del medico di base. ### Quanto costa una visita? La visita otorinolaringoiatrica costa da 120 a 150 euro. La visita per vertigini, comprensiva di esami e/o riabilitazione, costa 180 euro, mentre la polisonnografia costa 100 euro. Per il dettaglio aggiornato puoi contattare la segreteria. ### In quanto tempo vengo ricontattato dopo aver compilato il modulo? La segreteria risponde nel più breve tempo possibile per fissare l'appuntamento. Se hai urgenza o preferisci una risposta immediata, ti consigliamo di chiamare direttamente lo 080 394 7222. ### Posso richiedere un secondo parere? Sì. Puoi prenotare una visita anche solo per un secondo parere specialistico: indicalo nel messaggio del modulo o segnalalo alla segreteria al momento del contatto. ### Dove si svolgono le visite e dove gli interventi? Le visite e gli esami diagnostici si svolgono nella sede di Giovinazzo, in via Bari 23. Gli interventi che richiedono l'anestesia generale vengono eseguiti in regime di convenzione presso la Clinica San Francesco di Galatina (Lecce). ### Come posso contattare il Centro? Puoi telefonare allo 080 394 7222 o al 347 093 6243, scrivere a segreteria@centroorlcuratoli.it oppure compilare il modulo in questa pagina. La sede è in via Bari 23 a Giovinazzo, a pochi minuti da Bari. ### Quanto costa il ticket SSN per una visita otorinolaringoiatrica? La visita otorinolaringoiatrica tramite SSN con impegnativa del medico di base prevede il pagamento del solo ticket sanitario, che in Italia varia generalmente tra 20 e 50 euro a seconda del reddito e della regione, con esenzioni per determinate categorie. Al Centro ORL Curatoli la visita è privata e costa tra 120 e 150 euro, senza necessità di impegnativa, con il vantaggio di tempi di attesa molto ridotti e continuità di cura con lo stesso specialista. ### Quanto si paga la visita dall'otorino privato? Il costo di una visita otorinolaringoiatrica privata in Italia oscilla in media tra 60 e 180 euro a seconda del centro e della città. Al Centro ORL Curatoli di Giovinazzo il costo è compreso tra 120 e 150 euro. Eventuali esami diagnostici aggiuntivi come audiometria, impedenzometria o fibroscopia possono comportare un costo supplementare. ### È possibile fare una visita otorinolaringoiatrica urgente senza impegnativa? Sì. Al Centro ORL Curatoli le visite si effettuano in regime privato e non richiedono impegnativa del medico di base, il che permette di prenotare anche in caso di necessità urgente. Per richiedere un appuntamento è sufficiente compilare il modulo sul sito o contattare direttamente il centro al numero +39 080 3947 222: il personale ricontatta il paziente entro breve per concordare la data della visita. --- # Centro ORL Curatoli: otorinolaringoiatra a Bari per diagnosi e chirurgia del naso, dell'orecchio e del sonno Source: https://centroorlcuratoli.it/ ## Naso, orecchio, sonno e vertigini: le aree in cui siamo specializzati Ci concentriamo su quattro aree: chirurgia funzionale del naso e rinoplastica, russamento e apnee notturne e loro trattamento, vertigini e disturbi dell'equilibrio,chirurgia endoscopica dell'orecchio. Per ciascuna trovi una pagina dedicata con spiegazioni chiare e percorsi di cura, nelle aree in cui esperienza chirurgica e tecnologia fanno davvero la differenza. ### [Chirurgia del naso e rinoplastica](https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica/) Dalla rinoplastica estetica alla correzione della deviazione del setto, lavoriamo sul naso considerando insieme estetica e respirazione. Usiamo la tecnica preservation, oggi la più avanzata per un risultato naturale senza demolire le strutture nasali. ### [Apnee notturne e russamento](https://centroorlcuratoli.it/apnee-notturne-russamento/) Il russamento non è solo un fastidio per chi dorme accanto: spesso è il segnale delle apnee ostruttive del sonno, che possono incidere sulla salute cardiovascolare. Le studiamo con la polisonnografia e scegliamo con te la terapia più adatta. ### [Vertigini e disturbi dell'equilibrio](https://centroorlcuratoli.it/vertigini/) Le vertigini hanno cause molto diverse, dalla vertigine parossistica da otoliti alla malattia di Ménière. Lo studio dell'apparato vestibolare ci permette di capire l'origine del disturbo e impostare la cura corretta. ### [Chirurgia dell'orecchio](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/) Trattiamo otiti, perforazioni del timpano, colesteatoma e otosclerosi con tecniche endoscopiche mini-invasive. La ricostruzione del timpano, ad esempio, oggi si può eseguire in anestesia locale e senza ricovero. ## Perché scegliere il Centro ORL Curatoli Il vantaggio è la continuità della cura: visita, esami diagnostici e controlli avvengono nella stessa struttura, seguiti sempre dalla stessa equipe. A Bari e nei comuni vicini ci sono molti specialisti validi, ma nella maggior parte dei casi la visita avviene in uno studio e, quando serve operare, il paziente viene indirizzato altrove. Da noi il percorso non si spezza: grazie alla sala operatoria interna eseguiamo direttamente gli interventi in anestesia locale e in Day Surgery, mentre per le procedure che richiedono l'anestesia generale operiamo presso la Clinica San Francesco di Galatina, sempre con la nostra equipe. Per il paziente significa tempi più brevi, nessun rimbalzo tra strutture diverse e un riferimento unico che segue il caso dalla diagnosi alla guarigione. Sala operatoria interna autorizzata Diagnosi e intervento nello stesso luogo Equipe specializzata in chirurgia nasale, otologica e dei disturbi del sonno Tecniche mini-invasive che riducono dolore e tempi di recupero Interventi in anestesia generale presso la Clinica San Francesco di Galatina Il nostro lavoro segue le linee guida e gli standard clinici della [Società Italiana di Otorinolaringoiatria (SIO)](https://www.sioechcf.it/). ## Le patologie di orecchio, naso e gola che trattiamo Trattiamo le principali patologie otorinolaringoiatriche: qui sotto trovi tutte le condizioni che seguiamo, ciascuna con la sua pagina di approfondimento. Per ognuna impostiamo un percorso diagnostico e terapeutico personalizzato, basato sulle più recenti evidenze scientifiche. [Apnee ostruttive del sonno](https://centroorlcuratoli.it/patologia/apnee-e-russamento-osas/) [Colesteatoma](https://centroorlcuratoli.it/patologia/colesteatoma/) [Deviazione del setto nasale](https://centroorlcuratoli.it/patologia/deviazione-del-setto/) [Otiti](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otiti/) [Perforazione del timpano](https://centroorlcuratoli.it/patologia/perforazione-del-timpano/) [Poliposi nasali](https://centroorlcuratoli.it/patologia/poliposi-nasali/) [Rinite cronica](https://centroorlcuratoli.it/patologia/riniti-croniche/) [Sinusite](https://centroorlcuratoli.it/patologia/sinusiti/) [Ipertrofia dei turbinati](https://centroorlcuratoli.it/patologia/ipertrofia-turbinati/) [Otosclerosi](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otosclerosi/) [Sordità (ipoacusia)](https://centroorlcuratoli.it/patologia/sordita/) [Vertigini](https://centroorlcuratoli.it/?post_type=patologia&p=1312) [Acufeni](https://centroorlcuratoli.it/patologia/acufeni/) [Malattia di Ménière](https://centroorlcuratoli.it/patologia/malattia-di-meniere/) [Labirintite](https://centroorlcuratoli.it/patologia/labirintite/) [Vertigine parossistica (VPPB)](https://centroorlcuratoli.it/patologia/vertigine-parossistica-otoliti/) [Tonsillite](https://centroorlcuratoli.it/patologia/tonsillite/) [Noduli, polipi ed edema di Reinke](https://centroorlcuratoli.it/patologia/noduli-polipi-corde-vocali/) [Adenoidi ingrossate](https://centroorlcuratoli.it/patologia/adenoidi/) [Epiglottite](https://centroorlcuratoli.it/patologia/epiglottite/) [Reflusso laringo-faringeo (LPR)](https://centroorlcuratoli.it/patologia/reflusso-laringo-faringeo/) ## Visite ed esami otorinolaringoiatrici per Bari e provincia Eseguiamo le principali visite ed esami diagnostici ORL nella stessa struttura: visita otorinolaringoiatrica, esame audiometrico e impedenzometrico, esame vestibolare, endoscopia delle vie aeree e polisonnografia. Grazie a strumentazioni all'avanguardia e all'esperienza del nostro team, una diagnosi accurata e tempestiva è il punto di partenza per impostare il percorso terapeutico più adatto a ogni paziente. [Visita otorino](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/visita-otorino/) [Esame audiometrico](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/) [Endoscopia vie aeree](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/endoscopia-vie-aeree/) [Esame vestibolare](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-vestibolare/) [Polisonnografia](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/polisonnografia/) [Rimozione tappo di cerume](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/rimozione-tappo-cerume/) ## Cosa dicono i pazienti del Centro ORL Curatoli Le recensioni Google qui sotto raccolgono l'esperienza reale di chi si è affidato al Centro ORL Curatoli per visite, diagnosi e interventi. Sono il modo più diretto per capire come lavoriamo, prima ancora di prenotare. Centro ORL Curatoli - Otorinolaringoiatria 4.7 60 recensioni [Daniela Ugolini](https://www.google.com/maps/contrib/108651817776537848729?hl=it) 3 settimane fa 5 su 5 Un medico professionale, competente,ha usato strumentazione adeguata, mio marito ora sta bene. Grazie infinite per la sua preparazione e gentilezza [Silvana Afrune](https://www.google.com/maps/contrib/113923604204324227908?hl=it) 4 settimane fa 5 su 5 Serietà assoluta e ottimo livello di competenza. [alessandro olivieri](https://www.google.com/maps/contrib/110632931006697988054?hl=it) 1 mese fa 5 su 5 Dottore molto professionale e competente. [Filippo](https://www.google.com/maps/contrib/108279097205908264753?hl=it) 1 mese fa 5 su 5 Salve,sono di Terlizzi,mi sono rivolto da voi perché avevo dolore alle orecchie e perché mia figlia,in passato è stata operata da voi con esito positivo.Ottima visita,mi sento meglio,devo tornare per controllo.Mi sono trovato bene,lo consiglio. Saluti ... leggi tutto mostra meno [Maria Mininni](https://www.google.com/maps/contrib/106654223518209445108?hl=it) 1 mese fa 5 su 5 Sono stata a visita dal dottor Francesco curatoli . Persona gentilissima, cordiale ed estremamente professionale. Grazie dottore. [Stefania Ferrulli](https://www.google.com/maps/contrib/107357660441691715842?hl=it) 1 mese fa 5 su 5 E stato l'unico a capire e risolvere il mio problema..nn dormivo più da 3 mesi x il dolore.una persona che si vede che ama il suo lavoro... Ed è accompagnato da suo figlio altrettanto in gamba... [Leggi tutte le recensioni](https://search.google.com/local/reviews?placeid=ChIJewmt0Gb6RxMRnoAoPObBg_0) ## Dove siamo: a Giovinazzo, a pochi minuti da Bari Il Centro ORL Curatoli si trova in Via Bari 23 a Giovinazzo, a circa venti minuti dal centro di Bari e facilmente raggiungibile da Molfetta, Bitonto, Terlizzi e dai comuni della provincia, sia in auto lungo la statale 16 sia in treno. Qui eseguiamo visite, diagnosi e interventi mini-invasivi nella nostra sala operatoria interna. Per gli interventi che richiedono l'anestesia generale operiamo anche presso la Clinica San Francesco di Galatina. ## [La nostra struttura](https://centroorlcuratoli.it/struttura/) Siamo una struttura sanitaria autorizzata di livello 1A e 2A, con ambulatori, sala operatoria interna e osservazione post-operatoria, diretta dal Dr. Francesco Paolo Curatoli, nel pieno rispetto degli standard sanitari regionali. ## [Il nostro staff](https://centroorlcuratoli.it/staff/) Il team è composto da specialisti ORL con esperienza, tra cui il Dr. Francesco Paolo Curatoli e il Dr. Luigi Curatoli, supportati da anestesisti e infermieri qualificati. Collaboriamo con la Clinica San Francesco di Galatina per gli interventi in anestesia generale. ## Domande Frequenti sul Centro ORL Curatoli ### Dove si trova il Centro ORL Curatoli rispetto a Bari? Il Centro ORL Curatoli si trova in Via Bari 23 a Giovinazzo, in provincia di Bari, a circa venti minuti dal centro città e facilmente raggiungibile dai comuni vicini. Per gli interventi in anestesia generale operiamo anche presso la Clinica San Francesco di Galatina. ### Quanto costa una visita otorinolaringoiatrica? Al Centro ORL Curatoli la visita otorinolaringoiatrica parte da 120-150 euro, in base alla complessità del caso e agli esami inclusi. La visita per le vertigini, comprensiva di esami strumentali e dell'eventuale riabilitazione vestibolare, è di 180 euro, mentre la polisonnografia per lo studio del sonno e delle apnee notturne è di 100 euro. Durante la prima visita lo specialista valuta il caso e indica con chiarezza gli eventuali esami o interventi necessari, senza costi a sorpresa. ### Serve l'impegnativa del medico per prenotare una visita? Per la visita privata non è necessaria l'impegnativa: puoi prenotare direttamente contattando la segreteria. Durante la prima visita lo specialista valuta il tuo caso e indica gli eventuali esami o interventi necessari. ### Gli interventi si eseguono nella stessa struttura? Sì. Il Centro dispone di una sala operatoria interna autorizzata dove eseguiamo gli interventi in anestesia locale e in Day Surgery. Per le procedure che richiedono anestesia generale ci appoggiamo alla Clinica San Francesco di Galatina. ### Da quali zone arrivano i pazienti del Centro? La maggior parte dei pazienti proviene da Bari e dai comuni della provincia come Giovinazzo, Molfetta, Bitonto, Terlizzi e Ruvo di Puglia. Trattandosi di un centro specialistico, accogliamo anche pazienti dalla BAT e dal resto della Puglia. ### Cosa fa l'otorino durante la prima visita? Nella prima visita lo specialista raccoglie la storia clinica, ascolta i sintomi ed esegue un esame obiettivo di orecchio, naso e gola, spesso con otoscopia e, se necessario, endoscopia delle vie aeree. Al termine ti spiega la diagnosi e indica gli eventuali esami di approfondimento, come l'esame audiometrico, o il percorso di cura più adatto. ### Cosa non fare prima di una visita otorinolaringoiatrica? Prima della visita è meglio non pulire le orecchie in profondità con cotton fioc e non usare gocce o spray nasali nelle ore precedenti, salvo diversa indicazione, perché possono alterare ciò che lo specialista deve osservare. Porta con te eventuali esami precedenti, la lista dei farmaci che assumi e, se ne hai, le immagini di TAC o risonanza. ### Quanto costa togliere un tappo di cerume dall'otorino? La rimozione di un tappo di cerume si esegue durante la visita otorinolaringoiatrica, con strumenti dedicati e in sicurezza, soprattutto se è già presente una perforazione del timpano. Il costo rientra di norma in quello della visita: per il dettaglio aggiornato puoi contattare la segreteria. ### Quando si va dall'otorinolaringoiatra? È opportuno consultare uno [specialista otorino](https://centroorlcuratoli.it/otorino-bari/) quando si avvertono sintomi persistenti come calo dell'udito, ronzii o fischi nelle orecchie, naso chiuso cronico, mal di gola ricorrente, abbassamento della voce che dura più di due settimane, vertigini o problemi di equilibrio. Anche la comparsa di noduli o gonfiori nel collo è un segnale da non sottovalutare. Al Centro ORL Curatoli di Giovinazzo è possibile prenotare una valutazione specialistica chiamando il +39 080 3947 222. ### Quali sono i sintomi o disturbi otorinolaringoiatrici più comuni? I sintomi più frequenti che spingono a rivolgersi all'otorino sono: orecchie tappate o doloranti, perdita parziale dell'udito, ronzii (acufeni), naso chiuso, starnuti frequenti, secrezione nasale abbondante, mal di gola che non guarisce con i comuni farmaci, raucedine e difficoltà a deglutire. I disturbi del sonno legati al russamento o alle apnee notturne sono anch'essi di competenza otorinolaringoiatrica. ### Che malattie cura l'otorinolaringoiatra? L'otorino cura malattie come otite media e otite esterna, perforazione del timpano, ipoacusia, malattia di Ménière, sinusite cronica, polipi nasali, rinite allergica, tonsillite, adenoidite, laringite, noduli alle corde vocali, apnee ostruttive del sonno e roncopatia. Al Centro ORL Curatoli gli specialisti si occupano sia della diagnosi sia del trattamento medico e chirurgico di tutte queste condizioni. ## Ultime News Rimani aggiornato sulle [novità del nostro Centro ORL](https://centroorlcuratoli.it/cat/news/): i progressi terapeutici, gli eventi formativi e le tecnologie innovative che adottiamo per migliorare la qualità delle cure. ### [Tumore testa-collo: i sei sintomi da non ignorare e la regola delle tre settimane](https://centroorlcuratoli.it/tumore-testa-collo-sintomi/) 2 Set 2026 Il tumore testa-collo raggruppa i tumori che nascono in bocca, gola, laringe, naso e ghiandole salivari. È il settimo tumore più diffuso in Europa e in Italia se ne diagnosticano circa 9.000 nuovi casi ogni anno, secondo i dati AIRTUM,... ### [Otite esterna: perché viene dopo il mare e come si cura](https://centroorlcuratoli.it/otite-esterna-sintomi-cura/) 30 Lug 2026 L'otite esterna è l'infiammazione della pelle che riveste il condotto uditivo, cioè il canale che porta dall'orecchio esterno al timpano. Si riconosce da un dolore che aumenta in modo netto quando si tocca l'orecchio, tirando il padiglione o premendo il... ### [Orecchio tappato: perché succede e come liberarlo](https://centroorlcuratoli.it/orecchio-tappato-cause-rimedi/) 8 Lug 2026 La sensazione di orecchio tappato è quella di un orecchio "ovattato", come se fosse chiuso da un velo, spesso con la propria voce che risuona ("autofonia") e un udito attutito. Nella maggior parte dei casi dipende da un problema della... ### [Catarro in gola che non va via: da cosa dipende e cosa fare](https://centroorlcuratoli.it/catarro-in-gola-cause-rimedi/) 1 Lug 2026 Il catarro in gola è la sensazione di muco che ristagna in fondo alla gola, che si vorrebbe schiarire di continuo e che spesso "non si stacca". Quasi sempre non è prodotto dalla gola stessa, ma cola dal naso verso... --- # Tumore testa-collo: i sei sintomi da non ignorare e la regola delle tre settimane Source: https://centroorlcuratoli.it/tumore-testa-collo-sintomi/ Il tumore testa-collo raggruppa i tumori che nascono in bocca, gola, laringe, naso e ghiandole salivari. È il settimo tumore più diffuso in Europa e in Italia se ne diagnosticano circa 9.000 nuovi casi ogni anno, secondo i dati AIRTUM, l'Associazione Italiana Registri Tumori. La difficoltà sta tutta nel riconoscerlo: i sintomi del tumore testa-collo assomigliano a quelli di un mal di gola, di un raffreddore che non passa, di un'afta. Per questo esiste una regola semplice che vale per tutti: se un sintomo dura più di tre settimane senza migliorare, va fatto vedere. Non per allarmarsi, ma perché quando la diagnosi arriva presto il tasso di sopravvivenza è dell'80-90%. Dal 21 al 26 settembre 2026 torna la Make Sense Campaign, la settimana europea dedicata a questi tumori. Il Centro ORL Curatoli aderisce con tre giornate di visite di controllo gratuite: i dettagli sono più avanti in questa pagina. ## Che cos'è il tumore testa-collo Con "testa-collo" gli specialisti indicano un'area anatomica precisa, non una singola malattia. Rientrano in questo gruppo i tumori del cavo orale (lingua, gengive, pavimento della bocca), della faringe, della laringe e delle corde vocali, delle fosse nasali e dei seni paranasali e delle ghiandole salivari. Sono zone diverse fra loro, ma accomunate da una cosa: sono tutte accessibili a un esame che dura pochi minuti in ambulatorio. Nel linguaggio comune si parla spesso di tumore alla gola, e in effetti faringe e laringe sono fra le sedi più colpite: i sintomi del tumore alla gola sono gli stessi elencati qui sotto. È questo il punto che rende la prevenzione così efficace in questo campo. A differenza di altri organi, bocca, gola e laringe si possono guardare direttamente, con uno specchietto o con una sonda flessibile, senza esami invasivi e senza attese. ## I sei sintomi da non ignorare La campagna europea ha individuato sei segnali che, se presenti in modo continuativo per tre settimane, meritano un controllo. Presi singolarmente sono quasi sempre espressione di problemi banali. Il criterio che conta non è quale sintomo hai, ma da quanto tempo ce l'hai. Dolore alla lingua, ulcere che non guariscono, macchie rosse o bianche in bocca un'afta si chiude in una o due settimane: se resta, va guardata. Dolore alla gola persistente, che non risponde ai comuni rimedi e non si accompagna a febbre. Raucedine persistente una voce che cambia e non torna come prima oltre le tre settimane. Dolore o difficoltà a deglutire la sensazione che il boccone non scenda, o che faccia male. Gonfiore del collo un nodulo che si sente al tatto e non si riduce. Naso chiuso da un solo lato oppure sanguinamenti ripetuti dalla stessa narice. Molti di questi segnali hanno cause del tutto benigne e molto più frequenti. Una raucedine che dura può dipendere da [noduli o polipi delle corde vocali](https://centroorlcuratoli.it/patologia/noduli-polipi-corde-vocali/) o da un [reflusso laringo-faringeo](https://centroorlcuratoli.it/patologia/reflusso-laringo-faringeo/). Un mal di gola che torna spesso può essere una [tonsillite cronica](https://centroorlcuratoli.it/patologia/tonsillite/). Il controllo serve proprio a questo: nella grande maggioranza dei casi a togliersi il pensiero, in pochi casi ad arrivare in tempo. ## Perché la diagnosi precoce cambia tutto Nei tumori testa-collo la differenza fra una diagnosi precoce e una tardiva è più netta che altrove. Quando la malattia viene individuata all'inizio il tasso di sopravvivenza è dell'80-90%, e spesso bastano trattamenti limitati, che preservano la voce e la capacità di deglutire. Quando invece si arriva in fase avanzata la sopravvivenza a cinque anni scende intorno al 40-50%, secondo i dati dell'[AIOCC, Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica](https://www.aiocc.it/diagnosi-e-trattamento-tumori-testa-collo/), e le cure diventano molto più pesanti. Il problema è che oggi la maggior parte di questi tumori viene diagnosticata tardi. Non perché manchino gli strumenti, ma perché i primi sintomi vengono attribuiti a un malanno di stagione e rimandati di mese in mese. La prevenzione dei tumori testa-collo non richiede esami complessi: richiede solo di non lasciar passare un sintomo che dura. ## Chi dovrebbe fare un controllo Il rischio non è uguale per tutti. È consigliabile un controllo periodico, anche in assenza di sintomi, per chi rientra in queste condizioni: Fumatori ed ex fumatori il fumo resta il principale fattore di rischio, da solo e in associazione con l'alcol. Consumo abituale di alcol soprattutto quando si somma al fumo, perché i due effetti si moltiplicano. Infezione da HPV alcuni ceppi del papillomavirus sono associati ai tumori dell'orofaringe, con incidenza in crescita anche fra i non fumatori. Scarsa igiene orale o protesi dentarie incongrue che provocano microtraumi ripetuti alla mucosa. Chi non rientra in nessuna di queste categorie non è escluso: la regola delle tre settimane vale per tutti, indipendentemente dalle abitudini. ## Un sintomo che dura da tre settimane? Non aspettare Bocca, gola e laringe si esaminano in pochi minuti, senza esami invasivi. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, la diagnosi precoce del tumore testa-collo parte da una visita con endoscopia nella stessa seduta. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) oppure prenota online. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Che cos'è la Make Sense Campaign La Make Sense Campaign è l'iniziativa europea di sensibilizzazione sui tumori testa-collo promossa dalla Società Europea dei Tumori Testa Collo (European Head and Neck Society, EHNS), di cui in Italia è promotrice l'AIOCC, l'Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica. È nata nel 2013 per rispondere a un problema preciso: di questi tumori il grande pubblico sa pochissimo, molto meno che di altre patologie oncologiche. L'obiettivo è duplice. Da un lato educare alla prevenzione attraverso stili di vita corretti, perché fumo e alcol restano i principali fattori di rischio. Dall'altro aumentare la consapevolezza dei sintomi, perché è il ricorso tempestivo al medico e il rinvio rapido allo specialista a cambiare la prognosi. Ogni anno, nella settimana di fine settembre, la campagna si traduce in giornate di diagnosi precoce in presenza in tutta Europa. ## Open day gratuito a Giovinazzo dal 23 al 25 settembre Il Centro ORL Curatoli aderisce alla Make Sense Campaign 2026 con tre giornate di visite di controllo gratuite dedicate alla diagnosi precoce del tumore testa-collo. Le visite si svolgono nel reparto di Otorinolaringoiatria, in Via Bari 23 a Giovinazzo. Mercoledì 23 e giovedì 24 settembre dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 19:00. Venerdì 25 settembre dalle 9:00 alle 13:00. Prenotazione obbligatoria scrivendo a segreteria@centroorlcuratoli.it oppure chiamando il [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). La visita comprende l'ispezione del cavo orale e del collo e, quando indicata, l'[endoscopia delle vie aeree](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/endoscopia-vie-aeree/) per esaminare faringe e laringe. Si tratta di un controllo di screening: non sostituisce il percorso diagnostico completo, ma serve a individuare chi ha bisogno di approfondire. Nella stessa settimana aderiscono circa 180 centri pubblici e privati in tutta Italia. Se non riesci a raggiungere Giovinazzo nei giorni indicati, puoi cercare la struttura più vicina nella [mappa dei centri aderenti alla Make Sense Campaign](https://www.aiocc.it/make-sense-campaign-2026/), oppure parlarne con il tuo medico di famiglia. ## Come si arriva alla diagnosi Il percorso è più semplice di quanto si immagini. Si parte dalla [visita otorinolaringoiatrica](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/visita-otorino/), durante la quale lo specialista raccoglie la storia clinica ed esamina bocca, faringe, laringe e collo. Quando serve vedere più a fondo si passa alla fibroscopia, una sonda flessibile sottile che permette di osservare direttamente le corde vocali e la parte bassa della gola, in ambulatorio e senza anestesia generale. Se emerge una lesione sospetta si programmano gli approfondimenti: esami di imaging e, quando indicato, il prelievo di un campione di tessuto. Sono passaggi che si affrontano uno alla volta, e nella maggior parte dei casi si fermano al primo con un esito rassicurante. ## Prenota il controllo gratuito di settembre I posti per le giornate del 23, 24 e 25 settembre sono limitati e la prenotazione è obbligatoria. Scrivi a segreteria@centroorlcuratoli.it oppure chiama il [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). Se cerchi un [otorino a Bari](https://centroorlcuratoli.it/otorino-bari/) fuori da queste date, siamo a pochi minuti dalla città. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sul tumore testa-collo ### Quali sono i primi sintomi del tumore testa-collo? I sei segnali indicati dalla campagna europea sono: dolore alla lingua o ulcere che non guariscono, macchie rosse o bianche in bocca, mal di gola persistente, raucedine che dura, dolore o difficoltà a deglutire, gonfiore del collo, naso chiuso da un solo lato o sanguinamenti ripetuti. Nessuno di questi è specifico: quello che conta è la loro persistenza oltre le tre settimane. ### Perché proprio tre settimane? Perché è il tempo entro cui un'infiammazione comune si risolve. Un'afta, una laringite o un mal di gola virale migliorano in pochi giorni e guariscono entro due settimane. Un sintomo che supera le tre settimane senza alcun miglioramento esce dalla normale evoluzione di un disturbo banale e merita un'occhiata dello specialista. ### Il controllo per il tumore testa-collo è doloroso? No. L'esame di base consiste nell'ispezione della bocca e nella palpazione del collo, entrambe indolori. Se serve guardare la laringe si usa una sonda flessibile molto sottile, introdotta dal naso dopo un anestetico spray: è fastidiosa per qualche secondo, ma non dolorosa, e non richiede anestesia generale né digiuno. ### Chi non fuma e non beve può avere un tumore testa-collo? Sì. Fumo e alcol restano i fattori di rischio principali, ma una quota crescente di tumori dell'orofaringe è legata all'infezione da papillomavirus (HPV) e colpisce anche persone che non hanno mai fumato. Per questo la regola delle tre settimane vale per tutti, a prescindere dalle abitudini di vita. ### Un gonfiore al collo è sempre un segnale preoccupante? No, nella maggior parte dei casi si tratta di linfonodi reattivi a un'infezione, che si riducono da soli in qualche settimana. Diventa importante approfondire quando il gonfiore è duro, non dolente, resta invariato oltre le tre settimane o continua a crescere, soprattutto se compare da un solo lato. ### Le giornate di settembre al Centro ORL Curatoli sono gratuite? Sì, le visite di controllo del 23, 24 e 25 settembre 2026 sono gratuite e rientrano nella Make Sense Campaign. La prenotazione è obbligatoria: si effettua scrivendo a segreteria@centroorlcuratoli.it oppure chiamando il numero del centro. ### Se il controllo risulta negativo devo ripeterlo? Per chi non ha sintomi e non presenta fattori di rischio non è necessario un programma di controlli periodici. Per fumatori, ex fumatori e consumatori abituali di alcol è ragionevole un controllo annuale. In ogni caso, un esito negativo oggi non annulla la regola: se in futuro compare un sintomo che dura tre settimane, va rivalutato. - Nascondi foto: 1 --- # Otite esterna: perché viene dopo il mare e come si cura Source: https://centroorlcuratoli.it/otite-esterna-sintomi-cura/ L'otite esterna è l'infiammazione della pelle che riveste il condotto uditivo, cioè il canale che porta dall'orecchio esterno al timpano. Si riconosce da un dolore che aumenta in modo netto quando si tocca l'orecchio, tirando il padiglione o premendo il trago, la piccola sporgenza davanti al canale, e si accompagna a prurito, senso di orecchio chiuso e talvolta a una perdita di liquido. Nella maggior parte dei casi nasce dal ristagno di acqua dopo un bagno al mare o in piscina, per questo viene chiamata anche otite del nuotatore. Con la terapia giusta migliora in 48-72 ore e si risolve in 7-10 giorni. È il motivo di visita più frequente nei nostri ambulatori tra luglio e settembre. Arriva sempre nello stesso modo: una giornata al mare, la sera un fastidio strano, la notte un dolore che non fa dormire e che nessun antidolorifico sembra togliere del tutto. ## Perché l'otite esterna arriva dopo il mare o la piscina Il condotto uditivo ha una difesa naturale che funziona benissimo finché la lasciamo lavorare: il cerume. È leggermente acido, idrorepellente, e tiene la pelle del canale protetta da batteri e funghi. L'acqua che ristagna dopo il bagno fa esattamente il contrario. Ammorbidisce quella barriera, alza il pH, macera la cute. A quel punto basta una microlesione perché i batteri, in genere Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus, trovino terreno libero. Sulla costa fra Giovinazzo, Molfetta e Bisceglie ci sono due aggravanti che vediamo ogni estate. La prima sono le calette rocciose e i porti, dove l'acqua è più ferma e più calda di quella al largo. La seconda è l'abitudine di fare più bagni al giorno per settimane di fila: il condotto non ha mai il tempo di asciugarsi davvero. Poi ci sono i fattori che dipendono da noi: Cotton fioc: rimuovono la protezione e graffiano la pelle. Sono la prima causa evitabile in assoluto. Auricolari e apparecchi acustici tenuti a lungo, che occludono il canale e trattengono umidità. Pulizie troppo aggressive, comprese quelle fatte con getti d'acqua a casa. Pelle predisposta: chi ha dermatite seborroica, eczema o psoriasi si infiamma più facilmente. Diabete e difese immunitarie basse, che rendono le forme più aggressive e più lente a guarire. ## Otite esterna: sintomi da riconoscere I sintomi dell'otite esterna seguono quasi sempre lo stesso ordine. Prima il prurito, che dura un giorno o due e viene sottovalutato. Poi il dolore, che cresce in fretta. Infine la sensazione di orecchio tappato, perché il condotto si gonfia e si restringe. Il segno che conta più di tutti è il segno del trago: se premi la piccola sporgenza cartilaginea davanti al canale, o se tiri il padiglione verso l'alto e indietro, il dolore aumenta subito. Nell'otite media questo non succede. È una distinzione che puoi fare da solo in due secondi, prima ancora di arrivare in ambulatorio. Gli altri segni tipici: otalgia intensa, spesso peggiore di notte e sproporzionata rispetto a quello che si vede da fuori; otorrea, cioè fuoriuscita di liquido chiaro, giallastro o francamente purulento; calo dell'udito e voce che rimbomba nella testa, per il restringimento del canale; arrossamento e gonfiore all'ingresso del condotto, a volte anche del padiglione; linfonodi dolenti davanti o sotto l'orecchio; febbre bassa o assente. Se la febbre è alta, il quadro va rivalutato. ## Otite esterna o otite media? Come distinguerle Le due cose si curano in modo diverso, quindi confonderle costa giorni di dolore inutile. Questa tabella riassume le differenze che usiamo in visita. Elemento Otite esterna Otite media Come inizia Dopo bagni, piscina, uso di cotton fioc Dopo raffreddore, rinite, mal di gola Dolore toccando l'orecchio Aumenta chiaramente (segno del trago positivo) Non cambia Tipo di dolore Superficiale, urente, con prurito iniziale Profondo, pulsante, a fitte Febbre Rara o modesta Frequente, spesso elevata nei bambini Otoscopia Condotto gonfio e arrossato, timpano spesso non visibile Timpano estroflesso e iperemico, condotto normale Stagione tipica Estate Autunno e inverno Nei casi dubbi, e sono più di quanti si pensi, l'unica risposta certa arriva dall'otoscopia. Se vuoi approfondire tutte le forme, dalla media alla cronica, trovi il quadro completo nella nostra pagina sulle [otiti](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otiti/). ## Quanto dura un'otite esterna Con una terapia impostata correttamente il dolore inizia a calare entro 48-72 ore e la guarigione completa arriva in 7-10 giorni. Il prurito residuo può accompagnarti ancora per qualche giorno dopo, ed è normale: la pelle del condotto si sta rigenerando. Quello che non è normale è non vedere nessun miglioramento dopo tre giorni di cura. In quel caso le possibilità sono tre: il condotto è talmente pieno di detriti che le gocce non arrivano dove devono, si tratta di una forma micotica e non batterica, oppure il germe è resistente al farmaco scelto. Tutte e tre richiedono una rivalutazione, non una seconda scatola dello stesso prodotto. Le forme che si trascinano per settimane, o che tornano ogni estate, meritano un discorso a parte. Un'otite esterna cronicizzata può mantenere il condotto ristretto e lasciare un calo dell'udito che non si recupera da solo. ## Come si cura l'otite esterna La cura dell'otite esterna poggia su tre pilastri, e il primo è quello che a casa non si può fare. Pulizia del condotto sotto visione. Prima di qualsiasi farmaco bisogna svuotare il canale da detriti, secrezioni e cerume macerato. Si fa con aspirazione o micro-strumenti, guardando con l'otoscopio o al microscopio. Senza questo passaggio le gocce restano ferme all'ingresso e non toccano la pelle infiammata: è la ragione numero uno per cui una terapia corretta sembra non funzionare. Terapia topica. Gocce auricolari con antibiotico, quasi sempre associato a un cortisonico per abbattere gonfiore e dolore. Quando il condotto è talmente chiuso da non lasciare passare nulla, si posiziona una piccola medicazione espansibile che porta il farmaco fino in fondo. Se c'è il sospetto di una [perforazione del timpano](https://centroorlcuratoli.it/patologia/perforazione-del-timpano/) la scelta del principio attivo cambia: alcune molecole non vanno usate a timpano aperto. Controllo del dolore. Paracetamolo o antinfiammatori nei primi giorni, quando il dolore è al massimo. L'antibiotico per bocca serve in una minoranza di casi: infiammazione estesa oltre il condotto, febbre, diabete, difese immunitarie compromesse. Prescriverlo di routine non accorcia i tempi e alimenta le resistenze. E le forme da funghi? Esistono, sono più frequenti dopo cicli ripetuti di gocce antibiotiche, e si vedono all'otoscopia come un materiale biancastro o grigio-nerastro simile a carta assorbente bagnata. Richiedono antimicotici topici e, soprattutto, una pulizia meccanica accurata. ## Dolore all'orecchio in piena estate? Fatti vedere prima che peggiori Un'otite esterna presa nei primi due giorni si risolve con una pulizia e delle gocce. Lasciata andare una settimana significa condotto chiuso, notti insonni e vacanza rovinata. Chiama subito allo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) oppure prenota online. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Cosa non fare mai con un'otite esterna Ci sono cinque errori che vediamo ripetersi ogni estate, e ognuno di questi allunga i tempi di guarigione. Continuare a fare il bagno. Niente mare, niente piscina, niente doccia con l'acqua diretta nell'orecchio finché non è guarito. Sotto la doccia, un batuffolo di cotone con un velo di vaselina all'ingresso del canale. Usare cotton fioc per "asciugare" o "pulire". Spingono i detriti in profondità e traumatizzano una pelle già infiammata. Mettere olio, aglio, alcol o rimedi casalinghi. Su un condotto infiammato bruciano, e se il timpano è perforato possono fare danni seri. Riutilizzare le gocce di un'altra volta. Il flacone aperto da mesi non è più sterile e il farmaco può essere quello sbagliato per questa infezione. Aspettare che passi da sola. A differenza di molte otiti medie, l'otite esterna raramente si autolimita: il gonfiore chiude il canale e il quadro si autoalimenta. ## Otite esterna nei bambini Nei bambini l'otite esterna estiva è comune quanto negli adulti, ma va distinta dall'otite media, che resta la forma più frequente sotto i sei anni. Il campanello d'allarme è lo stesso: il bambino si lamenta quando gli tocchi l'orecchio, non vuole appoggiare quel lato sul cuscino, si gratta. Spesso non c'è febbre. Due accortezze pratiche che funzionano davvero: asciugare le orecchie dopo ogni bagno inclinando la testa da un lato e tamponando solo l'ingresso, e non usare i tappi in silicone generici, che spesso peggiorano il ristagno invece di prevenirlo. Per un inquadramento pediatrico completo è utile la scheda dell'[Ospedale Pediatrico Bambino Gesù](https://www.ospedalebambinogesu.it/otite-esterna-80274/). Se le otiti tornano più volte l'anno, il problema di fondo può essere altrove: adenoidi ingrossate, allergie respiratorie, ristagno di catarro. In questi casi la valutazione va estesa con una [endoscopia delle vie aeree](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/endoscopia-vie-aeree/). ## Otite esterna maligna: quando diventa una cosa seria Il nome spaventa e non ha nulla a che vedere con i tumori. L'otite esterna maligna, o necrotizzante, è un'infezione che dal condotto si estende all'osso della base cranica. Colpisce quasi esclusivamente persone anziane con diabete non ben controllato o pazienti immunodepressi. I segnali che impongono un controllo urgente sono precisi: dolore violento soprattutto notturno che non risponde agli antidolorifici, otorrea che non si arresta dopo settimane di terapia, tessuto di granulazione sul pavimento del condotto, in fase avanzata debolezza dei muscoli di un lato del viso. È rara, ma va riconosciuta presto perché richiede antibiotici mirati per settimane e un monitoraggio stretto. ## Come prevenire l'otite esterna la prossima estate Chi l'ha avuta una volta ha buone probabilità di riaverla, quindi vale la pena cambiare qualche abitudine. Dopo ogni bagno, inclina la testa da entrambi i lati e lascia defluire l'acqua. Tampona solo il padiglione. Se serve, asciuga con il phon all'aria tiepida, a venti centimetri di distanza, per pochi secondi. Abbandona i cotton fioc. Il cerume in eccesso si rimuove in ambulatorio, non a casa. Chi nuota tutti i giorni può valutare tappi su misura, modellati sul proprio condotto. Se accumuli molto cerume, fai una [rimozione del tappo di cerume](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/rimozione-tappo-cerume/) a inizio stagione, prima e non dopo le vacanze. Se hai eczema o dermatite, tienili sotto controllo anche fuori stagione. ## Un centro dove la diagnosi e la cura avvengono nello stesso posto Al Centro ORL Curatoli otoscopia, pulizia del condotto e terapia avvengono nella stessa [visita otorinolaringoiatrica](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/visita-otorino/), senza rimandarti altrove. Se cerchi un [otorino a Bari](https://centroorlcuratoli.it/otorino-bari/) senza attese lunghe, siamo a Giovinazzo: telefona allo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sull'otite esterna ### Come capire se si ha un'otite esterna? Il test più semplice è premere il trago, la sporgenza davanti al condotto, o tirare delicatamente il padiglione: se il dolore aumenta in modo netto, si tratta quasi sempre di otite esterna. Sono tipici anche il prurito iniziale, la sensazione di orecchio chiuso e la comparsa dei sintomi dopo bagni al mare o in piscina. La conferma arriva dall'otoscopia, che mostra il condotto arrossato e gonfio. ### L'otite esterna passa da sola? Raramente. Il gonfiore restringe il condotto, i detriti si accumulano e l'infiammazione si autoalimenta, quindi nella maggior parte dei casi il quadro peggiora invece di risolversi. Con pulizia del condotto e gocce mirate il dolore cala in 48-72 ore, mentre aspettando si rischiano settimane di sintomi e un calo dell'udito che si trascina. ### Quanto dura il dolore dell'otite esterna? Il dolore è massimo nelle prime 48 ore e comincia a calare entro due o tre giorni dall'inizio della terapia corretta. La guarigione completa richiede in media 7-10 giorni, con un prurito residuo che può durare qualche giorno in più. Se dopo 72 ore non c'è alcun miglioramento, serve una nuova valutazione: può trattarsi di una forma micotica o di un condotto ancora ostruito. ### Si può fare il bagno con l'otite esterna? No, finché l'infiammazione non è risolta. L'acqua mantiene la macerazione della pelle e vanifica la terapia, allungando i tempi di guarigione. Anche sotto la doccia conviene proteggere l'ingresso del condotto con un batuffolo di cotone leggermente vaselinato, e si può tornare in acqua solo dopo il via libera dello specialista, in genere una decina di giorni dopo. ### Serve l'antibiotico per bocca? Nella maggior parte dei casi no: la terapia topica con gocce antibiotiche e cortisoniche è sufficiente, perché raggiunge una concentrazione molto più alta proprio dove serve. L'antibiotico sistemico è riservato ai quadri in cui l'infezione si estende oltre il condotto, in presenza di febbre, o nei pazienti diabetici e immunodepressi, che hanno un rischio maggiore di complicanze. ### Perché mi viene l'otite esterna tutte le estati? Le recidive dipendono quasi sempre da tre fattori: un condotto uditivo stretto o particolarmente tortuoso, l'abitudine a pulire le orecchie con cotton fioc e una pelle predisposta come nella dermatite seborroica. Anche l'uso quotidiano di auricolari contribuisce. Un controllo a inizio stagione, con rimozione del cerume in eccesso e indicazioni personalizzate sulla protezione in acqua, riduce nettamente il rischio. ### L'otite esterna può far perdere l'udito? Durante l'episodio acuto è normale sentire meno da quell'orecchio, perché il condotto gonfio e pieno di detriti ostacola il passaggio del suono, ed è un calo temporaneo che rientra con la guarigione. Se invece l'ipoacusia resta anche dopo la risoluzione dell'infiammazione, va indagata con un esame audiometrico, perché può nascondere un tappo residuo, una perforazione o un problema dell'orecchio medio. --- # Orecchio tappato: perché succede e come liberarlo Source: https://centroorlcuratoli.it/orecchio-tappato-cause-rimedi/ La sensazione di orecchio tappato è quella di un orecchio "ovattato", come se fosse chiuso da un velo, spesso con la propria voce che risuona ("autofonia") e un udito attutito. Nella maggior parte dei casi dipende da un problema della tuba di Eustachio, il piccolo canale che collega l'orecchio medio al naso e regola la pressione dietro al timpano: quando si ostruisce, tipicamente durante o dopo un raffreddore, l'orecchio si tappa. Fastidioso, sì. Grave, quasi mai. Altre cause comuni sono il tappo di cerume, gli sbalzi di pressione (aereo, immersioni) e il muco nell'orecchio medio. Capire la causa è il primo passo per liberarlo in sicurezza ed evitare i rimedi sbagliati. ## Perché senti l'orecchio tappato: le cause Le cause dell'orecchio tappato sono diverse e a volte si sommano: Disfunzione della tuba di Eustachio la causa più frequente: la tuba non si apre bene e la pressione dietro al timpano non si bilancia, tipicamente dopo un raffreddore, con naso chiuso o allergie. Raffreddore e catarro il muco può accumularsi nell'orecchio medio (otite media effusiva), specie nei bambini, dando un senso di pienezza e calo dell'udito. Tappo di cerume quando il cerume si accumula e occlude il condotto, l'orecchio si tappa, a volte dopo la doccia perché l'acqua lo fa gonfiare. Sbalzi di pressione in aereo (decollo e atterraggio), in montagna o in immersione. Infiammazioni e otiti vedi le [otiti](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otiti/), che possono accompagnarsi a dolore e febbre. Acqua nel condotto dopo la doccia o il nuoto, che può dare una sensazione temporanea di orecchio chiuso. Quando la sensazione si associa a fischio (acufene) o a un calo dell'udito che non passa, è importante non trascurarla, perché potrebbe riguardare l'orecchio interno. ## Come stappare l'orecchio tappato: i rimedi sicuri Ecco come stappare l'orecchio tappato in modo corretto, a seconda della causa: Manovra di Valsalva delicata chiudi naso e bocca e soffia piano per riaprire la tuba, con gentilezza e mai con forza. Deglutire, sbadigliare o masticare (anche una gomma) aiuta la tuba ad aprirsi, utile in aereo. Lavaggi nasali con soluzione salina e, in caso di raffreddore, eventuali decongestionanti per breve tempo, liberano il naso e di riflesso la tuba. Per il tappo di cerume le gocce emollienti possono aiutare, ma solo se non c'è perforazione del timpano: la soluzione sicura e definitiva è la [rimozione del tappo di cerume](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/rimozione-tappo-cerume/) in ambulatorio. I rimedi da evitare: i cotton fioc, che spingono il cerume più in profondità e possono ferire il condotto, e le candele auricolari, inefficaci e potenzialmente pericolose. ## Orecchio tappato senza dolore e senza cerume Un caso molto comune è l'orecchio tappato senza dolore e senza cerume. Di solito è una disfunzione della tuba di Eustachio o la presenza di liquido nell'orecchio medio dopo un raffreddore. Spesso si risolve in pochi giorni con i lavaggi nasali e le manovre di compensazione; se invece la sensazione persiste oltre una o due settimane, conviene una valutazione, perché un orecchio "pieno" prolungato va distinto da un calo dell'udito vero e proprio. ## Orecchio tappato nei bambini Nei bambini l'orecchio tappato è spesso legato all'otite media effusiva (catarro nell'orecchio medio) o all'ingrossamento delle [adenoidi](https://centroorlcuratoli.it/patologia/adenoidi/), che ostacolano il funzionamento della tuba di Eustachio. Spesso il bambino non lamenta dolore: i segnali da cogliere sono altri. Il volume della TV troppo alto, il "non sentire" quando viene chiamato, il calo dell'attenzione a scuola. Un orecchio tappato che dura nel bambino va sempre valutato, perché un'ipoacusia anche lieve ma prolungata può influire sullo sviluppo del linguaggio e sull'apprendimento. ## Quando rivolgersi all'otorino Meglio prenotare una visita quando l'orecchio tappato: Dura da giorni senza migliorare con i rimedi semplici. Si accompagna a dolore o febbre oppure a secrezioni dall'orecchio. È associato a fischio o calo dell'udito che non passa. È comparso all'improvviso e in modo marcato da un solo orecchio, va valutato con priorità. In studio, la causa si individua con l'otoscopia e, quando serve, con l'[esame audiometrico e impedenzometrico](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/), che misura l'udito e la funzione del timpano. In base al risultato si imposta la cura, dalla semplice gestione della tuba fino, nei casi che lo richiedono, alla [otochirurgia](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/). Quando la disfunzione della tuba di Eustachio è cronica e molto fastidiosa, esistono trattamenti specifici come la dilatazione della tuba con palloncino (tuboplastica). Un quadro di calo uditivo stabile rientra invece tra le forme di [sordità](https://centroorlcuratoli.it/patologia/sordita/) da inquadrare. Un orecchio tappato per un giorno dopo un raffreddore è normale. Uno che resta chiuso per settimane no, e va ascoltato. Per una panoramica divulgativa è utile anche la scheda di [Humanitas](https://www.humanitas.it/sintomi/orecchio-tappato/). ## Orecchio tappato che non passa? Controlla l'udito Se senti l'orecchio tappato da giorni, con fischio o calo dell'udito, una visita chiarisce la causa. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, eseguiamo otoscopia ed esame dell'udito nella stessa seduta. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) oppure prenota online. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sull'orecchio tappato ### Come si stappa un orecchio tappato? Dipende dalla causa. Se è la tuba di Eustachio, aiutano la manovra di Valsalva delicata (soffiare a naso e bocca chiusi), deglutire o sbadigliare e i lavaggi nasali. Se è un tappo di cerume, la soluzione sicura è la rimozione in ambulatorio. Vanno evitati cotton fioc e candele auricolari, che peggiorano la situazione. ### Perché ho l'orecchio tappato dopo il raffreddore? Durante e dopo un raffreddore il muco e l'infiammazione ostruiscono la tuba di Eustachio, il canale che bilancia la pressione dietro al timpano. L'orecchio si tappa e l'udito si attutisce. In genere migliora in pochi giorni liberando il naso con lavaggi salini; se persiste oltre una o due settimane conviene un controllo. ### Orecchio tappato senza dolore e senza cerume: cosa può essere? Nella maggior parte dei casi è una disfunzione della tuba di Eustachio o la presenza di liquido nell'orecchio medio, spesso dopo un raffreddore o per allergie. Di solito non è grave, ma se la sensazione dura a lungo va distinta da un vero calo dell'udito con un esame audiometrico. ### Quanto dura l'orecchio tappato? Quando dipende da un raffreddore o da uno sbalzo di pressione, l'orecchio tappato si risolve di solito entro pochi giorni. Se la causa è un tappo di cerume, rimane finché non viene rimosso. Una sensazione che persiste oltre una o due settimane merita una valutazione otorinolaringoiatrica. ### Orecchio tappato e fischio: a cosa è dovuto? La combinazione di orecchio tappato e fischio (acufene) è spesso legata alla tuba di Eustachio o alla presenza di cerume o liquido. In alcuni casi però può riguardare l'orecchio interno: se il fischio e la sensazione di chiuso persistono o si associano a calo dell'udito, è bene farsi controllare senza rimandare troppo. ### Quali rimedi per l'orecchio tappato è meglio evitare? Evita i cotton fioc, che spingono il cerume in profondità e possono ferire il condotto o il timpano, e le candele auricolari, inefficaci e a rischio di ustioni. Anche l'uso prolungato di gocce o spray senza indicazione medica è da evitare: meglio individuare prima la causa. ### Perché non mi si stappa l'orecchio? Se l'orecchio non si stappa nonostante manovre e lavaggi nasali, di solito la tuba di Eustachio resta ostruita (disfunzione tubarica) oppure c'è del liquido nell'orecchio medio che le manovre da sole non risolvono. Anche un tappo di cerume può resistere ai rimedi casalinghi. Quando la sensazione persiste oltre una o due settimane serve una visita: con otoscopia ed esame dell'udito si individua la causa e si sceglie il trattamento giusto. --- # Catarro in gola che non va via: da cosa dipende e cosa fare Source: https://centroorlcuratoli.it/catarro-in-gola-cause-rimedi/ Il catarro in gola è la sensazione di muco che ristagna in fondo alla gola, che si vorrebbe schiarire di continuo e che spesso "non si stacca". Quasi sempre non è prodotto dalla gola stessa, ma cola dal naso verso il retrofaringe (il cosiddetto gocciolamento retronasale) oppure risale dallo stomaco con il reflusso. Raramente nasce davvero in gola. Per questo, quando il catarro in gola non va via, la soluzione non è agire sulla gola, ma individuare e trattare la causa a monte. Nella maggior parte dei casi è un disturbo fastidioso ma benigno; se dura da mesi o si accompagna ad altri sintomi, merita una valutazione otorinolaringoiatrica. ## Le cause del catarro in gola Le cause più frequenti del catarro in gola sono: Gocciolamento retronasale muco prodotto dal naso e dai seni che scende dietro la gola, tipico di [riniti croniche](https://centroorlcuratoli.it/patologia/riniti-croniche/), allergie e [sinusiti](https://centroorlcuratoli.it/patologia/sinusiti/). Reflusso laringo-faringeo la risalita di contenuto gastrico irrita la gola e stimola la produzione di muco. È il cosiddetto [reflusso silente](https://centroorlcuratoli.it/patologia/reflusso-laringo-faringeo/), spesso senza bruciore di stomaco. Infezioni recenti dopo un raffreddore o una faringite il catarro può persistere per qualche settimana. Fattori irritanti fumo di sigaretta, aria secca, ambienti polverosi o inquinati. Più raramente entrano in gioco altre condizioni della gola e della laringe: per questo un catarro che dura a lungo va sempre inquadrato dallo specialista. ## Catarro in gola da mesi: quando diventa cronico Un conto è il catarro che segue un raffreddore e si esaurisce in qualche settimana; un altro è il catarro in gola da mesi, che si ripresenta ogni giorno. In questi casi le cause più comuni sono due: una rinosinusite cronica che alimenta il gocciolamento retronasale, e il reflusso silente, che spesso si manifesta proprio con raschiamento, muco e necessità di schiarire la voce, senza i classici bruciori. Distinguere tra le due, o riconoscerle quando coesistono, è il passaggio chiave per impostare la cura giusta. ## Catarro, nodo in gola e raschiamento continuo Molte persone descrivono il catarro in gola insieme alla sensazione di nodo in gola (globo faringeo) e al bisogno di schiarirsi la voce di continuo. Questo trio è tipico del reflusso laringo-faringeo, ma può comparire anche con il gocciolamento retronasale. Schiarirsi la gola in continuazione, oltre a essere fastidioso, irrita la laringe e con il tempo può affaticare la voce: se compaiono raucedine o alterazioni della voce persistenti è bene valutare anche le corde vocali. Per approfondire si veda la pagina sui [noduli e polipi delle corde vocali](https://centroorlcuratoli.it/patologia/noduli-polipi-corde-vocali/). ## Come eliminare il catarro in gola: i rimedi Per capire come eliminare il catarro in gola conviene agire sulla causa e, in parallelo, sui sintomi: Lavaggi nasali con soluzione salina liberano naso e seni e riducono il gocciolamento retronasale. Idratazione e umidificazione bere a sufficienza e umidificare gli ambienti rende il muco più fluido e facile da gestire. Stop al fumo e agli irritanti ambientali. Abitudini anti-reflusso quando è coinvolto: pasti più leggeri e non troppo tardi, evitare di coricarsi subito dopo aver mangiato, alzare la testiera del letto. Trattare la causa la terapia di una rinite, di una sinusite o del reflusso è ciò che fa sparire davvero il catarro. Suffumigi e vapori con acqua calda, che ammorbidiscono il muco e leniscono la gola irritata. Da evitare l'uso prolungato e a vuoto di mucolitici o di spray nasali decongestionanti senza una diagnosi: coprono il sintomo ma non risolvono il problema, e alcuni possono peggiorarlo. ## Catarro giallo o verde: cosa significa Il colore del muco dice meno di quanto si pensi. Un catarro giallo o verde per pochi giorni durante un raffreddore è normale e non indica per forza un'infezione batterica da antibiotico. Diventa significativo quando è abbondante e persistente, accompagnato da dolore al viso, febbre o senso di pressione ai seni: in quel caso è utile valutare una sinusite. Un catarro chiaro o bianco che dura da settimane orienta invece più verso allergie, irritazione cronica o reflusso che verso un'infezione. ## Quando rivolgersi all'otorino È bene prenotare una visita quando il catarro in gola: Dura da mesi o torna di continuo. Si accompagna a raucedine o nodo in gola oppure ad abbassamento della voce. Rende difficile deglutire o si accompagna a tosse persistente. È associato a tracce di sangue o a un calo di peso non spiegato. In studio, dopo la [visita otorinolaringoiatrica](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/visita-otorino/), la causa si chiarisce spesso con l'[endoscopia delle vie aeree](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/endoscopia-vie-aeree/), che permette di vedere direttamente naso, retrofaringe e laringe. Il punto è questo: il catarro in gola è quasi sempre la spia di qualcos'altro, non il problema in sé. Trovare quella causa è ciò che separa il rincorrere il sintomo dal risolverlo davvero. Per un approfondimento divulgativo è utile anche la scheda di [Humanitas](https://www.humanitas.it/sintomi/catarro/). ## Catarro in gola da mesi? Scopri la causa con una visita Se il catarro in gola non passa e ti costringe a schiarire la voce in continuazione, una visita con endoscopia individua se all'origine c'è una rinosinusite o un reflusso. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, valutiamo naso, gola e laringe nella stessa seduta. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) oppure prenota online. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sul catarro in gola ### Perché ho sempre la sensazione di catarro in gola che non si stacca? Spesso non è muco prodotto dalla gola, ma muco che scende dal naso (gocciolamento retronasale) o che risale dallo stomaco con il reflusso. Entrambi danno la sensazione di qualcosa che ristagna e che non si riesce a schiarire. Per farlo sparire serve agire sulla causa, non sulla gola. ### Come si elimina il catarro in gola? Aiutano i lavaggi nasali con soluzione salina, una buona idratazione, l'umidificazione degli ambienti e l'eliminazione del fumo. Se è coinvolto il reflusso, servono anche alcune abitudini alimentari. La cosa più efficace, però, è trattare la causa di fondo (rinite, sinusite o reflusso) dopo averla individuata. ### Catarro in gola da mesi: quando devo preoccuparmi? Un catarro che dura da mesi va sempre fatto valutare, soprattutto se si accompagna a raucedine, abbassamento della voce, nodo in gola, difficoltà a deglutire, tracce di sangue o calo di peso. Nella maggior parte dei casi la causa è benigna (sinusite cronica o reflusso), ma è importante escludere altre condizioni con una visita. ### Il reflusso può causare catarro in gola? Sì. Il reflusso laringo-faringeo, o reflusso silente, irrita la gola e la laringe e stimola la produzione di muco, spesso senza il classico bruciore di stomaco. È una delle cause più frequenti di catarro persistente, raschiamento e necessità continua di schiarire la voce. ### Cosa significa il catarro giallo in gola? Il colore giallo o verde per pochi giorni, durante un raffreddore, è normale e non indica necessariamente un'infezione da curare con antibiotico. Diventa significativo se è abbondante e persistente e si accompagna a dolore al viso, febbre o pressione ai seni: in quel caso conviene valutare una sinusite. ### Come si scioglie il catarro in gola velocemente? Per fluidificare il muco aiutano bere molto, fare suffumigi o lavaggi nasali e umidificare l'aria. Sono misure utili nell'immediato, ma se il catarro torna di continuo significa che c'è una causa da trattare: in quel caso il rimedio davvero risolutivo è la cura mirata dopo la diagnosi. ### Come capire se il catarro viene dalla gola o dai bronchi? Il catarro che ristagna in alto, con bisogno di schiarirsi la voce e sensazione di muco dietro al naso, di solito proviene dalle vie aeree superiori (naso, seni, gola) ed è di competenza otorinolaringoiatrica. Quando invece il muco si accompagna a tosse profonda, viene espulso con i colpi di tosse e si associa a respiro corto o sibili, l'origine è più probabilmente bronchiale e va valutata in ambito pneumologico. Nei casi dubbi la visita aiuta a distinguere e a indirizzare verso lo specialista giusto. --- # Vertigini da cervicale o da orecchio: come riconoscere la differenza Source: https://centroorlcuratoli.it/vertigini-cervicale-o-orecchio/ Quando la testa gira, la domanda è quasi sempre la stessa: sono vertigini da cervicale o da orecchio? La distinzione è importante, perché le due origini hanno sintomi e cure diverse. In sintesi: la vertigine rotatoria vera e propria, quella in cui sembra che la stanza giri, nasce quasi sempre dall'orecchio interno (sistema vestibolare); i problemi cervicali danno più spesso instabilità, testa leggera e sbandamento, legati a dolore e rigidità del collo. Sembra un dettaglio. Non lo è. Riconoscere la differenza, o capire quando le due cose coesistono, è il primo passo per impostare la cura corretta ed evitare terapie inutili. ## Vertigini da cervicale: cosa sono davvero Con vertigini da cervicale si indica di solito una sensazione di instabilità o sbandamento associata a problemi del collo: contratture muscolari, artrosi cervicale, posture scorrette, tensione e stress. Tipicamente il disturbo peggiora con i movimenti del collo o dopo molte ore al computer, e si accompagna a dolore e rigidità cervicale e talvolta a mal di testa. È bene sapere che il ruolo della cervicale come causa diretta di vertigine vera è dibattuto: molto spesso la cervicale contribuisce all'instabilità, ma la vertigine rotatoria pura ha un'altra origine. Per questo, prima di attribuire tutto alla cervicale, è prudente escludere una causa dell'orecchio. ## Vertigini dall'orecchio (vestibolari): i segnali Le vertigini di origine vestibolare, cioè dall'orecchio interno, hanno segnali piuttosto riconoscibili: Vertigine rotatoria scatenata dai cambi di posizione della testa, come girarsi nel letto o guardare in alto: è il quadro tipico della [vertigine parossistica posizionale](https://centroorlcuratoli.it/patologia/vertigine-parossistica-otoliti/) (VPPB). Crisi intense con nausea e vomito magari dopo un'infezione virale, come nella [labirintite](https://centroorlcuratoli.it/patologia/labirintite/) o nella neurite vestibolare. Vertigini ricorrenti con acufeni e calo dell'udito e senso di orecchio pieno, segni che orientano verso la [malattia di Ménière](https://centroorlcuratoli.it/patologia/malattia-di-meniere/). La presenza di sintomi dell'udito (fischi, ovattamento, ipoacusia) o di vertigine francamente rotatoria punta quasi sempre sull'orecchio, non sulla cervicale. ## Come riconoscere la differenza Questa tabella riassume gli elementi che aiutano a distinguere le vertigini da cervicale da quelle dell'orecchio. Resta uno schema orientativo: la diagnosi va confermata dallo specialista. Aspetto Origine cervicale Origine dall'orecchio (vestibolare) Tipo di sensazione Instabilità, testa leggera, sbandamento Vertigine rotatoria (la stanza gira) Cosa la scatena Movimenti e tensione del collo, posture prolungate Movimenti e cambi di posizione della testa Sintomi associati Dolore e rigidità del collo, mal di testa Nausea, acufeni, calo dell'udito Durata tipica Prolungata, segue l'andamento della cervicale Da pochi secondi (VPPB) a episodi di minuti o ore ## Vertigini da cervicale: rimedi e cosa fare Se l'origine è davvero cervicale, i rimedi puntano sul collo e sulla postura: fisioterapia e rieducazione posturale, esercizi di mobilità eseguiti con gradualità, gestione dello stress e correzione delle posture al lavoro. È invece sconsigliato il fai-da-te farmacologico: "cosa prendere" dipende dalla causa reale, e assumere farmaci per la vertigine senza una diagnosi può mascherare il problema. La regola d'oro resta una: prima si stabilisce da dove vengono le vertigini, poi si sceglie la cura. Per una panoramica divulgativa è utile la scheda dell'Istituto Superiore di Sanità su [ISS Salute](https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/v/vertigini). ## Esercizi per le vertigini da cervicale Quando l'origine è davvero cervicale, alcuni esercizi dolci per il collo possono ridurre tensione e instabilità. Vanno eseguiti lentamente, senza mai arrivare al dolore e, idealmente, dopo aver escluso una causa dell'orecchio. Qualche esempio: Rotazioni lente del capo gira la testa a destra e a sinistra con ampiezza ridotta e movimento controllato, poche ripetizioni per lato. Inclinazioni laterali avvicina con delicatezza l'orecchio alla spalla, alternando i due lati. Retrazione del mento (il "doppio mento") fai scivolare il mento all'indietro tenendo lo sguardo dritto, per allungare la nuca. Circonduzioni delle spalle piccoli cerchi lenti per sciogliere il cingolo scapolare. Una regola semplice: se un esercizio scatena vertigine rotatoria o nausea, fermati. È un segnale che l'origine potrebbe non essere cervicale. Per un programma su misura, e sicuro, è preferibile la guida di un fisioterapista. ## Come si individua l'origine: l'esame vestibolare Per capire se le vertigini vengono dall'orecchio o no, lo strumento chiave è l'[esame vestibolare](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-vestibolare/), che valuta il sistema dell'equilibrio e individua eventuali alterazioni dell'orecchio interno. Insieme alla visita e all'esame dell'udito, permette di confermare o escludere una causa vestibolare e, di conseguenza, di indirizzare verso il percorso giusto. Per inquadrare il disturbo nel suo complesso è utile la pagina dedicata alle [vertigini](https://centroorlcuratoli.it/vertigini/) del Centro ORL Curatoli. Un consiglio da specialista: prima di dare la colpa alla cervicale, fai sempre escludere l'orecchio. È il passaggio che, troppo spesso, viene saltato. ## Vertigini che non passano? Fai l'esame vestibolare Capire se le vertigini vengono dalla cervicale o dall'orecchio è il primo passo per stare meglio. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, eseguiamo visita, esame dell'udito ed esame vestibolare per individuare l'origine e impostare la cura. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) oppure prenota online. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulle vertigini da cervicale o da orecchio ### Come capire se le vertigini vengono dalla cervicale o dall'orecchio? Un primo orientamento: la vertigine rotatoria, in cui sembra che la stanza giri, scatenata dai movimenti della testa e magari con nausea, acufeni o calo dell'udito, punta sull'orecchio. L'instabilità con sbandamento, legata a dolore e rigidità del collo che peggiora con i movimenti cervicali, fa pensare alla cervicale. La conferma arriva comunque dalla visita e dall'esame vestibolare. ### Quali sono le cause delle vertigini da cervicale? Le vertigini attribuite alla cervicale sono di solito legate a contratture muscolari, artrosi cervicale, posture scorrette, tensione e stress. In molti casi la cervicale contribuisce all'instabilità più che causare una vertigine rotatoria vera, che invece nasce di norma dall'orecchio interno: per questo è importante escludere prima una causa vestibolare. ### Che sintomi danno le vertigini da cervicale? In genere una sensazione di sbandamento, testa leggera o instabilità, che peggiora con i movimenti del collo o dopo molte ore in una posizione fissa. Si accompagnano spesso a dolore e rigidità cervicale e, talvolta, a mal di testa. Mancano di solito i segnali tipici dell'orecchio, come la vertigine rotatoria e i disturbi dell'udito. ### Cosa prendere per le vertigini da cervicale? Non esiste una risposta valida per tutti: dipende dalla causa reale, che va prima accertata. Assumere farmaci per la vertigine di propria iniziativa può mascherare il problema e ritardare la diagnosi. Quando l'origine è davvero cervicale, il medico può valutare per brevi periodi farmaci come antinfiammatori (FANS) o miorilassanti, ma il cuore della cura resta la fisioterapia, la rieducazione posturale e la gestione dello stress. I farmaci specifici per la vertigine, presi da soli e senza diagnosi, sono invece da evitare. ### Gli esercizi per la cervicale aiutano contro le vertigini? Se l'instabilità è legata alla cervicale, gli esercizi di mobilità e la rieducazione posturale, eseguiti con gradualità e seguiti da un professionista, possono aiutare. Non sono invece la soluzione quando la causa è vestibolare: in quel caso servono manovre o trattamenti specifici per l'orecchio. Anche qui, la cosa giusta è partire da una diagnosi. ### Quanto durano le vertigini da cervicale? Le vertigini di origine cervicale tendono a seguire l'andamento del problema al collo: possono durare a lungo e ripresentarsi nei periodi di maggiore tensione o dolore cervicale. Le vertigini dell'orecchio, invece, si manifestano più spesso in crisi brevi (anche di pochi secondi) o in episodi di minuti o ore. Una durata e un andamento atipici meritano un controllo. ### Le vertigini da cervicale peggiorano a letto o di notte? La tensione del collo e una postura scorretta durante il sonno possono accentuare instabilità e mal di testa al risveglio, e un cuscino non adatto a volte peggiora le cose. Attenzione però: la vertigine che si scatena girandosi nel letto, intensa e rotatoria, è più tipica della vertigine parossistica posizionale da otoliti che della cervicale. Se compare in quel modo, conviene un esame vestibolare per distinguere le due situazioni. --- # Sangue dal naso (epistassi): perché succede e cosa fare Source: https://centroorlcuratoli.it/sangue-dal-naso-cause-rimedi/ Il sangue dal naso, in termini medici epistassi, è la fuoriuscita di sangue dalle narici dovuta alla rottura di uno dei piccoli vasi che rivestono l'interno del naso. Nella grande maggioranza dei casi è un episodio benigno: origina dalla parte anteriore del setto, una zona molto vascolarizzata e fragile, e si ferma in pochi minuti con le manovre corrette. Quasi mai è un'emergenza. Più raramente il sanguinamento parte dalle zone profonde del naso (epistassi posteriore), è più abbondante e richiede un intervento medico. Capire perché esce il sangue dal naso e cosa fare nei primi minuti aiuta a gestire l'episodio con tranquillità e a riconoscere i casi che meritano una valutazione specialistica. ## Perché esce il sangue dal naso: le cause più frequenti Le cause del sangue dal naso si dividono in due grandi gruppi. Le cause locali, di gran lunga le più comuni, riguardano direttamente il naso: Aria secca e ambienti riscaldati, che disidratano la mucosa nasale. Microtraumi soffiarsi il naso con forza, sfregarlo o mettere le dita nel naso (causa tipica nei bambini). Riniti e infiammazioni allergie, raffreddori e [riniti croniche](https://centroorlcuratoli.it/patologia/riniti-croniche/) rendono la mucosa più fragile. Alterazioni anatomiche come la [deviazione del setto nasale](https://centroorlcuratoli.it/patologia/deviazione-del-setto/) o l'[ipertrofia dei turbinati](https://centroorlcuratoli.it/patologia/ipertrofia-turbinati/), che espongono i vasi a un flusso d'aria turbolento. Uso prolungato di spray decongestionanti o di cortisonici nasali senza controllo. Corpi estranei nel naso soprattutto nei bambini piccoli, che a volte introducono piccoli oggetti. Le cause sistemiche sono meno frequenti ma vanno considerate quando gli episodi si ripetono: ipertensione arteriosa, terapie con anticoagulanti o antiaggreganti (come la cardioaspirina), disturbi della coagulazione e, raramente, lesioni che meritano approfondimento. Per questo un'epistassi ricorrente non va banalizzata. ## Come fermare il sangue dal naso: cosa fare e cosa evitare Sapere come fermare il sangue dal naso nel modo corretto fa la differenza. Ecco i passaggi giusti: Siediti e inclina la testa in avanti mai all'indietro: così il sangue esce dal naso e non scende in gola. Comprimi la parte morbida del naso (le ali nasali, sotto l'osso) con pollice e indice per 10-15 minuti continuativi, respirando dalla bocca, senza rilasciare per controllare. Applica del freddo (un impacco o del ghiaccio avvolto in un panno) sul dorso del naso, per aiutare i vasi a restringersi. Dopo aver fermato il sangue evita per qualche ora di soffiarti il naso, sforzarti o piegarti in avanti. Gli errori da evitare: piegare la testa all'indietro (fa ingoiare il sangue e può dare nausea), tamponare con cotone o fazzoletti che, una volta rimossi, riaprono il sanguinamento, e sdraiarsi durante l'episodio. ## Quando il sangue dal naso deve preoccupare La domanda più frequente è: sangue dal naso, quando preoccuparsi? Conviene rivolgersi a un medico o al pronto soccorso quando: Non si ferma dopo 20 minuti di compressione corretta. È molto abbondante o si ripete più volte nella stessa giornata. Compare dopo un trauma al viso o alla testa. Si accompagna a sintomi generali come vertigini, pallore, batticuore o difficoltà respiratoria. Riguarda chi assume anticoagulanti o ha disturbi noti della coagulazione. Si ripete spesso nelle ultime settimane anche se ogni singolo episodio si ferma da solo. Un capitolo a parte sono le epistassi ripetute da una sola narice nell'adulto: vanno sempre valutate dallo specialista con un esame endoscopico del naso, per escludere una causa locale precisa. ## Sangue dal naso nei bambini e in gravidanza Nei bambini l'epistassi è molto comune e quasi sempre benigna: dipende da microtraumi (il classico dito nel naso), aria secca e raffreddori. In gravidanza l'aumento dei volumi di sangue e gli ormoni rendono la mucosa nasale più congesta e fragile, quindi qualche episodio è frequente e, di norma, non preoccupante. In entrambi i casi valgono le stesse manovre di primo soccorso; se gli episodi sono frequenti o intensi, una [visita otorinolaringoiatrica](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/visita-otorino/) chiarisce la situazione. ## Come si cura l'epistassi che si ripete Quando il sangue dal naso torna spesso, la cura punta alla causa. Lo specialista può eseguire una cauterizzazione del vasellino responsabile (un trattamento ambulatoriale rapido), correggere una rinite cronica o, nei casi in cui all'origine c'è un problema strutturale, valutare un intervento di [chirurgia nasale](https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-nasale/) per ripristinare un flusso d'aria corretto. La verità è semplice: il sangue dal naso spaventa molto più di quanto, nella stragrande maggioranza dei casi, sia davvero pericoloso. Conoscere le manovre giuste e sapere quando chiedere aiuto cambia tutto. Per approfondire l'epistassi da un punto di vista divulgativo è utile anche la scheda di [Humanitas](https://www.humanitas.it/sintomi/perdita-sangue-naso-epistassi/). ## Sangue dal naso che si ripete? Prenota una visita otorino Se il sangue dal naso torna spesso o ti preoccupa, non aspettare: al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, individuiamo la causa con un esame del naso e impostiamo la cura più adatta. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) oppure prenota online. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sul sangue dal naso ### Perché mi esce il sangue dal naso all'improvviso? Nella maggior parte dei casi un'epistassi improvvisa nasce dalla parte anteriore del setto, una zona ricca di vasi fragili. I fattori scatenanti più comuni sono aria secca, microtraumi (soffiarsi forte o sfregare il naso), raffreddori e allergie. Quando è un episodio isolato e si ferma in pochi minuti, di solito non c'è motivo di allarmarsi. ### Come si ferma velocemente il sangue dal naso? Siediti e inclina la testa leggermente in avanti, poi comprimi le ali del naso (la parte morbida) con pollice e indice per 10-15 minuti senza interruzioni, respirando dalla bocca. Puoi applicare freddo sul dorso del naso. Evita di piegare la testa all'indietro e di tamponare con cotone, che riapre il sanguinamento quando viene rimosso. ### Quando il sangue dal naso è pericoloso? Conviene chiedere aiuto medico se il sanguinamento non si arresta dopo 20 minuti di compressione corretta, se è molto abbondante o ripetuto, se segue un trauma, se si accompagna a vertigini, pallore o batticuore, o se la persona assume anticoagulanti. Sono situazioni in cui serve una valutazione tempestiva. ### Perché esce sangue da una sola narice? Il sanguinamento da una sola narice è frequente e spesso benigno, perché di solito il vaso che si rompe è uno solo. Tuttavia, quando gli episodi da una stessa narice si ripetono nell'adulto, è bene eseguire un esame endoscopico del naso dallo specialista per individuare con precisione la causa locale. ### Il sangue dal naso può essere sintomo di un tumore? Nella stragrande maggioranza dei casi l'epistassi ha cause banali e non è legata a un tumore. Episodi ripetuti e ostinati dalla stessa narice, soprattutto se associati a naso chiuso persistente da un lato, meritano però un controllo otorinolaringoiatrico con endoscopia per escludere cause locali che richiedono approfondimento. ### Sangue dal naso in gravidanza: è normale? Sì, è abbastanza comune. In gravidanza l'aumento del volume di sangue e i cambiamenti ormonali rendono la mucosa nasale più congesta e fragile, favorendo piccole perdite. Si gestisce con le normali manovre di compressione e mantenendo umidificato il naso; se gli episodi sono frequenti o abbondanti, è opportuno parlarne con il proprio medico. ### Che vitamina manca quando esce sangue dal naso? Una carenza di vitamina C o di vitamina K può aumentare la fragilità dei vasi o influire sulla coagulazione, ma raramente è la causa principale di un'epistassi occasionale, che dipende molto più spesso da aria secca, microtraumi o infiammazioni del naso. Prima di pensare agli integratori conviene individuare la vera causa con il medico: la supplementazione fai-da-te non sostituisce la diagnosi. --- # Miringoplastica endoscopica: il Centro ORL Curatoli organizza il Congresso Nazionale SIO Source: https://centroorlcuratoli.it/centro-orl-curatoli-al-congresso-nazionale-sio-2027/ Il Centro ORL Curatoli è stato incaricato di organizzare, in occasione del Congresso Nazionale SIO (Società Italiana di Otorinolaringoiatria), la Tavola Rotonda dal titolo "Miringoplastica endoscopica: evoluzione della tecnica e gestione in ambito ospedaliero e ambulatoriale". La sessione riunirà i massimi esperti italiani di chirurgia endoscopica dell'orecchio per un confronto sulle attuali tecniche di ricostruzione endoscopica del timpano, oggi spesso eseguibile senza ricovero. L'incarico nasce da una proposta del Dott. Francesco Curatoli, consigliere nazionale AOLPI, accolta quasi all'unanimità in assemblea. ## Un riconoscimento all'otochirurgia endoscopica del Centro ORL Curatoli L'assegnazione di questo incarico rappresenta un riconoscimento al lavoro di otochirurgia endoscopica dell'orecchio portato avanti dal Centro ORL Curatoli da circa 15 anni. Un percorso clinico e scientifico che ha raggiunto un traguardo significativo con la presentazione del lavoro "Gestione endoscopica delle perforazioni del timpano", in occasione del Premio AOLPI 2026 e di prossima pubblicazione sulle riviste scientifiche di specialità. Il Dott. Francesco Curatoli, in qualità di consigliere nazionale dell'AOLPI (Associazione Otorinolaringoiatri Libero Professionisti Italiani), ha proposto l'argomento durante l'assemblea nazionale, ricevendo un'adesione pressoché unanime. La scelta riflette l'interesse crescente della comunità scientifica verso le tecniche mini-invasive in ambito otologico. ## Cos'è la miringoplastica endoscopica La miringoplastica endoscopica è l'intervento di riparazione della perforazione della membrana timpanica eseguito attraverso il condotto uditivo con l'ausilio dell'endoscopio, senza incisioni esterne. Rispetto alla tecnica microscopica tradizionale, l'approccio endoscopico offre una visualizzazione ampliata del campo chirurgico, un accesso meno invasivo e, in molti casi selezionati, la possibilità di operare in regime ambulatoriale o di Day Surgery, riducendo i tempi di degenza e di recupero per il paziente. Per approfondire la condizione alla base dell'intervento puoi consultare la pagina sulla [perforazione del timpano](https://centroorlcuratoli.it/patologia/perforazione-del-timpano/). La possibilità di gestire la ricostruzione del timpano in endoscopia e spesso senza ricovero rappresenta un'opportunità attuale e importante: minor impatto chirurgico, decorso postoperatorio più agevole e ritorno più rapido alle normali attività. Si inserisce nel più ampio percorso di [chirurgia dell'orecchio](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/) svolto dal Centro con tecniche endoscopiche mini-invasive. ## I relatori e i temi della Tavola Rotonda al Congresso SIO Il Dott. Francesco Curatoli e il Dott. Luigi Curatoli, responsabili delle attività chirurgiche del Centro ORL Curatoli, relazioneranno sulle attuali tecniche di miringoplastica endoscopica pubblicate sulle riviste scientifiche internazionali, portando la propria esperienza chirurgica diretta nel settore. La Tavola Rotonda coinvolgerà i massimi esponenti italiani della chirurgia endoscopica dell'orecchio, per un confronto di sicuro interesse per gli specialisti dedicati alla chirurgia otologica. I temi al centro della sessione riguarderanno l'evoluzione della tecnica e la gestione del paziente nei diversi contesti operativi: ospedaliero, di Day Surgery e ambulatoriale. La [Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale (SIO)](https://www.sioechcf.it/) è la principale società scientifica di riferimento per la specialità in Italia. ## Segui gli aggiornamenti Seguiranno aggiornamenti sul programma, sugli argomenti e sui relatori coinvolti. Resta aggiornato seguendo le news del Centro ORL Curatoli per non perdere le novità sulla Tavola Rotonda al Congresso Nazionale SIO. ## Hai una perforazione del timpano? Prenota una valutazione Se convivi con un timpano perforato, calo dell'udito o otiti ricorrenti, una valutazione specialistica chiarisce se la ricostruzione endoscopica del timpano è indicata nel tuo caso, spesso senza ricovero. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) oppure prenota online. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) --- # Malattia di Ménière ed Emicrania: il Dott. Luigi Curatoli relatore all' Incontro GAO Source: https://centroorlcuratoli.it/malattia-di-meniere-ed-emicrania-il-dott-luigi-curatoli-relatore-all-incontro-gao/ La malattia di Ménière e l'emicrania vestibolare sono due tra le cause più frequenti di vertigine ricorrente e condividono molti sintomi: crisi di vertigine, acufeni, senso di pienezza all'orecchio e disturbi dell'equilibrio. Le due patologie coesistono spesso nella stessa persona - una quota rilevante di chi soffre di Ménière presenta anche emicrania - e questa sovrapposizione rende la diagnosi differenziale complessa: distinguere l'una dall'altra è il passaggio decisivo per impostare la cura corretta. La diagnosi e la cura dei disturbi dell'equilibrio richiedono un aggiornamento costante e un approccio multidisciplinare. Sabato 11 aprile, il Dott. Luigi Curatoli ha partecipato in veste di relatore all'incontro GAO (Gruppo Apulo di Otorinolaringoiatria) di primavera, dedicato al tema "Relazione tra Malattia di Ménière ed Emicrania: quali interazioni?". L'intervento del Dott. Curatoli, intitolato "Riscoprendo il Labirinto - approfondimenti sulla Malattia di Ménière", ha fatto luce sulle ultime evidenze scientifiche che collegano queste due patologie spesso invalidanti. ## Che cos'è la malattia di Ménière La malattia di Ménière è una patologia cronica dell'orecchio interno dovuta a un eccesso di liquido nel labirinto (idrope endolinfatica). Si manifesta con crisi che combinano vertigine rotatoria di minuti o ore, ipoacusia fluttuante, acufeni e sensazione di orecchio ovattato. Per il quadro completo di sintomi, diagnosi e cura vedi la pagina dedicata alla [malattia di Ménière](https://centroorlcuratoli.it/patologia/malattia-di-meniere/). ## Che cos'è l'emicrania vestibolare L'emicrania vestibolare è la causa più comune di vertigine ricorrente di origine centrale e rappresenta la principale diagnosi differenziale della malattia di Ménière. È caratterizzata da episodi di vertigine o instabilità associati, non sempre nello stesso momento, a sintomi tipici dell'emicrania: mal di testa pulsante, fotofobia e fonofobia (fastidio a luce e suoni), nausea. A differenza della Ménière, l'udito è di norma conservato e i sintomi uditivi, quando presenti, sono lievi e transitori. ## Qual è il legame tra Ménière ed emicrania Il legame tra le due condizioni è di tipo bidirezionale: chi è affetto da malattia di Ménière soffre di emicrania con una frequenza nettamente superiore alla popolazione generale, e i due quadri possono presentarsi insieme o evolvere l'uno verso l'altro. Si ipotizzano meccanismi comuni a livello dell'orecchio interno e delle vie nervose centrali, come alterazioni del microcircolo e una maggiore eccitabilità neuronale. La ricerca non ha ancora dimostrato un rapporto di causa-effetto diretto, ma la comorbidità è così frequente da richiedere, in molti casi, una valutazione che tenga conto di entrambe le ipotesi. Quando i due quadri si intrecciano, il trattamento non può essere standardizzato. La complessità del "labirinto" richiede un'analisi meticolosa di ogni singolo caso. La tabella seguente riassume gli elementi che aiutano lo specialista a orientare la diagnosi. Caratteristica Malattia di Ménière Emicrania vestibolare Durata della crisi Da 20 minuti a diverse ore Da pochi minuti fino a giorni Sintomi uditivi Ipoacusia fluttuante, acufeni, orecchio ovattato In genere assenti o lievi e transitori Mal di testa Possibile, ma non costante Frequente, di tipo emicranico (talvolta assente) Sensibilità a luce e suoni Poco tipica Frequente (fotofobia e fonofobia) Andamento dell'udito Possibile peggioramento progressivo Di norma conservato Per approfondire come si studiano le crisi vertiginose e le diverse forme di vertigine, vedi anche la pagina dedicata alle [vertigini e ai disturbi dell'equilibrio](https://centroorlcuratoli.it/vertigini/). ## Vertigini e crisi ricorrenti? Richiedi una valutazione vestibolare Se convivi con vertigini, [acufeni](https://centroorlcuratoli.it/patologia/acufeni/) o episodi di instabilità che si ripetono, capire se all'origine c'è una malattia di Ménière, un'emicrania vestibolare o entrambe è il primo passo per stare meglio. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, puoi prenotare una visita per vertigini con esami strumentali ed eventuale riabilitazione. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Quando rivolgersi allo specialista Alcuni segnali meritano una valutazione otorinolaringoiatrica senza rinviare. È bene rivolgersi a uno specialista quando si presentano: Crisi di vertigine che si ripetono o durano a lungo; Calo dell'udito fluttuante o improvviso, anche da un solo lato; Acufeni persistenti o sensazione di orecchio ovattato; Vertigini associate a mal di testa, fastidio a luce e suoni, nausea; Instabilità che incide su lavoro, guida e attività quotidiane. Una vertigine improvvisa e intensa accompagnata da disturbi della vista, della parola, della forza o dalla difficoltà a camminare va invece considerata un'urgenza: in questi casi è opportuno rivolgersi subito al pronto soccorso. ## Diagnosi e percorso di cura al Centro ORL Curatoli Presso il nostro centro a Giovinazzo, l'impegno nella ricerca e l'aggiornamento continuo sono i pilastri su cui costruiamo la salute dei nostri pazienti. Grazie al confronto con i massimi esperti del settore, come nell'incontro GAO, continuiamo a evolvere le nostre metodologie diagnostiche e i percorsi di riabilitazione vestibolare. Il percorso parte da una visita specialistica e, quando serve, prosegue con l'[esame vestibolare](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-vestibolare/) per studiare l'organo dell'equilibrio e con l'[esame audiometrico e impedenzometrico](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/) per valutare la funzione uditiva. La combinazione di questi dati permette di distinguere la malattia di Ménière dall'emicrania vestibolare e di personalizzare la terapia. Per chi desidera approfondire la patologia da fonti istituzionali, è utile la [Fondazione per la Malattia di Ménière ETS](https://fondazionemeniere.it/la-malattia-di-meniere/). ## Distinguere Ménière ed emicrania: il primo passo è la diagnosi Convivere con vertigini ricorrenti senza una diagnosi precisa significa spesso curare il sintomo sbagliato. Una valutazione specialistica aggiornata distingue le diverse forme di vertigine e indirizza verso il trattamento più adatto al tuo caso, riabilitazione vestibolare compresa. Per parlare con uno specialista chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti su malattia di Ménière ed emicrania ### La sindrome di Ménière può causare mal di testa? Sì, può accompagnarsi a mal di testa. Chi soffre di malattia di Ménière presenta emicrania molto più spesso della popolazione generale, e le crisi vertiginose possono associarsi a cefalea di tipo emicranico. Per questo è importante una valutazione che consideri entrambe le condizioni. ### Quali sono i sintomi dell'emicrania con vertigini? L'emicrania vestibolare si manifesta con episodi di vertigine o instabilità che possono associarsi a mal di testa pulsante, fastidio a luce e suoni (fotofobia e fonofobia) e nausea. A differenza della Ménière, l'udito è in genere conservato. ### Come si distingue la malattia di Ménière dall'emicrania vestibolare? La distinzione si basa sui sintomi uditivi e sull'andamento delle crisi: nella malattia di Ménière sono tipici ipoacusia fluttuante, acufeni e orecchio ovattato, mentre nell'emicrania vestibolare prevalgono i segni emicranici e l'udito resta di solito normale. L'esame vestibolare e l'esame audiometrico aiutano a confermare la diagnosi. ### Quanto durano le crisi di vertigine nella malattia di Ménière? Le crisi della malattia di Ménière durano in genere da circa venti minuti ad alcune ore. Le vertigini legate all'emicrania vestibolare possono invece durare da pochi minuti fino a giorni interi. ### Si può guarire dalla malattia di Ménière? La malattia di Ménière è una condizione cronica che non si elimina del tutto, ma le crisi possono essere controllate in modo efficace con terapia, indicazioni sullo stile di vita e riabilitazione vestibolare. Una diagnosi precoce aiuta a proteggere l'udito e a migliorare la qualità della vita. ### A chi rivolgersi per vertigini ricorrenti vicino a Bari? Per vertigini, acufeni o disturbi dell'equilibrio che si ripetono ci si può rivolgere a uno specialista in otorinolaringoiatria. Il Centro ORL Curatoli si trova a Giovinazzo, a pochi minuti da Bari, ed effettua visite per vertigini con esami strumentali ed eventuale riabilitazione vestibolare. ### Perché viene l'emicrania vestibolare? L'emicrania vestibolare nasce da un'interazione anomala tra il sistema vestibolare dell'orecchio interno e il sistema nervoso centrale, tipica dei soggetti predisposti all'emicrania. Il cervello elabora in modo alterato i segnali provenienti dall'orecchio e dagli occhi, generando episodi di vertigine anche in assenza di mal di testa. Fattori scatenanti frequenti sono lo stress, le alterazioni del sonno, i cambiamenti ormonali e alcuni alimenti come formaggi stagionati, cioccolato e alcolici. ### Come si cura l'emicrania vestibolare? Il trattamento si articola su due livelli: la terapia dell'attacco acuto, con farmaci per bloccare le vertigini e la nausea, e la profilassi preventiva, indicata nei casi più frequenti o invalidanti, con farmaci che riducono la sensibilità del sistema nervoso alle crisi. Fondamentale è anche identificare ed evitare i fattori scatenanti personali, mantenere orari regolari e gestire lo stress. La diagnosi deve essere fatta dallo specialista - otorino o neurologo - per escludere altre cause. ### L'emicrania vestibolare è grave? Di per sé l'emicrania vestibolare non è pericolosa per la vita, ma può essere molto invalidante: le crisi di vertigine, anche senza mal di testa, limitano le attività quotidiane, il lavoro e la guida. Se non riconosciuta e trattata, tende a cronicizzarsi. Una diagnosi corretta è importante anche per distinguerla dalla malattia di Ménière, con cui condivide alcuni sintomi ma richiede un approccio terapeutico diverso. --- # Rinoplastica e Settoplastica: le differenze spiegate dagli specialisti Source: https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica-settoplastica-differenze/ La differenza tra rinoplastica e settoplastica riguarda lo scopo dell'intervento: la rinoplastica è un'operazione estetica che modifica la forma e le dimensioni del naso (gobba, punta, asimmetrie) per armonizzarlo con il viso; la settoplastica è un intervento funzionale che corregge il setto nasale deviato per far respirare meglio, senza cambiare l'aspetto esterno del naso. Quando servono entrambe, si eseguono in un unico intervento chiamato rinosettoplastica. In questo video i Dottori Francesco e Luigi Curatoli chiariscono finalità, tecniche e risultati dei due interventi, partendo da una metafora molto efficace: la rinoplastica è come ristrutturare la facciata di un palazzo, mentre la settoplastica è come sistemare le stanze interne. Per un approfondimento sulla deviazione del setto puoi consultare la scheda del [Manuale MSD sulla deviazione del setto](https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-orecchie-naso-e-gola/patologie-del-naso-e-dei-seni-paranasali/deviazione-del-setto). ## Rinoplastica: la "facciata" del naso La rinoplastica è un intervento prettamente estetico: serve a migliorare l'aspetto del naso correggendo gobbe, punta o asimmetrie, per renderlo più armonico con il resto del viso e migliorare l'autostima del paziente. Si lavora sulla parte esterna, cioè la piramide nasale, il dorso, la punta, le cartilagini e le ossa nasali. Non è una necessità medica, ma una scelta del paziente: il risultato viene concordato prima dell'operazione tramite un progetto fotografico. Il recupero comporta la comparsa di gonfiore (edema) e lividi sotto gli occhi: servono circa 15 giorni per tornare presentabili, mentre il risultato estetico definitivo si apprezza a distanza di 8-10 mesi. ## Settoplastica: gli "interni" del naso La settoplastica è invece un intervento esclusivamente funzionale e medico: serve a curare una patologia - come il setto nasale deviato - per permettere al paziente di respirare bene da entrambe le narici. Si interviene all'interno, riposizionando il setto e lavorando sui turbinati, le strutture che riscaldano e umidificano l'aria e che possono ingrossarsi quando si respira male. Questo intervento non cambia l'aspetto esterno del naso e viene prescritto dallo specialista quando c'è una reale necessità medica. Il miglioramento della respirazione è in genere rapido e non lascia segni o lividi visibili all'esterno. Caratteristica Rinoplastica Settoplastica Obiettivo Estetico: forma e armonia del naso Funzionale: respirazione e setto deviato Modifica l'aspetto del naso Sì No Strutture interessate Piramide nasale, dorso, punta, cartilagini, ossa Setto nasale e turbinati Natura Scelta del paziente Indicazione medica Recupero Gonfiore e lividi, ~15 giorni; risultato a 8-10 mesi Respirazione migliore in tempi brevi, senza lividi ## Rinosettoplastica: quando i due interventi si combinano Se un paziente ha bisogno di migliorare la respirazione ma desidera anche correggere un difetto estetico, i due interventi possono essere combinati in un unico atto chirurgico, la rinosettoplastica. In questo modo, tornando alla metafora dei Dottori Curatoli, si ottiene una casa con una facciata bella e degli interni perfettamente funzionali: il chirurgo corregge insieme il setto deviato e la forma del naso, con un solo intervento e un unico recupero. ## Il naso non respira bene? Scopri se ti serve una settoplastica Difficoltà a respirare dal naso, narici ostruite, russamento o sinusiti ricorrenti possono dipendere da un setto deviato o dall'ipertrofia dei turbinati. Solo una visita specialistica può dire se serve una settoplastica e se vale la pena correggere anche l'estetica. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Quando scegliere la rinoplastica e quando la settoplastica La scelta dipende dal problema da risolvere e la indica sempre lo specialista dopo una valutazione. In sintesi: Se il fastidio è soprattutto respiratorio (naso chiuso, una narice più ostruita, russamento), l'intervento di riferimento è la settoplastica, spesso associata al trattamento dei turbinati; Se il desiderio riguarda l'aspetto del naso (gobba, punta, profilo), si parla di rinoplastica estetica; Se coesistono difficoltà respiratorie e un inestetismo da correggere, la soluzione è la rinosettoplastica. Sul piano dei costi, la rinoplastica puramente estetica è un intervento privato, mentre la settoplastica funzionale, avendo finalità mediche, può rientrare in regime convenzionato secondo le valutazioni del caso. L'importo preciso dipende dal tipo di intervento e va definito dopo la visita. ## La parola agli specialisti del Centro ORL Curatoli Presso il nostro centro a Giovinazzo, a pochi minuti da Bari, i Dottori Curatoli affrontano ogni caso partendo dalla diagnosi: una visita otorinolaringoiatrica accurata, completata quando serve dall'endoscopia nasale, permette di capire se all'origine del disturbo c'è un setto deviato, un'[ipertrofia dei turbinati](https://centroorlcuratoli.it/patologia/ipertrofia-turbinati/) o una combinazione di fattori. Da qui nasce la scelta tra settoplastica, rinoplastica e rinosettoplastica, sempre concordata con il paziente e calibrata sul singolo caso. ## Estetica o respirazione: tutto parte da una visita Che tu voglia respirare meglio o armonizzare la forma del naso, il primo passo è capire di cosa hai davvero bisogno. Una valutazione specialistica chiarisce se la strada è la settoplastica, la rinoplastica o la rinosettoplastica, evitando interventi non necessari. Per parlare con i Dottori Curatoli chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti su rinoplastica e settoplastica ### Cosa cambia tra rinoplastica e settoplastica? La rinoplastica è un intervento estetico che modifica la forma e le dimensioni del naso, mentre la settoplastica è un intervento funzionale che corregge il setto nasale deviato per migliorare la respirazione. La rinoplastica cambia l'aspetto del naso, la settoplastica no. ### La settoplastica cambia l'aspetto del naso? No. La settoplastica lavora all'interno del naso, sul setto e sui turbinati, e non modifica la forma esterna. Se si desidera cambiare anche l'estetica è necessaria una rinoplastica, eseguibile insieme alla settoplastica con la rinosettoplastica. ### Che cos'è la rinosettoplastica? La rinosettoplastica è l'intervento che unisce settoplastica e rinoplastica: corregge nello stesso momento sia il setto deviato (parte funzionale) sia la forma del naso (parte estetica), con un solo intervento e un unico recupero. ### Quanto dura il recupero dopo la rinoplastica? Dopo la rinoplastica si presentano gonfiore e lividi attorno agli occhi: servono in genere circa 15 giorni per tornare presentabili, mentre il risultato estetico definitivo si apprezza a distanza di 8-10 mesi. Dopo la settoplastica, invece, il miglioramento respiratorio è più rapido e senza lividi esterni. ### Si può vivere con il setto nasale deviato? Sì, molte persone convivono con una lieve deviazione senza grandi disturbi. Quando però il setto deviato causa difficoltà respiratorie, russamento, sinusiti ricorrenti o cattiva qualità del sonno, è utile una valutazione specialistica per capire se intervenire con la settoplastica. ### Quanto costano la settoplastica e la rinoplastica? Il costo dipende dal tipo di intervento. La rinoplastica puramente estetica è un intervento privato, mentre la settoplastica funzionale, avendo finalità mediche, può rientrare in regime convenzionato a seconda del caso. L'importo si definisce dopo la visita specialistica. ### Quali sono i vantaggi della settoplastica? La settoplastica ripristina il corretto flusso d'aria attraverso le narici, risolvendo nella maggior parte dei casi l'ostruzione respiratoria nasale. Il recupero è rapido, l'intervento avviene interamente per via endonasale senza cicatrici visibili sul viso e il dolore post-operatorio è generalmente molto lieve. Spesso viene associata alla turbinoplastica per un risultato respiratorio più completo. ### Dopo una rinoplastica, quando si torna a respirare bene? Dopo una rinoplastica che include la correzione del setto (rinosettoplastica), la respirazione migliora già nelle prime settimane, man mano che il gonfiore interno si riduce. Un pieno recupero funzionale si stabilizza progressivamente nei mesi successivi. Il percorso è graduale e individuale: il chirurgo seguirà il paziente con controlli periodici. ### Quali sono gli interventi al naso per respirare meglio? I principali interventi per migliorare la respirazione nasale sono la settoplastica (correzione del setto deviato), la turbinoplastica (riduzione dei turbinati ingrossati) e, quando è presente anche un difetto estetico, la rinosettoplastica che unisce i due obiettivi in un unico atto chirurgico. La scelta dipende dalla causa specifica dell'ostruzione, valutata dallo specialista con visita ed esami mirati. - Nascondi foto: 1 --- # Ricostruzione del timpano con grasso: un intervento mini-invasivo e senza ricovero Source: https://centroorlcuratoli.it/ricostruzione-del-timpano-con-grasso-un-intervento-mini-invasivo-e-senza-ricovero/ La ricostruzione del timpano con grasso è una tecnica di miringoplastica (o timpanoplastica) che ripara le perforazioni della membrana timpanica per via endoscopica, passando attraverso il condotto uditivo naturale. Si esegue in regime ambulatoriale, in anestesia locale e senza ricovero: il paziente entra, viene operato e torna a casa lo stesso giorno. Per chiudere la perforazione si utilizza un piccolo frammento di tessuto adiposo prelevato dallo stesso paziente, quindi senza rischio di rigetto. In questo video i Dottori Curatoli spiegano finalità, tecnica e vantaggi di un intervento che un tempo richiedeva bisturi, anestesia generale e ricovero, e che oggi si risolve in modo rapido e indolore, in giornata, grazie alle moderne tecniche endoscopiche. Per un approfondimento sulla lesione che questo intervento ripara puoi consultare la scheda sulla [perforazione del timpano del Manuale MSD](https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-orecchie-naso-e-gola/patologie-dell-orecchio-medio/perforazione-del-timpano). ## Che cos'è la perforazione del timpano La perforazione del timpano è una lacerazione della membrana che separa il condotto uditivo dall'orecchio medio. Può derivare da otiti ripetute, traumi, sbalzi di pressione o tappi rimossi in modo improprio. I sintomi più comuni sono calo dell'udito (ipoacusia), otorrea (secrezione dall'orecchio), acufeni e una maggiore predisposizione alle infezioni. Quando la perforazione non si chiude da sola, la soluzione è la riparazione chirurgica. ## Come si ripara: la miringoplastica con grasso La miringoplastica con innesto di grasso è la procedura che chiude la perforazione utilizzando tessuto adiposo del paziente, prelevato in genere dal lobo dell'orecchio o dall'addome. Il chirurgo lavora con l'endoscopio direttamente nel condotto uditivo, posiziona l'innesto a colmare il foro e lascia che la membrana si rigeneri attorno ad esso. Essendo un innesto autologo (tessuto proprio), il rischio di rigetto è praticamente nullo. ## I vantaggi della tecnica endoscopica Nessun ricovero: intervento ambulatoriale in una struttura con sala operatoria autorizzata; si torna a casa lo stesso giorno; Approccio endoscopico: si opera attraverso il condotto uditivo naturale, evitando i tagli dietro l'orecchio delle tecniche tradizionali; Tecnica senza lembo (senza flap): si evita lo scollamento della pelle del condotto, per un recupero più rapido e meno doloroso; Innesto autologo di grasso: materiale prelevato dal paziente, quindi senza rischio di rigetto; Anestesia locale: niente anestesia generale, con dimissioni immediate. Aspetto Tecnica tradizionale Miringoplastica endoscopica con grasso Accesso Taglio dietro l'orecchio Attraverso il condotto uditivo, senza tagli esterni Anestesia Generale Locale Ricovero In genere necessario Ambulatoriale, dimissioni in giornata Innesto Vari materiali, con scollamento del lembo Grasso autologo, senza flap Recupero Più lungo Più rapido e meno doloroso ## Hai il timpano perforato? Valuta la soluzione mini-invasiva Se convivi con calo dell'udito, otorrea o infezioni ricorrenti dovute a una perforazione del timpano, oggi puoi risolvere con una miringoplastica endoscopica in anestesia locale e senza ricovero. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, prenota una valutazione: chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Recupero e quando intervenire Grazie all'approccio senza lembo e all'anestesia locale, il recupero è generalmente rapido: si riprende presto la vita quotidiana, evitando per qualche tempo acqua nell'orecchio, sforzi e sbalzi di pressione, secondo le indicazioni dello specialista. È bene richiedere una valutazione quando si presentano: Calo dell'udito persistente da uno o entrambi i lati; Otorrea ripetuta o infezioni frequenti dell'orecchio; Acufeni o senso di orecchio chiuso che non passano; Perforazione che non guarisce spontaneamente dopo un trauma o un'otite. ## Il Centro ORL Curatoli Presso il nostro centro a Giovinazzo, a pochi minuti da Bari, gli interventi mini-invasivi sull'orecchio vengono eseguiti in una struttura dotata di sala operatoria autorizzata. Il percorso parte sempre dalla diagnosi: una visita specialistica con otomicroscopia ed endoscopia, completata dall'[esame audiometrico e impedenzometrico](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/) per misurare l'entità del calo uditivo. Quando la perforazione è legata ad altre patologie dell'orecchio, come il [colesteatoma](https://centroorlcuratoli.it/patologia/colesteatoma/) o l'[otosclerosi](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otosclerosi/), lo specialista imposta il trattamento più adatto al singolo caso. ## Riparare il timpano oggi è più semplice: parti dalla visita Un intervento che un tempo significava bisturi, anestesia generale e ricovero oggi può risolversi in giornata. Il primo passo è una valutazione specialistica che misuri la perforazione e l'udito e indichi se la miringoplastica endoscopica è la scelta giusta per te. Per parlare con i Dottori Curatoli chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulla ricostruzione del timpano ### Quali sono i sintomi del timpano perforato? I sintomi più comuni sono calo dell'udito (ipoacusia), secrezione dall'orecchio (otorrea), acufeni e una maggiore predisposizione alle infezioni. A volte si avverte dolore o senso di orecchio chiuso. La diagnosi si conferma con la visita specialistica e l'esame audiometrico. ### Il timpano perforato guarisce da solo? Molte perforazioni piccole, soprattutto post-traumatiche o dopo un'otite, si chiudono spontaneamente in alcune settimane. Quando la perforazione resta aperta nel tempo o causa infezioni ricorrenti e calo dell'udito, è indicata la riparazione chirurgica con la miringoplastica. ### Che cos'è la miringoplastica con grasso? È l'intervento che chiude la perforazione del timpano utilizzando un piccolo frammento di tessuto adiposo prelevato dal paziente. Si esegue per via endoscopica attraverso il condotto uditivo, senza tagli esterni e senza scollamento del lembo, in anestesia locale e senza ricovero. ### L'intervento di ricostruzione del timpano è doloroso? La tecnica endoscopica senza lembo è poco invasiva e si esegue in anestesia locale, per cui è generalmente ben tollerata e poco dolorosa. Le dimissioni sono immediate e il recupero è più rapido rispetto alle tecniche tradizionali con taglio dietro l'orecchio. ### Serve il ricovero per riparare il timpano? No. La ricostruzione del timpano con grasso si esegue in regime ambulatoriale, in una struttura con sala operatoria autorizzata: il paziente viene operato e torna a casa lo stesso giorno, senza anestesia generale. ### Quanto tempo serve per guarire dopo l'intervento? Il recupero è in genere rapido grazie all'approccio mini-invasivo. Nei giorni successivi si evitano acqua nell'orecchio, sforzi e sbalzi di pressione, seguendo le indicazioni dello specialista, che fissa i controlli per verificare la corretta chiusura della membrana. ### Quali sono le possibili conseguenze di un intervento di miringoplastica? La miringoplastica con grasso è un intervento con un profilo di rischio molto basso. Nella fase post-operatoria possono comparire un temporaneo ovattamento dell'orecchio legato alla medicazione interna e, raramente, un lieve sanguinamento. In mani esperte le complicanze significative sono rare; il medico illustrerà in dettaglio i rischi specifici durante la visita pre-operatoria. ### Quanto dura un intervento di miringoplastica con grasso? L'intervento si esegue in ambulatorio o in day-surgery e ha una durata molto contenuta, di solito inferiore a trenta minuti. Grazie alla tecnica mini-invasiva con grasso autologo prelevato dal lobo auricolare, non sono necessari incisioni ampie né ricovero ospedaliero. ### Cosa non fare dopo una miringoplastica? Nelle settimane successive all'intervento è importante non bagnare l'orecchio, evitare sport intensi e movimenti bruschi della testa, non soffiarsi il naso con forza e non esporsi a rumori forti. Lo specialista fornirà indicazioni personalizzate sui tempi di ripresa delle diverse attività. - Nascondi foto: 1 --- # Reflusso dopo le feste: come riconoscerlo e stare meglio Source: https://centroorlcuratoli.it/reflusso-dopo-le-feste-come-riconoscerlo-e-stare-meglio/ Il reflusso laringo-faringeo, noto anche come reflusso silente, è la risalita di vapori acidi e micro-goccioline dallo stomaco fino alla gola, dove irritano tessuti delicati come le corde vocali. Si chiama "silente" perché spesso non dà bruciore di stomaco: i disturbi si manifestano nelle vie respiratorie superiori, con voce abbassata, senso di nodo in gola, catarro persistente e tosse secca. Dopo le feste, gli eccessi alimentari (cibi grassi, dolci, alcol) favoriscono l'infiammazione e possono scatenarlo o peggiorarlo. In questo video lo specialista del Centro ORL Curatoli spiega come riconoscere questo disturbo, spesso frainteso, e come affrontarlo nel modo giusto. Per un approfondimento indipendente sul disturbo all'origine dei sintomi puoi consultare la scheda sul [reflusso gastroesofageo del portale ISSalute](https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/r/reflusso-gastroesofageo) dell'Istituto Superiore di Sanità. ## I sintomi del reflusso silente A differenza del reflusso gastro-esofageo classico, il reflusso laringo-faringeo colpisce la gola e la laringe, non lo stomaco. I sintomi più comuni sono: Abbassamento o alterazione della voce (disfonia); Sensazione di un nodo o di un corpo estraneo in gola; Muco persistente (catarro) e necessità di schiarirsi spesso la voce; Bruciore alla gola; Tosse secca e stizzosa. ## Perché è una "trappola": il reflusso che non brucia Il motivo per cui questo disturbo crea confusione è semplice: molti pazienti non sospettano il reflusso perché non avvertono il classico bruciore di stomaco o l'acido nel petto. I vapori acidi risalgono silenziosamente fino alla gola e infiammano le corde vocali, per cui i sintomi vengono spesso scambiati per un banale mal di gola stagionale o per un raffreddore che non passa. Caratteristica Reflusso laringo-faringeo (silente) Reflusso gastro-esofageo classico Zona dei sintomi Gola, laringe, corde vocali Stomaco ed esofago Bruciore di stomaco Spesso assente In genere presente Sintomi tipici Disfonia, nodo in gola, catarro, tosse secca Rigurgito acido, bruciore retrosternale Specialista di riferimento Otorinolaringoiatra Gastroenterologo ## Nodo in gola e voce abbassata che non passano? Fai chiarezza Se da settimane convivi con nodo in gola, voce abbassata, catarro o tosse secca senza una vera infezione, potrebbe trattarsi di reflusso silente. Una visita con esame endoscopico chiarisce la causa ed evita cure inutili. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Come si individua: la diagnosi endoscopica Per confermare che si tratti di irritazione da acido e non di un comune mal di gola stagionale, lo specialista esegue un esame endoscopico delle alte vie respiratorie. Attraverso una piccola sonda dotata di telecamera, l'otorinolaringoiatra osserva direttamente la laringe e le corde vocali e verifica la presenza dell'arrossamento tipico causato dai succhi gastrici. Puoi approfondire come si svolge l'[endoscopia delle vie aeree](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/endoscopia-vie-aeree/). ## Cura e tempi di guarigione La terapia è in genere semplice: un insieme di farmaci che riducono l'acidità, sciroppi protettivi per la mucosa e alcuni accorgimenti dietetici e sullo stile di vita (pasti più leggeri, evitare alcol e cibi grassi, non coricarsi subito dopo mangiato). La vera sfida, però, è la costanza: a differenza di un'infezione virale che si risolve in una settimana, spegnere l'infiammazione da reflusso sulle corde vocali richiede tempo, con cure che possono durare fino a 2 mesi. ## Quando rivolgersi allo specialista È bene richiedere una valutazione otorinolaringoiatrica quando i sintomi durano più di qualche settimana o tornano spesso: Voce abbassata o roca che non si risolve; Nodo in gola persistente o frequente bisogno di schiarirsi la voce; Tosse secca cronica senza altra causa apparente; Catarro e bruciore in gola che non passano con i comuni rimedi. ## Proteggi la tua voce: parti da una valutazione specialistica Il reflusso silente si cura bene, ma serve riconoscerlo per tempo ed essere costanti. Una visita con endoscopia permette di vedere lo stato di laringe e corde vocali e di impostare la terapia giusta, senza affidarsi a cure improvvisate. Per parlare con lo specialista del Centro ORL Curatoli chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sul reflusso laringo-faringeo ### Che cos'è il reflusso silente? Il reflusso silente, o reflusso laringo-faringeo, è la risalita di vapori e micro-goccioline acide dallo stomaco fino alla gola e alla laringe. Si chiama silente perché di solito non provoca il classico bruciore di stomaco, ma irrita le corde vocali e i tessuti della gola. ### Quali sono i sintomi del reflusso in gola? I sintomi più comuni sono voce abbassata o roca, sensazione di nodo in gola, catarro persistente, bruciore alla gola e tosse secca e stizzosa. A differenza del reflusso classico, spesso mancano il bruciore di stomaco e il rigurgito acido. ### Come si diagnostica il reflusso laringo-faringeo? La diagnosi si fa con una visita otorinolaringoiatrica e un esame endoscopico delle alte vie respiratorie: una piccola sonda con telecamera permette di osservare laringe e corde vocali e di rilevare l'arrossamento tipico causato dai succhi gastrici. ### Quanto dura la cura del reflusso silente? La terapia prevede farmaci che riducono l'acidità, prodotti protettivi per la mucosa e accorgimenti dietetici. Per spegnere l'infiammazione sulle corde vocali serve costanza: le cure possono durare fino a circa 2 mesi, molto più di un comune mal di gola. ### Il reflusso può abbassare la voce? Sì. Quando l'acido raggiunge la laringe può infiammare le corde vocali e causare disfonia, cioè voce abbassata o roca. È uno dei segnali più frequenti del reflusso laringo-faringeo e merita una valutazione specialistica se persiste. ### Perché il reflusso peggiora dopo le feste? Gli eccessi alimentari tipici delle feste - cibi grassi, dolci e alcol - aumentano l'acidità e favoriscono la risalita del contenuto gastrico, peggiorando l'infiammazione di gola e corde vocali. Per questo i sintomi del reflusso silente spesso si accentuano in questi periodi. ### È pericoloso il reflusso laringo-faringeo? Il reflusso laringo-faringeo di per sé non è una condizione acutamente pericolosa, ma se trascurato e non trattato può causare infiammazione cronica della laringe, raucedine persistente e, nel tempo, danni alla mucosa delle vie aeree superiori. È importante non sottovalutarlo: una diagnosi corretta da parte dell'otorinolaringoiatra permette di intervenire prima che i sintomi diventino cronici. ### Cosa non mangiare con il reflusso laringo-faringeo? I cibi da limitare o evitare sono quelli che favoriscono la risalita dei succhi gastrici: fritti, cibi grassi, cioccolato, pomodoro, agrumi, caffè e alcol. È consigliabile anche evitare pasti abbondanti nelle ore serali e non sdraiarsi subito dopo aver mangiato. Ridurre questi alimenti è parte integrante della terapia e spesso migliora i sintomi già nelle prime settimane. ### Qual è il farmaco per il reflusso laringo-faringeo? La terapia farmacologica viene prescritta dallo specialista e comprende generalmente inibitori della pompa protonica (IPP) o alginati, che riducono l'acidità e proteggono la mucosa. A differenza del reflusso gastroesofageo classico, i tempi di trattamento possono essere più lunghi. Il farmaco specifico e il dosaggio vanno sempre indicati dal medico dopo una valutazione endoscopica. - Nascondi foto: 1 --- # Chirurgia nasale: rimozione di carcinoma basocellulare Source: https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-nasale-rimozione-di-carcinoma-basocellulare/ Il carcinoma basocellulare (o basalioma) è la forma più comune di tumore della pelle: cresce lentamente, resta in genere localizzato e raramente dà metastasi, ma quando si sviluppa sul naso va rimosso con cura perché può estendersi in profondità. Il trattamento di riferimento è l'asportazione chirurgica radicale della lesione, seguita dalla ricostruzione della zona per ripristinare la forma della narice e ridurre al minimo il segno visibile. Questo intervento unisce l'oncologia cutanea alla chirurgia plastica ricostruttiva del volto. In questo video i chirurghi del Centro ORL Curatoli illustrano un caso reale di rimozione di un carcinoma basocellulare del naso, con particolare attenzione al risultato estetico finale. ## La patologia e la sfida anatomica Nel caso illustrato, il paziente presenta una recidiva di carcinoma basocellulare situata sul margine della narice, con un'estensione profonda all'interno della cavità nasale (il vestibolo). Operare il bordo della narice è particolarmente delicato: è infatti l'unica zona del corpo costituita esclusivamente da un doppio strato di pelle, senza grasso o muscoli interposti. Questa peculiarità la rende vulnerabile a problemi di cicatrizzazione, con il rischio di retrazioni o deformità visibili se l'intervento non è eseguito da mani esperte. ## La tecnica chirurgica L'intervento si articola in due momenti complementari, l'asportazione del tumore e la ricostruzione della zona. Fase In cosa consiste Asportazione Resezione chirurgica precisa per rimuovere radicalmente la lesione, estendendo l'incisione fino all'interno del naso per ripulire adeguatamente l'area. Ricostruzione Innesto di cute prelevata dal collo del paziente, scelto perché offre pelle di spessore, colore e consistenza molto simili a quelli del naso. L'uso di un innesto autologo (tessuto dello stesso paziente) consente di colmare il vuoto lasciato dal tumore e di ripristinare la forma della narice riducendo il rischio di rigetto. ## Hai una lesione sospetta sul naso o sul viso? Falla valutare Una piccola crosta che non guarisce, un nodulo che cresce o una lesione che sanguina sul naso o sul volto meritano un controllo: il carcinoma basocellulare, individuato per tempo, si rimuove con ottimi risultati anche estetici. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Il risultato e le competenze Subito dopo l'intervento l'innesto è fissato da numerosi e minuscoli punti di sutura. Con il passare del tempo il tessuto si integra, portando a una guarigione ottimale e a un segno praticamente non apprezzabile. In interventi sul viso di questa natura l'obiettivo non è solo curare la patologia rimuovendo il tumore, ma anche restituire l'integrità estetica del volto: il successo ricostruttivo è garantito dall'esperienza specifica dei chirurghi nella chirurgia plastica ed estetica della piramide nasale. ## Quando rivolgersi allo specialista È bene far valutare quanto prima una lesione cutanea del volto quando si nota: Una crosticina o piaghetta che non guarisce nel giro di alcune settimane; Un nodulo perlaceo o traslucido che tende a crescere; Una lesione che sanguina facilmente o si ulcera; La ricomparsa di una lesione già trattata in passato (recidiva). La diagnosi precoce rende l'asportazione più semplice e il risultato estetico migliore. Per un inquadramento della patologia da fonte istituzionale è utile la pagina dedicata di [AIRC sui tumori della pelle](https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumori-della-pelle). ## Curare il tumore e preservare l'estetica del volto Sul viso, e in particolare sul naso, contano sia la radicalita oncologica sia il risultato estetico. Affidarsi a chirurghi esperti in chirurgia plastica ricostruttiva della piramide nasale fa la differenza sul segno finale. Per una valutazione al Centro ORL Curatoli chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sul carcinoma basocellulare del naso ### Che cos'è il carcinoma basocellulare? Il carcinoma basocellulare, o basalioma, è il tumore della pelle più frequente. Cresce lentamente, resta quasi sempre localizzato e raramente dà metastasi, ma se trascurato può estendersi in profondità nei tessuti circostanti, soprattutto in zone delicate come il naso. ### Il basalioma del naso è pericoloso? Nella maggior parte dei casi non mette a rischio la vita perché tende a non diffondersi a distanza. Sul naso, però, può crescere in profondità e danneggiare i tessuti vicini, per cui va rimosso. Individuato per tempo, si tratta con ottimi risultati sia oncologici sia estetici. ### Come si rimuove un carcinoma basocellulare sul naso? Il trattamento di riferimento è l'asportazione chirurgica radicale della lesione. Quando il tumore interessa il margine o l'interno della narice, all'asportazione si associa una ricostruzione, spesso con un innesto di cute prelevata dal paziente stesso, per ripristinare la forma della narice. ### Perché si usa un innesto di pelle dal collo? La pelle del collo viene scelta nella chirurgia del volto perché ha spessore, colore e consistenza molto simili a quelli del naso. Essendo tessuto dello stesso paziente (innesto autologo), si integra bene e riduce il rischio di rigetto, favorendo un risultato estetico naturale. ### Resta una cicatrice visibile dopo l'intervento? Inizialmente l'innesto è fissato con piccoli punti di sutura. Con il tempo il tessuto si integra e, quando l'intervento è eseguito da chirurghi esperti, il segno diventa praticamente non apprezzabile. L'attenzione all'estetica è parte integrante di questo tipo di chirurgia. ### Il carcinoma basocellulare può tornare dopo l'asportazione? Può esserci una recidiva, cioè la ricomparsa nella stessa zona, come nel caso illustrato nel video. Per questo, dopo l'intervento, sono importanti i controlli periodici dallo specialista, che permettono di intercettare per tempo eventuali nuove lesioni. ### Il carcinoma basocellulare è maligno o benigno? Il carcinoma basocellulare è classificato come tumore maligno perché cresce infiltrando i tessuti circostanti, ma il suo comportamento biologico è relativamente favorevole: cresce lentamente, raramente dà metastasi e risponde bene alla chirurgia quando asportato precocemente. Questo non significa che si possa ignorare: lasciato crescere può infiltrare strutture profonde, diventando più difficile da trattare. ### Cosa succede se non si rimuove un carcinoma basocellulare? Se non trattato, il basalioma continua a crescere infiltrando progressivamente la pelle e i tessuti sottostanti, comprese cartilagine e osso nelle zone del viso dove questi si trovano in superficie (come il naso). Rimuoverlo in fase precoce è molto più semplice e consente una ricostruzione con risultati estetici migliori. La diagnosi precoce è quindi determinante. ### Cosa fare dopo l'asportazione di un carcinoma basocellulare? Dopo l'intervento è necessario seguire le medicazioni prescritte dal chirurgo e presentarsi ai controlli programmati per verificare la corretta cicatrizzazione. In caso di innesto cutaneo, la zona donatrice andrà anch'essa curata secondo le istruzioni specifiche. I controlli dermatologici periodici restano importanti nel tempo perché chi ha avuto un basalioma ha un rischio aumentato di svilupparne altri. ### Come si riconosce un basalioma al naso? Il basalioma nasale si presenta tipicamente come una lesione che cresce lentamente, può avere margini perlacei e traslucidi, superficie lucida, e tende a non cicatrizzare se si ulcera. In alcuni casi appare come una piccola chiazza rosata o una lesione simile a una cicatrice. Qualsiasi lesione cutanea nuova o che cambia aspetto nel tempo sul naso o sul viso merita una valutazione specialistica (dermatologica o ORL). ### Si guarisce dal basalioma? Sì: se asportato completamente in fase precoce, la guarigione è la norma. Il carcinoma basocellulare ha una delle prognosi più favorevoli tra i tumori maligni della pelle. L'intervento chirurgico con margini liberi è il trattamento di riferimento e, una volta accertata la radicalità dell'exeresi, il rischio di recidiva nella stessa sede è molto basso. - Nascondi foto: 1 --- # Rinoplastica: la rimozione del gessetto a 10 giorni dall'intervento Source: https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica-la-rimozione-del-gessetto-a-10-giorni-dallintervento/ Dopo una rinoplastica, il gessetto (la protezione applicata sul dorso del naso) viene rimosso in genere intorno ai 10 giorni dall'intervento. È il momento dello "svelamento", in cui il paziente vede per la prima volta il nuovo profilo. A meno di due settimane dall'operazione, il decorso è di norma indolore e gonfiore (edema) e lividi (ecchimosi) sono già nella loro fase finale di riassorbimento. Il risultato estetico, però, si affina nei mesi successivi. In questo video del Centro ORL Curatoli viene documentato proprio questo momento: la rimozione della protezione e la reazione del paziente davanti allo specchio. Per una panoramica sull'intervento e sul suo decorso puoi consultare la scheda sulla [rinoplastica di Humanitas](https://www.humanitas.it/visite-esami/rinoplastica/). ## Un decorso post-operatorio indolore Mentre rimuove delicatamente la protezione dal dorso del naso, il medico verifica come è andata la convalescenza chiedendo al paziente se abbia avvertito dolore. La risposta - "No, nulla" - conferma un aspetto centrale della moderna chirurgia nasale: se eseguita correttamente, la fase post-operatoria è generalmente priva di dolore. Sul viso del giovane si nota soltanto un lieve alone giallastro sotto un occhio, segno che le ecchimosi sono ormai quasi riassorbite. ## Stai pensando alla rinoplastica? Parti da una visita Vuoi sapere se la rinoplastica è adatta al tuo naso e come sarebbe il decorso post-operatorio nel tuo caso? Il primo passo è una visita in cui lo specialista valuta la tua situazione e condivide un progetto. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## La scoperta del nuovo profilo Il momento culminante arriva quando, tolto il gessetto, al paziente viene porto uno specchio per guardarsi per la prima volta. La reazione - un sorriso e un commento positivo sul nuovo aspetto del naso - racchiude l'obiettivo della rinoplastica estetica: non solo correggere un difetto, ma restituire armonia al volto e far ritrovare al paziente sicurezza e piacere nel guardarsi allo specchio. ## Le tappe del recupero dopo la rinoplastica Ogni paziente è diverso, ma il decorso segue in genere alcune fasi indicative. Fase Cosa succede Primi giorni Gessetto in sede, naso un po' chiuso, comparsa di gonfiore e lividi attorno agli occhi. Intorno a 10 giorni Rimozione del gessetto e primo "svelamento"; lividi in via di riassorbimento. 2-3 settimane Si torna in genere a un aspetto presentabile e alle normali attività quotidiane. 8-10 mesi Il gonfiore residuo si risolve del tutto e si apprezza il risultato estetico definitivo. ## Consigli per le prime settimane Per favorire un recupero sereno e il miglior risultato, in genere lo specialista raccomanda di: Tenere la testa sollevata nei primi giorni e applicare il freddo come indicato, per ridurre il gonfiore; Evitare sforzi fisici, sport e sole diretto per il periodo indicato; Non indossare occhiali che poggiano sul dorso del naso finché il medico non lo consente; Maneggiare il naso con delicatezza ed evitare di soffiarlo con forza; Rispettare i controlli post-operatori programmati. ## Rinoplastica al Centro ORL Curatoli Presso il nostro centro a Giovinazzo, a pochi minuti da Bari, la rinoplastica è affrontata con attenzione sia al risultato estetico sia al comfort del paziente nel decorso. Dalla prima visita, con la condivisione del progetto, fino alla rimozione del gessetto e ai controlli successivi, ogni fase è seguita dallo specialista per accompagnare il paziente verso un naso più armonico con il resto del volto. ## Dal progetto al nuovo profilo: prenota un consulto Un buon risultato nasce da una valutazione attenta e da un progetto condiviso prima dell'intervento. Se desideri capire cosa è possibile per il tuo naso e come si svolge il percorso, prenota un consulto con gli specialisti del Centro ORL Curatoli: chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sul gessetto e sul recupero dopo la rinoplastica ### Quando si toglie il gessetto dopo la rinoplastica? Il gessetto sul dorso del naso si rimuove in genere intorno ai 10 giorni dall'intervento, secondo le indicazioni del chirurgo. È il momento in cui il paziente vede per la prima volta il nuovo profilo. ### Fa male togliere il gessetto? No, la rimozione del gessetto non è dolorosa. Si tratta di una manovra delicata e rapida; al massimo si può avvertire una lieve sensazione di fastidio quando la protezione viene staccata dalla pelle. ### La rinoplastica è dolorosa nel post-operatorio? Se eseguita correttamente, la fase post-operatoria della rinoplastica è generalmente priva di dolore. Molti pazienti riferiscono soprattutto la sensazione di naso chiuso nei primi giorni, più che un vero dolore. ### Quanto durano gonfiore e lividi dopo la rinoplastica? I lividi (ecchimosi) attorno agli occhi sono in genere in fase finale di riassorbimento già a meno di due settimane dall'intervento. Un gonfiore lieve può persistere più a lungo e si risolve gradualmente nei mesi successivi. ### Quando si vede il risultato definitivo della rinoplastica? Dopo la rimozione del gessetto si intuisce il nuovo profilo, ma il risultato estetico definitivo si apprezza a distanza di circa 8-10 mesi, quando il gonfiore residuo si è completamente risolto. ### Quando si torna alla vita normale dopo la rinoplastica? In genere si riprendono le normali attività quotidiane entro un paio di settimane, evitando però sforzi fisici, sport, sole diretto e occhiali appoggiati sul naso per il periodo indicato dallo specialista. ### A cosa serve il gessetto dopo la rinoplastica? Il gessetto (o steccatura esterna) ha la funzione di mantenere le strutture ossee e cartilaginee nella posizione corretta durante la fase iniziale di cicatrizzazione, proteggendo il naso da traumi accidentali e contenendo il gonfiore. È essenziale per stabilizzare i risultati chirurgici nelle prime settimane, quando i tessuti sono ancora in fase di rimodellamento. ### Cosa non si può fare dopo la rinoplastica? Nelle settimane successive all'intervento è fondamentale evitare di appoggiarsi gli occhiali sul naso, praticare sport di contatto o attività fisiche intense, soffiare il naso con forza e dormire sul fianco o a pancia in giù. Anche l'esposizione prolungata al sole senza protezione e le attività che aumentano la pressione arteriosa (come sforzi fisici o bagni molto caldi) vanno limitate. ### Dopo quanti giorni si può soffiare il naso dopo la rinoplastica? Per i primi 3-4 settimane dopo l'intervento è necessario evitare di soffiarsi il naso con forza. In caso di necessità è preferibile asciugare delicatamente le narici con un fazzoletto morbido. Il chirurgo darà indicazioni precise sui tempi in base all'evoluzione del caso individuale. ### Posso toccare il naso dopo la rinoplastica? Nelle prime settimane è importante non esercitare pressioni o manipolazioni sul naso, anche involontarie. Dopo la rimozione del gessetto il naso è ancora in fase di guarigione e le strutture interne non hanno raggiunto la stabilità definitiva. Si può toccare con estrema delicatezza per l'igiene quotidiana, ma occorre evitare qualsiasi pressione. ### Quanti giorni di riposo servono dopo la rinoplastica? I primi 7-10 giorni è consigliato il riposo a casa, con la testa mantenuta leggermente elevata anche durante il sonno per ridurre il gonfiore. Dopo la rimozione del gessetto è possibile riprendere le attività quotidiane leggere. Per le attività fisiche più intense occorre invece aspettare almeno 4-6 settimane, seguendo le indicazioni del chirurgo. - Nascondi foto: 1 --- # XII Congresso Nazionale GCOrl Source: https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-vertigini-congresso-gcorl/ Al XII Congresso Nazionale GCOrl - l'incontro del Gruppo Campano ORL tenutosi a Salerno dal 26 al 29 novembre 2025 - il Dott. F.P. Curatoli ha partecipato come relatore con un intervento sulla chirurgia nelle vertigini, approfondendo in particolare due patologie dell'equilibrio: la malattia di Ménière e la canalolitiasi. È un tema delicato, perché la scelta chirurgica nelle vertigini riguarda solo casi selezionati e richiede una diagnosi precisa. Questa partecipazione conferma l'impegno del Dott. Curatoli non solo in ambito clinico e chirurgico, ma anche nell'aggiornamento scientifico e nella formazione rivolta ai colleghi otorinolaringoiatri. Per un approfondimento sulle vertigini di cui si è trattato puoi consultare la scheda sulle [vertigini del portale ISSalute](https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/v/vertigini) dell'Istituto Superiore di Sanità. ## Il congresso L'evento, intitolato "Oltre i confini" e organizzato dal Gruppo Campano ORL, si è svolto con il patrocinio SIO (Società Italiana di Otorinolaringoiatria) presso il Grand Hotel Salerno, nei giorni 26-29 novembre 2025. Un'occasione di confronto tra specialisti su diagnosi e terapia delle principali patologie otorinolaringoiatriche. ## Soffri di vertigini? La diagnosi viene prima della cura Vertigini posizionali, crisi rotatorie o instabilità ricorrente possono avere cause diverse - dalla canalolitiasi alla malattia di Ménière - e ognuna ha il suo trattamento. Una valutazione vestibolare permette di individuare la causa ed evitare cure inutili. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## L'argomento: la chirurgia nelle vertigini La relazione si è concentrata sul ruolo della chirurgia nel trattamento dei disturbi dell'equilibrio. La maggior parte delle vertigini si gestisce con terapia medica, manovre e riabilitazione vestibolare; la chirurgia è riservata a casi specifici, quando le altre strade non sono sufficienti. Per un quadro completo dei disturbi dell'equilibrio, vedi anche la pagina dedicata alle [vertigini](https://centroorlcuratoli.it/vertigini/). ## Che cos'è la canalolitiasi (VPPB) La canalolitiasi è la causa più comune di vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB): minuscoli cristalli di carbonato di calcio (otoliti) si spostano all'interno dei canali semicircolari dell'orecchio interno e, con i movimenti della testa, scatenano brevi e intense crisi di vertigine rotatoria. Nella maggior parte dei casi si risolve con specifiche manovre liberatorie; la chirurgia è un'eventualità rara, riservata a forme particolarmente resistenti. ## Malattia di Ménière e opzioni chirurgiche La malattia di Ménière è una patologia cronica dell'orecchio interno che combina vertigini, ipoacusia fluttuante e acufeni. Si gestisce in prima battuta con terapia e stile di vita; in casi selezionati e resistenti possono essere valutate opzioni chirurgiche. Per approfondire sintomi, diagnosi e cura, vedi la pagina sulla [malattia di Ménière](https://centroorlcuratoli.it/patologia/malattia-di-meniere/). ## Perché conta l'aggiornamento continuo Partecipare a congressi come quello del Gruppo Campano ORL significa portare in ambulatorio le evidenze più recenti su diagnosi e terapia delle vertigini. Per il paziente questo si traduce in diagnosi più accurate, percorsi di riabilitazione vestibolare aggiornati e un ricorso alla chirurgia limitato ai casi in cui è davvero indicata. Il percorso parte sempre dalla diagnosi, con la visita specialistica e l'[esame vestibolare](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-vestibolare/). ## Affidati a uno specialista aggiornato sulle vertigini Dietro una vertigine può esserci una causa semplice da risolvere con una manovra o una patologia che richiede un percorso dedicato. Affidarsi a uno specialista che studia e aggiorna le proprie metodiche fa la differenza sulla diagnosi e sulla cura. Per una valutazione al Centro ORL Curatoli chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulla chirurgia nelle vertigini ### Che cos'è la canalolitiasi? La canalolitiasi è lo spostamento di piccoli cristalli (otoliti) all'interno dei canali semicircolari dell'orecchio interno. È la causa più frequente di vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB) e provoca brevi crisi di vertigine rotatoria legate ai movimenti della testa. ### Quali sono i sintomi della vertigine parossistica posizionale (VPPB)? La VPPB si manifesta con crisi di vertigine rotatoria improvvise e di breve durata, scatenate da specifici movimenti della testa, come girarsi nel letto, sdraiarsi o guardare in alto. Spesso si associano nausea e instabilità, mentre l'udito resta in genere conservato. ### La canalolitiasi si cura con la chirurgia? Quasi mai. La VPPB da canalolitiasi si risolve nella grande maggioranza dei casi con specifiche manovre liberatorie eseguite dallo specialista. La chirurgia è un'eventualità rara, riservata a forme particolarmente persistenti e resistenti ai trattamenti. ### Quando si ricorre alla chirurgia nelle vertigini? La chirurgia riguarda casi selezionati, in cui terapia medica, manovre e riabilitazione vestibolare non sono sufficienti. La decisione si basa su una diagnosi precisa della causa delle vertigini e va valutata caso per caso con lo specialista. ### La malattia di Ménière si opera? Nella maggior parte dei casi la malattia di Ménière si gestisce con terapia, indicazioni sullo stile di vita e riabilitazione. In situazioni selezionate e resistenti alle cure possono essere valutate opzioni chirurgiche, sempre dopo un'attenta valutazione specialistica. ### Qual è la differenza tra cupololitiasi e canalolitiasi? Entrambe sono forme di vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB) causate dagli otoliti, ma con un meccanismo diverso. Nella canalolitiasi - la forma più comune - i cristalli fluttuano liberamente all'interno del canale semicircolare e le vertigini durano pochi secondi. Nella cupololitiasi i cristalli aderiscono alla cupola del canale, rendendola anormalmente sensibile alla gravità: le vertigini durano più a lungo e la risposta alle manovre liberatorie standard può essere diversa. La distinzione è rilevante perché orienta la scelta della manovra terapeutica più efficace. - Nascondi foto: 1 --- # Rinoplastica: il video dell'intervento passo dopo passo Source: https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica-preservation-anestesia-locale/ La rinoplastica preservation (o rinoplastica conservativa) è una tecnica moderna che rimodella il naso preservando il più possibile le strutture naturali del dorso, invece di asportarle. Nell'intervento documentato in questo video viene eseguita in anestesia locale con sedazione: il chirurgo rimodella la piramide nasale con osteotomie mirate e un'attenzione particolare al setto e alla punta, mentre l'anestesista monitora i parametri vitali. Il risultato sul profilo è apprezzabile già sul lettino operatorio, prima del fisiologico periodo di guarigione. Di seguito i passaggi essenziali della procedura, dalla preparazione del paziente alle tecniche chirurgiche utilizzate. Gli interventi seguono gli standard della [Società Italiana di Otorinolaringoiatria (SIO)](https://www.sioechcf.it/). Rinoplastica preservation in anestesia locale e sedazione ## Anestesia locale e sedazione: il ruolo dell'anestesista L'intervento viene eseguito in anestesia locale accompagnata da sedazione. L'anestesista del team prepara le apparecchiature e gestisce la sedazione, garantendo il monitoraggio costante dei parametri vitali per l'intera durata dell'operazione. Questo approccio evita l'anestesia generale e contribuisce a un decorso post-operatorio in genere più semplice. ## Vuoi sapere se la rinoplastica preservation fa per te? La tecnica conservativa e l'anestesia locale con sedazione non sono adatte a ogni naso: solo una valutazione specialistica può dirlo, con un progetto condiviso prima dell'intervento. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, prenota un consulto: chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Le fasi dell'intervento Fase In cosa consiste Rimodellamento della piramide nasale Si lavora sulla parte ossea con strumenti come la raspa e con osteotomie "a mosaico". Intervento sul setto Asportazione mirata di una porzione interna del setto nasale, sia cartilaginea sia ossea. Osteotomie finali Osteotomie basali e trasverse per definire la nuova architettura del naso. Abbassamento del dorso Rimodellamento della struttura osteo-cartilaginea per correggere il profilo. Gestione della punta Rimodellamento della punta, passaggio cruciale per l'armonia estetica finale. ## Il rimodellamento della piramide nasale Il chirurgo interviene prima sulla parte ossea della piramide nasale, utilizzando la raspa ed eseguendo le cosiddette osteotomie a mosaico. Si procede poi con le osteotomie basali e trasverse, passaggi delicati che completano il rimodellamento e ridisegnano la struttura del naso. Per l'abbassamento della struttura osteo-cartilaginea il chirurgo impiega strumenti specifici, così da correggere il profilo preservando l'integrità del dorso. ## L'intervento sul setto e sulla punta Dopo aver lavorato sulle strutture esterne, il chirurgo interviene all'interno delle cavità nasali con l'asportazione mirata di una porzione del setto, sia cartilaginea sia ossea. Una cura particolare è dedicata al rimodellamento della punta, decisivo per definire l'estetica e l'armonia complessiva del naso. ## Il risultato immediato sul lettino operatorio La sequenza finale del video mette a confronto la paziente prima, durante e a intervento completato. Questo montaggio permette di apprezzare subito il rimodellamento del profilo ottenuto sul lettino operatorio, ancor prima che inizi la fisiologica fase di guarigione. Il risultato estetico definitivo, come in ogni rinoplastica, si stabilizza nei mesi successivi con il riassorbimento del gonfiore. ## Dal progetto al nuovo profilo: parti da una visita Tecnica chirurgica, tipo di anestesia e risultato atteso vanno definiti insieme allo specialista, sulla base della tua anatomia e dei tuoi obiettivi. Per capire cosa è possibile per il tuo naso, prenota una visita con gli specialisti del Centro ORL Curatoli: chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulla rinoplastica preservation ### Che cos'è la rinoplastica preservation? La rinoplastica preservation, o conservativa, è una tecnica che rimodella il naso preservando il più possibile le strutture naturali del dorso, anziché asportarle. Il profilo viene corretto soprattutto con osteotomie e con l'abbassamento della struttura osteo-cartilaginea. ### La rinoplastica si può fare in anestesia locale? Sì, in casi selezionati la rinoplastica può essere eseguita in anestesia locale con sedazione, evitando l'anestesia generale. L'anestesista monitora i parametri vitali per tutta la durata dell'intervento. L'idoneità a questo tipo di anestesia va valutata caso per caso. ### Che cosa sono le osteotomie nella rinoplastica? Le osteotomie sono incisioni controllate dell'osso nasale che permettono di ridisegnare la piramide ossea. Nel video vengono eseguite osteotomie a mosaico, basali e trasverse, tecniche con cui il chirurgo definisce la nuova architettura del naso. ### La rinoplastica preservation è dolorosa? L'esecuzione in anestesia locale con sedazione rende la procedura ben tollerata, e il decorso post-operatorio della rinoplastica, se eseguita correttamente, è in genere poco doloroso. Nei primi giorni prevale soprattutto la sensazione di naso chiuso. ### Quando si vede il risultato definitivo? Il nuovo profilo è già visibile sul lettino operatorio, ma il risultato definitivo si apprezza nei mesi successivi, quando il gonfiore si riassorbe completamente. Come in ogni rinoplastica, la stabilizzazione richiede diversi mesi. ### È meglio la rinoplastica in anestesia locale o in anestesia totale? La scelta dipende dalla complessità del caso e da un accordo condiviso tra chirurgo e paziente. L'anestesia locale con sedazione consente di operare in struttura ambulatoriale o day surgery, riduce i tempi di recupero dall'anestesia e abbatte i rischi sistemici dell'anestesia generale. L'anestesia generale è preferibile in interventi più complessi o in pazienti che ne hanno necessità clinica. Il chirurgo valuterà l'opzione più adatta caso per caso. ### L'anestesia locale al naso fa male? Durante l'intervento no: l'anestesia locale blocca completamente la trasmissione del dolore nella zona operata. Le infiltrazioni iniziali possono provocare un lieve bruciore o una sensazione di pressione per pochi secondi. Con una buona sedazione associata, la maggior parte dei pazienti riferisce un'esperienza confortevole e priva di dolore. ### Come avviene la sedazione durante la rinoplastica? La sedazione consiste nella somministrazione endovenosa di farmaci che inducono uno stato di rilassamento profondo e sonnolenza, senza portare alla perdita di coscienza tipica dell'anestesia generale. Durante tutta la procedura vengono monitorati continuamente parametri vitali come frequenza cardiaca, pressione arteriosa e saturazione di ossigeno, a garanzia della sicurezza del paziente. - Nascondi foto: 1 --- # Rinoplastica Preservation: tecnica e vantaggi Source: https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica-preservation/ La rinoplastica preservation (o di preservazione) è una tecnica conservativa che rimodella il naso senza asportare il dorso: invece di tagliare e rimuovere le strutture in eccesso come nella rinoplastica tradizionale, il chirurgo lavora alla base della piramide nasale per abbassare e ridisegnare l'intera struttura dall'interno. Conservando il dorso originale, i vantaggi principali sono un risultato più naturale, una maggiore stabilità nel tempo e una riduzione delle complicanze e dei reinterventi. In questo video lo specialista spiega la differenza tra l'approccio tradizionale e quello di preservazione, e perché quest'ultimo offra risultati estetici superiori. Per una panoramica generale sull'intervento puoi consultare la scheda sulla [rinoplastica di Humanitas](https://www.humanitas.it/visite-esami/rinoplastica/). ## Rinoplastica tradizionale e preservation a confronto La differenza tra le due tecniche è concettuale prima ancora che pratica: la tradizionale asporta, la preservation conserva. Aspetto Rinoplastica tradizionale (resettiva) Rinoplastica preservation (conservativa) Trattamento del gibbo Si taglia e si asporta l'eccesso di osso e cartilagine Si abbassa la piramide dalla base, senza rimuovere il dorso Dorso nasale Viene "scoperchiato" e interrotto Resta intatto e continuo Innesti di cartilagine Spesso necessari per ricostruire l'anatomia In genere non necessari Aspetto del risultato Rischio del tipico aspetto "rifatto" Linee fisiologiche, aspetto naturale Rischio di reintervento Più alto se la ricostruzione non è perfetta Ridotto Nella tecnica resettiva, per eliminare il gibbo (la "gobba") si tagliano le cartilagini con le forbici e si rimuove l'osso con scalpello e martello. Questo approccio interrompe le articolazioni naturali del naso e obbliga il chirurgo a ricostruire l'anatomia, spesso con innesti di cartilagine: se la ricostruzione non è perfetta, può rendersi necessaria una rinoplastica secondaria. ## Un naso più naturale è possibile: parti da una visita La rinoplastica preservation dà i risultati migliori quando l'anatomia del naso è adatta a questa tecnica: solo una valutazione specialistica, con un progetto condiviso, può stabilirlo. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, prenota un consulto e chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## I vantaggi principali della preservation Estetica naturale: conservando il dorso originale, soprattutto la delicata porzione cartilaginea del terzo medio e inferiore, il naso mantiene le sue linee fisiologiche, senza il tipico "aspetto chirurgico"; Maggiore stabilità nel tempo: non interrompendo i legami naturali tra le cartilagini, il naso conserva la sua forza strutturale, sia a riposo sia durante i movimenti del viso; Meno complicanze: evitando la ricostruzione del dorso con innesti, si riduce il rischio di avvallamenti e irregolarità visibili e, di conseguenza, la necessità di reinterventi correttivi. ## I risultati: i casi clinici mostrati Nel video la spiegazione teorica è supportata da diversi risultati post-operatori, mostrati a soli 2-4 mesi dall'intervento, quando il naso deve ancora sgonfiarsi del tutto: profili rettilinei, armoniosi e naturali fin da subito. Tra questi, il caso di un naso torto traumatico, in cui la tecnica preservation ha permesso un perfetto riallineamento della piramide nasale, restituendo simmetria al volto senza stravolgere l'identità del paziente. ## Come si svolge l'intervento Vuoi vedere come si traduce nella pratica questa tecnica, fase per fase? Guarda anche il [video dell'intervento passo dopo passo](https://centroorlcuratoli.it/rinoplastica-preservation-anestesia-locale/), eseguito in anestesia locale e sedazione, con il dettaglio delle osteotomie e del rimodellamento del dorso e della punta. ## Dal progetto al nuovo profilo: prenota un consulto Capire se la tecnica di preservazione è adatta al tuo naso è il primo passo verso un risultato naturale e stabile nel tempo. Per una valutazione e un progetto personalizzato, prenota con gli specialisti del Centro ORL Curatoli: chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulla rinoplastica preservation ### Qual è la differenza tra rinoplastica tradizionale e preservation? La rinoplastica tradizionale è resettiva: per eliminare il gibbo taglia e asporta osso e cartilagine, interrompendo il dorso. La preservation è conservativa: abbassa la piramide nasale dalla base lasciando il dorso originale intatto, con un risultato più naturale e stabile. ### Perché la rinoplastica preservation dà un risultato più naturale? Perché conserva il dorso e la porzione cartilaginea del terzo medio e inferiore del naso, mantenendone le linee fisiologiche. In questo modo si evita il tipico "aspetto rifatto" che può derivare dalla ricostruzione del dorso con innesti. ### La preservation riduce il rischio di un secondo intervento? Sì. Eliminando la necessità di ricostruire il dorso con innesti di cartilagine, si riduce il rischio di avvallamenti e irregolarità visibili e, di conseguenza, la probabilità di dover ricorrere a una rinoplastica secondaria correttiva. ### La rinoplastica preservation è adatta a tutti i nasi? No. È una tecnica molto efficace, ma l'indicazione dipende dall'anatomia del naso e dal tipo di difetto da correggere. Solo una valutazione specialistica, con un progetto condiviso, può stabilire se è la soluzione più adatta al singolo caso. ### Si può correggere un naso storto con la preservation? In casi selezionati sì. Nel video viene mostrato un naso torto traumatico in cui la tecnica preservation ha permesso un riallineamento della piramide nasale, restituendo simmetria al volto senza stravolgere l'identità del paziente. ### Quando si vede il risultato definitivo? Già a 2-4 mesi il profilo appare rettilineo e naturale, anche se il naso deve ancora sgonfiarsi del tutto. Come in ogni rinoplastica, il risultato definitivo si stabilizza nei mesi successivi con il completo riassorbimento del gonfiore. ### Qual è la rinoplastica meno invasiva? Tra le tecniche chirurgiche, la rinoplastica preservation è considerata la meno invasiva perché non demolisce il dorso nasale ma lo rimodella dall'interno, conservando i legamenti, le cartilagini e le strutture di supporto originali. Questo si traduce in un minore trauma tissutale, gonfiore ridotto nel post-operatorio e tempi di recupero più rapidi rispetto alla tecnica tradizionale resettiva. ### La rinoplastica dura per sempre? Sì, il risultato della rinoplastica è strutturalmente permanente: la modifica alle ossa e alle cartilagini non si inverte nel tempo. Il naso potrà subire minimi cambiamenti legati al normale processo di invecchiamento della pelle e dei tessuti, ma la forma ottenuta con l'intervento resta sostanzialmente stabile per tutta la vita. ### Quanto costa una rinoplastica preservation? Il costo dipende dalla complessità del caso, dall'estensione degli interventi necessari e dalla struttura in cui si opera. Non è possibile fornire cifre precise prima di una visita specialistica, in quanto ogni naso richiede una pianificazione su misura. La consulenza preoperatoria con il chirurgo è indispensabile per ricevere un preventivo accurato. - Nascondi foto: 1 --- # Drenaggio trans-timpanico: come avviene in endoscopia Source: https://centroorlcuratoli.it/drenaggio-transtimpanico/ Il drenaggio transtimpanico è una procedura rapida e minimamente invasiva che risolve l'abbassamento dell'udito (ipoacusia) causato dall'accumulo di muco nell'orecchio medio, la cosiddetta "cassa del timpano". Si esegue in anestesia locale e senza dolore: con l'aiuto di un endoscopio il chirurgo pratica una piccolissima incisione sul timpano, aspira il muco e inserisce un minuscolo tubicino di ventilazione (la "valvolina"). Il miglioramento uditivo è in genere immediato, già al termine della procedura. In questo video viene mostrato l'intero intervento, dalla esplorazione endoscopica al posizionamento del tubicino. Il versamento che rende necessario il drenaggio nasce spesso da un'otite media: per un approfondimento clinico puoi consultare la scheda sull'[otite media del Manuale MSD](https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-orecchie-naso-e-gola/patologie-dell-orecchio-medio/otite-media-acuta). Drenaggio trans-timpanico in endoscopia ## Il problema da risolvere Quando dietro la membrana timpanica si accumula muco o catarro - come accade nell'otite catarrale o otite media effusiva - il timpano non vibra correttamente e i suoni vengono attutiti. Il risultato è un calo dell'udito e una fastidiosa sensazione di orecchio chiuso. Quando questa condizione persiste e non si risolve con la terapia medica, il drenaggio transtimpanico permette di liberare la cassa timpanica e ripristinare la corretta trasmissione del suono. ## Senti l'orecchio chiuso e l'udito ovattato? Falli valutare Un calo dell'udito con sensazione di orecchio chiuso che non passa può dipendere da muco intrappolato nell'orecchio medio. Una visita con esame dell'udito chiarisce la causa e indica se serve il drenaggio. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Come si svolge l'intervento Fase In cosa consiste Anestesia locale L'intervento è semplice e indolore per tutta la durata dell'operazione. Esplorazione endoscopica Con una sottile sonda dotata di telecamera il chirurgo osserva timpano e muco retrostante. Incisione e aspirazione Una piccolissima incisione sul timpano permette di aspirare il muco e pulire la cassa timpanica. Posizionamento del tubicino Si inserisce una minuscola valvolina di ventilazione che mantiene il foro aperto. Il tubicino di ventilazione resta in sede per qualche mese: mantiene aperto il piccolo foro, consente all'orecchio di ventilarsi correttamente ed evita che i liquidi si accumulino di nuovo. In genere viene poi espulso spontaneamente o rimosso dallo specialista. ## Il risultato per il paziente Il vantaggio più evidente è la rapidità del beneficio: grazie all'aspirazione diretta del muco, in pochi minuti il paziente avverte un miglioramento uditivo immediato, recuperando un udito limpido subito dopo la fine della procedura. L'esecuzione in anestesia locale e per via endoscopica rende l'intervento ben tollerato, senza ricovero. ## Quando rivolgersi allo specialista È bene richiedere una valutazione otorinolaringoiatrica quando si presentano: Calo dell'udito con sensazione di orecchio chiuso o ovattato; Otiti ripetute o catarro che non si risolve con la terapia; Sensazione di liquido che si sposta nell'orecchio; Nei bambini, scarsa attenzione ai suoni o necessità di alzare il volume. La diagnosi si completa con la visita e l'[esame audiometrico e impedenzometrico](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/), che misura l'udito e la presenza di liquido nell'orecchio medio. ## Recuperare l'udito è possibile: parti da una visita Quando il muco nell'orecchio medio non se ne va, il drenaggio transtimpanico offre un sollievo rapido e duraturo. Il primo passo è una valutazione specialistica che misuri l'udito e individui la causa. Per parlare con lo specialista del Centro ORL Curatoli chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sul drenaggio transtimpanico ### Che cos'è il drenaggio transtimpanico? È una procedura minimamente invasiva che elimina il muco accumulato nell'orecchio medio. Prevede una piccola incisione del timpano (miringotomia), l'aspirazione del muco e il posizionamento di un tubicino di ventilazione che mantiene l'orecchio ventilato. ### Il drenaggio transtimpanico è doloroso? No. L'intervento si esegue in anestesia locale ed è indolore per tutta la durata. L'incisione sul timpano è piccolissima e l'approccio endoscopico rende la procedura rapida e ben tollerata, senza necessità di ricovero. ### A cosa serve il tubicino di ventilazione? Il tubicino, o valvolina, mantiene aperto il piccolo foro praticato sul timpano e permette all'orecchio medio di ventilarsi correttamente, evitando che il muco si accumuli di nuovo. Resta in sede per qualche mese, poi viene espulso spontaneamente o rimosso dallo specialista. ### Quando torna l'udito dopo l'intervento? Il miglioramento uditivo è in genere immediato: eliminando il muco che attutiva i suoni, il paziente recupera un udito più limpido già subito dopo la procedura. ### Quando è indicato il drenaggio per l'otite catarrale? È indicato quando l'otite catarrale o l'otite media effusiva persiste, causa un calo dell'udito e non si risolve con la terapia medica. La decisione spetta allo specialista dopo la visita e l'esame dell'udito. ### Il tubicino va tolto? Nella maggior parte dei casi il tubicino di ventilazione viene espulso da solo nel giro di alcuni mesi, man mano che il timpano guarisce. In alcuni casi è lo specialista a rimuoverlo durante un controllo. ### Quali sono le indicazioni per il drenaggio transtimpanico? Il drenaggio transtimpanico è indicato quando l'otite media con versamento (otite catarrale o sieromucosa) persiste per mesi nonostante le terapie mediche, oppure quando le otiti medie acute si ripetono con frequenza elevata. È indicato sia nei bambini sia negli adulti ogni volta che l'accumulo di liquido nell'orecchio medio causa una perdita uditiva rilevante o rallenta lo sviluppo del linguaggio nel bambino. ### Quanto tempo ci vuole per eliminare il catarro dall'orecchio dopo il drenaggio? Il miglioramento dell'udito è in genere immediato o nei giorni successivi all'intervento, perché il tubicino permette al liquido accumulato di defluire. La risoluzione completa dell'infiammazione della mucosa dell'orecchio medio richiede tempi più lunghi, variabili da persona a persona. ### Dopo quanto tempo si chiude il buco all'orecchio dopo la caduta del tubicino? Quando il tubicino viene espulso spontaneamente, la membrana timpanica si richiude di solito in pochi giorni o settimane. Si tratta di una guarigione spontanea nella grande maggioranza dei casi. L'otorinolaringoiatra eseguirà un controllo per verificare la corretta chiusura. ### È doloroso togliere i drenaggi transtimpanici? La rimozione del tubicino, quando necessaria, viene eseguita in ambulatorio in anestesia locale. La procedura è rapida e generalmente ben tollerata. Nella maggior parte dei casi, però, il tubicino cade da solo senza alcun intervento. - Nascondi foto: 1 --- # Reflusso laringo-faringeo (LPR): quando il reflusso colpisce gola e voce Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/reflusso-laringo-faringeo/ Il reflusso laringo-faringeo (LPR) è la risalita del contenuto acido dello stomaco fino alla gola e alla laringe. A differenza del classico reflusso gastroesofageo, spesso non dà bruciore di stomaco: i sintomi sono di gola e voce, e per questo viene chiamato anche reflusso silente. Si manifesta con raucedine, tosse secca, catarro, necessità di schiarirsi la voce e la sensazione di nodo in gola. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, lo riconosciamo con l'esame della laringe e impostiamo la cura giusta. ## Hai sempre la gola irritata e un nodo che non passa? Una visita con endoscopia chiarisce in pochi minuti da cosa dipendono i sintomi. Prenota la prima visita oppure chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## I sintomi del reflusso in gola I segni tipici sono raucedine al mattino, tosse secca e stizzosa persistente, sensazione di corpo estraneo o nodo in gola (globo faringeo), catarro retronasale, bisogno continuo di schiarirsi la voce e, a volte, bruciore o difficoltà a deglutire. Spesso manca il bruciore di stomaco, e questo ritarda la diagnosi. Molti pazienti notano i disturbi soprattutto al risveglio o dopo i pasti e li associano per errore a un raffreddore che non passa o a un'allergia. Quando tosse e raucedine durano settimane senza causa apparente, vale la pena pensare anche al reflusso. ## Perché il reflusso arriva fino alla laringe Il problema si verifica quando le barriere antireflusso, in particolare il cardias e lo sfintere esofageo superiore, non si chiudono bene. Piccole quantità di contenuto gastrico (acido ed enzimi come la pepsina) risalgono oltre l'esofago fino alla laringe, una mucosa molto più delicata di quella dello stomaco, che si infiamma anche con esposizioni minime. A differenza dell'esofago, gola e corde vocali non hanno difese contro l'acido: bastano pochi episodi, anche solo gassosi, per causare arrossamento e gonfiore. Ecco perché i sintomi sono di voce e gola più che di stomaco. ## Come si fa la diagnosi La diagnosi parte dalla [fibrolaringoscopia](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/endoscopia-vie-aeree/), che mostra i segni di irritazione nella parte posteriore della laringe e sulle corde vocali. In casi selezionati si aggiunge la pH-impedenzometria, che misura gli episodi di reflusso nell'arco delle 24 ore. È importante escludere altre cause di raucedine persistente, come i [noduli o i polipi delle corde vocali](https://centroorlcuratoli.it/patologia/noduli-polipi-corde-vocali/): per questo la valutazione otorinolaringoiatrica viene prima di attribuire tutto al reflusso. ## La cura del reflusso laringo-faringeo La cura combina modifiche dello stile di vita e dell'alimentazione (pasti più leggeri, non coricarsi nelle 2-3 ore dopo mangiato, ridurre alcol, caffè, cioccolato, menta, pomodoro, agrumi e fritti) e, quando serve, farmaci che riducono l'acidità (inibitori di pompa protonica) o alginati che formano una barriera contro la risalita. Dormire con la testata del letto leggermente sollevata aiuta nelle ore notturne. I tempi di miglioramento sono più lunghi del reflusso classico: servono costanza e controlli, perché la mucosa della laringe guarisce lentamente. ## Prenota una visita per il reflusso in gola Una visita con endoscopia chiarisce in pochi minuti da cosa dipendono i sintomi. Prenota la prima visita oppure chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sul reflusso laringo-faringeo ### Si può avere reflusso senza bruciore di stomaco? Sì. Il reflusso laringo-faringeo è spesso silente: i sintomi sono di gola e voce (raucedine, nodo, tosse) e il bruciore di stomaco può mancare del tutto. ### Quanto tempo serve per guarire dal reflusso in gola? I sintomi laringei migliorano più lentamente di quelli gastrici: spesso servono diverse settimane o alcuni mesi di terapia e modifiche dello stile di vita, con controlli periodici. ### Il nodo in gola dipende sempre dal reflusso? Non sempre. Il globo faringeo può avere varie cause; il reflusso è una delle più frequenti, ma va confermato con la visita e l'esame della laringe per escludere altre cause. ### Quali cibi peggiorano il reflusso laringo-faringeo? In genere alcol, caffè, cioccolato, fritti, cibi grassi, agrumi, pomodoro, menta e pasti abbondanti serali. Ridurli e non coricarsi subito dopo mangiato aiuta molto. ### Il reflusso può rovinare la voce? Sì. L'infiammazione cronica della laringe può alterare le corde vocali e causare raucedine persistente; trattare il reflusso protegge la voce. ### Come fa l'otorino a vedere il reflusso? Con la fibrolaringoscopia: una sonda flessibile e sottile, introdotta dal naso, permette di osservare laringe e corde vocali e di riconoscere i segni di irritazione tipici del reflusso, come arrossamento e gonfiore della parte posteriore della laringe. È un esame rapido e ambulatoriale. ### È pericoloso il reflusso laringo-faringeo? In sé non è grave, ma se trascurato a lungo l'infiammazione cronica può danneggiare le corde vocali, peggiorare la voce e mantenere tosse e fastidio in gola. Trattarlo e controllarlo nel tempo evita queste conseguenze. ### Come sfiammare la gola dal reflusso? Oltre alla terapia prescritta aiutano bere spesso a piccoli sorsi, evitare di schiarirsi forzatamente la voce, ridurre i cibi che scatenano il reflusso e non mangiare nelle ore prima di coricarsi. Gli alginati assunti dopo i pasti creano una barriera che protegge la gola. - Title link: Reflusso laringo-faringeo: sintomi e cura --- # Otorragia: sanguinamento dall'orecchio, cause e cosa fare Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/otorragia/ L'otorragia è la fuoriuscita di sangue dall'orecchio. Non è una malattia ma un sintomo, che può andare da un banale graffio del condotto fino a un'otite, una perforazione del timpano o un trauma. La quantità di sangue non sempre indica la gravità: anche piccole lesioni del condotto sanguinano molto. Capire la causa richiede un esame dell'orecchio con l'otoscopio. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, individuiamo da dove origina il sangue e cosa fare. ## Ti è uscito sangue dall'orecchio? Fallo valutare Una visita con endoscopia chiarisce in pochi minuti se l'ostruzione dipende dal setto, dai turbinati o da entrambi, e se serve davvero operare. Prenota la prima visita oppure chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Le cause più frequenti dell'otorragia Le più comuni sono il graffio del condotto (uso di cotton fioc o oggetti appuntiti), l'[otite esterna o media](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otiti/) con infiammazione e pus, la [perforazione del timpano](https://centroorlcuratoli.it/patologia/perforazione-del-timpano/) e i traumi (schiaffo sull'orecchio, sbalzi di pressione, corpi estranei). Più raramente dipende da polipi del condotto o altre lesioni. Va distinta dall'otorrea, cioè la fuoriuscita di altre secrezioni come siero o pus, non ematiche: il colore e l'aspetto di ciò che esce dall'orecchio aiutano lo specialista a capire l'origine del problema. ## Quando l'otorragia deve preoccupare Va valutata subito quando il sangue compare dopo un trauma cranico, è abbondante, è accompagnato da forte dolore, calo dell'udito, vertigini o febbre, oppure non si arresta. In questi casi serve un controllo specialistico o un accesso al pronto soccorso senza attendere. Dopo un colpo importante alla testa, il sangue dall'orecchio può essere spia di una frattura della base cranica: è la situazione in cui non va mai sottovalutato. ## Cosa fare e cosa non fare Non introdurre cotton fioc o oggetti nell'orecchio e non tappare il condotto: basta appoggiare una garza pulita all'esterno. Evita di lavare l'orecchio con acqua o di instillare gocce di tua iniziativa. Se il sanguinamento segue un trauma ed è importante, sdraiati sul fianco con l'orecchio interessato rivolto verso il basso, così il sangue defluisce, e contatta i soccorsi. Negli altri casi rivolgiti a un otorino per individuare la causa con l'otoscopia. ## Come si fa la diagnosi Lo specialista esamina il condotto e il timpano con l'otoscopio e, quando serve, con il microscopio o l'[endoscopia](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/endoscopia-vie-aeree/), per vedere da dove origina il sangue. Se si sospetta una perforazione o un calo d'udito, si completa con l'[esame audiometrico](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/). Individuata la causa, la cura è mirata: pulizia del condotto e terapia per l'otite, osservazione della perforazione (che spesso guarisce da sola) o approfondimenti in caso di trauma. È la causa, non la quantità di sangue, a guidare il trattamento. ## Prenota una visita per l'otorragia Una visita con endoscopia chiarisce in pochi minuti se l'ostruzione dipende dal setto, dai turbinati o da entrambi, e se serve davvero operare. Prenota la prima visita oppure chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sull'otorragia ### Il sangue dall'orecchio è sempre grave? No. Spesso dipende da un graffio del condotto o da un'otite e si risolve facilmente. Va però sempre valutato per escludere cause più serie, soprattutto dopo un trauma. ### Cosa fare se esce sangue dall'orecchio dopo un colpo alla testa? Rivolgersi subito a un medico: il sanguinamento dall'orecchio dopo un trauma cranico va sempre controllato con urgenza. ### L'otorragia indica un timpano perforato? Può indicarlo, ma non sempre. La perforazione del timpano è una delle cause; lo conferma l'esame dell'orecchio con l'otoscopio. ### Posso usare il cotton fioc se sanguina l'orecchio? No. I cotton fioc sono spesso la causa del sanguinamento e peggiorano la lesione. Va appoggiata solo una garza pulita all'esterno. ### Quanto è grave perdere molto sangue dall'orecchio? La quantità non riflette sempre la gravità: il condotto è molto vascolarizzato e anche un piccolo graffio sanguina parecchio. Conta la causa, che va individuata con la visita. ### Qual è la differenza tra otorragia e otorrea? L'otorragia è la fuoriuscita di sangue dall'orecchio; l'otorrea è la fuoriuscita di altre secrezioni, come siero o pus, tipica di alcune otiti. Colore e aspetto di ciò che esce aiutano lo specialista a distinguerle e a capire la causa. ### Quali sono le cause dell'otorragia spontanea? Quando il sangue compare senza un trauma evidente, le cause più frequenti sono un'otite in atto, una piccola lesione del condotto o una crosticina che si stacca. Più raramente polipi o altre lesioni. Una valutazione con l'otoscopio chiarisce l'origine. ### Il sangue dall'orecchio può uscire senza dolore? Sì. Alcune cause, come un piccolo graffio del condotto o il distacco di una crosta, sanguinano senza dolore. L'assenza di dolore non esclude la necessità di una visita, soprattutto se il sanguinamento si ripete. - Title link: Otorragia: cause e cosa fare - Escludi da Home: 1 --- # Epiglottite: cos'è, sintomi e perché è un'emergenza Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/epiglottite/ L'epiglottite è l'infiammazione acuta dell'epiglottide, la piccola valvola di cartilagine che chiude la laringe durante la deglutizione. Quando si gonfia rapidamente può ostruire le vie respiratorie, ed è per questo una condizione potenzialmente grave che richiede attenzione immediata. Colpisce bambini e adulti, spesso per infezione batterica. Questa pagina è informativa: in caso di sospetta epiglottite con difficoltà a respirare è necessario rivolgersi subito al pronto soccorso. ## Hai dubbi su un disturbo della gola? Prenota una visita Una visita con endoscopia chiarisce in pochi minuti se l'ostruzione dipende dal setto, dai turbinati o da entrambi, e se serve davvero operare. Prenota la prima visita oppure chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## I sintomi dell'epiglottite I segni d'allarme sono forte mal di gola a rapida insorgenza, dolore intenso a deglutire, salivazione per la difficoltà a inghiottire la saliva, voce ovattata (la cosiddetta voce a patata calda), febbre alta e, nei casi gravi, difficoltà a respirare con respiro rumoroso (stridore). La persona tende a stare seduta e piegata in avanti, con il collo esteso, per respirare meglio. L'esordio è tipicamente molto rapido, nell'arco di poche ore: è questa velocità a distinguere l'epiglottite da un comune mal di gola e a renderla pericolosa. ## Le cause La causa classica è un'infezione batterica, in particolare l'Haemophilus influenzae di tipo b (Hib), oggi più rara grazie al vaccino; possono essere coinvolti anche streptococchi e stafilococchi. Più raramente l'epiglottite deriva da cause non infettive: ustioni da liquidi o vapori bollenti, ingestione di sostanze caustiche o traumi diretti della gola. In tutti i casi il risultato è un gonfiore rapido dell'epiglottide. ## Perché è un'emergenza L'epiglottide infiammata può gonfiarsi fino a chiudere il passaggio dell'aria in poche ore. Per questo, davanti a un mal di gola intenso con difficoltà a respirare o a deglutire la saliva, non bisogna aspettare: serve una valutazione urgente in ospedale. Un accorgimento importante: non bisogna ispezionare la gola forzatamente con abbassalingua o altri oggetti, perché lo stimolo può scatenare uno spasmo e chiudere del tutto le vie aeree. Meglio tenere la persona seduta e calma e chiamare i soccorsi (112). ## Diagnosi e cura La diagnosi si fa osservando l'epiglottide in ambiente protetto, spesso con la [fibroscopia](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/endoscopia-vie-aeree/), e con esami di supporto in ospedale. La cura prevede antibiotici per via endovenosa, controllo delle vie aeree e, nei casi gravi, supporto respiratorio con intubazione; possono essere usati corticosteroidi per ridurre il gonfiore. La gestione della fase acuta è quindi ospedaliera e urgente. La prevenzione passa soprattutto dalla vaccinazione contro l'Hib, che ha ridotto drasticamente i casi pediatrici. ## Per i disturbi della gola, prenota una visita Una visita con endoscopia chiarisce in pochi minuti se l'ostruzione dipende dal setto, dai turbinati o da entrambi, e se serve davvero operare. Prenota la prima visita oppure chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sull'epiglottite ### L'epiglottite è pericolosa? Sì, può esserlo: l'infiammazione può ostruire le vie respiratorie. Va considerata un'emergenza quando compare difficoltà a respirare o a deglutire la saliva. ### Come si riconosce l'epiglottite? Da mal di gola intenso a rapida comparsa, dolore forte a deglutire, salivazione, voce ovattata e febbre alta. La difficoltà a respirare è un segnale d'allarme. ### L'epiglottite colpisce solo i bambini? No. Grazie al vaccino è diminuita nei bambini e oggi si osserva anche negli adulti. ### Cosa fare se si sospetta un'epiglottite? Rivolgersi subito al pronto soccorso, soprattutto se c'è difficoltà respiratoria. Non è una condizione da gestire a casa. ### Si previene l'epiglottite? La vaccinazione contro l'Haemophilus influenzae di tipo b (Hib) ha ridotto molto i casi, soprattutto nei bambini. ### Perché si infiamma l'epiglottide? Nella maggior parte dei casi per un'infezione batterica, soprattutto Haemophilus influenzae di tipo b. Più raramente per ustioni da liquidi bollenti o traumi della gola. L'infiammazione provoca un gonfiore rapido che può ostruire le vie aeree. ### Come si cura l'epiglottite? In ospedale, con antibiotici per via endovenosa e, se necessario, corticosteroidi per ridurre il gonfiore. La priorità è garantire la respirazione: nei casi gravi si ricorre all'intubazione. Non è una condizione da trattare a casa. ### L'epiglottite nell'adulto è diversa da quella del bambino? I meccanismi sono simili, ma nell'adulto l'esordio può essere un po' meno fulmineo e i primi sintomi (mal di gola intenso, difficoltà a deglutire) vengono talvolta sottovalutati. Resta comunque una emergenza: davanti a difficoltà respiratoria va trattata con urgenza. - Title link: Epiglottite: sintomi e quando è un'emergenza --- # Adenoidi ingrossate: sintomi, quando operare e adenoidectomia Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/adenoidi/ Le adenoidi sono un cuscinetto di tessuto linfatico in fondo al naso, dietro le fosse nasali. Quando si ingrossano o si infiammano (adenoidite) ostruiscono la respirazione nasale e la tuba di Eustachio, causando naso chiuso, russamento, otiti ricorrenti e voce nasale. Sono un problema tipico dei bambini, ma anche gli adulti possono averne. Quando i disturbi sono persistenti la soluzione è l'adenoidectomia, l'asportazione delle adenoidi, spesso associata alle tonsille. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, valutiamo se e quando l'intervento è davvero necessario. ## Tuo figlio respira con la bocca e russa? Parliamone Una visita con endoscopia chiarisce in pochi minuti se l'ostruzione dipende dalle adenoidi, qual è il grado di ostruzione che determinano e se serve davvero operare. Prenota la prima visita oppure chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## I sintomi delle adenoidi ingrossate I segni più comuni sono naso chiuso cronico, respirazione a bocca aperta giorno e notte, russamento e sonno agitato, voce nasale e otiti o cali d'udito ricorrenti dovuti al blocco della tuba di Eustachio. Nei bambini possono comparire anche apnee notturne, con risvegli frequenti e stanchezza al mattino. Quando l'ostruzione dura a lungo, la respirazione orale continua può influire sullo sviluppo del palato e della dentatura (la cosiddetta facies adenoidea) e sulla pronuncia di alcune consonanti. Per questo i sintomi persistenti non vanno sottovalutati e meritano una valutazione specialistica. ## Adenoidi e tonsille: perché vanno valutate insieme Adenoidi e [tonsille](https://centroorlcuratoli.it/patologia/tonsillite/) fanno parte dello stesso anello di tessuto linfatico che protegge le vie aeree, e spesso si ingrossano insieme. Per questo la valutazione le considera entrambe, e quando serve operare si esegue spesso un intervento combinato di adenotonsillectomia. Non sempre però vanno tolte tutte e due: a volte basta l'adenoidectomia, altre volte solo la tonsillectomia. La scelta dipende da quale tessuto provoca davvero l'ostruzione o le infezioni ricorrenti, e si definisce dopo la visita. ## Quando si opera: l'adenoidectomia, anche negli adulti L'adenoidectomia si valuta quando l'ostruzione è importante e persistente, con apnee notturne, otiti medie ripetute con versamento (che riducono l'udito) o sinusiti ricorrenti che non rispondono alle terapie. È un intervento rapido e mini-invasivo, in anestesia generale, con un recupero in genere di pochi giorni. Anche se è più frequente nei bambini, l'adenoidectomia negli adulti è possibile quando le adenoidi non sono regredite con la crescita e continuano a causare naso chiuso, otiti o sinusiti. Prima dell'intervento si tenta comunque la terapia medica, riservando la chirurgia ai casi che non migliorano. ## Come si fa la diagnosi La diagnosi si conferma con la [fibroscopia nasale](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/endoscopia-vie-aeree/), che misura quanto le adenoidi occupano lo spazio respiratorio, e con l'esame dell'orecchio per individuare eventuali otiti con versamento. Quando serve valutare l'udito si completa con l'[esame audiometrico e impedenzometrico](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/). Il primo livello di trattamento è quasi sempre medico: lavaggi nasali con soluzione fisiologica, spray cortisonici e, in caso di allergia, antistaminici. La visita definisce se questa terapia basta o se l'ostruzione giustifica l'intervento. ## Prenota una visita per le adenoidi Una visita con endoscopia chiarisce in pochi minuti se l'ostruzione dipende dal setto, dai turbinati o da entrambi, e se serve davvero operare. Prenota la prima visita oppure chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulle adenoidi ### A che età si tolgono le adenoidi? Non c'è un'età fissa: si interviene quando i disturbi (apnee, otiti ricorrenti, ostruzione marcata) lo richiedono, di solito in età pediatrica. La decisione si prende caso per caso dopo la visita. ### Si possono operare le adenoidi da adulti? Sì. L'adenoidectomia negli adulti si esegue quando le adenoidi non sono regredite e continuano a causare naso chiuso, otiti o sinusiti. È un intervento mini-invasivo come nel bambino. ### Le adenoidi ricrescono dopo l'intervento? No. L'asportazione completa sotto controllo endoscopico, da noi eseguita, evita il problema che era determinato da un'asportazione alla cieca, tecnica purtroppo non ancora del tutto abbandonata. ### Adenoidi e tonsille si tolgono sempre insieme? No. A volte si toglie solo l'una o l'altra; quando entrambe sono ingrossate e sintomatiche si esegue l'intervento combinato (adenotonsillectomia). Lo decide lo specialista dopo la visita. ### L'intervento alle adenoidi è doloroso? È un intervento rapido in anestesia generale, con un decorso in genere ben tollerato. Il fastidio post-operatorio è modesto e si recupera in pochi giorni. ### Cosa fare per sgonfiare le adenoidi senza operare? Il primo approccio è medico: lavaggi nasali con soluzione fisiologica, spray cortisonici per ridurre l'infiammazione e, se c'è una componente allergica, antistaminici. Aiutano anche evitare il fumo passivo e curare le allergie. Se i sintomi persistono nonostante la terapia, si valuta l'intervento. ### Cosa succede se non si curano le adenoidi ingrossate? Un'ostruzione prolungata può favorire otiti ricorrenti con calo dell'udito, apnee notturne, sinusiti e, nei bambini, alterazioni dello sviluppo del palato e della dentatura. Per questo i sintomi persistenti vanno valutati e non ignorati. ### A che età scompaiono le adenoidi? Le adenoidi tendono a ridursi spontaneamente con la crescita, in genere dopo i 7-8 anni, fino a regredire nell'adolescenza. In alcuni casi però restano ingrossate anche da adulti e continuano a dare disturbi. - Title link: Adenoidi ingrossate: sintomi e quando operare --- # Noduli, polipi ed edema di Reinke: le lesioni benigne delle corde vocali Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/noduli-polipi-corde-vocali/ I noduli, i polipi e l'edema di Reinke sono le lesioni benigne delle corde vocali più frequenti: piccole formazioni o rigonfiamenti che alterano la vibrazione delle corde e cambiano la voce. Non sono tumori, ma sono la causa più comune di voce roca, abbassata o che si affatica facilmente (disfonia). Compaiono soprattutto in chi usa molto la voce, come insegnanti, cantanti e operatori di call center, o in chi fuma. Il sintomo che le accomuna è una voce che cambia e non torna come prima: un segnale che merita una visita otorinolaringoiatrica con esame della laringe. ## Vuoi capire perché la tua voce è cambiata? Una visita con endoscopia chiarisce in pochi minuti qual è la causa del cambiamento della voce. Prenota la prima visita oppure chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Noduli alle corde vocali I noduli alle corde vocali sono ispessimenti simmetrici che si formano sul bordo delle due corde, di solito per un sovraccarico vocale ripetuto: sono i tipici calli della voce di chi parla o canta troppo e male. Provocano voce roca e affaticabile e, nelle fasi iniziali, rispondono spesso bene alla logopedia senza bisogno di intervento. ## Polipi delle corde vocali Il polipo delle corde vocali è una formazione singola, più voluminosa del nodulo, spesso conseguenza di un singolo sforzo vocale intenso (un urlo, un colpo di tosse violento) o del fumo. A volte viene cercato come polipo alla gola. Dà voce roca persistente e, quando è strutturato, richiede in genere la rimozione microchirurgica. ## Edema di Reinke L'edema di Reinke è un rigonfiamento diffuso di entrambe le corde vocali per accumulo di liquido nello strato superficiale (spazio di Reinke), fortemente legato al fumo di sigaretta e all'uso intenso della voce. Tipicamente abbassa il tono della voce, che diventa profonda e roca, soprattutto nelle donne. La cura passa dalla sospensione del fumo e, nei casi marcati, dalla microchirurgia laringea. ## I sintomi: quando la voce cambia Il sintomo principale è la disfonia: voce roca, velata, abbassata o che si stanca dopo poco. Possono comparire la sensazione di corpo estraneo in gola, la necessità di schiarirsi spesso la voce e cali di volume. Una raucedine che dura più di due o tre settimane va sempre fatta valutare, per escludere cause più serie. ## Come si fa la diagnosi La diagnosi si fa osservando direttamente le corde vocali con la [fibrolaringoscopia](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/endoscopia-vie-aeree/), un esame rapido e ambulatoriale. Quando serve studiare la vibrazione delle corde si ricorre alla laringostroboscopia, che mostra in dettaglio noduli, polipi ed edema e guida la scelta della cura. Tra le cause da escludere quando la raucedine persiste c'è anche il [reflusso laringo-faringeo](https://centroorlcuratoli.it/patologia/reflusso-laringo-faringeo/), che irrita cronicamente la laringe. ## La cura: dalla logopedia alla microchirurgia La cura dipende dal tipo di lesione. La logopedia e la correzione delle abitudini vocali, insieme allo stop al fumo, sono spesso il primo passo e bastano per molti noduli. Quando la lesione è strutturata, come nei polipi o nell'edema di Reinke marcato, si ricorre alla microchirurgia laringea, un intervento mini-invasivo che rimuove la lesione preservando la voce. ## Hai la voce roca da settimane? Parliamone Una visita con endoscopia chiarisce in pochi minuti se l'ostruzione dipende dal setto, dai turbinati o da entrambi, e se serve davvero operare. Prenota la prima visita oppure chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti su noduli, polipi ed edema di Reinke ### Noduli, polipi ed edema di Reinke: come si distinguono? I noduli sono ispessimenti simmetrici da sforzo vocale ripetuto; il polipo è una formazione singola più voluminosa; l'edema di Reinke è un rigonfiamento diffuso di entrambe le corde legato al fumo. Li distingue lo specialista con l'esame della laringe. ### I noduli alle corde vocali si curano senza operare? Spesso sì. Nelle fasi iniziali i noduli rispondono bene alla logopedia e alla correzione dell'uso della voce, senza bisogno di intervento. La chirurgia si valuta solo se la lesione persiste o è strutturata. ### Quando una voce roca deve preoccupare? Quando la raucedine dura più di due o tre settimane senza migliorare, va sempre fatta valutare con un esame della laringe, soprattutto in chi fuma, per escludere cause più serie. ### L'edema di Reinke è legato al fumo? Sì, il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio, insieme all'uso intenso della voce. Smettere di fumare è parte essenziale della cura. ### L'intervento alle corde vocali fa perdere la voce? No. La microchirurgia laringea rimuove la lesione preservando la struttura delle corde. Dopo l'intervento serve un periodo di riposo vocale e, spesso, qualche seduta di logopedia per recuperare al meglio. - Title link: Noduli, polipi ed edema di Reinke: cause e cura --- # Tonsillite: cause, sintomi e quando operare le tonsille Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/tonsillite/ La tonsillite è l'infiammazione delle tonsille palatine, i due ammassi di tessuto linfatico ai lati della gola. Si manifesta con mal di gola, dolore a deglutire, tonsille gonfie e arrossate, spesso con placche biancastre e febbre. Nella maggior parte dei casi è di origine virale e guarisce da sola in pochi giorni; quando è batterica, di solito da streptococco, richiede l'antibiotico prescritto dal medico. Il problema diventa di competenza dello specialista quando le tonsilliti tornano di continuo o quando le tonsille ingrossate ostruiscono il respiro: in questi casi si valuta la tonsillectomia. Al Centro ORL Curatoli, vicino Bari, valutiamo le tonsilliti ricorrenti e, se serve, le trattiamo chirurgicamente. ## Perché le tonsille si infiammano: cause virali e batteriche La tonsillite è quasi sempre infettiva. Nella maggior parte dei casi la causa è virale (gli stessi virus del raffreddore e dell'influenza, più raramente il virus della mononucleosi): queste forme tendono a risolversi spontaneamente in pochi giorni. Quando invece la causa è batterica, il responsabile più frequente è lo streptococco beta-emolitico di gruppo A, che richiede una terapia antibiotica mirata. Distinguere le due forme è importante, perché cambia completamente la cura: per questo, nei casi dubbi, lo specialista può eseguire un tampone faringeo. ## I sintomi della tonsillite da riconoscere Mal di gola intenso e dolore a deglutire (odinofagia) Tonsille gonfie e arrossate spesso con placche o puntini bianchi Febbre e brividi a volte con mal di testa e stanchezza diffusa Linfonodi del collo ingrossati e dolenti Alitosi e voce ovattata talvolta il dolore si irradia alle orecchie Difficoltà ad aprire la bocca e a deglutire la saliva, nei casi più intensi ## Tonsilliti a ripetizione? Non rassegnarti agli antibiotici ogni inverno Cicli di antibiotici uno dopo l'altro, stagione dopo stagione, non sono una soluzione: quando la tonsillite ritorna di continuo o resta cronica, la strada giusta è una valutazione specialistica che stabilisca se le tonsille stanno ancora facendo più danni che bene. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, valutiamo la frequenza degli episodi e lo stato delle tonsille per indicarti il percorso corretto. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Tonsillite acuta, cronica o ricorrente: che differenza c'è La tonsillite acuta è il singolo episodio, in genere breve e autolimitante. Si parla invece di tonsillite ricorrente quando gli episodi si ripetono più volte nell'arco dell'anno, e di tonsillite cronica quando l'infiammazione delle tonsille resta persistente, con fastidio continuo, alitosi e talvolta piccoli accumuli duri nelle cripte tonsillari (i tonsilloliti, o calcoli delle tonsille). Sono proprio le forme ripetute e croniche, insieme all'ipertrofia tonsillare che ostacola la respirazione, a richiedere una valutazione specialistica. ## Cosa fare e come si cura la tonsillite La cura dipende dalla causa. Nelle forme virali il trattamento è di supporto: riposo, idratazione, alimentazione con cibi morbidi e tiepidi, e farmaci sintomatici per dolore e febbre; l'infezione si risolve in genere entro circa una settimana. Nelle forme batteriche da streptococco serve invece l'antibiotico, che va sempre prescritto dal medico e assunto per l'intero ciclo, anche se i sintomi migliorano prima. Trattare correttamente la forma streptococcica è importante anche per prevenire complicanze come l'ascesso peritonsillare. Se il mal di gola è molto forte, peggiora rapidamente o rende difficile respirare o deglutire la saliva, è bene rivolgersi subito a un medico. ## Quando si operano le tonsille: la tonsillectomia La tonsillectomia, cioè la rimozione chirurgica delle tonsille, non è la prima risposta a un mal di gola, ma diventa l'opzione da valutare in casi precisi: tonsilliti ricorrenti e documentate che si ripetono molte volte l'anno, tonsillite cronica che non risponde alle terapie, ascessi peritonsillari ripetuti e, soprattutto, ipertrofia tonsillare che ostruisce le vie respiratorie. Quest'ultimo punto è importante e spesso sottovalutato: tonsille molto grandi possono ostacolare il respiro durante il sonno, causando russamento e apnee notturne, un problema particolarmente frequente nei bambini. In questi casi la rimozione delle tonsille libera le vie aeree. Se vuoi approfondire questo aspetto, vedi anche la pagina su [apnee notturne e russamento](https://centroorlcuratoli.it/apnee-notturne-russamento/). Nei bambini l'intervento sulle tonsille si associa spesso all'asportazione delle [adenoidi](https://centroorlcuratoli.it/patologia/adenoidi/) (adenotonsillectomia), quando anch'esse sono ingrossate e ostruiscono la respirazione. Perché rivolgersi al Centro ORL Curatoli per la tonsillite Per un singolo episodio di tonsillite bastano il medico di base e, se serve, l'antibiotico. Quando però gli episodi si ripetono o le tonsille ingrossate disturbano respiro e sonno, serve l'otorinolaringoiatra: è lo specialista che valuta se e quando intervenire. Al Centro ORL Curatoli la [visita otorinolaringoiatrica](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/visita-otorino/) permette di esaminare le tonsille, ascoltare la storia clinica del paziente e impostare il percorso; la tonsillectomia e i controlli successivi sono seguiti dalla stessa equipe. Per una fonte autorevole puoi consultare la scheda sulle [infezioni della gola sul Manuale MSD](https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-orecchie-naso-e-gola/patologie-della-bocca-e-della-gola/infezioni-della-gola). ## Fai valutare le tue tonsille al Centro ORL Curatoli Se le tonsilliti ti accompagnano da troppe stagioni, o se tu o tuo figlio russate con tonsille evidentemente ingrossate, una visita otorinolaringoiatrica chiarisce la situazione e indica se basta gestire gli episodi o se conviene valutare la tonsillectomia. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande Frequenti sulla Tonsillite ### Come si capisce se si ha la tonsillite? I segnali tipici sono mal di gola intenso, dolore a deglutire, tonsille gonfie e arrossate, spesso con placche o puntini bianchi, febbre e linfonodi del collo ingrossati. La conferma arriva dall'esame della gola da parte del medico; per capire se l'infezione è batterica da streptococco, e quindi se serve l'antibiotico, si può eseguire un tampone faringeo. ### Quanti giorni dura la tonsillite? La tonsillite virale, la più comune, si risolve di solito in circa una settimana, spesso entro 4-7 giorni. La forma batterica da streptococco, trattata con l'antibiotico, tende a migliorare entro pochi giorni dall'inizio della terapia. Se il mal di gola dura oltre una settimana, peggiora o si ripresenta di frequente, è bene farsi valutare dallo specialista. ### La tonsillite è contagiosa? Sì, quando è di origine infettiva. I virus e i batteri che la causano si trasmettono attraverso le goccioline di saliva, con i colpi di tosse, gli starnuti e il contatto ravvicinato. Per questo, nei primi giorni di malattia, è utile lavarsi spesso le mani ed evitare di condividere bicchieri e posate. La tonsillite cronica non infettiva, invece, non è contagiosa. ### La tonsillite è pericolosa? Nella grande maggioranza dei casi no: si risolve senza conseguenze. Le complicanze sono rare e riguardano soprattutto le forme batteriche da streptococco non trattate, come l'ascesso peritonsillare o, più raramente, problemi a cuore e reni. Va invece valutata con attenzione l'ipertrofia tonsillare che ostacola il respiro nel sonno, perché incide sulla qualità del riposo, soprattutto nei bambini. ### Qual è il miglior antibiotico per la tonsillite? Non esiste un antibiotico valido per tutti, e soprattutto l'antibiotico serve solo nelle tonsilliti batteriche, non in quelle virali, che sono la maggioranza. La scelta del farmaco e della durata spetta sempre al medico, in base al tipo di infezione e alla storia clinica della persona: assumere antibiotici di propria iniziativa è inutile contro i virus e favorisce l'antibiotico-resistenza. La cosa giusta è farsi visitare ed, eventualmente, eseguire un tampone. ### Quando bisogna operare le tonsille? La tonsillectomia si valuta quando le tonsilliti sono ricorrenti e documentate, si ripetono molte volte l'anno e incidono sulla vita quotidiana, oppure nelle forme croniche che non rispondono alle terapie, negli ascessi ripetuti e quando le tonsille ingrossate ostruiscono il respiro causando russamento e apnee notturne. La decisione si prende sempre dopo una valutazione specialistica del singolo caso. ### Come si guarisce la tonsillite? La guarigione dipende dalla causa: nelle forme virali è sufficiente il riposo, una buona idratazione e farmaci da banco per abbassare la febbre e calmare il dolore. Nelle forme batteriche il medico prescrive un ciclo di antibiotici che va completato per intero, anche se i sintomi migliorano prima, per evitare recidive. In entrambi i casi è utile consumare cibi morbidi e fare gargarismi con acqua tiepida e sale. ### Come sfiammare subito le tonsille? Per ridurre rapidamente il gonfiore e il dolore si può ricorrere a spray o collutori antinfiammatori locali, a gargarismi con acqua tiepida e sale e a farmaci da banco come ibuprofene o paracetamolo. È importante bere molto, evitare cibi duri o piccanti e riposare la voce. Questi rimedi alleviano i sintomi ma non sostituiscono la valutazione medica, soprattutto se compare febbre alta o le tonsille presentano placche. ### Quando bisogna togliere le tonsille? Le tonsille si tolgono (tonsillectomia) quando le tonsilliti sono molto frequenti e ricorrenti, in genere più volte l'anno per più anni, oppure quando causano complicanze come ascessi ripetuti, difficoltà a respirare o a deglutire, o apnee notturne nei bambini. La decisione si prende dopo una valutazione specialistica che pesa benefici e rischi caso per caso. - Title link: Tonsillite: cause, sintomi e quando operare --- # Vertigine parossistica da otoliti (VPPB): la causa più comune di vertigine Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/vertigine-parossistica-otoliti/ La vertigine parossistica da otoliti, nota anche come vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB), è la causa più frequente di vertigine. Si verifica quando piccoli cristalli di carbonato di calcio, gli otoliti, si staccano dalla loro sede e finiscono nei canali semicircolari dell'orecchio interno, gli organi che misurano i movimenti della testa. A ogni cambio di posizione, come girarsi nel letto o alzare lo sguardo, questi cristalli muovono il liquido nel posto sbagliato e scatenano una vertigine intensa ma brevissima, che dura pochi secondi. È un disturbo benigno e, soprattutto, risolvibile: nella grande maggioranza dei casi guarisce con semplici manovre liberatorie eseguite dallo specialista, spesso in una sola seduta. ## Cosa sono gli otoliti e perché provocano vertigine Dentro l'orecchio interno ci sono minuscoli cristalli, gli otoliti, che normalmente stanno incollati a una membrana e aiutano a percepire la gravità e i movimenti lineari. Con un trauma, l'età, o spesso senza un motivo evidente, alcuni di questi cristalli si staccano e migrano nei canali semicircolari, dove non dovrebbero esserci. Da lì, ogni volta che si muove la testa, gli otoliti spostano il liquido e inviano al cervello un falso segnale di rotazione: ecco la vertigine. Il dettaglio che la rende riconoscibile è il legame con la posizione. La crisi non arriva a caso, ma quando si assume un certo movimento: ci si gira nel letto, ci si sdraia, si alza la testa per prendere qualcosa in alto. Pochi secondi di rotazione violenta, poi tutto passa, fino al movimento successivo. ## I sintomi della vertigine parossistica posizionale Chi soffre di VPPB descrive episodi molto tipici: Vertigine rotatoria breve Dura in genere meno di un minuto, spesso solo pochi secondi. Scatenata dalla posizione Compare girandosi nel letto, sdraiandosi, guardando in alto o piegandosi in avanti. Nausea Un senso di malessere che può restare per qualche minuto dopo la crisi. Nessun calo dell'udito L'udito non è coinvolto e non ci sono acufeni, e questo aiuta a distinguerla da altre vertigini. Tra un episodio e l'altro, se si sta fermi, di solito non si sente nulla. È proprio questa intermittenza legata al movimento la firma della vertigine da otoliti. ## Ti gira la testa ogni volta che ti giri nel letto? Se la vertigine arriva solo cambiando posizione e dura pochi secondi, c'è una buona probabilità che sia una vertigine da otoliti, e che si possa risolvere in seduta. Allo studio confermiamo la diagnosi con il test di posizione ed eseguiamo subito la manovra liberatoria. Per fissare una valutazione chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) o prenota online. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Vertigine da otoliti: quanto dura e come evolve La singola crisi è brevissima, questione di secondi. Il disturbo nel suo insieme, se non trattato, può durare giorni o settimane, con episodi che si ripetono a ogni movimento scatenante. In una parte dei casi si risolve da solo, perché i cristalli si riassorbono o tornano in sede, ma può richiedere settimane e nel frattempo limita molto la vita quotidiana. La buona notizia è che con le manovre giuste si risolve quasi sempre molto più in fretta. ## Come si diagnostica la vertigine parossistica da otoliti La diagnosi è quasi sempre clinica e non richiede macchinari complessi. Lo specialista fa assumere al paziente posizioni precise, come nel test di Dix-Hallpike, per riprodurre in modo controllato la vertigine e osservare il caratteristico movimento involontario degli occhi (nistagmo). Da come e quando compare quel movimento si capisce quale canale dell'orecchio interno contiene gli otoliti spostati, informazione fondamentale per scegliere la manovra corretta. È un'indagine semplice ma che richiede esperienza per essere interpretata bene. Informazioni di salute affidabili sono consultabili anche sul portale [ISSalute dell'Istituto Superiore di Sanità](https://www.issalute.it/). ## La cura della VPPB: manovre liberatorie e manovra di Epley Il trattamento d'elezione non sono i farmaci, ma le manovre liberatorie. Sono sequenze di movimenti della testa e del corpo, guidate dallo specialista, che riportano gli otoliti fuori dal canale semicircolare e di nuovo dove non danno fastidio. La più conosciuta è la manovra di Epley; ne esistono altre, scelte in base al canale coinvolto. Nella maggior parte dei casi bastano una o due sedute per risolvere il problema. I farmaci contro la vertigine hanno un ruolo limitato: possono dare sollievo nelle prime ore se la nausea è forte, ma non curano la causa e, se usati a lungo, rallentano il recupero. Per questo l'approccio corretto è la manovra, non la pastiglia. Dopo il trattamento lo specialista dà indicazioni su come comportarsi nelle ore successive per consolidare il risultato. ## Vertigine da otoliti o un'altra forma di vertigine? Capire di che vertigine si tratta cambia tutto, perché la cura è completamente diversa. Se gli episodi durano ore e c'è calo dell'udito, il quadro fa pensare a una [labirintite](https://centroorlcuratoli.it/patologia/labirintite/) o, se tornano a ondate con acufeni e orecchio pieno, alla [malattia di Ménière](https://centroorlcuratoli.it/patologia/malattia-di-meniere/). La vertigine da otoliti, al contrario, dura secondi e dipende dalla posizione. Per orientarti tra le diverse cause puoi partire dalla pagina sulle [vertigini e i disturbi dell'equilibrio](https://centroorlcuratoli.it/vertigini/). ## Risolvi la vertigine alla radice, senza trascinarla per settimane Aspettare che passi da sola significa spesso settimane di crisi a ogni movimento, con il rischio di cadute. La manovra liberatoria eseguita da mani esperte risolve il problema alla radice, di solito in poche sedute. Al Centro ORL Curatoli diagnostichiamo ed eseguiamo le manovre nella stessa visita. Per prenotare chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulla vertigine da otoliti ### La vertigine da otoliti è pericolosa? No, è un disturbo benigno: gli otoliti spostati non danneggiano l'orecchio né il cervello. Il rischio reale è indiretto, legato alle cadute durante le crisi improvvise, soprattutto negli anziani. Per questo conviene trattarla presto, anche se in sé non è grave. ### Quanto dura una crisi di vertigine da otoliti? La singola crisi dura pochi secondi, raramente più di un minuto, e si scatena cambiando posizione. Il disturbo nel suo insieme, se non trattato, può durare giorni o settimane, con episodi ripetuti. Con le manovre liberatorie di solito si risolve molto in fretta. ### Le manovre liberatorie fanno male? No, non sono dolorose. Durante la manovra può comparire per qualche secondo la vertigine, perché si muovono gli otoliti, ma è una sensazione passeggera. La procedura è rapida e ben tollerata, e nella maggior parte dei casi porta sollievo già dopo la prima o la seconda seduta. ### La vertigine da otoliti può tornare? Sì, in una parte dei casi può ripresentarsi a distanza di tempo, perché altri cristalli possono spostarsi di nuovo. Non significa che la manovra non abbia funzionato: se ricapita, basta ripetere la manovra liberatoria per risolvere il nuovo episodio. ### Quanto costa una visita per la vertigine da otoliti? La visita per vertigini con gli esami e l'eventuale manovra liberatoria ha un costo di 180 euro. Comprende il test di posizione per la diagnosi e, quando indicata, la manovra eseguita nella stessa seduta. Non serve l'impegnativa del medico per prenotare. ### Perché viene la vertigine parossistica da otoliti? Gli otoliti sono piccoli cristalli di carbonato di calcio normalmente presenti in una parte specifica dell'orecchio interno. Per diverse ragioni - invecchiamento, traumi alla testa, prolungata immobilità a letto o infezioni pregresse - questi cristalli possono staccarsi e migrare all'interno di uno dei canali semicircolari. Quando si muove la testa, gli otoliti spostati inviano al cervello segnali errati sull'equilibrio, generando la vertigine rotatoria caratteristica. ### Come si cura la vertigine parossistica posizionale? La vertigine da otoliti non si cura con i farmaci, che possono al massimo attenuare la nausea nella fase acuta. Il trattamento di elezione sono le manovre liberatorie, eseguite dall'otorinolaringoiatra: sequenze specifiche di movimenti della testa che riportano gli otoliti nella loro sede naturale. La più nota è la manovra di Epley, efficace nella maggior parte dei casi già alla prima o seconda seduta. È importante non improvvisare in autonomia senza una diagnosi precisa dello specialista. ### Chi cura la vertigine parossistica posizionale? Lo specialista di riferimento è l'otorinolaringoiatra con competenza in vestibologia. È il medico che esegue le manovre diagnostiche (come la manovra di Dix-Hallpike) per identificare quale canale semicircolare è coinvolto e quale manovra liberatoria applicare. In alcuni contesti anche il fisiatra o il fisioterapista vestibolare possono eseguire le manovre, ma sempre dopo una diagnosi specialistica precisa. - Title link: Vertigine parossistica da otoliti (VPPB): diagnosi e cura --- # Labirintite: quando l'orecchio interno ti fa girare la testa Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/labirintite/ La labirintite è un'infiammazione del labirinto, la parte dell'orecchio interno che governa equilibrio e udito. Provoca vertigini intense e improvvise, spesso con nausea, vomito, instabilità e a volte calo dell'udito o ronzii. Nella maggior parte dei casi è di origine virale e si risolve da sola nel giro di alcuni giorni o settimane, con un recupero graduale. La cura nei primi giorni serve a controllare vertigine e nausea; poi il cervello impara a compensare, un processo che la riabilitazione vestibolare aiuta ad accelerare. Le vertigini molto forti o accompagnate da sintomi neurologici vanno sempre valutate da un medico. ## Cos'è la labirintite e perché provoca vertigini Dentro l'orecchio interno c'è il labirinto: un sistema di canali pieni di liquido che invia al cervello le informazioni su dove si trova la testa nello spazio. Quando questa struttura si infiamma, i segnali che partono dalle due orecchie non sono più uguali. Il cervello riceve dati contrastanti e li interpreta come un movimento che non esiste: è la vertigine, quella sensazione che la stanza ruoti anche se si sta fermi. Spesso la labirintite arriva dopo un raffreddore, un'influenza o un'infezione delle vie respiratorie. Il più delle volte la causa è virale; più raramente è batterica, di solito come complicanza di un'otite. Proprio perché coinvolge anche la parte uditiva del labirinto, alla vertigine possono aggiungersi un calo dell'udito e dei ronzii nell'orecchio interessato. ## I sintomi della labirintite: come si riconosce Il sintomo dominante è una vertigine rotatoria intensa, che spesso esordisce di colpo. Si accompagna a: Nausea e vomito talvolta importanti, dovuti al disorientamento del sistema dell'equilibrio. Instabilità nel camminare, con tendenza a sbandare verso un lato. Movimenti involontari degli occhi (nistagmo), che il medico ricerca durante la visita. Calo dell'udito e acufeni nell'orecchio colpito: è questo dettaglio che distingue la labirintite da altri disturbi simili. A differenza della vertigine da otoliti, che dura pochi secondi e si scatena con i movimenti della testa, la vertigine della labirintite è continua e può durare ore o giorni, peggiorando con ogni movimento. ## Una crisi di vertigini ti ha bloccato? Falla valutare Una vertigine improvvisa e violenta, soprattutto la prima volta, va sempre inquadrata: serve a confermare che si tratta di labirintite e a escludere altre cause. In studio esaminiamo i movimenti degli occhi (nistagmo), equilibrio, udito e impostiamo subito la terapia per controllare vertigine e nausea. Per una valutazione rapida chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) o prenota online. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Labirintite: quanto dura e come evolve La fase acuta, quella delle vertigini più violente, dura in genere da poche ore a due o tre giorni. Poi i sintomi si attenuano in modo progressivo. L'instabilità residua e la sensazione di "testa leggera" possono accompagnare il paziente per alcune settimane, mentre il cervello si riadatta. Nella maggior parte dei casi il recupero è completo entro qualche settimana. Se i disturbi dell'equilibrio persistono a lungo, una valutazione specialistica aiuta a capire perché la compensazione non si sta completando. ## Come si diagnostica la labirintite La diagnosi è soprattutto clinica. Lo specialista raccoglie la storia (un'infezione recente, l'esordio improvviso), osserva il nistagmo e valuta l'equilibrio con manovre specifiche. Un esame audiometrico verifica se l'udito è coinvolto, dato che aiuta a distinguere la labirintite vera e propria dalla neurite vestibolare, dove l'udito resta normale. In alcuni casi servono esami dell'apparato vestibolare e, se il quadro non è tipico, accertamenti per escludere cause centrali. Le informazioni generali sulle infezioni virali sono disponibili anche sul portale [ISSalute dell'Istituto Superiore di Sanità](https://www.issalute.it/). ## La cura della labirintite: cosa fare davvero Nei primi giorni l'obiettivo è spegnere i sintomi più invalidanti. Si usano farmaci che riducono la vertigine e la nausea, da assumere solo per il tempo necessario: usarli troppo a lungo rallenta il recupero, perché il cervello ha bisogno di "sentire" lo squilibrio per imparare a correggerlo. Quando si sospetta una componente infiammatoria importante lo specialista può aggiungere il cortisone; gli antibiotici servono solo nelle forme batteriche. La parte più importante arriva dopo la fase acuta: muoversi, non restare a letto al buio più del necessario, e seguire esercizi di riabilitazione vestibolare. Sono movimenti mirati che accelerano la compensazione e riducono il rischio di un'instabilità che si trascina. La maggior parte delle persone torna alla normalità con questo percorso. ## Labirintite o un'altra causa di vertigine? Non tutte le vertigini sono una labirintite, ed è un errore comune chiamare così qualsiasi capogiro. Se gli episodi durano pochi secondi e si scatenano girandosi nel letto, è più probabile una [vertigine parossistica da otoliti](https://centroorlcuratoli.it/patologia/vertigine-parossistica-otoliti/). Se invece tornano a ondate con calo dell'udito e orecchio pieno, va considerata la [malattia di Ménière](https://centroorlcuratoli.it/patologia/malattia-di-meniere/). Un quadro completo dei disturbi dell'equilibrio e del percorso di diagnosi è nella pagina sulle [vertigini](https://centroorlcuratoli.it/vertigini/). ## Recupera l'equilibrio con un percorso seguito passo dopo passo Dopo una labirintite molti restano con la sensazione di non essere "tornati come prima". Non è qualcosa da accettare: con la riabilitazione vestibolare giusta il recupero si completa nella grande maggioranza dei casi. Al Centro ORL Curatoli valutiamo equilibrio e udito e ti accompagniamo fino al pieno ritorno alla normalità. Per fissare un controllo chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulla labirintite ### Quanto dura una labirintite? La fase acuta con le vertigini più forti dura da poche ore a due o tre giorni. L'instabilità residua può durare alcune settimane, mentre il cervello si riadatta. Nella maggior parte dei casi il recupero è completo entro qualche settimana, più in fretta se si fa riabilitazione vestibolare. ### La labirintite è contagiosa? La labirintite in sé non si trasmette da persona a persona. Può però seguire un'infezione virale, come un raffreddore o un'influenza, che invece è contagiosa. Quindi non è la labirintite contagiosa, ma il virus che a volte la precede. ### Posso guidare o lavorare con la labirintite? Durante la fase acuta no: la vertigine e l'instabilità rendono pericoloso guidare e difficile lavorare. Conviene riposare i primi giorni e riprendere gradualmente le attività man mano che l'equilibrio migliora, secondo le indicazioni dello specialista. ### Come distinguo la labirintite dalla cervicale? La labirintite dà vertigini rotatorie vere, spesso con nausea, nistagmo e a volte calo dell'udito. I disturbi cervicali danno più un senso di testa pesante e sbandamento, senza la sensazione netta che la stanza ruoti e senza coinvolgere l'udito. La visita serve proprio a distinguere i due quadri. ### Quanto costa una visita per le vertigini da labirintite? La visita per vertigini con gli esami e l'eventuale riabilitazione ha un costo di 180 euro. Comprende la valutazione dell'equilibrio e dell'udito necessaria a inquadrare il disturbo. Non serve l'impegnativa del medico per prenotare. ### Come capire se si ha la labirintite? La labirintite si manifesta con vertigini rotatorie intense, spesso improvvise, accompagnate da nausea, vomito e difficoltà a mantenere l'equilibrio. Frequente anche la sensazione di orecchio ovattato, un calo temporaneo dell'udito o la comparsa di acufeni (fischi, ronzii). Se questi sintomi compaiono insieme e in modo acuto, è opportuno consultare un otorinolaringoiatra per escludere altre cause e avviare il trattamento adatto. ### Cosa può scatenare la labirintite? La causa più comune è un'infezione virale, spesso conseguenza di influenza, raffreddore o altre malattie delle vie respiratorie. Più raramente la labirintite è di origine batterica, in genere complicanza di un'otite media. Tra i fattori predisponenti figurano anche lo stress, un sistema immunitario indebolito e, in alcuni casi, traumi all'orecchio. ### Cosa fare per far passare la labirintite? Nella fase acuta è importante riposare, evitare movimenti bruschi della testa e mantenersi idratati. Il medico può prescrivere farmaci per ridurre nausea e vertigini e, se l'origine è batterica, una terapia antibiotica. È fondamentale non affidarsi all'automedicazione: solo lo specialista può stabilire se la forma è virale o batterica e scegliere il trattamento più appropriato. ### La labirintite guarisce da sola? La forma virale, che è la più comune, tende a risolversi spontaneamente nel giro di alcune settimane, anche se la sensazione di instabilità può persistere più a lungo. La forma batterica richiede invece terapia antibiotica e, nei casi gravi, valutazione ospedaliera. In ogni caso una visita dall'otorino è consigliata per evitare che sintomi residui si cronicizzino e per escludere diagnosi alternative. - Title link: Labirintite: sintomi e trattamento --- # Malattia di Ménière: vertigini, acufeni e calo dell'udito Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/malattia-di-meniere/ La malattia di Ménière è un disturbo cronico dell'orecchio interno causato da un accumulo eccessivo di liquido (endolinfa) nel labirinto. Si manifesta con crisi ricorrenti che combinano quattro elementi tipici: vertigini intense che durano da venti minuti a diverse ore, un calo dell'udito fluttuante, acufeni (ronzii o fischi) e una sensazione di orecchio pieno. Tra una crisi e l'altra i sintomi possono attenuarsi del tutto. Non esiste oggi una cura che la elimini in modo definitivo, ma con dieta, farmaci e, nei casi più resistenti, trattamenti mirati si riesce nella maggior parte dei casi a ridurre frequenza e intensità delle crisi e a proteggere l'udito. ## Cos'è la malattia di Ménière e cosa succede nell'orecchio Nell'orecchio interno c'è un liquido, l'endolinfa, che bagna le strutture dell'equilibrio e dell'udito. Nella malattia di Ménière questo liquido si accumula in eccesso e aumenta la pressione interna: è l'idrope endolinfatico. Quando la pressione supera una certa soglia, i segnali di equilibrio e udito si alterano di colpo, e parte la crisi. Le cause profonde non sono del tutto chiare, ed è per questo che si parla spesso di malattia idiopatica; si pensa contribuiscano fattori vascolari, autoimmuni, genetici e l'aumento del liquido stesso. Di solito colpisce un solo orecchio, almeno all'inizio. Le crisi sono imprevedibili: possono presentarsi a distanza di giorni o di mesi, e proprio questa imprevedibilità è una delle parti più difficili da gestire per chi ne soffre. ## I sintomi della malattia di Ménière: i quattro segnali tipici La diagnosi nasce dal riconoscere la combinazione di questi elementi durante le crisi: Vertigine rotatoria Intensa, dura da venti minuti a diverse ore ed è spesso accompagnata da nausea e vomito. Calo dell'udito fluttuante In genere sulle frequenze gravi, peggiora durante la crisi e può recuperare una volta passata. Acufeni Un ronzio o un rombo nell'orecchio colpito, che spesso aumenta prima o durante l'episodio. Senso di orecchio pieno o ovattato Una sensazione di pressione nell'orecchio che precede e annuncia la crisi. Col passare degli anni, nelle forme non controllate, il calo dell'udito può diventare stabile. Per questo intervenire presto conta: non solo per le vertigini, ma per preservare l'udito. ## Crisi di vertigini che tornano? Mettile sotto controllo Se le vertigini si ripetono insieme a ronzii e calo dell'udito, ottenere una diagnosi precisa è il primo passo per smettere di subirle. In studio valutiamo udito ed equilibrio, confermiamo o escludiamo la malattia di Ménière e costruiamo un piano per ridurre le crisi. Per parlarne con uno specialista chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) o prenota online. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Come si arriva alla diagnosi della malattia di Ménière Non esiste un singolo esame che dia la diagnosi: si arriva mettendo insieme la storia delle crisi e i risultati degli accertamenti. Il più importante è l'esame audiometrico, ripetuto nel tempo, che documenta il calo dell'udito fluttuante sulle frequenze gravi, la firma più caratteristica della malattia. Si aggiungono lo studio dell'apparato vestibolare e, quando serve, esami per escludere altre cause che possono dare sintomi simili. La ricostruzione precisa di durata e caratteristiche delle crisi che il paziente riferisce è parte integrante della diagnosi. Informazioni di salute affidabili sono consultabili anche sul portale [ISSalute dell'Istituto Superiore di Sanità](https://www.issalute.it/). ## La cura della malattia di Ménière: come si tiene sotto controllo L'obiettivo non è "guarire" una volta per tutte, ma rendere le crisi più rare e più lievi e difendere l'udito. Si parte sempre dalle abitudini: ridurre il sale, limitare caffeina e alcol, gestire lo stress e dormire bene fanno una differenza concreta sul liquido dell'orecchio interno. A questo si affiancano farmaci, tra cui i diuretici e la betaistina, e il controllo dei sintomi durante le crisi. Quando le crisi resistono a questi approcci, esistono terapie più mirate, come le iniezioni di farmaco direttamente nell'orecchio, fino, nei casi selezionati e più gravi, a opzioni chirurgiche. Anche la riabilitazione vestibolare aiuta a recuperare stabilità tra una crisi e l'altra. La cura va sempre cucita sul singolo paziente, perché ogni storia di Ménière è diversa. ## Ménière o un'altra causa delle vertigini? Molti sintomi della malattia di Ménière, presi singolarmente, somigliano ad altri disturbi. Gli [acufeni](https://centroorlcuratoli.it/patologia/acufeni/) compaiono in molte condizioni dell'orecchio, e la vertigine può far pensare a una [labirintite](https://centroorlcuratoli.it/patologia/labirintite/), che però di solito è un episodio unico e non ricorrente. È proprio la combinazione di vertigini che tornano, udito che fluttua e orecchio pieno a indirizzare verso la diagnosi corretta. Il quadro completo dei disturbi dell'equilibrio è nella pagina sulle [vertigini](https://centroorlcuratoli.it/vertigini/). ## Convivere con Ménière si può, con il supporto giusto La paura della prossima crisi è spesso pesante quanto la crisi stessa. Avere uno specialista che monitora l'udito nel tempo e adatta la terapia man mano cambia davvero la qualità della vita di chi soffre di Ménière. Al Centro ORL Curatoli seguiamo questo percorso con controlli regolari di udito ed equilibrio. Per fissare una valutazione chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulla malattia di Ménière ### La malattia di Ménière si guarisce? Oggi non esiste una cura che la elimini in modo definitivo, ma si controlla bene. Con dieta povera di sale, farmaci e, nei casi resistenti, trattamenti mirati, nella maggior parte delle persone le crisi diventano più rare e più lievi e l'udito si preserva più a lungo. ### Quanto dura una crisi di Ménière? La crisi di vertigine dura tipicamente da venti minuti a diverse ore. Difficilmente supera le 24 ore: se la vertigine è continua per più giorni, è più probabile un'altra causa. Tra una crisi e l'altra i sintomi possono sparire del tutto. ### La malattia di Ménière è ereditaria? Esiste una predisposizione familiare in una parte dei casi, quindi avere un parente con la malattia può aumentare leggermente il rischio. Non è però una malattia ereditaria in senso stretto: nella maggioranza dei pazienti non c'è una causa genetica chiara. ### Cosa posso mangiare con la malattia di Ménière? Il consiglio più importante è ridurre il sale, perché influenza il liquido dell'orecchio interno. Conviene limitare anche caffeina e alcol, che in molti pazienti scatenano le crisi. Le indicazioni precise vanno personalizzate con lo specialista in base alla risposta individuale. ### Quanto costa una visita per la malattia di Ménière? La visita per vertigini con gli esami e l'eventuale riabilitazione ha un costo di 180 euro e comprende la valutazione di udito ed equilibrio utile a inquadrare la malattia. I controlli successivi vengono pianificati in base al caso. Non serve l'impegnativa del medico per prenotare. ### Come si capisce se si ha la malattia di Ménière? La malattia di Ménière si riconosce per la combinazione di tre sintomi che compaiono insieme durante le crisi: vertigini rotatorie intense (che durano da venti minuti a qualche ora), calo dell'udito fluttuante (che tende a peggiorare nel tempo) e acufeni, cioè ronzii o fischi nell'orecchio. Spesso la crisi è preceduta da una sensazione di ovattamento o pressione all'orecchio. La diagnosi è clinica e richiede una valutazione specialistica con audiometria ed esame vestibolare. ### Perché viene la malattia di Ménière? La causa è un accumulo anomalo di liquido (endolinfa) nell'orecchio interno, che crea una pressione eccessiva sulle strutture deputate all'udito e all'equilibrio. Le ragioni precise di questo accumulo non sono ancora del tutto chiarite: possono contribuire fattori genetici, predisposizioni autoimmuni, infezioni virali pregresse o alterazioni della microcircolazione. Non esiste ancora una causa unica identificata con certezza. ### Lo stress incide sulla malattia di Ménière? Lo stress non causa direttamente la malattia, ma può agire come fattore scatenante delle crisi in chi ne è già affetto. La risposta dell'organismo allo stress - con la produzione di adrenalina e cortisolo - può influenzare il sistema vestibolare e alterare la regolazione dei liquidi dell'orecchio interno, favorendo la comparsa degli episodi. Imparare a gestire lo stress è parte integrante del percorso di controllo della malattia. ### Che differenza c'è tra labirintite e malattia di Ménière? La labirintite è un'infiammazione acuta dell'orecchio interno, di solito di origine virale, con vertigini intense ma tendenzialmente transitorie e senza perdita uditiva permanente. La malattia di Ménière è invece una condizione cronica e ricorrente, caratterizzata dalla triade vertigini-acufeni-ipoacusia fluttuante, che tende a peggiorare nel tempo senza trattamento. Le due patologie richiedono approcci diagnostici e terapeutici diversi. - Title link: Malattia di Ménière: sintomi e cura --- # Acufeni: perché senti fischi o ronzii e come si trattano Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/acufeni/ Gli acufeni sono la percezione di un suono - fischio, ronzio, sibilo o fruscio - in assenza di una sorgente sonora esterna. Non sono una malattia in sé, ma un sintomo: nella maggior parte dei casi nascono da un danno alle cellule dell'orecchio interno legato all'età o all'esposizione al rumore, ma possono dipendere anche da tappi di cerume, infezioni, disturbi della pressione, problemi cervicali o dell'articolazione della mandibola. Non esiste una pillola che li elimini in modo universale: la cura punta a individuare la causa, ridurre la percezione del rumore e migliorare la qualità della vita, con risultati spesso buoni quando il disturbo viene affrontato presto. ## Cosa sono gli acufeni e perché si sentono Chi soffre di acufene descrive un suono che gli altri non sentono: un fischio acuto, un ronzio continuo, a volte un battito che segue il polso. Può riguardare un solo orecchio o entrambi, essere costante o andare e venire. In molti casi il cervello, privato di alcune frequenze che l'orecchio non gli trasmette più correttamente, "riempie il vuoto" generando un segnale fantasma. Per questo l'acufene si accompagna spesso a un calo dell'udito, anche lieve, di cui la persona non si era accorta. Esistono due grandi famiglie. L'acufene soggettivo, di gran lunga il più comune, lo sente solo il paziente ed è legato all'orecchio interno o alla via nervosa uditiva. L'acufene pulsante, più raro, segue il ritmo del cuore e va sempre indagato perché può riflettere un problema vascolare da non trascurare. ## Da quanto tempo convivi con questo fischio nelle orecchie? Se l'acufene ti accompagna da settimane, ti sveglia la notte o è diventato più forte, una visita specialistica è il modo più rapido per capirne l'origine ed evitare che diventi cronico. Allo studio valutiamo l'udito con un esame audiometrico, escludiamo le cause da trattare subito e impostiamo un percorso su misura. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) o prenota online. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Le cause più frequenti degli acufeni Le origini sono molte e spesso si sommano. Le più ricorrenti che riscontriamo nella pratica clinica sono: Esposizione al rumore Concerti, lavoro in ambienti rumorosi e cuffie ad alto volume. Il danno alle cellule ciliate dell'orecchio interno è la prima causa nei pazienti giovani. Presbiacusia Il calo dell'udito legato all'età, che spesso si manifesta prima come acufene che come difficoltà a sentire. Tappo di cerume Insieme alle infezioni dell'orecchio, può scatenare un acufene reversibile che sparisce una volta rimossa la causa. Malattia di Ménière E altri disturbi dell'orecchio interno, in cui l'acufene si associa a vertigini e senso di orecchio pieno. Farmaci ototossici Alcuni antibiotici e antinfiammatori assunti ad alte dosi possono favorire la comparsa dell'acufene. Fattori cervicali, mandibolari, pressione e stress Non causano direttamente l'acufene, ma spesso lo amplificano e ne peggiorano la percezione. Capire quale di questi fattori pesa di più nel singolo caso è il punto di partenza di ogni cura efficace. ## Quando un acufene va indagato dallo specialista Un fischio occasionale che dura pochi minuti dopo un concerto di solito non deve preoccupare. Diventa invece un segnale da non ignorare quando l'acufene compare in un solo orecchio, dura più di qualche settimana, si accompagna a vertigini, calo dell'udito improvviso o a un suono pulsante. In questi casi la visita serve a escludere cause che richiedono un trattamento tempestivo, perché sull'udito improvviso le prime settimane sono decisive. ## Come si arriva alla diagnosi dell'acufene La visita parte dall'ascolto: da quanto dura, com'è il suono, in quale orecchio, cosa lo peggiora. Segue l'esame dell'orecchio e, quasi sempre, un esame audiometrico per misurare l'udito e individuare le frequenze coinvolte. In base ai risultati possono servire approfondimenti come l'impedenzometria, l'acufenometria (che misura intensità e frequenza del suono percepito) o, nei casi selezionati, indagini sull'orecchio interno e sulla via nervosa. L'obiettivo non è solo dare un nome al disturbo, ma capire cosa lo alimenta. ## Acufeni: cure e rimedi che funzionano davvero Diffidare di chi promette di "spegnere" l'acufene con un rimedio unico. La strategia che dà i risultati migliori è combinata e parte sempre dalla causa. Quando c'è un tappo di cerume o un'infezione, rimuoverli può bastare. Quando c'è un calo dell'udito, gli apparecchi acustici riducono l'acufene nella maggior parte dei casi perché restituiscono al cervello i suoni che cercava. Per l'acufene cronico le terapie più solide oggi sono la terapia del suono, che maschera e desensibilizza il disturbo, e i percorsi di tipo riabilitativo e psicoeducativo (come la Tinnitus Retraining Therapy) che insegnano al cervello a non dare più peso a quel segnale. Anche la gestione di stress, sonno e postura cervicale incide sulla percezione. Le informazioni di base sulla salute uditiva sono disponibili anche sul portale [ISSalute dell'Istituto Superiore di Sanità](https://www.issalute.it/). ## Acufeni e vertigini: quando sono collegati A volte l'acufene non viaggia da solo. Se compare insieme a episodi di vertigine e a una sensazione di orecchio ovattato può far parte di un quadro dell'orecchio interno più ampio, come la [malattia di Ménière](https://centroorlcuratoli.it/patologia/malattia-di-meniere/). In altri casi il disturbo dell'equilibrio ha un'origine diversa, che approfondiamo nella pagina dedicata alle [vertigini e ai disturbi dell'equilibrio](https://centroorlcuratoli.it/vertigini/). Distinguere questi quadri è importante, perché la cura cambia completamente: lo vediamo anche con la [labirintite](https://centroorlcuratoli.it/patologia/labirintite/). ## Affidati a uno specialista che valuta orecchio e udito insieme Convivere con un ronzio costante logora il sonno e la concentrazione, ma nella maggior parte dei casi qualcosa si può fare. Al Centro ORL Curatoli affrontiamo gli acufeni partendo da una valutazione completa di orecchio ed equilibrio, con esami eseguiti nello stesso luogo, per arrivare presto a un percorso concreto. Per parlare con uno specialista chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sugli acufeni ### Gli acufeni si possono curare definitivamente? Dipende dalla causa. Quando dipendono da un tappo di cerume, da un'infezione o da un farmaco, spesso si risolvono del tutto rimuovendo la causa. Negli acufeni cronici legati all'orecchio interno raramente si ottiene il silenzio totale, ma con le terapie giuste il disturbo si riduce molto e smette di condizionare la vita quotidiana. ### Lo stress può causare gli acufeni? Lo stress raramente è la causa diretta, ma è uno dei fattori che li peggiorano di più. Quando si è tesi o si dorme male, il cervello presta più attenzione al rumore interno e lo percepisce più forte. Per questo la gestione di stress e sonno fa parte del percorso di cura. ### Perché l'acufene si sente di più di notte? Di giorno i suoni dell'ambiente coprono in parte l'acufene. Di notte, nel silenzio, il contrasto è maggiore e il disturbo emerge. È uno dei motivi per cui la terapia del suono, che introduce un rumore di fondo gradevole, aiuta molti pazienti a dormire. ### Quando devo preoccuparmi per un acufene? Quando compare in un solo orecchio, dura più di qualche settimana, si accompagna a calo dell'udito improvviso, vertigini o è di tipo pulsante. In queste situazioni è bene fare una visita otorinolaringoiatrica senza aspettare, per escludere cause che vanno trattate in tempi rapidi. ### Quanto costa una visita per gli acufeni? La visita otorinolaringoiatrica privata ha un costo di 120-150 euro e comprende la valutazione clinica dell'orecchio. Gli eventuali esami dell'udito necessari alla diagnosi vengono indicati durante la visita stessa. Non serve l'impegnativa del medico per prenotare. ### Quali sono le cause che provocano l'acufene? Le cause sono molto variabili: le più comuni includono l'esposizione prolungata a rumori forti, un calo dell'udito legato all'età, otiti, tappi di cerume, farmaci ototossici e patologie dell'orecchio interno. In alcuni casi gli acufeni sono legati a problemi vascolari o a tensioni muscolari della mandibola e del collo. Una visita otorinolaringoiatrica con esame audiometrico permette di individuare la causa e impostare il trattamento più adatto. ### Come si fa a capire se si ha l'acufene? L'acufene si manifesta come la percezione di un suono - fischio, ronzio, fruscio o pulsazione - in assenza di una fonte sonora esterna. Il suono può essere continuo o intermittente, coinvolgere uno o entrambi gli orecchi. Se il disturbo persiste per più di qualche giorno o si accompagna a calo uditivo o vertigini, è opportuno rivolgersi a uno specialista. ### Qual è il peggior nemico dell'acufene? Lo stress e l'insonnia sono i fattori che aggravano maggiormente la percezione dell'acufene, perché in condizioni di silenzio e tensione il sistema nervoso amplifica il segnale uditivo anomalo. Anche l'esposizione a rumori forti, la caffeina in eccesso e il fumo possono peggiorare il disturbo. Gestire questi fattori fa parte del percorso terapeutico. ### L'acufene può sparire da solo? Dipende dalla causa. Gli acufeni acuti - ad esempio dopo un concerto o un'esposizione improvvisa a un rumore molto forte - possono risolversi spontaneamente nell'arco di ore o giorni. Quelli cronici, presenti da settimane o mesi, raramente scompaiono senza un trattamento mirato. Prima si individua e si affronta la causa, maggiori sono le possibilità di miglioramento. ### Che differenza c'è tra acufeni e iperacusia? Sono disturbi diversi ma spesso collegati. Gli acufeni sono la percezione di un suono (fischio o ronzio) che non esiste all'esterno; l'iperacusia è invece un'eccessiva sensibilità ai suoni reali, percepiti come troppo forti o fastidiosi. Le due condizioni possono presentarsi insieme e condividono spesso lo stesso meccanismo lungo la via uditiva, per questo vanno valutate dallo stesso specialista. ### Cosa significa avere gli acufeni? Avere gli acufeni significa percepire in modo costante o intermittente un suono - fischio, ronzio o sibilo - senza una sorgente esterna. Non è una malattia in sé ma un sintomo: indica che qualcosa lungo la via uditiva, dall'orecchio al cervello, sta generando o amplificando un segnale anomalo. Per questo è importante individuarne la causa con una visita. - Title link: Acufeni: cause e rimedi --- # Sordità (ipoacusia): le cause e quando l'udito si può recuperare Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/sordita/ La sordità, o ipoacusia, è la riduzione della capacità di sentire e comprendere i suoni. Le cause sono molte e si dividono in due grandi gruppi: le patologie dell'orecchio medio (otiti ed esiti di otiti, perforazioni del timpano, alterazioni della catena degli ossicini, otosclerosi), che spesso si risolvono con un intervento chirurgico e con recupero dell'udito, e le patologie dell'orecchio interno, cioè della coclea, che non si correggono con la chirurgia ma si gestiscono con le protesi acustiche. Il primo passo è sempre lo stesso: individuare la causa con una visita e un esame dell'udito. Al Centro ORL Curatoli, vicino Bari, lo facciamo e, dove è possibile, trattiamo la sordità chirurgicamente. ## Cos'è la sordità e perché non va ignorata La sordità è un deficit sensoriale con risvolti sociali importanti, al pari di un calo della vista. Spesso è poco accettata: chi sente meno tende a pensare che siano gli altri a parlare a bassa voce, alza il volume della TV senza accorgersi che chi gli sta intorno lo percepisce come troppo forte, e a poco a poco rinuncia alla conversazione per non dover chiedere di ripetere. Il risultato è un progressivo isolamento, che è proprio ciò che una diagnosi tempestiva aiuta a evitare. La buona notizia è che, individuata la causa, nella maggior parte dei casi si può intervenire. ## Le cause della sordità: orecchio medio e orecchio interno Capire da dove nasce la perdita dell'udito è decisivo, perché cambia completamente il trattamento. Le patologie dell'orecchio medio sono spesso correggibili chirurgicamente, con recupero dell'udito completo o parziale. Tra le più frequenti: le [otiti](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otiti/) e i loro esiti, la [perforazione del timpano](https://centroorlcuratoli.it/patologia/perforazione-del-timpano/), le alterazioni della catena degli ossicini e l'[otosclerosi](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otosclerosi/). In questi casi l'obiettivo dell'intervento è ripristinare la trasmissione del suono e migliorare i livelli di ascolto. Le patologie dell'orecchio interno riguardano invece l'organo sensoriale, la coclea. Qui il danno non si corregge con la chirurgia: la perdita uditiva si compensa con una protesi acustica, scelta in base al tipo e al grado di ipoacusia. È il caso, ad esempio, della presbiacusia, il calo dell'udito legato all'età. ## Non dare per scontato che sia solo l'età Molte persone convivono per anni con un calo dell'udito convinte che non ci sia nulla da fare. Spesso non è così: quando la sordità nasce dall'orecchio medio, un intervento può recuperare l'udito, in tutto o in parte. Per saperlo bisogna individuare la causa. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, una visita e un [esame audiometrico](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/) chiariscono la natura e la sede del problema. La chirurgia viene eseguita in endoscopia con approccio miniinvasivo endoscopico . Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## I sintomi e i segnali da non sottovalutare Parole poco chiare: difficoltà a capire, soprattutto in ambienti rumorosi o quando parlano più persone Volume sempre più alto: bisogno di alzare TV o telefono e farsi ripetere le frasi Acufeni: ronzii o fischi percepiti nell'orecchio Orecchio ovattato: sensazione di ovattamento o calo dell'udito in un solo lato Telefonate difficili: fatica a seguire la conversazione al telefono, dove manca il supporto del labiale Perdita improvvisa dell'udito: è un segnale d'allarme, va valutata con urgenza nelle prime ore ## Quando l'udito si può recuperare con un intervento Quando la causa è nell'orecchio medio, la chirurgia può ripristinare la trasmissione del suono. A seconda della patologia si ricostruisce il timpano (miringoplastica), si riparano o sostituiscono gli ossicini danneggiati (ossiculoplastica) oppure, nell'otosclerosi, si interviene sulla staffa bloccata (stapedoplastica). L'esito è un recupero dell'udito completo o parziale, in grado di migliorare in modo concreto la qualità dell'ascolto. Quando l'orecchio medio è sede di patologie come il colesteatoma, granulazioni o tumori si esegue una timpanoplastica, intervento che ha lo scopo di curare la patologia e se possibile ricostruire il timpano e gli ossicini. Questi interventi fanno parte della [chirurgia dell'orecchio](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/), il cuore della specializzazione del centro, e quando possibile si eseguono con tecniche mini-invasive: per le perforazioni semplici, ad esempio, la ricostruzione del timpano si può eseguire in anestesia locale e senza ricovero. l ## Gli apparecchi acustici: quando servono e come funzionano Quando la perdita dell'udito dipende dall'orecchio interno e non è correggibile chirurgicamente, la soluzione sono gli apparecchi acustici. Oggi sono dispositivi elettronici di piccolissime dimensioni e altissima qualità: la nanotecnologia permette di racchiudere in pochi millimetri uno strumento digitale molto efficiente, lontano anni luce dagli apparecchi ingombranti di un tempo, a cui spesso è legata la diffidenza di chi non li conosce. Un apparecchio acustico è composto da un microfono che cattura i suoni, da un amplificatore che ne aumenta l'intensità e da un altoparlante che trasmette il suono all'orecchio. In realtà l'amplificatore è un potente elaboratore digitale: seleziona il suono utile, cioè la parola, e attenua i rumori di disturbo intorno. È la differenza tra sentire un parlato chiaro e ritrovarsi sommersi dal rumore di fondo di un'officina o dal brusio di un'aula. Le principali tipologie sono: Endoauricolari: si inseriscono nel condotto uditivo. Gli intracanalari (CIC) scompaiono nel condotto e non sono visibili; gli endoauricolari propriamente detti (ITE) sono appena percettibili e ben accettati. Sono indicati quando dimensioni e forma del condotto lo consentono. Retroauricolari (BTE): l'apparecchio si posiziona dietro l'orecchio. Oggi sono molto piccoli ed eleganti; i modelli open fitting hanno una componente nel condotto molto ridotta e si usano anche in caso di patologia del condotto o dell'orecchio medio che sconsiglia la protesi tradizionale. Ad occhiale (per via ossea): fanno vibrare l'osso e sono indicati quando una patologia dell'orecchio esterno impedisce di posizionare la protesi nel condotto. Oggi sono meno utilizzati. La scelta della protesi più adatta spetta all'audioprotesista, lo specialista che, sulla base della diagnosi dell'otorinolaringoiatra, individua il dispositivo giusto per le esigenze della persona. Una prova di protesizzazione ben eseguita permette di rendersi conto in anticipo del beneficio reale che si può ottenere. ## Perché rivolgersi al Centro ORL Curatoli per la sordità Di fronte a un calo dell'udito, la cosa più importante è capire la causa: solo così si sceglie tra intervento e protesi acustica senza perdere tempo. Al Centro ORL Curatoli visita, esame dell'udito ed eventuale intervento avvengono nella stessa struttura, con la stessa equipe: disponiamo di sala operatoria interna, quindi diagnosi e cura non si spezzano tra luoghi diversi. Vedi anche la pagina sull'[otochirurgia](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/) e gli approfondimenti su [otosclerosi](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otosclerosi/), [perforazione del timpano](https://centroorlcuratoli.it/patologia/perforazione-del-timpano/) e [otiti](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otiti/). Per una fonte autorevole puoi consultare la scheda sulla [perdita dell'udito sul Manuale MSD](https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-orecchie-naso-e-gola/perdita-dell-udito-e-sordit%C3%A0/perdita-dell-udito). ## Scopri la causa del tuo calo dell'udito al Centro ORL Curatoli Sentire meno non è una condizione da accettare in silenzio. Una visita otorinolaringoiatrica e un esame audiometrico individuano la causa e indicano la strada giusta: un intervento per recuperare l'udito, quando la perdita nasce dall'orecchio medio, oppure l'indicazione verso la protesi più adatta. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande Frequenti sulla Sordità ### La sordità si può curare? Dipende dalla causa. Quando la perdita dell'udito nasce dall'orecchio medio, per esempio da una perforazione del timpano, da esiti di otiti, da un danno agli ossicini o dall'otosclerosi, spesso si corregge con un intervento chirurgico che recupera l'udito, in tutto o in parte. Quando invece il problema è nell'orecchio interno, cioè nella coclea, la chirurgia non aiuta e la soluzione è la protesi acustica. ### Quali sono le cause della perdita dell'udito? Le cause si dividono in due grandi gruppi. Quelle dell'orecchio medio comprendono otiti ed esiti di otiti, perforazioni del timpano, alterazioni della catena degli ossicini e otosclerosi, e sono spesso correggibili chirurgicamente. Quelle dell'orecchio interno riguardano la coclea, come nella presbiacusia legata all'età, e si gestiscono con gli apparecchi acustici. Una visita con esame audiometrico permette di capire da dove arriva il problema. ### Quando la sordità si può operare? Si può operare quando la sordità è di tipo trasmissivo, cioè legata a una patologia dell'orecchio medio. A seconda dei casi si esegue una timpanoplastica per ricostruire il timpano, un'ossiculoplastica per riparare gli ossicini o una stapedoplastica nell'otosclerosi. L'obiettivo è ripristinare la trasmissione del suono e recuperare l'udito. ### È meglio l'intervento o l'apparecchio acustico? Non sono alternative: dipende dalla causa. Se la perdita dell'udito è correggibile chirurgicamente, l'intervento può recuperare l'udito in modo stabile. Se invece il danno è nell'orecchio interno, l'apparecchio acustico è la scelta giusta e, con una corretta prova di protesizzazione, offre un beneficio concreto. La diagnosi dell'otorinolaringoiatra indica il percorso più adatto al singolo caso. ### Cosa fare in caso di perdita improvvisa dell'udito? La perdita improvvisa dell'udito, soprattutto da un solo orecchio, è un segnale d'allarme e va valutata con urgenza, idealmente entro le prime ore o giorni: un intervento tempestivo aumenta le probabilità di recupero. Se compare all'improvviso, magari accompagnata da ronzii o vertigini, rivolgiti subito allo specialista senza aspettare. ### Qual è la differenza tra sordità e ipoacusia? L'ipoacusia indica una riduzione parziale dell'udito, che può essere lieve, media o grave. La sordità (o cofosi) si riferisce invece a una perdita totale o quasi totale dell'udito. Nella pratica clinica i due termini vengono spesso usati in modo intercambiabile per indicare qualsiasi calo uditivo, ma tecnicamente l'ipoacusia è il termine più ampio e comprende tutti i gradi di riduzione, dalla lieve difficoltà a sentire le conversazioni fino alla perdita severa. ### Come sente chi soffre di ipoacusia? Dipende dal grado e dal tipo. Chi ha un'ipoacusia lieve fatica a seguire le conversazioni in ambienti rumorosi o con più persone che parlano insieme. Con forme più marcate diventa difficile capire le parole anche in ambienti silenziosi, si tende ad alzare il volume della televisione e si può avere la sensazione di sentire i suoni ma non di capirne il significato. L'ipoacusia neurosensoriale colpisce spesso le frequenze acute, rendendo le consonanti poco chiare. ### L'ipoacusia può peggiorare nel tempo se non viene trattata? In molti casi sì, soprattutto nelle forme neurosensoriali legate all'invecchiamento (presbiacusia) o all'esposizione cronica al rumore, che tendono a progredire lentamente ma costantemente se non si interviene. Le forme trasmissive (da problema dell'orecchio medio) possono invece stabilizzarsi, ma il danno alle strutture interne aumenta se l'infezione o la patologia di base non viene curata. La valutazione audiologica periodica permette di monitorare l'evoluzione e intervenire al momento giusto. ### Quando l'ipoacusia è considerata grave? In base alla classificazione audiologica, l'ipoacusia è considerata grave quando la soglia uditiva supera i 70 decibel. A questi livelli il paziente non riesce a capire una conversazione a voce normale nemmeno da vicino e ha bisogno di amplificazione o di altri supporti comunicativi. Prima di arrivare a questo stadio passano in genere anni, durante i quali un intervento precoce - medico, chirurgico o protesico - può preservare una funzione uditiva utile. ### Come si cura la sordità improvvisa? La sordità improvvisa è un'emergenza otologica: prima si interviene, maggiori sono le possibilità di recupero. Il trattamento di prima linea prevede la terapia cortisonica, somministrata per via sistemica o con iniezioni transtimpaniche direttamente nell'orecchio medio. In alcuni casi si associa l'ossigenoterapia iperbarica. È fondamentale rivolgersi allo specialista ORL entro le prime ore o giorni dall'insorgenza, senza aspettare che il disturbo passi da solo. - Title link: Sordità: diagnosi e trattamento --- # Otosclerosi: recuperare l'udito quando la staffa si blocca Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/otosclerosi/ L'otosclerosi è una patologia dell'orecchio medio, su base ereditaria, che provoca una sordità progressiva. Nella forma più comune un rimodellamento osseo anomalo blocca la staffa, il più piccolo degli ossicini, che non riesce più a trasmettere il suono all'orecchio interno: ne deriva una sordità di trasmissione. I sintomi compaiono di solito dopo i 30 anni, sono più frequenti nelle donne e spesso si accompagnano ad acufeni. Non esistono farmaci che la curino, ma la differenza rispetto a molte altre cause di sordità è importante: la chirurgia recupera l'udito nel 95-96% dei casi, sostituendo la staffa bloccata con una piccola protesi. ## Cos'è l'otosclerosi L'otosclerosi è una malattia che interessa solo l'orecchio e ha un'incidenza familiare, anche se non si presenta necessariamente in tutte le generazioni. Consiste in un rimodellamento osseo anomalo che, nella forma più comune, finisce per bloccare la staffa nel suo alloggiamento: quando l'ossicino non si muove più liberamente, le vibrazioni sonore non raggiungono bene l'orecchio interno e l'udito cala in modo graduale. Si parla a volte anche di otospongiosi, termine che indica la fase più attiva dello stesso processo. La malattia colpisce prevalentemente le donne tra i 30 e i 50 anni ed è spesso bilaterale, cioè interessa entrambe le orecchie, di solito una dopo l'altra a distanza di tempo. ## I tipi di sordità nell'otosclerosi A seconda delle strutture coinvolte, l'otosclerosi può dare forme diverse di perdita uditiva. Distinguerle è importante, perché orienta la scelta tra chirurgia e protesi acustica. Tipo di sordità Cosa succede Trasmissiva (la più comune) La staffa bloccata non trasmette le vibrazioni all'orecchio interno Neurosensoriale (più rara) L'otosclerosi interessa la coclea, l'organo dell'udito Mista Sono coinvolte sia la staffa sia la coclea Agli acufeni è bene dedicare una nota: ronzii e fischi si associano spesso alla sordità da otosclerosi, ma la loro causa non è nota e il miglioramento dell'udito ottenuto con l'intervento non ne garantisce la scomparsa o la riduzione. ## L'udito cala di anno in anno? Fallo valutare presto Un calo dell'udito lento e progressivo, soprattutto se accompagnato da ronzii o se in famiglia altri ne soffrono, merita una valutazione: individuare l'otosclerosi permette di scegliere per tempo la soluzione che recupera davvero l'udito. Allo studio misuriamo l'udito con un esame audiometrico e impedenzometrico e definiamo il quadro. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) o prenota online. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## I sintomi dell'otosclerosi I segni dell'otosclerosi compaiono in modo graduale e sono abbastanza caratteristici: Calo dell'udito progressivo lento e ingravescente, peggiora nel corso degli anni. Acufeni ronzii o fischi all'orecchio che spesso accompagnano la perdita uditiva. Paracusia a volte la sensazione di sentire paradossalmente meglio in ambienti rumorosi. Vertigini occasionali con senso di instabilità in alcuni casi. I cambiamenti ormonali, come quelli legati alla gravidanza o alla menopausa, possono accelerare la progressione della perdita uditiva: per questo molte donne notano un peggioramento proprio in queste fasi. ## Come si diagnostica l'otosclerosi La diagnosi nasce dalla combinazione tra la storia del paziente e gli esami strumentali: Storia clinica e familiare una sordità progressiva che inizia in un orecchio e nel tempo interessa anche l'altro, spesso con casi simili in famiglia. Otoscopia l'osservazione del timpano mostra un orecchio dall'aspetto normale, senza segni di infiammazione. Audiometria definisce il tipo di sordità (trasmissiva o neurosensoriale), la gravità e se è coinvolta una o entrambe le orecchie. Impedenzometria con la ricerca dei riflessi della staffa permette di verificarne il blocco. TAC cone beam 3D ad alta risoluzione fornisce immagini dettagliate di una struttura piccola come l'orecchio, conferma l'otosclerosi ed esclude altre cause di blocco degli ossicini. La diagnosi parte comunque da un semplice [esame audiometrico e impedenzometrico](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/). Per un approfondimento clinico affidabile puoi consultare la scheda sull'[otosclerosi sul Manuale MSD](https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-orecchie-naso-e-gola/patologie-dell-orecchio-medio/otosclerosi). ## Chirurgia o apparecchio acustico: la differenza L'otosclerosi non si cura con i farmaci: nessun medicinale è in grado di fermarla o farla regredire. Di fronte alla diagnosi ci sono due strade, ed è importante capirne la differenza. L'apparecchio acustico amplifica i suoni, cioè li rende più forti per compensare il blocco, ma non rimuove il problema. La chirurgia, invece, agisce sulla causa: sostituendo la staffa bloccata risolve l'ostacolo meccanico alla trasmissione del suono. La protesi acustica resta però la scelta indicata in alcune situazioni: nelle sordità cocleari (neurosensoriali) non operabili, nelle forme miste prevalentemente neurosensoriali, nei rari casi in cui il paziente non è in condizione di affrontare un intervento o quando lo rifiuta. La valutazione si fa sempre caso per caso con lo specialista. ## L'intervento per l'otosclerosi: la stapedotomia L'intervento di elezione è la stapedotomia, chiamata anche stapedioplastica. Consiste nel sostituire la staffa bloccata con una piccola protesi, un sottile pistone che ripristina la trasmissione del suono verso l'orecchio interno. È un intervento mini-invasivo, eseguito attraverso il condotto uditivo senza tagli esterni e in genere di breve durata, e fa parte della [chirurgia dell'orecchio](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/). È una delle storie di maggior successo dell'otochirurgia: il recupero dell'udito si ottiene nel 95-96% dei casi. Esiste, come in ogni intervento, una quota di rischio: solo nell'1% dei casi si può avere un peggioramento dell'udito fino alla sordità completa dell'orecchio operato. Per molti pazienti il risultato rappresenta un cambiamento netto nella qualità della vita. Se convivi con una sordità progressiva o con acufeni e cerchi un [otorino a Bari](https://centroorlcuratoli.it/otorino-bari/), al Centro ORL Curatoli - a pochi minuti dalla città - trovi visita, esami e intervento nello stesso centro, seguito sempre dalla stessa equipe. ## Affidati a un centro con esperienza nella chirurgia della staffa La chirurgia della staffa è tra gli interventi più delicati dell'otochirurgia: si opera su strutture millimetriche e la precisione è tutto, perciò conta affidarsi a un centro con esperienza otologica specifica. Al Centro ORL Curatoli diagnosi e controlli avvengono nella stessa struttura e la stessa équipe; per gli interventi ci avvaliamo della sede operatoria di Galatina. Per una valutazione chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sull'otosclerosi ### Cosa provoca l'otosclerosi? L'otosclerosi è dovuta a un rimodellamento osseo anomalo dell'orecchio, su base ereditaria, che blocca progressivamente la staffa impedendole di trasmettere il suono. Le cause precise non sono note, ma è accertata una forte predisposizione genetica. I cambiamenti ormonali, come gravidanza e menopausa, possono accelerarne la progressione, e questo spiega la maggiore frequenza nelle donne. ### Quali sono i sintomi dell'otosclerosi? Il sintomo principale è un calo dell'udito lento e progressivo, che peggiora nel corso degli anni, spesso accompagnato da acufeni, cioè ronzii o fischi. Alcune persone notano di sentire paradossalmente meglio in ambienti rumorosi e possono avvertire occasionali vertigini. La perdita di udito è spesso bilaterale. ### Quali sono i rimedi per l'otosclerosi? Non esistono farmaci che curino l'otosclerosi. Le due opzioni sono la chirurgia, che con la stapedotomia sostituisce la staffa bloccata con una protesi e mira a recuperare l'udito agendo sulla causa, e l'apparecchio acustico, che amplifica i suoni quando l'intervento non è indicato o non è desiderato. La scelta si valuta caso per caso con lo specialista. ### Si può guarire dall'otosclerosi? L'otosclerosi come processo non si arresta con i farmaci, ma il suo effetto principale, la perdita di udito, si può correggere efficacemente. L'intervento di stapedotomia recupera l'udito nel 95-96% dei casi. È una delle condizioni dell'orecchio in cui la chirurgia dà i risultati migliori. ### L'intervento per otosclerosi fa passare gli acufeni? Non necessariamente. Gli acufeni si associano spesso all'otosclerosi, ma la loro causa non è nota e il recupero dell'udito ottenuto con l'intervento non ne garantisce la scomparsa né il miglioramento. L'obiettivo principale della stapedotomia è ripristinare l'udito. ### L'otosclerosi è grave? L'otosclerosi non è una malattia pericolosa per la vita e interessa solo l'orecchio, ma se trascurata porta a una perdita di udito progressiva che può diventare invalidante per la vita quotidiana e di relazione. Diagnosticarla per tempo permette di scegliere la soluzione migliore, spesso con ottimi risultati sul recupero dell'udito. ### Quanto costa una visita per l'otosclerosi? La visita otorinolaringoiatrica privata ha un costo di 120-150 euro e comprende la valutazione clinica dell'orecchio. Gli esami dell'udito necessari alla diagnosi, come audiometria e impedenzometria, vengono indicati durante la visita. Non serve l'impegnativa del medico per prenotare. ### Come faccio a capire se ho l'otosclerosi? Il segnale più caratteristico è una perdita uditiva progressiva che inizia solitamente tra i 20 e i 40 anni, spesso accompagnata da acufeni (fischi o ronzii). Un elemento suggestivo è il cosiddetto paradosso di Willis: i pazienti con otosclerosi sentono paradossalmente meglio in ambienti rumorosi rispetto al silenzio. La diagnosi viene confermata dallo specialista con esame audiometrico e impedenziometrico; in alcuni casi si aggiunge una TAC dell'orecchio. ### Quali sono le conseguenze dell'otosclerosi se non viene trattata? Senza trattamento l'otosclerosi evolve progressivamente verso una sordità sempre più marcata, che può arrivare a coinvolgere entrambe le orecchie. Con il tempo il coinvolgimento osseo può estendersi all'orecchio interno riducendo anche la componente neurosensoriale dell'udito, rendendo l'intervento chirurgico meno efficace. Per questo è consigliabile non rimandare la valutazione specialistica una volta comparsi i sintomi. ### L'intervento per l'otosclerosi è doloroso? La stapedotomia si esegue in anestesia locale con sedazione o in anestesia generale, quindi durante l'intervento non si avverte dolore. Nel post-operatorio è normale una certa sensazione di ovattamento e lieve fastidio per qualche giorno, ma il dolore vero e proprio è raro. Molti pazienti vengono dimessi in giornata o il giorno successivo, con indicazioni precise su cosa evitare nelle prime settimane (voli, sport da contatto, sforzi fisici intensi). ### L'otosclerosi può peggiorare durante la gravidanza? È un dato clinico noto che la gravidanza possa accelerare la progressione dell'otosclerosi in alcune donne, probabilmente per effetto degli estrogeni. Questo non significa che la gravidanza vada evitata, ma è opportuno che le donne con diagnosi di otosclerosi informino il ginecologo e mantengano un controllo audiologico durante la gestazione. La decisione sul trattamento viene poi valutata caso per caso con lo specialista ORL. - Title link: Otosclerosi: cos'è e come si cura --- # Ipertrofia dei turbinati: sintomi, cause e cura del naso chiuso Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/ipertrofia-turbinati/ L'ipertrofia dei turbinati è l'ingrossamento cronico dei turbinati, le strutture interne del naso che riscaldano, umidificano e filtrano l'aria. Quando restano gonfi in modo stabile riducono lo spazio per il passaggio dell'aria, ed è una delle cause più frequenti di naso chiuso persistente. Il segno che la distingue è un'ostruzione che cambia lato durante la giornata, peggiora da sdraiati e non si risolve con gli spray decongestionanti. Ti si chiude una narice, poi l'altra, soprattutto quando ti sdrai, e gli spray funzionano per un'ora prima che il naso torni come prima. Se ti riconosci, molto probabilmente sono i turbinati. Nella nostra esperienza al Centro ORL Curatoli è una delle condizioni più comuni dietro a un naso che non si libera mai, e rientra nella [chirurgia nasale funzionale](https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-nasale/), il percorso che valuta insieme respirazione e struttura del naso. ## Perché i turbinati si ingrossano: le cause Le cause sono diverse e spesso combinate. L'ipertrofia può essere favorita da una [rinite allergica o vasomotoria](https://centroorlcuratoli.it/patologia/riniti-croniche/) o da un'infiammazione persistente, una delle origini più comuni anche secondo il [Manuale MSD](https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-orecchie-naso-e-gola/patologie-del-naso-e-dei-seni-paranasali/rinite). Anche alcuni farmaci vasodilatatori e soprattutto l'abuso di spray decongestionanti, che molti usano proprio per liberare il naso, peggiorano paradossalmente il problema, creando una dipendenza che mantiene i turbinati gonfi. Molto spesso l'ipertrofia non è isolata ma si accompagna ad altre patologie nasali, che vanno trattate contemporaneamente per risolvere davvero l'ostruzione: la [deviazione del setto nasale](https://centroorlcuratoli.it/patologia/deviazione-del-setto/) (il setto storto sbilancia il flusso d'aria e il turbinato del lato più libero si ingrossa per compensare), la [poliposi nasale](https://centroorlcuratoli.it/patologia/poliposi-nasali/), la [sinusite cronica](https://centroorlcuratoli.it/patologia/sinusiti/) e le infezioni ricorrenti. ## I sintomi dell'ipertrofia dei turbinati: come riconoscerla Il segno tipico è l'ostruzione nasale che alterna i due lati e peggiora in posizione sdraiata. L'alternanza ha una spiegazione fisiologica: i due turbinati non lavorano mai contemporaneamente ma a turno, e quando sono ingrossati questo ciclo naturale si avverte come un naso che si tappa ora da un lato ora dall'altro. Da sdraiati, inoltre, il maggiore afflusso di sangue li gonfia ulteriormente, ed è per questo che il disturbo peggiora di notte. Ne derivano respirazione con la bocca, russamento, sonno poco riposante e una sensazione di naso costantemente pieno. Il sonno disturbato non resta confinato alla notte: si traduce in stanchezza diurna, difficoltà di concentrazione a scuola o al lavoro e, nelle forme più importanti, sonnolenza durante il giorno. La diagnosi si fa con l'endoscopia nasale, che mostra direttamente il volume dei turbinati e permette di capire se all'ingrossamento si associa una deviazione del setto. ## Naso chiuso da mesi? Vediamo se sono i turbinati Con l'endoscopia nasale capiamo in pochi minuti se l'ostruzione dipende dai turbinati ingrossati, dal setto o da entrambi, e quale trattamento serve davvero. Prenota la prima visita oppure chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Come si cura l'ipertrofia dei turbinati: dai farmaci alla turbinoplastica Nelle forme legate all'allergia o all'infiammazione si parte dalla terapia medica, basata essenzialmente su spray a base di cortisone e sull'abolizione dei decongestionanti. Quando questo non basta, o nelle forme di vecchia data e più importanti, solo la chirurgia risolve davvero l'ostruzione. Si possono eseguire due tipi di intervento, scelti in base all'entità dell'ipertrofia: Diatermia sottomucosa riduce il volume dei turbinati dall'interno. È un intervento di breve durata, eseguibile in anestesia locale e in regime ambulatoriale, e non richiede tamponamento. I risultati sono sovrapponibili sia con pinza bipolare, radiofrequenze o altro. Turbinoplastica una vera plastica del turbinato con una riduzione volumetrica maggiore. Si esegue in regime di ricovero, in anestesia generale, richiede il tamponamento ed è riservata alle ipertrofie più importanti, per le quali la diatermia non è sufficiente. In entrambi i casi un punto è decisivo: continuare a trattare la patologia che ha causato l'ipertrofia, come la rinite allergica o vasomotoria, è fondamentale per evitare che l'ostruzione si ripresenti. Quando coesiste una deviazione del setto, l'intervento sui turbinati si associa spesso alla settoplastica nella stessa seduta. ## Perché curare l'ipertrofia dei turbinati al Centro ORL Curatoli L'ipertrofia dei turbinati raramente è isolata, ed è questo che fa la differenza nella cura. Valutiamo sempre insieme turbinati e setto con l'endoscopia, perché trattare solo uno dei due lasciando l'altro spesso non risolve il naso chiuso. Diagnosi, eventuale intervento nella sala operatoria interna a Giovinazzo, a pochi minuti da Bari, e controlli avvengono nello stesso luogo, con la stessa equipe. È la differenza tra zittire un sintomo e rimuovere la causa della respirazione difficile. Per inquadrare il problema nel suo insieme, vedi anche la pagina sulla [chirurgia nasale](https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-nasale/) e la pagina sulla [deviazione del setto](https://centroorlcuratoli.it/patologia/deviazione-del-setto/), la condizione che più spesso si accompagna ai turbinati ingrossati. Se respiri male dal naso e cerchi un [centro otorino vicino a Bari](https://centroorlcuratoli.it/otorino-bari/), al Centro ORL Curatoli valutiamo i turbinati tramite endoscopia e, quando serve, interveniamo nello stesso centro. ## Smetti di dipendere dagli spray per respirare Se il naso chiuso torna appena finisce l'effetto del decongestionante, una valutazione di turbinati e setto ti dice se la turbinoplastica può restituirti una respirazione stabile, senza farmaci quotidiani. Prenota la visita oppure chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sull'ipertrofia dei turbinati ### Quali sono i rimedi per l'ipertrofia dei turbinati? Nelle forme legate ad allergia o infiammazione si parte dalla terapia medica, con spray a base di cortisone e abolizione dei decongestionanti. Quando i farmaci non bastano e l'ostruzione persiste, si ricorre alla chirurgia: la diatermia sottomucosa nelle forme più contenute, la turbinoplastica in quelle maggiori. In ogni caso resta fondamentale trattare la causa di base, come la rinite, per evitare che il disturbo si ripresenti. ### Perché il naso si chiude di più quando sono sdraiato? In posizione sdraiata aumenta l'afflusso di sangue ai turbinati, che tendono a gonfiarsi ulteriormente. Se i turbinati sono già ingrossati, questo rende l'ostruzione più evidente, con la tipica alternanza tra le due narici durante la notte. ### Gli spray decongestionanti curano l'ipertrofia dei turbinati? No, gli spray decongestionanti danno solo un sollievo temporaneo e il loro uso prolungato peggiora il problema, creando una dipendenza che mantiene i turbinati gonfi. Per una soluzione duratura serve individuare la causa con una visita e, se necessario, ricorrere alla turbinoplastica. ### La turbinoplastica è dolorosa? Il fastidio è generalmente modesto e ben controllabile. La turbinoplastica si esegue in anestesia generale, con ricovero e tamponamento nasale, mentre la diatermia sottomucosa, indicata nelle forme più lievi, si fa in anestesia locale e senza tamponi. Nei giorni successivi si avverte naso chiuso per i tamponi, che si rimuovono in genere dopo 48 ore. ### Ipertrofia dei turbinati e deviazione del setto sono collegate? Sì, spesso. Una deviazione del setto sbilancia il flusso d'aria e il turbinato del lato più libero si ingrossa per compensare. Per questo le due condizioni vanno valutate insieme, e la turbinoplastica si associa frequentemente alla settoplastica nello stesso intervento. ### Quali sono i sintomi dell'ipertrofia dei turbinati? Il sintomo principale è la sensazione persistente di naso chiuso o ostruito, spesso più marcata da un lato. Possono accompagnarsi scolo nasale abbondante, respiro rumoroso, difficoltà a dormire, roncopatia e senso di pesantezza al viso. In alcuni casi si riduce anche la capacità olfattiva. La diagnosi richiede una visita otorinolaringoiatrica con endoscopia nasale. ### Come si sgonfiano i turbinati senza intervento? Nelle forme lievi o moderate è possibile ridurre il gonfiore dei turbinati con lavaggi nasali regolari con soluzione salina, spray cortisonici nasali prescritti dallo specialista e, se c'è una componente allergica, con antistaminici e controllo dell'esposizione agli allergeni. Questi trattamenti migliorano i sintomi ma non risolvono l'ipertrofia strutturale: quando la terapia medica risulta insufficiente si valuta un intervento mini-invasivo come la turbinoplastica. - Title link: Ipertrofia dei turbinati: cause e trattamento --- # Sinusite: quando il naso chiuso e il dolore al viso non passano Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/sinusiti/ La sinusite è l'infiammazione dei seni paranasali, le cavità ossee intorno al naso, di solito causata dall'ostruzione del sottile canale che le collega alle fosse nasali. I sintomi tipici sono naso chiuso, scolo di muco (rinorrea), dolore o pressione al viso e talvolta febbre. Può essere acuta, ricorrente o cronica e, a seconda dei casi, virale, batterica o micotica. Si diagnostica con la fibroscopia nasale e, nelle forme croniche, con la TAC, e si cura con la terapia medica o, quando l'ostruzione è strutturale, con la chirurgia endoscopica FESS. Un raffreddore di solito passa in una settimana. Quando invece il naso resta chiuso, il muco non smette e compare un dolore sordo a zigomi, fronte o intorno agli occhi, non è più un semplice raffreddore. Al Centro ORL Curatoli, vicino Bari, ci occupiamo soprattutto delle forme che non si risolvono da sole, quelle croniche e ricorrenti. La distinzione conta. La sinusite acuta dura pochi giorni e spesso guarisce con terapie semplici. Quella cronica, che si protrae per settimane o torna di continuo, ha quasi sempre una causa di fondo da individuare e trattare, ed è qui che serve l'otorinolaringoiatra. ## Che cos'è la sinusite e quali seni colpisce I seni paranasali sono cavità accessorie del naso scavate nelle ossa del volto: i seni mascellari ai lati, le cellule etmoidali tra gli occhi, i seni frontali sopra le sopracciglia e i seni sfenoidali più in profondità, dietro il naso. Ogni seno comunica con le fosse nasali attraverso un canale molto stretto. Quando questo canale si ostruisce, il muco ristagna e si infiamma: è la sinusite. L'infezione che ne deriva può essere virale, batterica o, più raramente, micotica, cioè sostenuta da funghi. ## I sintomi della sinusite I sintomi cambiano per caratteristiche, forma e durata, ma il quadro classico mette insieme ostruzione nasale e dolore al viso. I più frequenti sono: Naso chiuso e secrezioni dense (rinorrea), anche posteriori verso la gola Dolore o senso di pressione a zigomi, fronte o intorno agli occhi Riduzione dell'olfatto e del gusto Tosse spesso più intensa la sera e la notte Mal di testa che peggiora piegando la testa in avanti e al mattino Malessere generale e febbre, soprattutto nelle forme acute Attenzione però: cefalea e dolori al viso, se isolati e senza naso chiuso o muco, spesso non dipendono dai seni paranasali. È uno dei motivi per cui la causa va sempre confermata dallo specialista. ## Vuoi liberare il naso e fermare il dolore al viso? Una visita con fibroscopia nasale chiarisce se si tratta davvero di sinusite, quali seni sono coinvolti e qual è la cura giusta per il tuo caso. Se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## I tipi di sinusite: acuta, ricorrente e cronica Non tutte le sinusiti sono uguali, e il tipo guida la cura. Si distinguono tre quadri principali. Tipo Caratteristiche Sinusite acuta Episodio isolato, dura pochi giorni e di solito si risolve con terapie semplici Sinusite acuta ricorrente Episodi acuti che si ripetono più volte nel tempo Sinusite cronica Infiammazione che si protrae oltre dodici settimane; oggi si distingue in forma con poliposi e senza poliposi ## Perché la sinusite diventa cronica La sinusite cronica raramente nasce dal nulla. Dietro c'è quasi sempre qualcosa che ostacola il drenaggio dei seni e mantiene l'infiammazione: la rinite allergica, i polipi nasali, una [deviazione del setto](https://centroorlcuratoli.it/patologia/deviazione-del-setto/) o l'[ipertrofia dei turbinati](https://centroorlcuratoli.it/patologia/ipertrofia-turbinati/). Per i soli seni mascellari, l'infiammazione può partire anche dai denti superiori (sinusite di origine dentale). Finché non si rimuove la causa, l'infiammazione torna. Per questo cerchiamo sempre il meccanismo che la mantiene, non solo il sintomo del momento. Quando alla sinusite si associa la [poliposi nasale](https://centroorlcuratoli.it/patologia/poliposi-nasali/), il percorso va inquadrato insieme. ## Come si diagnostica la sinusite Nelle forme acute la diagnosi si basa sull'anamnesi e sulla fibroscopia nasale, che mostra lo stato delle mucose e della comunicazione con i seni o sbocco dei seni. Nelle forme croniche è fondamentale la TAC dei seni paranasali: permette di vedere con precisione quali seni sono coinvolti e di pianificare l'eventuale intervento. Quando si sospetta una componente allergica, le prove allergiche completano il quadro. ## Come si cura la sinusite: dalla terapia medica alla chirurgia FESS La scelta dipende dalla forma. Le sinusiti acute e ricorrenti si trattano con la terapia medica: cortisonici, lavaggi nasali e, solo nelle forme batteriche, antibiotici. Le forme croniche che non rispondono ai farmaci, o che hanno un ostacolo strutturale al drenaggio, richiedono la chirurgia. La chirurgia funzionale endoscopica del naso (FESS) apre le comunicazioni tra i seni paranasali e le fosse nasali, ripristina la normale ventilazione e drena i seni; nello stesso intervento si rimuovono i fattori favorenti, come una deviazione del setto, l'ipertrofia dei turbinati o i polipi. Si esegue interamente per via endoscopica, attraverso le narici, senza incisioni sul viso, e la degenza dopo l'intervento è breve. ## Perché curare la sinusite al Centro ORL Curatoli Il vantaggio di affidarsi a un centro otorinolaringoiatrico è che la sinusite viene inquadrata nella sua origine. Con la fibroscopia individuiamo cosa la mantiene, e nella stessa struttura possiamo trattare sia l'infiammazione sia la causa, dalla terapia medica all'intervento in anestesia locale nella sala operatoria interna per le patologie minori e in anestesia generale in clinica per i quadri più importanti, con i controlli successivi seguiti dalla stessa equipe. Approfondisci anche la pagina sulla [chirurgia nasale](https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-nasale/) e quella sulle [riniti croniche](https://centroorlcuratoli.it/patologia/riniti-croniche/). Per un approfondimento clinico puoi consultare la scheda sulla [sinusite sul portale ISSalute dell'Istituto Superiore di Sanità](https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/s/sinusite). ## Sinusite che torna di continuo? Trattiamone la causa Se gli episodi si ripetono o il naso chiuso e il dolore al viso non passano da settimane, una visita con fibroscopia individua cosa mantiene l'infiammazione e imposta la cura giusta, dalla terapia medica all'intervento. Se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulla sinusite ### Come si distingue una sinusite da un raffreddore? La differenza principale è la durata e il dolore facciale. Un raffreddore si risolve in pochi giorni, mentre la sinusite si protrae e si accompagna a dolore o pressione a zigomi, fronte e intorno agli occhi, spesso con muco denso e riduzione dell'olfatto. Quando i sintomi durano oltre dieci giorni o tornano spesso, è bene fare una visita. ### Quando la sinusite diventa cronica? Si parla di sinusite cronica quando l'infiammazione dei seni paranasali si protrae per oltre dodici settimane o si ripresenta di continuo. In questi casi c'è quasi sempre una causa di fondo, come una deviazione del setto, una poliposi o l'ipertrofia dei turbinati, che ostacola il drenaggio dei seni e va individuata e trattata. ### La sinusite si cura sempre con gli antibiotici? No. Gli antibiotici servono solo nelle forme batteriche acute. La sinusite cronica si gestisce soprattutto con cortisonici, lavaggi nasali e il trattamento della causa predisponente. L'uso di antibiotici senza una diagnosi precisa è spesso inutile e va evitato. ### Quando serve operare una sinusite? L'intervento si valuta nelle sinusiti croniche che non rispondono alla terapia medica, soprattutto quando esiste un ostacolo strutturale al drenaggio dei seni. La chirurgia endoscopica FESS ripristina la ventilazione agendo dall'interno del naso, senza incisioni sul viso, e spesso si corregge contestualmente la causa, come una deviazione del setto o una poliposi. La degenza dopo l'intervento è breve. ### Il mal di testa può dipendere dalla sinusite? Sì, il dolore della sinusite si concentra spesso al volto e alla fronte e tende a peggiorare piegando la testa in avanti. Non tutti i mal di testa, però, dipendono dai seni paranasali: la visita con fibroscopia serve proprio a capire se la causa è davvero sinusale. ### La sinusite acuta guarisce da sola? Nella maggior parte dei casi la sinusite acuta è di origine virale e tende a risolversi spontaneamente in una o due settimane, così come un comune raffreddore. Lavaggi nasali, riposo e idratazione aiutano il recupero. Se i sintomi non migliorano dopo 7-10 giorni, si aggravano o si associa febbre persistente, è opportuno consultare un medico per escludere una sovrainfezione batterica che richieda terapia specifica. ### Cosa si rischia se la sinusite non viene curata? Una sinusite trascurata può evolvere in sinusite cronica, con sintomi persistenti che si protraggono oltre le 12 settimane e impattano significativamente sulla qualità della vita. In casi rari, l'infezione può estendersi alle strutture vicine, provocando complicanze importanti a carico dehlli occhi o delle strutture cerebrali. Per questo è importante non sottovalutare i sintomi che non passano e rivolgersi allo specialista, soprattutto in presenza di dolore intenso, febbre alta o disturbi visivi. ### Cosa può peggiorare la sinusite? Ambienti con aria secca o molto fredda, fumo di sigaretta, allergie non trattate e deviazioni anatomiche come il setto deviato o i turbinati ingrossati possono ostacolare il drenaggio dei seni paranasali e favorire le recidive. Anche l'uso improprio di decongestionanti nasali, se prolungato oltre i 3-5 giorni, può provocare un effetto rebound che peggiora la congestione. Una valutazione otorinolaringoiatrica è utile per identificare e correggere i fattori predisponenti. ### Sinusite e sinusopatia sono la stessa cosa? Sì, nella pratica indicano lo stesso problema. Sinusopatia è il termine medico più generico per una sofferenza dei seni paranasali, mentre sinusite sottolinea la componente infiammatoria. Nei referti radiologici si legge spesso sinusopatia per descrivere alterazioni dei seni, che lo specialista interpreta poi alla luce dei sintomi. - Title link: Sinusiti: sintomi, cause e cura --- # Rinite cronica: il naso che non smette mai di essere chiuso Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/riniti-croniche/ La rinite cronica è un'infiammazione persistente della mucosa nasale dovuta a un'iperreattività del naso agli stimoli ambientali, che si manifesta con naso chiuso, starnuti e gocciolamento per gran parte dell'anno. Può essere allergica (reazione a polvere, pollini, muffe, acari o peli di animali), vasomotoria non allergica (negativa ai test, con sintomi aperiodici) oppure medicamentosa (da abuso di spray decongestionanti). Si inquadra con una visita specialistica, test allergometrici (Prick e RAST) e citologia nasale, e si cura con antistaminici e cortisonici topici; quando i farmaci non bastano più e i turbinati restano ingrossati, la soluzione diventa chirurgica. C'è chi convive tutto l'anno con il naso chiuso, gli starnuti a raffica e il gocciolamento continuo, pensando che sia un raffreddore che non passa. Quasi sempre, invece, è una rinite cronica da inquadrare. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, partiamo dalla domanda che fa la differenza: di che tipo di rinite si tratta. Perché non tutte le riniti sono uguali e curarle alla cieca con i soliti spray spesso si peggiorano le cose. ## I tipi di rinite cronica: allergica, vasomotoria e medicamentosa Riconoscere il tipo di rinite è il passaggio decisivo, perché la cura cambia completamente. Tutte le forme nascono da un'iperreattività della mucosa nasale a stimoli ambientali, ma l'origine di quegli stimoli le distingue. Rinite allergica (o vasomotoria specifica): scatenata da polvere, pollini, muffe, acari o forfora di animali, con starnuti, prurito e naso che cola, spesso a carattere stagionale Rinite vasomotoria aspecifica: negativa ai test allergici, reagisce a sbalzi di temperatura, odori e aria secca senza un'allergia di base, con sintomi aperiodici e non legati a una stagione precisa Rinite medicamentosa: causata dall'uso prolungato di spray decongestionanti, che crea dipendenza e mantiene il naso chiuso proprio a causa del farmaco Con il tempo, qualunque rinite cronica tende a far ingrossare i turbinati, ed è questa [ipertrofia dei turbinati](https://centroorlcuratoli.it/patologia/ipertrofia-turbinati/) a rendere il naso chiuso stabile e difficile da trattare con i soli farmaci. ## Sintomi della rinite cronica e naso chiuso cronico La rinite cronica si manifesta con naso chiuso persistente o alternato tra le narici, starnuti, prurito nasale, gocciolamento anteriore o posteriore verso la gola e spesso una riduzione dell'olfatto. Quando il disturbo dura tutto l'anno o per gran parte di esso, è il segnale che non si tratta di un raffreddore ma di un'infiammazione cronica da capire alla radice: una rinite trascurata può infatti favorire sinusiti e disturbi del sonno. ## Respiri male da mesi e gli spray non bastano più? Una visita specialistica con endoscopia individua il tipo di rinite e lo stato dei turbinati, così che la cura agisca anche sulla causa e non solo sul sintomo. Prenota il tuo appuntamento o, se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Come si diagnostica la rinite: test allergometrici e citologia nasale La diagnosi parte dalla visita specialistica con endoscopia nasale, che valuta lo stato della mucosa e dei turbinati. Per capire se la rinite è allergica si usano i test allergometrici (Prick test e RAST test): consentono una diagnosi precisa e permettono di impostare la terapia adeguata durante la stagione allergica o, quando indicato, una terapia iposensibilizzante, il cosiddetto vaccino per l'allergia. Se i test risultano negativi si parla di rinite vasomotoria aspecifica, con sintomi aperiodici e non stagionali. La citologia nasale, infine, caratterizza la rinite in base alle cellule infiammatorie presenti nella mucosa, come eosinofili, neutrofili e mastociti. ## Come si cura la rinite cronica La terapia dipende dal tipo di rinite. La terapia medica di base si fonda sull'uso di antistaminici e di cortisonici per uso topico, gli spray nasali. Nelle forme allergiche si agisce direttamente sull'allergia e, nei casi selezionati, con l'immunoterapia che lavora sulla causa. Nelle forme vasomotorie aspecifiche si controllano i fattori scatenanti e si imposta una terapia locale. In tutti i casi è fondamentale interrompere l'eventuale abuso di spray decongestionanti, che da soli mantengono il problema. Quando è l'ipertrofia dei turbinati a causare l'ostruzione e i farmaci non bastano più, la soluzione è la turbinoplastica, un intervento mini-invasivo che riduce il volume dei turbinati e restituisce spazio al passaggio dell'aria. È uno dei trattamenti che rientrano nella [chirurgia nasale](https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-nasale/) eseguita in sede. ## Le complicanze della rinite cronica trascurata Una rinite cronica non inquadrata e lasciata correre nel tempo finisce per dare complicanze. La prima e più frequente è l'ipertrofia dei turbinati, che rende l'ostruzione nasale stabile e non più reversibile con i farmaci. A seguire possono comparire la sinusite cronica e la poliposi nasale. Quando si arriva a questo punto, la terapia delle complicanze non è più solo medica ma chirurgica. È un motivo in più per non considerare il naso chiuso un fastidio con cui convivere e per inquadrarlo prima che si strutturi. ## Perché trattare la rinite cronica al Centro ORL Curatoli Il valore di una visita specialistica sta proprio nel distinguere il tipo di rinite e nel valutare con l'endoscopia lo stato dei turbinati. Trattare una rinite allergica come se fosse vasomotoria, o ignorare un'ipertrofia ormai stabilizzata, è il motivo per cui tante persone non risolvono. Al Centro ORL Curatoli inquadriamo la causa con i test giusti e, quando serve l'intervento, lo eseguiamo nella stessa struttura, con la stessa equipe. Vedi anche la pagina sulla [chirurgia nasale](https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-nasale/) e l'approfondimento sull'[ipertrofia dei turbinati](https://centroorlcuratoli.it/patologia/ipertrofia-turbinati/). Per un approfondimento clinico puoi consultare la scheda sulla [rinite del Manuale MSD](https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-orecchie-naso-e-gola/patologie-del-naso-e-dei-seni-paranasali/rinite). ## Non lasciare che la rinite cronica apra la strada alle complicanze Un'infiammazione nasale trascurata fa ingrossare i turbinati e può favorire sinusiti croniche, complicanze che spesso si risolvono solo con la chirurgia. Prenota la visita finché la rinite si controlla ancora con la sola terapia. Se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulla rinite cronica ### Come si distingue una rinite allergica da una non allergica? La rinite allergica si accompagna a prurito, starnuti a raffica e naso che cola, spesso in relazione a polvere, pollini, acari o animali, e si conferma con i test allergometrici Prick e RAST. La rinite vasomotoria aspecifica, invece, reagisce a sbalzi di temperatura, odori o aria secca senza un'allergia di base ed è negativa ai test. La visita, con i test e la citologia nasale, permette di distinguerle e impostare la cura corretta. ### Perché il naso resta chiuso anche senza raffreddore? Un naso chiuso costante senza raffreddore è spesso il segno di una rinite cronica che ha fatto ingrossare i turbinati. Quando l'ipertrofia dei turbinati si stabilizza, l'ostruzione diventa permanente e non risponde più ai semplici decongestionanti. Serve una visita per capire la causa e il trattamento adatto. ### Gli spray nasali possono peggiorare la rinite? Sì. L'uso prolungato di spray decongestionanti può causare una rinite medicamentosa, una forma di dipendenza in cui il naso resta chiuso proprio a causa del farmaco. In questi casi è necessario sospendere gradualmente lo spray sotto controllo medico e impostare una terapia alternativa. ### La rinite cronica si può guarire definitivamente? Dipende dal tipo. La rinite allergica si controlla molto bene con la terapia e, in casi selezionati, con l'immunoterapia che agisce sulla causa. Quando l'ostruzione è dovuta a turbinati ormai ingrossati in modo stabile, la turbinoplastica offre un miglioramento duraturo della respirazione. ### La rinite cronica può causare altri problemi? Sì. Una rinite trascurata favorisce ipertrofia dei turbinati, sinusiti croniche ricorrenti e poliposi nasale, oltre a disturbi del sonno con russamento e respirazione orale. Per questo conviene inquadrarla e trattarla anche quando sembra solo un fastidio cronico, prima che le complicanze richiedano un intervento chirurgico. ### Quali sono i sintomi tipici della rinite cronica? I sintomi più comuni sono naso chiuso persistente (spesso peggiore di notte o al mattino), scolo nasale trasparente o denso, starnuti ripetuti, prurito nasale e sensazione di muco che scende in gola. Con il tempo può comparire anche una lieve riduzione dell'olfatto. A differenza di un raffreddore comune, questi disturbi si protraggono per settimane o mesi senza risolversi spontaneamente. ### Cosa può scatenare o peggiorare la rinite cronica? Le cause sono diverse: allergeni perenni come acari della polvere, muffe o peli di animali, ma anche fattori irritanti non allergici come fumo, aria secca, sbalzi di temperatura e inquinamento. L'uso prolungato di spray decongestionanti vasocostrittori può essa stessa peggiorare la rinite, creando un effetto rebound. Una valutazione specialistica permette di identificare la causa specifica e impostare la terapia corretta. ### Esistono rimedi naturali utili per la rinite cronica? I lavaggi nasali con soluzione salina o soluzione fisiologica sono il rimedio naturale più efficace e raccomandato: aiutano a rimuovere allergeni, muco e sostanze irritanti, riducendo il gonfiore della mucosa. Possono essere affiancati dall'umidificazione degli ambienti e dall'evitare l'esposizione agli agenti scatenanti noti. Da soli, però, raramente bastano nelle forme moderate o severe: lo specialista valuterà se associare farmaci topici o altre terapie. - Title link: Riniti croniche: diagnosi e terapia --- # Poliposi nasale: quando il naso si chiude e l'olfatto sparisce Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/poliposi-nasali/ La poliposi nasale è un'infiammazione cronica della mucosa dei seni paranasali che porta alla formazione di escrescenze benigne, i polipi, dentro il naso. Non è un tumore. I sintomi principali sono naso chiuso persistente e perdita di olfatto e gusto. Si diagnostica con la fibroscopia nasale e la TAC e si cura per gradi: dal cortisone alla chirurgia endoscopica FESS quando i polipi ostruiscono la respirazione, con i farmaci biologici riservati a casi selezionati. Il naso chiuso da mesi, gli odori che non si sentono più, anche il gusto del cibo spento. Se ti riconosci, al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, affrontiamo la poliposi con un percorso che parte da una diagnosi precisa e arriva, quando serve, alla chirurgia. La cosa che spaventa di più i pazienti è la perdita dell'olfatto. È un sintomo tipico della poliposi, e la buona notizia è che, trattando l'infiammazione, nella maggior parte dei casi l'olfatto si recupera. ## Polipi nasali: sintomi e come accorgersene I polipi nasali sono escrescenze benigne, di solito bilaterali ed edematose, che crescono lentamente occupando spazio dentro il naso. Con il progressivo aumento di volume compaiono una difficoltà respiratoria crescente e la rinorrea, cioè lo scolo continuo di muco. Proprio perché si installano poco alla volta, spesso ci si abitua ai sintomi senza rendersene conto. I segni più frequenti sono: Naso chiuso persistente, che non passa con i comuni decongestionanti Riduzione o perdita di olfatto e gusto Scolo di muco denso, anche posteriore verso la gola Senso di pressione o dolore al volto, a livello dei seni paranasali Disturbi del sonno, russamento e mal di testa La poliposi rientra in un quadro più ampio di patologia nasale: è spesso associata a riniti croniche (allergiche o vasomotorie), sinusite cronica e asma. Per questo va sempre inquadrata in modo completo, non come un disturbo isolato. ## Come si diagnostica la poliposi nasale La diagnosi si fa con la visita otorinolaringoiatrica e la fibroscopia nasale (endoscopia a fibre ottiche), che permette di vedere direttamente i polipi, valutarne l'estensione e distinguerli da altre cause di ostruzione. La TAC dei seni paranasali completa il quadro e serve a pianificare l'eventuale intervento. La fibroscopia è il vero punto di forza di un centro ORL: senza vedere dentro il naso non si può capire quanto la poliposi sia avanzata. ## Vuoi tornare a respirare bene e recuperare l'olfatto? Una visita con endoscopia nasale chiarisce in pochi minuti quanto i polipi siano estesi e qual è il percorso giusto per il tuo caso, dalla terapia medica all'eventuale intervento. Se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## I gradi della poliposi nasale: la classificazione PNS Per misurare quanto i polipi siano estesi si usa il Polyps Nasal Score (PNS), che li classifica in quattro gradi in base alle dimensioni. È un riferimento utile per scegliere la terapia e per seguire l'andamento nel tempo. Grado PNS Dimensioni dei polipi Effetto sulla respirazione 1-2 Piccoli o poco voluminosi Scarso ostacolo alla respirazione 3-4 Di dimensioni maggiori Ostruzione nasale marcata ## Come si cura la poliposi nasale: dai farmaci alla chirurgia FESS Il percorso di cura si articola su più livelli, in base alla gravità. Si parte quasi sempre dalla terapia medica con cortisone, topico (spray) o sistemico, che riduce l'infiammazione e può far regredire i polipi più piccoli. Quando la terapia medica non dà un benessere duraturo, non è efficace o il quadro è complicato, si passa alla chirurgia endoscopica dei seni paranasali, la cosiddetta FESS: un intervento mini-invasivo che rimuove i polipi e ripristina il drenaggio dei seni, lavorando attraverso le narici senza incisioni esterne. Nelle forme gravi esistono anche i farmaci biologici, che agiscono sull'infiammazione alla base della malattia. Vanno però considerati con attenzione: il loro effetto è solo sintomatico e cessa alla sospensione, possono dare effetti collaterali che costringono a interrompere la cura e hanno un costo elevato. Per questo li riserviamo a casi selezionati, in genere pazienti con altre patologie come l'asma o che, per le loro condizioni generali, non possono affrontare l'intervento. ## Perché la poliposi nasale non va trascurata La poliposi nasale è una malattia che tende a recidivare: la chirurgia rimuove i polipi ma non spegne l'infiammazione che li genera. Questo non è un buon motivo per rimandare la cura, ma per affidarsi a un centro che ti segue nel tempo, combinando terapia medica, eventuale chirurgia e controlli regolari. Al Centro ORL Curatoli inquadriamo diagnosi, terapia e follow-up nello stesso percorso, con la stessa equipe, e disponiamo della sala operatoria interna per gli interventi. Vedi anche la pagina sulla [chirurgia nasale](https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-nasale/) e le pagine su [sinusiti](https://centroorlcuratoli.it/patologia/sinusiti/) e [riniti croniche](https://centroorlcuratoli.it/patologia/riniti-croniche/). Per un approfondimento clinico puoi consultare la scheda sui [polipi nasali su Humanitas](https://www.humanitas.it/malattie/polipi-nasali/). Naso chiuso che non passa? Se cerchi un [otorino a Bari](https://centroorlcuratoli.it/otorino-bari/) per valutare la poliposi nasale, al Centro ORL Curatoli trovi endoscopia, diagnosi e intervento nello stesso centro. ## La poliposi tende a tornare: fatti seguire nel tempo Poiché i polipi possono riformarsi, il risultato dipende da un percorso continuo: diagnosi, terapia, eventuale chirurgia e controlli regolari con la stessa equipe. Prenota la visita e imposta con noi il piano giusto per il tuo caso. Se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulla poliposi nasale ### Come si cura la poliposi nasale? La cura procede per livelli. Si parte dai cortisonici, in spray o per via sistemica, per ridurre l'infiammazione e far regredire i polipi piccoli. Nelle forme gravi si usano i farmaci biologici. Quando la terapia medica non basta si ricorre alla chirurgia endoscopica FESS, che rimuove i polipi e ripristina il drenaggio dei seni paranasali. ### Che problemi danno i polipi nel naso? I polipi nasali causano ostruzione respiratoria persistente, riduzione o perdita di olfatto e gusto, scolo di muco denso, senso di pressione al volto e disturbi del sonno. Essendo legati a un'infiammazione cronica, sono spesso associati a sinusiti ricorrenti, asma e allergie. ### Cosa succede se non si operano i polipi nasali? Se non trattati, i polipi tendono ad aumentare di volume peggiorando l'ostruzione nasale, la perdita di olfatto e la qualità del sonno, e favoriscono sinusiti ricorrenti. Non tutti i casi richiedono la chirurgia: molte forme si controllano con la terapia medica. La visita serve a stabilire il percorso giusto. ### Si possono eliminare i polipi nasali senza intervento? Sì, nei casi non avanzati i polipi possono ridursi con la terapia medica a base di cortisonici e, nelle forme gravi, con i farmaci biologici. La chirurgia si riserva ai casi in cui i farmaci non bastano. Solo la visita con endoscopia può stabilire se nel tuo caso è possibile evitare l'intervento. ### La poliposi nasale può tornare dopo l'intervento? Sì, la poliposi è una malattia soggetta a recidive, perché la chirurgia rimuove i polipi ma non elimina l'infiammazione cronica che li genera. Per questo è importante proseguire con la terapia medica e i controlli nel tempo, riducendo così il rischio che i polipi si riformino. ### Come ci si accorge di avere i polipi nasali? I polipi nasali nelle fasi iniziali possono essere quasi asintomatici. Con il crescere delle dimensioni compaiono naso chiuso persistente, riduzione o perdita dell'olfatto (iposmia o anosmia), scolo di muco abbondante e senso di pressione al viso. La perdita dell'olfatto è spesso il segnale che spinge a rivolgersi allo specialista. La diagnosi viene confermata con una visita otorinolaringoiatrica ed endoscopia nasale. ### Come vengono tolti i polipi nasali con l'intervento? Quando la terapia medica (spray cortisonici, lavaggi, eventuale cortisone orale) non è sufficiente, si ricorre alla chirurgia endoscopica nasosinusale, chiamata FESS. Si tratta di un intervento mini-invasivo eseguito in anestesia, senza incisioni esterne, in cui i polipi vengono rimossi attraverso le narici con strumenti endoscopici. Il ricovero è generalmente breve e il recupero funzionale avviene in pochi giorni. - Title link: Poliposi nasali: sintomi e trattamento --- # Perforazione del timpano: quando guarisce da sola e quando serve operare Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/perforazione-del-timpano/ La perforazione del timpano e una lacerazione della sottile membrana che separa il condotto uditivo dall'orecchio medio, di solito causata da un'otite o da un trauma. Nella maggior parte dei casi, soprattutto se piccola e di origine traumatica, guarisce da sola in poche settimane. Quando invece il foro non si chiude, o nasce da un'otite cronica, lo si ripara con un intervento mini-invasivo, la miringoplastica, che ricostruisce il timpano e recupera l'udito. Al Centro ORL Curatoli, vicino Bari, valutiamo la perforazione e, se serve, la trattiamo chirurgicamente. ## Perche il timpano si perfora: traumi, otiti e infiammazioni Le cause piu frequenti sono sostanzialmente due. La prima e un'infezione: un'otite media acuta o ricorrente puo far accumulare pressione dietro il timpano fino a lacerarlo. La seconda e un trauma: uno schiaffo, un forte rumore, un brusco sbalzo di pressione (come in immersione o in aereo), o l'uso improprio di cotton fioc e altri oggetti nel condotto. In molti casi, pero, la perforazione e l'esito di un processo infiammatorio cronico dell'orecchio medio. Puo associarsi a quadri di [otiti](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otiti/) complicate da granulazioni o da [colesteatoma](https://centroorlcuratoli.it/patologia/colesteatoma/). In queste situazioni il foro non tende a chiudersi da solo e va affrontato con lo specialista. ## I sintomi della perforazione del timpano da riconoscere I sintomi cambiano con la forma e la durata, ma il quadro classico mette insieme ostruzione nasale e dolore al viso. I più frequenti sono: Dolore acuto e improvviso all'orecchio, che a volte cessa bruscamente dopo la rottura Fuoriuscita di liquido pus o sangue dall'orecchio (otorrea) Calo dell'udito nell'orecchio interessato (ipoacusia) Acufeni cioè ronzii o fischi, e talvolta vertigini ## Quanto rischia il tuo udito se aspetti troppo Una perforazione che resta aperta a lungo non e solo un fastidio passeggero: espone a otiti ricorrenti e a un calo dell'udito che, col tempo, puo diventare irreversibile. Se da settimane senti meno da un orecchio, oppure ne esce liquido, fai valutare il timpano al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari: una visita e un [esame dell'udito](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/) bastano a capire come intervenire. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Cosa fare e cosa non fare con il timpano perforato In attesa della visita, ci sono alcune precauzioni semplici ma importanti per non peggiorare la situazione e favorire la guarigione spontanea: Orecchio asciutto: evita che l'acqua entri durante doccia, bagno o nuotate Niente oggetti nel condotto: no cotton fioc, dita o gocce non prescritte Stop a tuffi e immersioni: aspetta la guarigione completa Specialista subito: in caso di forti vertigini, perdita improvvisa dell'udito o sanguinamento continuo ## Quando la perforazione non si chiude: i rischi per l'udito La perforazione è una porta aperta, innaturale, tra l'orecchio medio e l'esterno. Attraverso questa apertura possono entrare i germi responsabili delle riacutizzazioni delle otiti. Per questo, quando il foro nasce da un'otite cronica e non si rimargina, va chiuso: lasciarlo aperto significa convivere con infezioni ripetute. Nelle otiti croniche semplici, la perforazione si manifesta con ipoacusia e con otorrea durante le riacutizzazioni. Nel tempo, se il timpano non viene chiuso, si assiste a un peggioramento lento, progressivo e irreversibile dell'udito, dovuto a una sofferenza dell'organo uditivo. È proprio per questo che non conviene aspettare a lungo. Nelle otiti complicate il quadro è più serio: riacutizzazioni più frequenti, una perdita uditiva maggiore e possibili complicanze come la paralisi del nervo facciale, le vertigini e, nei casi più gravi, complicanze endocraniche. Sono situazioni che richiedono una valutazione specialistica senza rinvii. ## Gli interventi per riparare il timpano: miringoplastica e timpanoplastica La diagnosi è semplice e si fa con l'otoscopia, l'osservazione diretta del timpano durante la visita, completata dall'[esame audiometrico](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/) per valutare l'effetto sull'udito. Nella maggior parte dei casi, soprattutto se la perforazione è piccola e di origine traumatica, il timpano guarisce spontaneamente in poche settimane. Quando invece il foro non si chiude da solo, o la perforazione è cronica, l'unica terapia possibile è la ricostruzione del timpano. Si chiama miringoplastica ed è un intervento mini-invasivo che chiude la perforazione utilizzando un piccolo innesto di tessuto del paziente stesso, recuperando l'udito. Per le perforazioni semplici, la ricostruzione del timpano si può eseguire in anestesia locale e senza ricovero. Quando la perforazione si associa a una patologia dell'orecchio medio o a un'erosione degli ossicini, l'intervento è più complesso: lo scopo è eliminare la patologia, ricostruire il timpano e, se necessario, la catena degli ossicini per ripristinare un udito sufficiente. In questo caso si parla di timpanoplastica. A seconda dell'estensione della patologia l'intervento può essere più o meno conservativo: se limitato agli spazi anteriori dell'orecchio medio, può essere effettuato in endoscopia. ## Perché rivolgersi al Centro ORL Curatoli per la perforazione del timpano Riparare un timpano che non si chiude da solo è la scelta giusta per fermare le otiti e proteggere l'udito. La miringoplastica e la timpanoplastica fanno parte della [chirurgia dell'orecchio](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/), il cuore della specializzazione del centro. Disponiamo di sala operatoria interna: visita, esame dell'udito, eventuale intervento e controlli successivi avvengono nella stessa struttura, con la stessa equipe. Vedi anche la pagina sull'[otochirurgia](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/) e gli approfondimenti su [otiti](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otiti/) e [colesteatoma](https://centroorlcuratoli.it/patologia/colesteatoma/). Per una fonte autorevole puoi consultare la scheda sulla [perforazione del timpano sul Manuale MSD](https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-orecchie-naso-e-gola/patologie-dell-orecchio-medio/perforazione-del-timpano). ## Ripara il timpano e recupera l'udito al Centro ORL Curatoli Quando la guarigione spontanea non arriva, la miringoplastica chiude la perforazione e recupera l'udito, spesso in anestesia locale e senza ricovero. Visita, esami e intervento si svolgono nella stessa struttura, con la stessa equipe di specialisti. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande Frequenti sulla Perforazione del Timpano ### Cosa succede se si perfora il timpano? Al momento della perforazione si avverte in genere un dolore acuto e improvviso, che spesso cessa subito dopo la rottura, talvolta accompagnato da fuoriuscita di liquido, calo dell'udito, ronzii o vertigini. La membrana lacerata lascia l'orecchio medio più esposto alle infezioni, per questo è importante tenere l'orecchio asciutto e farsi visitare. ### Quanto ci mette a guarire un timpano perforato? Nella maggior parte dei casi, soprattutto se la perforazione è piccola e di origine traumatica, il timpano si rimargina spontaneamente in poche settimane, in genere entro uno o due mesi. Se trascorso questo periodo il foro non si è chiuso, è opportuno valutare con lo specialista la riparazione chirurgica. ### Come si ripara il timpano perforato? Quando il timpano non guarisce da solo si ricorre alla miringoplastica, un intervento mini-invasivo che chiude la perforazione utilizzando un piccolo innesto di tessuto prelevato dal paziente stesso. Per le perforazioni semplici l'intervento si può eseguire in anestesia locale e senza ricovero, con recupero dell'udito. Se sono coinvolti gli ossicini, si esegue una timpanoplastica. ### Il timpano perforato guarisce da solo? Sì, molto spesso il timpano perforato guarisce da solo in poche settimane, specie nelle perforazioni piccole e post-traumatiche. È però importante una visita per controllare l'evoluzione, tenere l'orecchio asciutto ed evitare infezioni. Quando la perforazione nasce da un'otite cronica, invece, di solito non si chiude e va riparata. ### Che problemi dà il timpano perforato? Una perforazione che non si chiude può causare un calo dell'udito e rendere l'orecchio più soggetto a otiti ricorrenti, perché viene meno la barriera che protegge l'orecchio medio. Col tempo l'ipoacusia può peggiorare in modo irreversibile e, nelle forme complicate, possono comparire vertigini, paralisi del nervo facciale o complicanze endocraniche. Riparare il timpano risolve questi problemi e ripristina l'udito. ### Come capire se si è perforato il timpano? I segnali tipici sono un dolore improvviso all'orecchio, spesso seguito da un senso di sollievo immediato, una riduzione dell'udito e la fuoriuscita di liquido o sangue dal condotto uditivo. In alcuni casi compaiono anche acufeni o una sensazione di vertigine. Se noti uno o più di questi sintomi dopo un trauma, un barotrauma o un'otite acuta, è opportuno farsi visitare da un otorinolaringoiatra. ### Cosa senti quando hai il timpano perforato? La sensazione più comune è un calo dell'udito, spesso descritto come un ovattamento dell'orecchio. Possono accompagnarsi un ronzio, un lieve dolore persistente quando entra acqua nel condotto e, nei casi in cui la perforazione è avvenuta per trauma, un dolore acuto iniziale. Non sempre la perforazione è dolorosa: nelle perforazioni da otite, la rottura della membrana riduce la pressione e il dolore diminuisce. ### Cosa non fare con il timpano perforato? Con il timpano perforato è fondamentale tenere l'orecchio asciutto: evita la doccia senza protezioni, il nuoto e le immersioni. Non inserire mai cotton fioc, gocce auricolari o altri liquidi nel condotto senza indicazione dello specialista. È preferibile rimandare i viaggi in aereo finché la membrana non è guarita, per evitare ulteriori barotraumi. ### Perché il timpano perforato a volte non guarisce da solo? Il timpano ha una buona capacità di rigenerazione spontanea, ma in alcune situazioni la guarigione non avviene: perforazioni molto ampie, localizzate ai margini della membrana o associate a infezioni ricorrenti tendono a restare aperte. In questi casi l'otorinolaringoiatra valuta se procedere con un intervento di ricostruzione della membrana. - Title link: Perforazione del timpano: cura e ricostruzione --- # Otite: tipi, sintomi e quando rivolgersi allo specialista Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/otiti/ L'otite è l'infiammazione dell'orecchio più comune e si presenta in tre forme: esterna, quando interessa la pelle del condotto uditivo; media, quando colpisce la cavità dietro il timpano; cronica, quando si ripete o non guarisce nel tempo. I sintomi tipici sono mal d'orecchio, senso di orecchio ovattato, calo dell'udito e a volte febbre o secrezioni. La maggior parte delle otiti si risolve in pochi giorni, anche senza antibiotico, ma quando i sintomi non passano, tornano spesso o si fanno intensi serve lo specialista: dietro un'otite cronica possono nascondersi una perforazione del timpano o un colesteatoma, che richiedono una cura mirata e talvolta chirurgica. ## I tre tipi di otite: esterna, media e cronica Non tutte le otiti sono uguali, e capire quale tipo si ha è il primo passo per curarla bene. La sede dell'infiammazione cambia sintomi, cause e trattamento. ### Otite esterna È l'infiammazione della pelle del condotto uditivo esterno, di origine batterica o micotica. D'estate è frequentissima dopo i bagni in mare o in piscina, tanto da essere chiamata anche otite del nuotatore, e il segno tipico è il dolore che aumenta premendo davanti all'orecchio. Sintomi, durata, cure e prevenzione nella guida dedicata all'[otite esterna](https://centroorlcuratoli.it/otite-esterna-sintomi-cura/). ### Otite media L'otite media si sviluppa dietro il timpano, nella cavità dell'orecchio medio dove si trovano gli ossicini che, insieme alla membrana, trasmettono i suoni. L'orecchio medio comunica con il naso attraverso la tuba di Eustachio, che ne assicura la ventilazione: quando questa comunicazione si altera compaiono ovattamento e dolore. È quello che accade con le brusche variazioni di pressione delle immersioni o dei voli aerei, e con tutte le patologie del naso che impediscono una corretta ventilazione dell'orecchio, come le rinosinusiti, la [poliposi nasale](https://centroorlcuratoli.it/patologia/poliposi-nasali/), la [deviazione del setto](https://centroorlcuratoli.it/patologia/deviazione-del-setto/) e, nei bambini, l'ipertrofia adenoidea. L'otite media acuta è una delle infezioni più comuni, soprattutto nei bambini, e si manifesta con dolore, calo dell'udito, acufeni, pulsazioni, vertigini e talvolta febbre. Poiché l'infiammazione nasale, allergica o infettiva, ne favorisce la comparsa, il trattamento del naso va associato a quello dell'orecchio. Una forma molto frequente è l'otite media sieromucosa, cioè l'accumulo di muco nell'orecchio medio. È diffusissima nei bambini, ma compare anche negli adulti, favorita da una patologia nasale acuta o cronica. La presenza di muco e l'assenza di aria impediscono al timpano di vibrare, e questo provoca ipoacusia o sensazione di udito ovattato. La cura punta a far drenare il muco attraverso la tuba di Eustachio con una terapia del naso e, quando questa non basta, con un trattamento chirurgico mini-invasivo (il drenaggio timpanico, descritto più avanti). ### Otite cronica Si parla di otite cronica quando l'infiammazione si ripete o non si risolve nel tempo. È la forma che richiede più attenzione. Viene definita semplice quando è presente solo una perforazione del timpano stabilizzata, complicata quando si sviluppano granulazioni (otite cronica granulomatosa) o un colesteatoma. È proprio questa la forma in cui un'otite trascurata può evolvere verso danni dell'udito e complicanze, e la sua terapia è chirurgica. ## Forme particolari di otite: otomicosi e otite bollosa Oltre alle tre forme principali esistono varianti più specifiche. L'otomicosi è un'otite esterna causata da funghi (spesso Aspergillus o Candida) anziché da batteri: provoca prurito intenso, senso di orecchio pieno e una caratteristica patina nel condotto uditivo. Si tratta con una pulizia accurata in ambulatorio e antimicotici locali, evitando i comuni antibiotici che non hanno effetto sui funghi. L'otite bollosa (o miringite bollosa) è invece un'infiammazione del timpano con la comparsa di piccole bolle dolorose sulla membrana, di solito legata a infezioni virali. È molto dolorosa ma tende a risolversi con terapia sintomatica e controllo specialistico. ## Quando l'otite guarisce da sola e quando serve lo specialista Va detto con chiarezza, perché è ciò che molti cercano: gran parte delle otiti, soprattutto quelle virali, si risolve spontaneamente in pochi giorni, e nel frattempo il dolore si allevia con i farmaci indicati dal medico. Non sempre, quindi, servono l'antibiotico o una visita specialistica. È invece importante rivolgersi a un otorinolaringoiatra quando: I sintomi non migliorano dopo due o tre giorni Il dolore è molto forte o insopportabile Esce pus o sangue dall'orecchio, possibile segno di una [perforazione del timpano](https://centroorlcuratoli.it/patologia/perforazione-del-timpano/) La febbre è alta o si avverte un calo netto dell'udito Le otiti si ripetono spesso o tendono a diventare croniche ## Mal d'orecchio che non passa o otiti che tornano? Falle valutare Se un'otite non migliora dopo qualche giorno, fa molto male o si ripresenta di continuo dallo stesso orecchio, una visita serve a capirne la causa ed evitare che evolva. In studio esaminiamo l'orecchio con l'otoscopia e, quando indicato, con il tampone auricolare e l'esame dell'udito. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) o prenota online. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Come si diagnostica l'otite La diagnosi dell'otite esterna si basa sull'ispezione del condotto e, quando necessario, sull'aspirazione delle secrezioni; il tampone auricolare aiuta a identificare l'agente responsabile nelle forme resistenti. Per l'orecchio medio la valutazione parte dall'otoscopia, che osserva il timpano, e si completa con l'[esame audiometrico e impedenzometrico](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/), che misura l'effetto dell'otite sull'udito e lo stato dell'orecchio medio. Nelle forme croniche o complicate possono servire approfondimenti per studiare l'estensione del problema e pianificare l'eventuale intervento. Informazioni di salute affidabili sull'otite sono disponibili anche sul portale [ISSalute dell'Istituto Superiore di Sanità](https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/o/otite). Quando l'otite si accompagna a [sanguinamento dall'orecchio (otorragia)](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otorragia/), l'esame serve anche a capire da dove origina il sangue. ## Come si curano le otiti: dalla terapia medica alla chirurgia Nelle forme acute la cura è quasi sempre medica e mira a spegnere infiammazione e infezione, associando il trattamento del naso quando una patologia nasale alimenta l'otite. Nell'otite media sieromucosa la terapia punta a far drenare il muco attraverso la tuba di Eustachio. Quando il trattamento medico non basta, o quando l'otite diventa cronica, entra in gioco la chirurgia, che oggi nelle forme adatte è mini-invasiva ed endoscopica. Intervento Quando si esegue Drenaggio timpanico Otite media sieromucosa con muco persistente: una piccola incisione del timpano permette di aspirare le secrezioni e posizionare un tubicino di ventilazione (circa 2 mm). Si esegue ambulatorialmente in anestesia locale, con recupero uditivo immediato; il tubo si rimuove dopo 2-3 mesi e la membrana cicatrizza spontaneamente Miringoplastica Riparazione di una perforazione del timpano stabilizzata: eseguita in endoscopia, senza incisioni esterne, previene le riacutizzazioni infettive e consente di recuperare un udito normale, con guarigione più rapida Timpanoplastica Otiti croniche complicate da granulazioni o colesteatoma: non è la riparazione del solo timpano, ma la rimozione della patologia dall'orecchio medio e la ricostruzione degli ossicini quando necessario La perforazione del timpano è spesso l'esito stabilizzato di otiti acute o di traumi. All'inizio l'orecchio medio non è danneggiato, ma l'esposizione all'aria e le infezioni ricorrenti che passano attraverso la perforazione finiscono per danneggiare nel tempo la mucosa e gli ossicini, con un calo dell'udito progressivo o lo sviluppo di otiti complicate. Per questo ripararla tempestivamente con la miringoplastica è importante. Quando invece la patologia interessa la cassa del timpano, l'intervento può essere endoscopico come la miringoplastica; la diffusione agli spazi posteriori dell'orecchio e le complicanze, al contrario, controindicano l'approccio mini-invasivo. La regola pratica è semplice: una diagnosi precoce consente interventi endoscopici mini-invasivi e un buon ripristino dell'udito. ## Perché le otiti ricorrenti e croniche vanno valutate È su questo punto che il ruolo di un centro otorinolaringoiatrico fa la differenza. Un'otite isolata si gestisce di solito con il medico di base, ma quando le otiti tornano di continuo o non si risolvono, dietro può esserci qualcosa da indagare. Un'otite media cronica trascurata può portare alla [perforazione del timpano](https://centroorlcuratoli.it/patologia/perforazione-del-timpano/) o evolvere in [colesteatoma](https://centroorlcuratoli.it/patologia/colesteatoma/), condizioni che richiedono un trattamento specialistico e spesso chirurgico. Riconoscere per tempo un'otite che non si comporta come dovrebbe permette di intervenire prima che si creino danni stabili all'udito. Quando serve la chirurgia, fa parte della [chirurgia dell'orecchio](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/). ## Affidati a un centro che segue l'otite dalla diagnosi all'intervento Quando un'otite si ripete o si cronicizza, avere un unico riferimento che valuta l'orecchio, misura l'udito e, se serve, opera, evita rimpalli tra strutture diverse e tempi persi. Al Centro ORL Curatoli diagnosi, terapia ed eventuale chirurgia mini-invasiva avvengono nella stessa struttura, con sala operatoria interna e la stessa équipe. Per una valutazione chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sull'otite ### Che sintomi si hanno con l'otite? Il sintomo principale è il mal d'orecchio, acuto o persistente, spesso accompagnato da senso di orecchio ovattato, calo dell'udito e, soprattutto nei bambini, febbre. Possono comparire secrezioni di liquido o pus e, nell'otite esterna, prurito e dolore quando si tocca il padiglione dell'orecchio o si mastica. ### Come si fa a guarire l'otite? Molte otiti, soprattutto virali, guariscono spontaneamente in pochi giorni, e nel frattempo il dolore si allevia con i farmaci indicati dal medico. L'otite esterna si tratta spesso con gocce auricolari specifiche. Quando i sintomi non migliorano, sono molto intensi o le otiti si ripetono, serve la valutazione di uno specialista per individuare la cura corretta, che nelle forme croniche può essere chirurgica. ### Perché viene l'otite? L'otite è in genere causata da un'infezione virale, batterica o fungina. L'otite esterna è favorita dall'acqua che ristagna nel condotto, tipica dei bagni estivi, mentre l'otite media è spesso legata a raffreddori, patologie del naso e cattiva ventilazione dell'orecchio attraverso la tuba di Eustachio, motivo per cui è più frequente nei bambini. ### Quanti giorni dura l'otite? Nella maggior parte dei casi l'otite si risolve nel giro di pochi giorni, in genere entro una settimana. Se i sintomi durano più a lungo, peggiorano o si ripresentano frequentemente, è opportuna una visita specialistica, perché un'otite che non guarisce può evolvere in forma cronica con possibili complicanze. ### L'otite può guarire da sola? Sì, molte otiti guariscono da sole in pochi giorni senza bisogno di antibiotici, soprattutto quelle di origine virale. È comunque importante tenere l'orecchio asciutto, non introdurre nulla nel condotto e rivolgersi al medico se compaiono dolore forte, fuoriuscita di pus o sangue, febbre alta o calo dell'udito. ### L'otite sieromucosa nei bambini come si tratta? Si parte da una terapia del naso che aiuta a far drenare il muco dall'orecchio medio attraverso la tuba di Eustachio. Quando il muco persiste e l'udito resta ovattato, si può eseguire il drenaggio timpanico: un piccolo intervento ambulatoriale che aspira le secrezioni e posiziona un tubicino di ventilazione, con recupero uditivo immediato. ### Quanto costa una visita per l'otite? La visita otorinolaringoiatrica privata ha un costo di 120-150 euro e comprende la valutazione dell'orecchio con l'otoscopia. Gli eventuali esami dell'udito o il tampone auricolare necessari alla diagnosi vengono indicati durante la visita. Non serve l'impegnativa del medico per prenotare. ### Cosa non bisogna fare quando si ha l'otite? Bisogna evitare di introdurre cotton fioc o altri oggetti nel condotto uditivo: irritano la mucosa e possono spingere materiale verso il timpano. È sconsigliato bagnarsi l'orecchio fino alla guarigione, quindi occhio alla doccia e niente mare o piscina. Non bisogna tamponare o "coprire" l'orecchio con ovatta se c'è fuoriuscita di liquido, e soprattutto non bisogna prendere antibiotici senza prescrizione medica. ### I lavaggi nasali possono causare l'otite? Se eseguiti correttamente i lavaggi nasali sono sicuri e anzi utili a liberare le vie aeree superiori riducendo il rischio di otite media. Il problema può sorgere se il liquido viene instillato con troppa pressione o se il paziente non è in posizione corretta: in quel caso una piccola quantità di soluzione può risalire attraverso la tromba di Eustachio verso l'orecchio medio. Lo specialista indica la tecnica giusta, soprattutto nei bambini piccoli. ### L'otite può causare nausea e vomito? Nei bambini piccoli l'otite media acuta si accompagna spesso a febbre, irritabilità, nausea e talvolta vomito, anche senza un dolore auricolare chiaramente espresso. Negli adulti questi sintomi sono meno frequenti, ma una sensazione di malessere generale può esserci, specie nelle forme più acute. Se compaiono nausea intensa, vertigini o vomito associati a dolore all'orecchio è opportuno consultare lo specialista per escludere un coinvolgimento dell'orecchio interno. ### Quando bisogna andare al pronto soccorso per l'otite? Per la maggior parte delle otiti non è necessario il pronto soccorso: bastano il medico di base o lo specialista ORL. È invece il caso di recarsi in urgenza se compaiono dolore molto intenso e improvviso che non cede agli antidolorifici, febbre alta persistente, fuoriuscita di pus o sangue dall'orecchio, gonfiore e arrossamento intorno all'orecchio (possibile mastoidite), oppure vertigini gravi e deficit del nervo facciale. In questi casi si tratta di segnali di possibili complicazioni che richiedono valutazione rapida. ### Come faccio a capire se ho l'otite e non solo un tappo di cerume? Il tappo di cerume dà principalmente ovattamento e lieve riduzione uditiva, senza dolore acuto né febbre. L'otite invece si manifesta tipicamente con dolore auricolare (a volte pulsante), sensazione di orecchio pieno, spesso febbre e, nelle forme esterne, dolore che aumenta toccando il padiglione o masticando. Per una diagnosi certa è necessaria l'otoscopia, un esame rapido e indolore che lo specialista esegue durante la visita. ### Che cos'è la miringotomia? La miringotomia è una piccola incisione del timpano che permette di drenare il liquido o il pus accumulato dietro la membrana, soprattutto nelle otiti medie con versamento che non si risolvono. Spesso si associa all'inserimento di un tubicino (drenaggio transtimpanico) per mantenere ventilato l'orecchio medio. - Title link: Otiti: cause, sintomi e cura --- # Deviazione del setto nasale: perché respiri sempre da una narice sola Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/deviazione-del-setto/ La deviazione del setto nasale è lo spostamento da un lato della parete che divide le due fosse nasali, formata posteriormente da osso e nella sua porzione anteriore da cartilagine. Quando il setto non è dritto, l'aria passa in modo asimmetrico e una narice resta più chiusa dell'altra: è la causa più comune di un naso ostruito che non si libera mai del tutto. È una condizione molto diffusa, spesso congenita o dovuta a un trauma, e diventa un problema solo quando l'ostruzione interferisce con la respirazione, il sonno o favorisce infezioni ricorrenti. Se ti accorgi di respirare bene solo da un lato, o se di notte russi e ti svegli con la bocca secca, è uno dei segnali più riconoscibili. Nella nostra esperienza al Centro ORL Curatoli è una delle condizioni che vediamo più spesso, quasi sempre dietro a un naso chiuso che non passa mai del tutto. Rientra nella [chirurgia nasale funzionale](https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-nasale/), il percorso che unisce diagnosi e correzione della respirazione. ## Da cosa dipende la deviazione del setto Le cause sono sostanzialmente due. La deviazione può essere congenita, cioè presente dalla nascita per una cattiva posizione del feto nell'utero o per un trauma da parto. Oppure acquisita, in seguito a colpi al naso, anche piccoli e dimenticati nell'infanzia. Con il tempo una deviazione tende a peggiorare, perché si accompagna a una progressiva ipertrofia dei turbinati che riduce ulteriormente lo spazio per l'aria. ## Setto nasale deviato: i sintomi da riconoscere Il sintomo principale è l'ostruzione nasale, spesso più marcata da una narice. Ma raramente è l'unico. La deviazione del setto si manifesta anche con: Russamento e sonno disturbato, fino alle apnee notturne Mal di testa e dolore facciale, per la pressione del setto sui turbinati Secchezza nasale croste e sanguinamenti, per il flusso d'aria sbilanciato Sinusiti e riniti ricorrenti, perché il drenaggio dei seni paranasali è ostacolato Va detto però che non ogni setto deviato è un problema. Una deviazione lieve è comune e spesso del tutto asintomatica: conta l'impatto reale sulla respirazione, non la deviazione in sé, come ricorda anche il [Manuale MSD](https://www.msdmanuals.com/it/casa/problemi-di-orecchie-naso-e-gola/patologie-del-naso-e-dei-seni-paranasali/deviazione-del-setto). Quando invece i sintomi tornano sempre, la spia più affidabile è proprio respirare bene da una narice sola. ## Respiri sempre da una sola narice? Capiamo se è il setto Una visita con endoscopia chiarisce in pochi minuti se l'ostruzione dipende dal setto, dai turbinati o da entrambi, e se serve davvero operare. Prenota la prima visita oppure chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Come si fa la diagnosi del setto nasale deviato La diagnosi parte da una visita con rinoscopia ed endoscopia a fibre ottiche, che permette di vedere l'interno del naso e valutare con precisione l'entità della deviazione. Quando serve studiare patologie associate, come una concha bullosa dei turbinati, una sinusite cronica o altre anomalie strutturali, si ricorre a una TAC del massiccio facciale. Lo studio endoscopico è il punto di forza di un centro otorinolaringoiatrico: ci permette di distinguere cosa dipende dal setto e cosa dai turbinati prima di proporre qualsiasi intervento. ## La cura della deviazione del setto: la settoplastica Quando la deviazione causa sintomi importanti, la soluzione è chirurgica, perché nessun farmaco può raddrizzare la cartilagine. Spray e lavaggi nasali alleviano solo temporaneamente il gonfiore dei turbinati. L'intervento si chiama settoplastica: si isola il setto dal suo rivestimento mucoso e si rimodellano le porzioni deviate che causano l'ostruzione. Si lavora dall'interno delle narici, senza modificare l'aspetto esterno del naso. La settoplastica è quasi sempre associata a un intervento sui turbinati, perché la [ipertrofia dei turbinati](https://centroorlcuratoli.it/patologia/ipertrofia-turbinati/) riduce lo spazio per l'aria insieme al setto deviato. La correzione del solo setto non richiede obbligatoriamente il tamponamento nasale, che invece serve in caso di turbinoplastica perché il sanguinamento postoperatorio dei turbinati è maggiore. I tamponi, quando necessari, si tengono in genere per 48 ore. ## Perché curarla al Centro ORL Curatoli Al Centro ORL Curatoli la deviazione del setto si inquadra all'interno di una valutazione completa della respirazione nasale, perché raramente è un problema isolato. Diagnosi endoscopica, intervento nella sala operatoria interna a Giovinazzo, a pochi minuti da Bari o per i casi più complessi presso la Clinica San Francesco di Galatina, struttura convenzionata, e controlli successivi sono seguiti dalla stessa equipe, senza passaggi tra strutture diverse. Questo conta più di quanto sembri: quando setto e turbinati vengono valutati insieme, dalla stessa persona che poi opera e ti rivede in controllo, il rischio di interventi parziali o ripetuti si abbassa. È la differenza tra trattare un sintomo e risolvere la causa della respirazione difficile. Vedi anche la pagina sulla [chirurgia nasale](https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-nasale/) e la pagina sulle [sinusiti ricorrenti](https://centroorlcuratoli.it/patologia/sinusiti/), spesso collegate a un setto deviato. ## Non rassegnarti a respirare male da una narice sola Se l'ostruzione torna sempre dallo stesso lato e nessuno spray la risolve, una valutazione del setto e dei turbinati ti dice se la settoplastica può restituirti una respirazione libera, senza interventi sull'aspetto del naso. Prenota la visita oppure chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulla deviazione del setto nasale ### Che problemi comporta il setto nasale deviato? Il setto deviato causa principalmente ostruzione nasale, spesso più marcata da una narice. Può provocare russamento e apnee notturne, mal di testa e dolore facciale, secchezza e sanguinamenti nasali, oltre a sinusiti e riniti ricorrenti dovute al drenaggio ostacolato dei seni paranasali. ### Quando si opera la deviazione del setto nasale? Si opera quando la deviazione causa un'ostruzione respiratoria significativa che non risponde alle terapie farmacologiche, oppure quando favorisce disturbi del sonno o infezioni ricorrenti. La decisione si prende dopo una visita con endoscopia che valuta l'entità reale della deviazione e i sintomi correlati. ### Quanti giorni di riposo servono dopo un intervento al setto nasale? In genere si consiglia qualche giorno di riposo, con la testa sollevata nelle prime 24 ore. I tamponi, quando presenti per la turbinoplastica associata, si rimuovono dopo circa 48 ore. La maggior parte delle persone riprende le attività quotidiane entro pochi giorni, evitando sforzi fisici intensi per un paio di settimane. ### Si può vivere con il setto nasale deviato? Sì, molte deviazioni lievi non danno sintomi rilevanti e non richiedono alcun intervento. La settoplastica si considera solo quando la deviazione compromette la respirazione, il sonno o favorisce infezioni ricorrenti. La visita specialistica serve a capire se il disturbo giustifica la chirurgia. ### La settoplastica modifica l'aspetto del naso? No, la settoplastica è un intervento funzionale che lavora all'interno delle narici e non cambia la forma esterna del naso. Se si desidera correggere anche l'estetica, si esegue una rinosettoplastica, che unisce la correzione del setto al rimodellamento estetico nello stesso intervento. ### La settoplastica richiede sempre i tamponi nel naso? No. La correzione del solo setto non richiede obbligatoriamente il tamponamento nasale. I tamponi servono invece quando si interviene anche sui turbinati, perché il sanguinamento postoperatorio della turbinoplastica è maggiore. Quando necessari, si tengono in genere per 48 ore. ### L'intervento al setto nasale fa male? La settoplastica si esegue in anestesia generale o loco-regionale, quindi durante l'operazione non si avverte dolore. Nel periodo post-operatorio è normale una sensazione di pressione e gonfiore al naso, ma il dolore vero e proprio è in genere modesto e ben controllabile con comuni antidolorifici. I disagi più frequenti nei primi giorni sono la difficoltà a respirare dal naso e la sensazione di naso chiuso. ### È pericoloso l'intervento al setto nasale? La settoplastica è un intervento di routine in otorinolaringoiatria, con un profilo di sicurezza consolidato. Come ogni procedura chirurgica comporta rischi minimi e generalmente transitori, tra cui piccoli sanguinamenti o temporanea riduzione della sensibilità. Complicanze gravi sono rare. Una visita specialistica preliminare permette di valutare le condizioni del paziente e spiegare rischi e benefici specifici del caso. - Title link: Deviazione del setto nasale: diagnosi e intervento --- # Colesteatoma: cos'è, perché è pericoloso e come si opera Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/colesteatoma/ Il colesteatoma è una cisti benigna formata da pelle desquamata (cisti epidermoide) che si sviluppa nell'orecchio medio, dove la pelle non dovrebbe trovarsi. Non è un tumore, ma cresce lentamente e l'accumulo di materiale favorisce infezioni ripetute e l'erosione delle strutture ossee dell'orecchio, fino a possibili complicanze. Proprio per questo non esiste una cura con i farmaci: l'unico trattamento è la chirurgia, che oggi si esegue in endoscopia o in microscopia con l'obiettivo di rimuovere completamente la cisti e, quando possibile, recuperare l'udito. La tendenza a recidivare rende necessario un follow-up regolare nel tempo. ## Cos'è il colesteatoma e perché si forma Gli specialisti descrivono il colesteatoma come "pelle nel posto sbagliato": un accumulo di pelle desquamata che si raccoglie dietro il timpano, nell'orecchio medio o nell'osso mastoideo. Man mano che la pelle si accumula, la cisti si ingrandisce lentamente e il materiale al suo interno diventa terreno fertile per le infezioni. Nella maggior parte dei casi il colesteatoma è acquisito, cioè si sviluppa nel tempo a partire da una cattiva funzionalità della tuba di Eustachio. La pressione negativa che ne deriva crea una tasca di retrazione del timpano, in cui la pelle resta intrappolata e si accumula. Spesso il quadro si associa a otiti croniche ricorrenti. Più raramente, soprattutto nei bambini, il colesteatoma è congenito, cioè presente fin dalla nascita. ## I sintomi del colesteatoma: come riconoscerlo Il colesteatoma si manifesta spesso come un'otite cronica che non guarisce mai del tutto e che torna sempre dallo stesso orecchio. I segni più comuni sono: Calo dell'udito (ipoacusia) legato alla perforazione del timpano e all'erosione della catena degli ossicini. Otorrea maleodorante perdita di liquido dall'orecchio, ricorrente e talvolta striata di sangue. Dolore all'orecchio (otalgia) spesso accompagnato dalla sensazione di orecchio chiuso. Vertigini, ronzii o instabilità sintomi che possono comparire quando la cisti coinvolge l'orecchio interno. Un segnale che richiede attenzione immediata è la comparsa di una paralisi di una metà del viso: indica che la cisti sta interessando il nervo facciale e impone una valutazione specialistica urgente. ## Un orecchio che perde liquido e sente meno? Fallo valutare Un'otorrea maleodorante che si ripete nello stesso orecchio, insieme a un calo dell'udito, non è una banale otite e va inquadrata presto: diagnosticare il colesteatoma quando è ancora piccolo permette interventi meno invasivi. In studio esaminiamo l'orecchio con l'otoendoscopia, valutiamo l'udito e impostiamo il percorso. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) o prenota online. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Perché il colesteatoma è pericoloso se trascurato Pur essendo benigno, il colesteatoma non va mai lasciato evolvere, perché crescendo erode le strutture che incontra. All'inizio danneggia gli ossicini dell'udito, peggiorando l'ipoacusia. Nei casi avanzati può arrivare a interessare il nervo facciale, provocandone la paralisi, e può erodere la sottile lamina ossea che forma il tetto dell'orecchio e, allo stesso tempo, il pavimento della scatola cranica. Quando questo accade sono possibili complicanze endocraniche serie, come la meningite o l'ascesso cerebrale. Queste complicanze maggiori derivano di solito dalla trascuratezza del problema o dalla mancata rimozione completa della cisti, ma in alcuni casi possono comparire all'improvviso anche in una fase iniziale. Sono evenienze rare, ed è proprio per evitarle che il colesteatoma va diagnosticato e operato per tempo: trattato presto, si risolve bene e spesso si recupera anche l'udito. ## Come si diagnostica il colesteatoma La diagnosi parte dall'otoendoscopia, che permette di osservare da vicino il timpano e l'orecchio medio, e dall'[esame audiometrico](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/), che misura l'entità del calo uditivo. Per studiare quanto si è esteso il colesteatoma e pianificare l'intervento si ricorre alla TAC e, in casi selezionati, alla risonanza magnetica. Individuare la malattia in fase iniziale fa una differenza concreta sul tipo di intervento necessario. ## L'intervento per il colesteatoma: endoscopia e microscopia Il colesteatoma si cura esclusivamente con la chirurgia: non esistono farmaci in grado di eliminarlo, e la terapia medica con antibiotici serve solo a controllare le riacutizzazioni infettive in attesa dell'intervento. Lo scopo dell'operazione è duplice: eradicare completamente la patologia, per evitare che si riformi, e, quando possibile, ripristinare la funzione uditiva ricostruendo timpano e ossicini con la [timpanoplastica](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otiti/). L'approccio chirurgico dipende da quanto la cisti si è estesa: Tipo di colesteatoma Approccio chirurgico Piccolo, limitato alla cassa timpanica Chirurgia endoscopica mini-invasiva, meno demolitiva, attraverso il condotto uditivo Esteso agli spazi posteriori dell'orecchio (mastoide) Intervento più ampio, spesso in microscopia, per raggiungere e bonificare tutte le aree coinvolte Con complicanze in atto Chirurgia più demolitiva, con priorità all'eradicazione completa della malattia I chirurghi del Centro ORL eseguono gli interventi per il colesteatoma sia in endoscopia che in microscopia, scegliendo la tecnica più adatta al singolo caso e seguendo il paziente sia nella fase diagnostica che nel follow-up dopo l'operazione. Quel controllo nel tempo non è un dettaglio: il colesteatoma tende a recidivare, e un follow-up attento è ciò che permette di intercettare presto un'eventuale ricomparsa. Tutto questo fa parte della [chirurgia dell'orecchio](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/), il cuore della specializzazione del centro. ## Colesteatoma o un'altra patologia dell'orecchio? I sintomi del colesteatoma, presi singolarmente, possono ricordare altri problemi dell'orecchio medio. La perdita di udito e l'orecchio che cola si ritrovano anche nelle [otiti croniche](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otiti/) e nella [perforazione del timpano](https://centroorlcuratoli.it/patologia/perforazione-del-timpano/). È la combinazione di otorrea maleodorante che torna sempre dallo stesso orecchio e di un calo dell'udito progressivo a far sospettare il colesteatoma, e solo l'otoendoscopia con gli esami strumentali permette di distinguerlo con certezza. Per un approfondimento indipendente puoi consultare la scheda sul [colesteatoma del portale ISSalute](https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/c/colesteatoma) dell'Istituto Superiore di Sanità. Per la diagnosi e la cura del colesteatoma puoi affidarti al nostro [otorinolaringoiatra a Bari](https://centroorlcuratoli.it/otorino-bari/): al Centro ORL Curatoli la visita, gli esami e la otochirurgia sono nello stesso centro, a pochi minuti dalla città. ## Affidati a un centro che opera l'orecchio abitualmente La rimozione del colesteatoma richiede esperienza otologica e una struttura attrezzata, perché bisogna eliminare ogni residuo di cisti e, allo stesso tempo, salvaguardare l'udito. Al Centro ORL Curatoli diagnosi, intervento e controlli nel tempo sono seguiti dalla stessa équipe, in una struttura con sala operatoria interna o presso centro convenzionato per gli interventi maggiori. Per una valutazione chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sul colesteatoma ### Il colesteatoma è un tumore? No, il colesteatoma non è un tumore. È una cisti benigna formata da un accumulo di pelle desquamata nell'orecchio medio. Pur essendo benigno, però, tende a crescere e a erodere le strutture circostanti, ed è per questo che va rimosso chirurgicamente e non lasciato evolvere. ### Perché viene il colesteatoma? Nella maggior parte dei casi è acquisito e dipende da una cattiva funzionalità della tuba di Eustachio: la pressione negativa che ne deriva crea una tasca di retrazione del timpano in cui la pelle si accumula formando la cisti. Spesso si associa a otiti croniche ricorrenti. Più raramente, soprattutto nei bambini, può essere congenito. ### Quali sono i sintomi del colesteatoma? I sintomi più comuni sono la perdita di liquido maleodorante dall'orecchio (otorrea), talvolta striata di sangue e spesso ricorrente, e il calo progressivo dell'udito legato alla perforazione del timpano e all'erosione degli ossicini. Possono comparire anche dolore, vertigini o ronzii. Un'otite che si ripete di continuo dallo stesso orecchio merita sempre un controllo specialistico. ### Il colesteatoma è pericoloso? In sé è benigno, ma se non trattato può erodere gli ossicini dell'udito e, nei casi avanzati, danneggiare il nervo facciale o la sottile lamina ossea che separa l'orecchio dalla scatola cranica, con possibili complicanze endocraniche come meningite o ascesso cerebrale. Sono complicanze rare, evitabili con una diagnosi e un intervento tempestivi. Per questo non va mai ignorato. ### Come si cura il colesteatoma? Si cura esclusivamente con la chirurgia: non esistono farmaci che lo eliminino. L'intervento rimuove completamente la cisti per evitare le recidive e, quando possibile, ricostruisce timpano e ossicini per recuperare l'udito. Si esegue in endoscopia, mini-invasiva, nelle forme iniziali, e in microscopia nelle forme più estese. La terapia medica serve solo a controllare le infezioni in attesa dell'operazione. ### Il colesteatoma può tornare dopo l'intervento? Sì, il colesteatoma ha una tendenza a recidivare, anche dopo un intervento ben eseguito. Per questo è fondamentale un follow-up regolare nel tempo, con controlli e, quando indicato, esami di imaging, che permettono di intercettare presto un'eventuale ricomparsa e trattarla quando è ancora limitata. ### Quanto costa una visita per il colesteatoma? La visita otorinolaringoiatrica privata ha un costo di 120-150 euro e comprende la valutazione clinica dell'orecchio con l'otoendoscopia. Gli eventuali esami dell'udito e di imaging necessari alla diagnosi vengono indicati durante la visita. Non serve l'impegnativa del medico per prenotare. ### Si guarisce definitivamente dal colesteatoma? L'unica terapia risolutiva è chirurgica: solo rimuovendo completamente la cisti si interrompe il processo erosivo. Tuttavia, il colesteatoma ha un rischio concreto di recidiva, motivo per cui dopo l'intervento sono fondamentali controlli periodici nel tempo, solitamente con otoscopia e, in caso di dubbio, risonanza magnetica. Seguendo un programma di follow-up rigoroso la grande maggioranza dei pazienti ottiene una guarigione stabile. ### Come si fa la diagnosi del colesteatoma? Il primo passo è l'otoscopia: lo specialista osserva il timpano e può già individuare la tasca di retrazione o la secrezione maleodorante caratteristica. Per valutare l'estensione della cisti e i danni alle strutture vicine si ricorre a una TAC dell'orecchio e, nei casi più complessi, a una risonanza magnetica con sequenze specifiche. La diagnosi precoce riduce significativamente l'entità dell'intervento necessario. ### Il colesteatoma congenito è diverso da quello acquisito? Sì. Il colesteatoma congenito è presente dalla nascita, si forma nell'orecchio medio senza perforazione timpanica preesistente e viene spesso scoperto durante controlli pediatrici o per una riduzione uditiva in bambini piccoli. Quello acquisito è più frequente e si sviluppa nel tempo, di solito a causa di otiti croniche o di un malfunzionamento della tromba di Eustachio che provoca la retrazione del timpano. Entrambe le forme richiedono trattamento chirurgico. - Title link: Colesteatoma: sintomi e trattamento chirurgico --- # Apnee ostruttive del sonno (OSAS): cosa sono, perché si manifestano e come si riconoscono Source: https://centroorlcuratoli.it/patologia/apnee-e-russamento-osas/ Le apnee ostruttive del sonno (OSAS, dall'inglese Obstructive Sleep Apnea Syndrome) sono ripetute interruzioni del respiro durante il sonno, causate dal collasso delle vie aeree superiori. Ogni pausa dura almeno dieci secondi, fa scendere l'ossigeno nel sangue e provoca un micro-risveglio quasi sempre inconsapevole. Quando questi episodi si ripetono molte volte ogni ora, si parla di sindrome. Sono molto più frequenti di quanto si pensi e, nella maggior parte dei casi, restano a lungo non diagnosticate. Chi ne soffre spesso non se ne accorge: dorme, ma non riposa. La frammentazione del sonno che ne deriva si traduce in stanchezza, apatia diurna e difficoltà a svolgere le normali attività. È una condizione cronica, ma anche una delle poche in cui una diagnosi corretta cambia radicalmente la qualità della vita. ## Che cosa sono le apnee ostruttive del sonno Oltre alle apnee vere e proprie esistono le ipopnee, riduzioni parziali ma significative del flusso d'aria. Apnee e ipopnee vengono contate insieme, perché insieme definiscono la gravità del disturbo. A differenza del semplice russamento, che è solo una vibrazione dei tessuti, qui l'aria si blocca davvero. Il punto chiave è questo: chi soffre di OSAS può attraversare decine o centinaia di questi episodi a notte senza ricordarne nessuno al mattino. È la ragione per cui la sindrome resta a lungo invisibile a chi la vive, e per cui serve un esame strumentale per riconoscerla. ## Perché si verificano: il meccanismo dell'ostruzione Durante il sonno i muscoli della gola si rilassano. In condizioni normali questo non crea problemi. Quando però le vie aeree superiori sono già ristrette, il rilassamento basta a farle collassare, interrompendo il passaggio dell'aria. Il restringimento può avere origine in più punti del percorso respiratorio: dal naso alla gola, fino alla base della lingua. Il naso ha un ruolo che spesso si sottovaluta. Una [deviazione del setto](https://centroorlcuratoli.it/patologia/deviazione-del-setto/) o un'[ipertrofia dei turbinati](https://centroorlcuratoli.it/patologia/ipertrofia-turbinati/) riducono lo spazio per l'aria e costringono a respirare con la bocca, una postura che a sua volta favorisce il collasso dei tessuti più in basso. Per questo le apnee vengono studiate lungo tutte le vie aeree superiori e non in un solo distretto. ## Russi forte o ti senti sempre stanco di giorno? Misuriamo le tue apnee Una visita otorinolaringoiatrica con endoscopia delle vie aeree e la polisonnografia, che si esegue comodamente a casa, trasformano il sospetto in una diagnosi precisa, con l'indice AHI che ne misura la gravità. Se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## I sintomi notturni e diurni I segnali si dividono in due gruppi. Di notte agiscono quasi di nascosto, di giorno se ne vedono le conseguenze. Tra i sintomi notturni: russamento intenso e abituale, pause del respiro notate da chi dorme accanto, risvegli improvvisi con sensazione di soffocamento, sonno agitato e necessità di urinare più volte. Tra i sintomi diurni: stanchezza che non passa con il riposo, mal di testa al risveglio, sonnolenza durante il giorno, difficoltà di concentrazione e di memoria, irritabilità. È utile porsi qualche domanda concreta: capita di addormentarsi davanti alla televisione o subito dopo i pasti? Di avvertire colpi di sonno alla guida? La stanchezza è diventata una costante? Quando più di un segnale è presente, vale la pena approfondire. ## Le cause e i fattori di rischio Le apnee ostruttive raramente hanno una causa unica. Più spesso è una combinazione di fattori a determinarle. Sovrappeso e obesità che aumentano i tessuti molli attorno alle vie aeree Conformazione anatomica della gola, del palato e della mandibola Ostruzione nasale cronica da deviazione del setto, turbinati ipertrofici o poliposi Età adulta e avanzata con il fisiologico rilassamento dei tessuti Sesso maschile e nelle donne la fase successiva alla menopausa Consumo di alcol e di sedativi nelle ore serali, che accentuano il rilassamento muscolare Riconoscere i fattori di rischio non serve a fare diagnosi da soli, ma aiuta a capire quando è il momento di rivolgersi a uno specialista. ## Come si misura la gravità: l'indice AHI La gravità delle apnee si quantifica con un parametro preciso, l'indice AHI (Apnea-Hypopnea Index), che conta quante apnee e ipopnee si verificano in media ogni ora di sonno. È il numero che trasforma un sospetto in una diagnosi misurabile. Gravità Indice AHI (eventi per ora) Forma lieve da 5 a 15 Forma moderata da 15 a 25 Forma grave oltre 25 Sotto i cinque eventi per ora non si parla di sindrome. Più l'indice sale, più aumenta il peso del disturbo sulla salute e più diventa importante intervenire. Questo valore guida anche la scelta della terapia. ## Le complicanze: perché le apnee non vanno trascurate Il problema delle apnee non è il rumore, è quello che accade in silenzio. Ogni interruzione del respiro fa scendere l'ossigeno nel sangue, e questa altalena ripetuta notte dopo notte mette sotto sforzo l'intero organismo. Le apnee non trattate sono associate nel tempo a ipertensione arteriosa, disturbi cardiaci e cardiovascolari, alterazioni del metabolismo e conseguenze di tipo neurocognitivo legate al sonno frammentato. A queste si aggiunge un rischio immediato e concreto: la sonnolenza diurna, che alla guida o sul lavoro può avere effetti gravi. È l'insieme di questi elementi a rendere le apnee una condizione da diagnosticare e seguire, non da sopportare. ## Come si arriva alla diagnosi La valutazione non si esaurisce in un singolo test. Parte da una visita otorinolaringoiatrica con [endoscopia delle alte vie aeree](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/endoscopia-vie-aeree/), che individua dove e quanto le vie respiratorie si restringono. Si affiancano questionari validati che misurano la qualità del sonno e l'impatto della sonnolenza sulla giornata. L'esame di riferimento resta la [polisonnografia](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/polisonnografia/), che registra durante il sonno il respiro, l'ossigenazione e l'attività cardiaca, fornendo l'indice AHI e la fotografia completa di cosa accade di notte. Nella maggior parte dei casi si esegue comodamente al proprio domicilio. ## Le possibili terapie: una panoramica Non esiste una cura unica valida per tutti. L'approccio moderno alle apnee è multimodale e dipende dalla gravità misurata e dalla causa individuata. Interventi sullo stile di vita: calo di peso, igiene del sonno, terapia posizionale CPAP, il dispositivo che mantiene aperte le vie aeree con un flusso d'aria continuo, di riferimento nelle forme da moderate a gravi Dispositivi orali su misura che riposizionano la mandibola, in casi selezionati Chirurgia nasale quando l'origine è un'ostruzione del setto o dei turbinati Chirurgia faringea con le moderne tecniche di faringoplastica, oggi preferite alle vecchie procedure demolitive La scelta tra queste strade non si improvvisa: nasce dalla diagnosi e da una valutazione specialistica. Se vuoi capire come si struttura concretamente il percorso, dalla prima visita alla terapia, puoi approfondire la pagina dedicata al [percorso di diagnosi e cura delle apnee notturne](https://centroorlcuratoli.it/apnee-notturne-russamento/). Per un approfondimento istituzionale puoi consultare la scheda sull'[apnea notturna del portale ISSalute](https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/a/apnea-notturna-ostruttiva) dell'Istituto Superiore di Sanità. Russi o hai pause nel respiro mentre dormi? Se cerchi un [otorino a Bari](https://centroorlcuratoli.it/otorino-bari/) per le apnee notturne, al Centro ORL Curatoli trovi diagnosi del sonno e cura nello stesso centro, a pochi minuti dalla città. ## Dormi ma non riposi? Trova la terapia giusta per le tue apnee La cura delle apnee non è uguale per tutti: dipende dalla gravità misurata e dalla causa, dallo stile di vita alla CPAP, fino alla chirurgia nasale o faringea. Prenota la visita e costruiamo insieme il percorso adatto al tuo caso. Se preferisci, chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande Frequenti sulle Apnee Ostruttive del Sonno ### Qual è la differenza tra russamento e apnee del sonno? Il russamento è la vibrazione dei tessuti della gola al passaggio dell'aria ed è di per sé un disturbo sociale. L'apnea è invece un vero arresto del respiro che dura almeno dieci secondi e fa scendere l'ossigeno nel sangue. Si può russare senza avere apnee, ma un russamento intenso e abituale è spesso il primo segnale di una sindrome delle apnee ostruttive. ### Quante apnee a notte sono considerate normali? Sotto i cinque eventi per ora di sonno non si parla di sindrome. Tra 5 e 15 la forma è lieve, tra 15 e 25 moderata, oltre 25 grave. Questo valore, chiamato indice AHI, si ottiene con la polisonnografia ed è il parametro che definisce la gravità del disturbo. ### Quali sono i rischi delle apnee non trattate? Le apnee non trattate si associano nel tempo a ipertensione, disturbi cardiaci e cardiovascolari, alterazioni del metabolismo e conseguenze legate al sonno frammentato. A questi si aggiunge il rischio immediato della sonnolenza diurna, che può essere pericolosa alla guida e sul lavoro. ### Le apnee del sonno dipendono solo dal sovrappeso? No. Il sovrappeso è un fattore di rischio importante, ma non l'unico. Contano anche la conformazione di gola e mandibola, l'ostruzione nasale, l'età, il consumo serale di alcol e sedativi. Persone normopeso possono soffrire di apnee a causa di fattori anatomici o di una respirazione nasale compromessa. ### Come si diagnosticano le apnee ostruttive del sonno? La diagnosi parte da una visita otorinolaringoiatrica con endoscopia delle vie aeree e da questionari sulla qualità del sonno, e si conferma con la polisonnografia. Quest'ultima registra respiro, ossigenazione e battito durante la notte e fornisce l'indice AHI, indispensabile per stabilire la gravità e scegliere la terapia. ### Chi soffre di apnee notturne se ne accorge? Spesso no: le pause respiratorie avvengono durante il sonno e chi ne soffre raramente le percepisce in modo diretto. È più frequente che sia il partner a notarle, sentendo il respiro interrompersi dopo un forte russamento. I segnali indiretti più comuni sono la sonnolenza eccessiva di giorno, il mal di testa mattutino e la sensazione di non aver riposato nonostante le ore di sonno. ### Qual è il fattore di rischio più comune per le apnee ostruttive del sonno? Il sovrappeso è il fattore di rischio più frequente, perché il tessuto adiposo in eccesso nella zona del collo può restringere le vie aeree superiori. Tuttavia l'OSAS colpisce anche persone normopeso, in particolare quando sono presenti fattori anatomici come setto nasale deviato, tonsille ingrossate o mascella piccola. L'età avanzata, il sesso maschile e l'uso di alcol o sedativi prima di dormire aumentano ulteriormente la probabilità di sviluppare il disturbo. ### Cosa si rischia con le apnee notturne non curate? Le ripetute cadute di ossigeno nel sangue durante la notte sollecitano il sistema cardiovascolare in modo cronico. Nel tempo questo può favorire l'insorgenza di ipertensione arteriosa, aritmie, aumentato rischio di infarto e ictus. Sul piano metabolico si osserva una correlazione con il diabete di tipo 2. La sonnolenza diurna, inoltre, aumenta significativamente il rischio di incidenti stradali e infortuni sul lavoro. ### Si può morire a causa delle apnee notturne? Le apnee ostruttive del sonno, se gravi e non trattate, aumentano il rischio di eventi cardiovascolari seri come infarto e ictus, che possono essere fatali. Non si muore direttamente per le pause respiratorie in sé, che sono autolimitate, ma il carico cumulativo sull'apparato cardiovascolare nel lungo periodo rappresenta un rischio concreto per la salute. Questo rende fondamentale la diagnosi precoce e il trattamento adeguato. - Title link: Apnee e russamento (OSAS): diagnosi e cura --- # Rimozione del tappo di cerume: l'orecchio torna libero in pochi minuti Source: https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/rimozione-tappo-cerume/ La rimozione del tappo di cerume è una prestazione ambulatoriale rapida e indolore con cui l'otorinolaringoiatra libera il condotto uditivo dal cerume accumulato, di solito tramite lavaggio auricolare o aspirazione sotto visione diretta. Dura pochi minuti, non richiede anestesia e nella maggior parte dei casi restituisce l'udito già nella stessa seduta. Il cerume è una sostanza normale e protettiva: lubrifica il condotto e trattiene polvere e batteri. Diventa un problema solo quando si accumula fino a formare un tappo che ostruisce il canale uditivo. A quel punto la sensazione di orecchio chiuso e il calo dell'udito spingono a cercare una soluzione, e il fai-da-te spesso peggiora le cose. Vediamo quando conviene rivolgersi allo specialista e come avviene la rimozione in sicurezza. ## Come capire se hai un tappo di cerume Il tappo di cerume si manifesta quasi sempre all'improvviso, spesso dopo una doccia o un bagno, quando l'acqua fa gonfiare il cerume già presente. I sintomi più frequenti sono: Sensazione di orecchio tappato o ovattato, da un solo lato. Calo dell'udito improvviso, una forma di [ipoacusia trasmissiva](https://centroorlcuratoli.it/patologia/sordita/) reversibile una volta rimosso il tappo. Acufeni cioè ronzii o fischi: il tappo può favorire la comparsa di [acufeni](https://centroorlcuratoli.it/patologia/acufeni/) temporanei. Prurito, lieve fastidio o, raramente, dolore. Autofonia la tua voce ti sembra rimbombare o risuonare nell'orecchio ostruito. Questi sintomi non sono pericolosi, ma non vanno ignorati: un calo dell'udito persistente merita sempre una valutazione, perché dietro la sensazione di orecchio chiuso non c'è sempre solo cerume. ## Perché si forma il tappo di cerume La causa più comune, paradossalmente, è proprio il tentativo di pulirsi le orecchie. Le situazioni tipiche sono: Uso dei cotton fioc invece di pulire, spingono il cerume in profondità verso il timpano e lo compattano. Apparecchi acustici, auricolari e tappi ostacolano la naturale fuoriuscita del cerume. Conformazione del condotto canali stretti o tortuosi favoriscono il ristagno. Età e produzione individuale in alcune persone il cerume è più denso e abbondante. ## Senti l'orecchio tappato? Risolviamolo in una seduta Non serve convivere per giorni con l'udito ovattato. Al Centro ORL Curatoli rimuoviamo il tappo di cerume in pochi minuti, sotto visione diretta e senza dolore. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) e fissa la tua visita. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Come l'otorino rimuove il tappo di cerume La rimozione professionale parte sempre da una otoscopia, l'osservazione del condotto, che permette di vedere posizione e consistenza del tappo e di scegliere la tecnica più adatta. Lo specialista dispone di tre metodi, spesso combinati: Tecnica Come funziona Quando si usa Lavaggio auricolare Irrigazione del condotto con acqua a temperatura corporea, che stacca e porta fuori il tappo. Cerume morbido o già ammorbidito, timpano integro. Aspirazione Microaspiratore che rimuove il cerume sotto visione, senza introdurre liquidi. Cerume molle, orecchio che non va bagnato, portatori di protesi. Rimozione strumentale Micro-strumenti dedicati (uncini, pinze) usati sotto controllo visivo. Tappo duro, secco o molto aderente. La scelta non è casuale: un tappo secco non si aspira e va rimosso con lo strumento, mentre un orecchio già operato o con timpano perforato non va irrigato. Per questo la rimozione in sicurezza è competenza dell'otorinolaringoiatra e non un gesto da delegare alla farmacia o al fai-da-te. Al termine si esegue una seconda otoscopia di controllo per verificare che il condotto sia pulito e il timpano integro. ## Cosa non fare a casa Prima di tentare il fai-da-te, è bene sapere cosa evitare, perché alcune pratiche diffuse fanno più danni del tappo stesso: Cotton fioc spingono il cerume contro il timpano e possono lesionarlo. Coni di cera (candele auricolari): inefficaci e pericolosi, la cera calda può colare nel condotto e causare ustioni. Oggetti appuntiti come forcine e chiavi sono un rischio concreto di graffi e perforazione. Le gocce emollienti acquistabili in farmacia possono ammorbidire un tappo piccolo, ma se l'orecchio resta chiuso, fa male o cola liquido, è il momento di farsi vedere. Per approfondire le tecniche di rimozione del cerume puoi consultare la scheda dei [Manuali MSD](https://www.msdmanuals.com/it/professionale/disturbi-di-orecchio-naso-e-gola/come-eseguire-le-procedure-auricolari/come-rimuovere-il-cerume-manualmente-e-tramite-irrigazione). ## Quanto costa e quando serve la visita La rimozione del tappo di cerume si esegue nell'ambito della [visita otorinolaringoiatrica](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/visita-otorino/), che al Centro ORL Curatoli ha un costo di 120-150 €. Durante la visita lo specialista valuta il condotto, rimuove il tappo se presente e controlla che non vi siano altre cause del disturbo. Se il calo dell'udito non si risolve del tutto dopo la rimozione, può essere utile completare con un [esame audiometrico e impedenzometrico](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/) per misurare l'udito in modo oggettivo. ## Rimozione del tappo di cerume a pochi minuti da Bari Il Centro ORL Curatoli si trova a Giovinazzo, a pochi minuti da Bari e comodo da raggiungere da tutta la provincia. La rimozione del cerume viene eseguita dai Dottori Luigi e Francesco Paolo Curatoli sempre sotto visione diretta, con otoscopia prima e dopo: questo riduce il rischio di lasciare residui o di irritare il condotto, ed è la differenza rispetto a un lavaggio fatto alla cieca. Visita, rimozione e, se serve, esame dell'udito si svolgono nello stesso centro, in una sola seduta. ## Prenota la rimozione del cerume dall'otorino Affidare le orecchie a uno specialista significa risolvere il problema in sicurezza e capire subito se dietro l'orecchio chiuso c'è solo cerume o qualcos'altro. Scrivici o telefona allo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222): ti troviamo il primo posto utile. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulla rimozione del tappo di cerume ### Come fa un otorino a rimuovere un tappo di cerume? L'otorino parte da una otoscopia per valutare il tappo, poi sceglie tra lavaggio auricolare con acqua tiepida, aspirazione con microaspiratore o rimozione con micro-strumenti sotto visione diretta. Spesso le tecniche si combinano e la procedura si chiude con un secondo controllo del condotto. ### È doloroso togliere un tappo di cerume? No. La rimozione eseguita dallo specialista non è dolorosa: si avverte al massimo una sensazione di acqua o di pressione nell'orecchio. È invece il fai-da-te con oggetti rigidi a poter provocare dolore e lesioni. ### Quanto costa togliere un tappo di cerume dall'otorino? Al Centro ORL Curatoli la rimozione avviene nell'ambito della visita otorinolaringoiatrica, che costa 120-150 €. In quella sede lo specialista valuta l'orecchio, rimuove il tappo e controlla che non vi siano altre cause del disturbo. ### Come si toglie il cerume con la siringa? Il lavaggio si esegue irrigando il condotto con acqua a temperatura corporea, indirizzata verso la parete del canale e non verso il timpano, in modo da staccare il tappo e farlo fuoriuscire. È una manovra che sembra semplice ma va fatta da chi conosce lo stato del timpano: se è perforato, l'acqua non va introdotta. ### Si può togliere il tappo di cerume da soli a casa? Un tappo piccolo e morbido può a volte ammorbidirsi con gocce emollienti da farmacia. Vanno invece evitati cotton fioc, coni di cera e oggetti appuntiti. Se l'orecchio resta chiuso, fa male, cola liquido o l'udito non torna, è il momento di rivolgersi all'otorino. ### Ogni quanto bisogna rimuovere il cerume? Non esiste una regola fissa. L'orecchio si pulisce da solo nella maggior parte delle persone. Chi tende a formare tappi ricorrenti, porta apparecchi acustici o auricolari può aver bisogno di controlli periodici, che lo specialista programma in base al singolo caso. ### Come si capisce se si ha un tappo di cerume? I sintomi più frequenti sono una sensazione di orecchio chiuso o ovattato, un calo improvviso dell'udito, autofonia (sentire la propria voce rimbombare) e talvolta un ronzio. In alcuni casi compare un lieve dolore, soprattutto quando entra acqua nell'orecchio. Se i sintomi compaiono all'improvviso senza altri segni di infezione, la causa è spesso proprio un tappo di cerume. ### Il tappo di cerume può uscire da solo? In alcuni casi, specie se il cerume è morbido, il tappo può sciogliersi spontaneamente grazie all'umidità naturale del condotto. Tuttavia, quando il cerume si è compattato - ad esempio per un uso frequente di cotton fioc che lo spingono verso il fondo - è difficile che si risolva senza intervento. Gocce ceruminolitiche da banco possono aiutare ad ammorbidirlo, ma se il disturbo persiste è preferibile rivolgersi a un medico. ### Come sbloccare un orecchio tappato dal cerume? Il metodo più sicuro è usare gocce ceruminolitiche per qualche giorno per ammorbidire il tappo, poi rivolgersi all'otorinolaringoiatra per la rimozione con irrigazione auricolare o microaspirazione. È fondamentale evitare cotton fioc, coni auricolari e qualsiasi oggetto inserito nel condotto: rischiano di compattare ulteriormente il cerume o di lesionare il timpano. ### Perché si formano i tappi di cerume? Il cerume è una sostanza fisiologica prodotta dalle ghiandole del condotto uditivo con funzione protettiva e antibatterica. In alcune persone la produzione è naturalmente abbondante; in altre il canale ha una conformazione che rallenta la migrazione spontanea del cerume verso l'esterno. Anche l'uso frequente di auricolari o di cotton fioc contribuisce alla formazione di tappi. --- # Visita otorino: cosa comprende e quando serve farla Source: https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/visita-otorino/ La visita otorino è la valutazione specialistica che lo specialista in otorinolaringoiatria dedica a orecchio, naso e gola per diagnosticare, escludere o controllare i disturbi di queste aree. Comprende sempre due passaggi: la raccolta della storia clinica (anamnesi) e l'esame obiettivo con otoscopia dell'orecchio e osservazione di naso e cavo orale. Quando il disturbo lo richiede, nella stessa seduta si completa con esami mirati come fibroscopia, audiometria o esame vestibolare. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, la visita parte da 120 euro e dura in media 20-30 minuti. Chi prenota una visita otorino di solito ha un sintomo preciso che non passa: l'orecchio che fischia, il naso sempre chiuso, la voce alterata o bassa da settimane, capogiri che tornano. La forza di una buona visita sta proprio qui, nel mettere insieme il racconto del paziente e ciò che lo specialista vede con i suoi strumenti, per arrivare a una risposta nello stesso momento invece che dopo una catena di accertamenti sparsi. ## Cosa comprende la visita otorino La visita otorinolaringoiatrica si apre con l'anamnesi: lo specialista ricostruisce la storia del disturbo (da quanto dura, come è iniziato, cosa lo peggiora) e le condizioni generali del paziente, comprese terapie in corso e interventi precedenti. È la parte che orienta tutto il resto. Segue l'esame obiettivo ORL, una valutazione diretta dei tre distretti: Orecchio otoscopia del condotto e della membrana timpanica per individuare cerume infiammazioni e segni di otite o perforazione. Naso rinoscopia anteriore per osservare setto turbinati e mucosa e cercare deviazioni ipertrofie o polipi. Gola e collo ispezione del cavo orale e dell'orofaringe e palpazione del collo e delle stazioni linfonodali. A seconda di ciò che emerge, la visita si completa con uno o più esami eseguiti sul posto. La tabella riassume i più frequenti. Esame di completamento A cosa serve Quando si aggiunge Fibroscopia delle vie aeree Studiare naso, faringe e laringe in profondità con una sonda flessibile Naso chiuso cronico, abbassamento di voce, russamento, sensazione di corpo estraneo Audiometria e impedenzometria Misurare l'udito e lo stato dell'orecchio medio Calo dell'udito, acufeni, sensazione di orecchio pieno Esame vestibolare Studiare l'organo dell'equilibrio Vertigini, sbandamenti, instabilità Polisonnografia Registrare respiro e ossigeno durante il sonno Russamento abituale e sospette apnee notturne Quando la diagnosi va completata o serve una valutazione prima di un intervento, lo specialista prescrive le indagini radiologiche più adatte (TAC o risonanza magnetica) per studiare in dettaglio le patologie di orecchio, naso e collo. Per approfondire come funziona ciascuna indagine puoi vedere anche la pagina sull'[esame audiometrico e impedenzometrico](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/) e quella sull'[esame vestibolare per le vertigini](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-vestibolare/). ## Quando fare una visita otorino La visita otorino è indicata ogni volta che un disturbo di orecchio, naso o gola dura nel tempo o si ripete. I motivi più comuni per cui vale la pena prenotarla: calo dell'udito orecchio ovattato o acufeni che non passano naso chiuso persistente con sinusiti ricorrenti o perdita di olfatto russamento abituale con pause del respiro segnalate da chi dorme accanto vertigini e sbandamenti raucedine o abbassamento di voce oltre due settimane mal di gola e tonsilliti che tornano spesso Alcuni di questi segnali rimandano a un disturbo preciso: se il problema è l'udito, conviene leggere la pagina sulla [sordità e ipoacusia](https://centroorlcuratoli.it/patologia/sordita/); se invece sospetti apnee notturne, trovi il percorso completo nella pagina su [apnee notturne e russamento](https://centroorlcuratoli.it/apnee-notturne-russamento/). ## Prenota la visita otorino e risolvi in una seduta Hai un sintomo che non passa e vuoi una risposta chiara in una sola seduta? In visita raccogliamo la tua storia, guardiamo orecchio, naso e gola e, se serve, completiamo subito con gli esami giusti. Per fissare l'appuntamento chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Come prepararsi alla visita otorino Non serve digiuno né preparazione particolare. Ciò che fa davvero la differenza è portare la documentazione: esami precedenti, audiometrie, referti di TAC o risonanza, lettere di altri specialisti e l'elenco dei farmaci che assumi. ## Quanto dura e quanto costa la visita otorino Una visita otorino completa dura in genere 20-30 minuti. Al Centro ORL Curatoli la visita otorinolaringoiatrica parte da 120 euro e arriva fino a 150 euro quando comprende più esami strumentali nella stessa seduta. La visita dedicata alle vertigini, che include studio vestibolare ed eventuale riabilitazione, ha un costo di 180 euro. Sono prestazioni private: il vantaggio è ricevere diagnosi e indicazioni in tempi rapidi, senza liste d'attesa. ## Visita otorino per adulti e bambini La visita otorino si esegue a ogni età. Nei bambini i disturbi più frequenti sono otiti ripetute, ipoacusia, respirazione orale e tonsille o adenoidi ingrossate; l'approccio è lo stesso degli adulti ma con strumenti e tempi adattati al piccolo paziente. ## Perché fare la visita otorino al Centro ORL Curatoli Il Centro ORL Curatoli è a Giovinazzo, in Via Bari 23, a pochi minuti dal capoluogo e facile da raggiungere dalla provincia. Le visite sono eseguite dai dottori Francesco Paolo Curatoli e Luigi Curatoli, che lavorano con strumentazione audiologica, vestibolare ed endoscopica nello stesso centro. Significa che diagnosi ed esami di completamento avvengono nella stessa sede e, quando serve un intervento, la struttura dispone di sala operatoria interna per la chirurgia in anestesia locale e Day Surgery. Un riferimento autorevole sulla specialità è la [Società Italiana di Otorinolaringoiatria](https://www.sioechcf.it/). ## La tua visita otorino, dalla diagnosi alla cura Una visita otorino fatta bene ti evita accertamenti inutili e ti dice in modo chiaro qual è il problema e cosa conviene fare. Diagnosi, esami e, se serve, intervento sono nello stesso centro a pochi minuti da Bari. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) per scegliere l'orario. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulla visita otorino ### Cosa fa l'otorino nella prima visita? Raccoglie la storia clinica e poi esegue l'esame obiettivo di orecchio, naso e gola con otoscopia e rinoscopia. In base a ciò che osserva può aggiungere subito fibroscopia, audiometria o esame vestibolare per arrivare alla diagnosi nella stessa seduta. ### Quali esami fa l'otorino? I più comuni sono otoscopia, rinoscopia, fibroscopia delle vie aeree, audiometria tonale e vocale, impedenzometria ed esame vestibolare. ### Quanto costa una visita otorino? Al Centro ORL Curatoli parte da 120 euro e arriva a 150 euro quando comprende più esami strumentali. La visita per le vertigini, con studio vestibolare ed eventuale riabilitazione, costa 180 euro. ### Cosa fare prima di andare dall'otorino? Non serve digiuno. È utile portare esami e referti precedenti, l'elenco dei farmaci assunti. ### La visita otorino fa male? No. Otoscopia e rinoscopia non sono dolorose; la fibroscopia può dare un lieve fastidio o una sensazione di pressione nel naso, che passa in pochi minuti. ### L'otorino si occupa anche di vertigini? Sì. Molte vertigini nascono dall'orecchio interno e si studiano proprio con l'esame vestibolare eseguito dallo specialista ORL, che individua la causa e imposta la terapia o la riabilitazione. ### Quanto dura una visita otorinolaringoiatrica? Una visita otorinolaringoiatrica dura in media tra 20 e 30 minuti, ma può prolungarsi se il medico ritiene opportuno eseguire esami aggiuntivi. La durata dipende dai sintomi riferiti e dalla complessità del quadro clinico: al Centro ORL Curatoli il tempo dedicato a ciascun paziente è calibrato sulle sue specifiche esigenze. ### Chi è lo specialista di riferimento per gli acufeni? Gli acufeni, ovvero i ronzii o fischi persistenti nelle orecchie, rientrano nella competenza dell'otorinolaringoiatra. Lo specialista valuta la causa attraverso l'anamnesi, l'esame dell'orecchio (otoscopia) e test audiometrici, per distinguere acufeni di origine uditiva da quelli legati ad altre condizioni come ipertensione o disfunzioni cervicali. Al Centro ORL Curatoli è possibile ottenere una valutazione specialistica completa. ### Cosa non fare prima della visita dall'otorino? Non è richiesta una preparazione specifica prima di una visita otorinolaringoiatrica: non ci sono restrizioni alimentari né sospensioni di farmaci. È comunque utile portare con sé esami precedenti (tac, risonanze, esami audiometrici) e un elenco dei farmaci in corso. --- # Polisonnografia a Bari: cosa succede al tuo corpo mentre dormi Source: https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/polisonnografia/ La polisonnografia è l'esame che registra cosa fa il corpo durante il sonno - flusso d'aria da naso e bocca, movimenti di torace e addome, saturazione di ossigeno, battito cardiaco e posizione - per diagnosticare le apnee notturne e capire l'origine del russamento. È un esame indolore e non invasivo e nella maggior parte dei casi si esegue comodamente a casa: basta indossare alcuni sensori che registrano i parametri mentre dormi. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, l'esame domiciliare ha un costo di 100 euro e fornisce allo specialista i dati per calcolare la gravità del disturbo e scegliere la cura. Ci sono cose che accadono solo quando dormiamo e che da svegli non possiamo conoscere. Quante volte il respiro si interrompe nella notte? Quanto scende l'ossigeno nel sangue? La polisonnografia risponde proprio a queste domande, trasformando un sospetto in dati misurabili senza aghi né fastidi, con una collaborazione minima da parte tua. ## A cosa serve la polisonnografia Russare forte, svegliarsi stanchi nonostante una notte intera di sonno, avere mal di testa al mattino o colpi di sonno durante il giorno: sono segnali che il sonno non sta facendo il suo lavoro. La causa più frequente è la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS), una condizione in cui le vie aeree si chiudono ripetutamente durante la notte. La polisonnografia misura quante volte questo accade e quanto è grave. Registra il flusso d'aria attraverso naso e bocca, i movimenti del torace e dell'addome, la saturazione di ossigeno, il battito cardiaco e la posizione del corpo. Da questi dati lo specialista calcola l'indice di apnea-ipopnea (AHI), il valore che definisce la gravità del disturbo e guida la scelta della terapia. ## Prenota la polisonnografia a Bari Se russi, ti svegli stanco o qualcuno ha notato pause nel tuo respiro mentre dormi, il primo passo è misurare cosa succede davvero nella notte. Ti consegniamo l'apparecchio e l'esame lo fai a casa tua, nel tuo letto. Per fissare l'appuntamento chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una polisonnografia](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Come si svolge l'esame: attrezzatura e procedura L'attrezzatura è semplice e leggera. Si compone di una piccola centralina, mantenuta all'altezza del torace da una fascia elastica, di una sonda nasale che rileva il flusso dell'aria e di un sensore di ossigeno posizionato su un dito. Il tutto va tenuto in posizione durante il normale sonno notturno. Il montaggio è rapido. Dopo una breve spiegazione, porti il dispositivo a casa tua: la registrazione parte in automatico, senza che tu debba fare nulla. L'unica cosa che conta è dormire nel modo più naturale possibile, nelle posizioni che usi di solito. È così che si ottiene una valutazione affidabile, fedele a quello che succede davvero ogni notte. Al mattino riporti la centralina. Da quel momento il medico ha a disposizione tutti i parametri registrati: l'intensità del russamento, il numero delle apnee e la loro durata, i valori di ossigenazione del sangue di base e durante le apnee, le variazioni della frequenza cardiaca. Sono i dati che trasformano un sospetto in una diagnosi precisa. ## Quanto dura la polisonnografia e come prepararsi La polisonnografia copre un'intera notte di sonno. Perché il tracciato sia attendibile, la registrazione deve comprendere almeno 6 ore consecutive di sonno: un tempo inferiore riduce l'affidabilità dei risultati. Non serve digiuno e non occorre interrompere le normali abitudini, ma alcune attenzioni aiutano a ottenere un esame valido: Niente eccitanti la sera evita caffè, tè, bevande energetiche e alcol, perché alterano il sonno; Attenzione ai farmaci non assumere sonniferi o sedativi se non concordati con lo specialista; Routine di sonno abituale mantieni gli orari e le posizioni di sonno abituali, senza forzarti a dormire di più o di meno. ## Non solo diagnosi: taratura della CPAP e controllo dopo l'intervento La polisonnografia non serve soltanto a scoprire un disturbo del sonno. È utilizzata anche per ottimizzare la regolazione della ventilazione notturna, quando il paziente è già in terapia con la CPAP: l'esame verifica che la pressione impostata stia davvero correggendo le apnee. Utile anche dopo un trattamento chirurgico, per misurare quanto le apnee sono migliorate rispetto alla situazione di partenza. In entrambi i casi diventa lo strumento che dà un numero a un risultato, invece di affidarsi solo alle sensazioni. ## Polisonnografia domiciliare: perché si fa a casa Dormire bene durante un esame in un ambiente sconosciuto è difficile e un sonno alterato falsa i risultati. Per questo nella maggior parte dei casi la polisonnografia si esegue a domicilio. Niente notte in clinica, niente attese, niente stanza estranea: il tuo letto, la tua routine, il sonno di sempre. La registrazione risulta più fedele alla realtà proprio perché avviene nelle tue condizioni abituali. ## Perché fare la polisonnografia al Centro ORL Curatoli Il vantaggio di eseguire la polisonnografia da noi è che diagnosi e cura non sono separate. Una volta letto il referto, lo stesso specialista che ha interpretato i dati - i dottori Francesco Paolo Curatoli e Luigi Curatoli - può proporti la terapia adatta. Un riferimento autorevole e indipendente sul tema è la scheda sulle [apnee notturne del portale ISSalute](https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/a/apnea-notturna). ## Dove fare la polisonnografia vicino a Bari Se ti riconosci nei sintomi del sonno disturbato, non aspettare di abituarti alla stanchezza. Con un solo esame domiciliare capiamo se si tratta di apnee e quanto sono gravi, poi decidiamo insieme la cura. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) o prenota online. [Prenota una polisonnografia](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande Frequenti sulla Polisonnografia ### Come si svolge l'esame di polisonnografia? Si indossano una piccola centralina tenuta al torace da una fascia elastica, una sonda nasale che rileva il flusso dell'aria e un sensore di ossigeno applicato a un dito. Dopo un rapido montaggio si porta il dispositivo a casa, la registrazione avviene in automatico durante il sonno e al mattino la centralina viene riconsegnata per l'analisi dei dati. ### Quante ore dura la polisonnografia? L'esame copre un'intera notte. Perché il risultato sia attendibile la registrazione deve comprendere almeno 6 ore consecutive di sonno: un tempo inferiore può ridurre l'affidabilità dei dati. ### Quando è raccomandata la polisonnografia? È indicata in presenza di russamento abituale e intenso, pause respiratorie notate dal partner, risvegli con sensazione di soffocamento, sonnolenza diurna eccessiva o colpi di sonno. Sono i segnali tipici delle apnee ostruttive del sonno, che la polisonnografia permette di diagnosticare e quantificare. ### Quanto costa fare la polisonnografia? Al Centro ORL Curatoli la polisonnografia domiciliare ha un costo di 100 euro. È una prestazione privata che include la consegna dell'apparecchio e l'analisi dei dati registrati da parte dello specialista. ### Cosa non fare durante la polisonnografia? Nelle ore serali è meglio evitare caffè, tè, bevande energetiche e alcol ed evitare sonniferi o sedativi non concordati con il medico. Conviene non applicare creme o oli sulla pelle, che riducono la tenuta dei sensori, e mantenere orari e posizioni di sonno abituali senza forzarsi. ### La polisonnografia si può fare a casa? Sì, nella quasi totalità dei casi la polisonnografia si esegue a domicilio. Dormire nel proprio ambiente, nelle posizioni abituali, rende la registrazione più fedele alla realtà rispetto a un esame in clinica. ### La polisonnografia è dolorosa? No, è un esame completamente indolore e non invasivo. Non prevede aghi né procedure fastidiose e richiede una collaborazione minima: si tratta solo di indossare dei sensori esterni che registrano i parametri mentre si dorme normalmente. ### La polisonnografia serve solo per la diagnosi? No. Oltre alla diagnosi, la polisonnografia si usa per ottimizzare la regolazione della ventilazione notturna nei pazienti in terapia con la CPAP e per verificare, dopo un intervento chirurgico, di quanto sono migliorate le apnee rispetto alla condizione iniziale. ### Cosa succede dopo il referto della polisonnografia? In base ai risultati lo specialista definisce la terapia più adatta. La soluzione può essere chirurgica, in altri casi si ricorre a dispositivi come la CPAP o apparecchi orali. Al Centro ORL Curatoli diagnosi e terapia avvengono nella stessa struttura. ### Quante ore bisogna dormire per la polisonnografia? Per ottenere un esame valido è necessario dormire almeno sei ore consecutive, in modo che il dispositivo possa registrare un numero sufficiente di cicli di sonno. Non è richiesto un riposo di tutta la notte, ma dormire troppo poco può rendere il referto incompleto. ### Quanto tempo passa tra l'esame e il referto della polisonnografia? I tempi variano a seconda della struttura, ma in genere il referto è disponibile entro pochi giorni lavorativi dall'esame. Il dato grezzo registrato dal dispositivo va analizzato e interpretato dallo specialista, che calcola l'indice AHI e valuta gli altri parametri per formulare la diagnosi. Al Centro ORL Curatoli il referto viene discusso direttamente con il paziente durante una visita di restituzione. --- # Esame vestibolare: la prova che trova la causa delle vertigini Source: https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-vestibolare/ L'esame vestibolare è la valutazione, indolore, con cui l'otorinolaringoiatra studia l'organo dell'equilibrio - il labirinto, nell'orecchio interno - per trovare la causa di vertigini, sbandamenti e instabilità. Si basa sull'osservazione dei movimenti involontari degli occhi (il nistagmo) e su una serie di manovre e prove strumentali, dagli occhiali per la videooculoscopia alle manovre di posizionamento rapido come Dix-Hallpike, fino al VIDEO-HIT o vHIT. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, l'esame dura in media 30 minuti ed è il modo più diretto per capire il perché delle vertigini! La vertigine spaventa proprio perché sembra arrivare dal nulla. In realtà l'orecchio interno lascia tracce precise, e l'esame vestibolare serve a leggerle: distingue una vertigine benigna da posizione da una neurite, da una malattia di Ménière. Sapere da dove nasce il disturbo è già metà della cura. ## Come si svolge l'esame vestibolare L'esame combina una parte clinica e una strumentale. Si parte dall'anamnesi, in cui lo specialista ricostruisce tipo, durata e frequenza delle vertigini e la presenza di nausea, ronzii o calo dell'udito. Poi si passa alle prove vere e proprie: Esame al lettino, o bedside examination una sequenza di manovre che stimolano il sistema vestibolare e ne verificano le risposte. Studio del nistagmo con occhiali di Frenzel o videooculoscopia, che amplificano e registrano i movimenti oculari. Manovre posizionali, per individuare la vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB), la forma più frequente. vHIT (video Head Impulse Test) test non invasivo che valuta il riflesso vestibolo-oculare qualitativamente e quantitativamente. Esame della stazione eretta e della deambulazione per integrare i dati raccolti con la bedside examination. Stimolazione calorica quando il quadro lo richiede, l'irrigazione del condotto uditivo con aria o acqua a temperature diverse mette a confronto la risposta dei due labirinti. In casi selezionati, quando serve escludere cause diverse dall'orecchio interno, lo studio si completa con una risonanza magnetica dei centri nervosi. Prova Cosa indaga Tipico riscontro Manovre posizionali Vertigine posizionale VPPB (cristalli spostati nei canali) Studio del nistagmo Funzione del labirinto e delle vie nervose Neurite vestibolare, labirintite vHIT Riflesso vestibolo-oculare dei canali semicircolari Deficit di un singolo canale Stimolazione calorica Risposta termica dei due labirinti a confronto Ipofunzione di un lato Molte di queste diagnosi hanno una pagina di approfondimento dedicata: puoi vedere anche la pagina sulla [labirintite](https://centroorlcuratoli.it/patologia/labirintite/) e quella sulla [malattia di Meniere](https://centroorlcuratoli.it/patologia/malattia-di-meniere/). ## Prenota l'esame vestibolare per le tue vertigini Se hai vertigini e non capisci perché, l'esame vestibolare dà una risposta: distingue la vertigine benigna dalle forme che vanno curate diversamente. È indolore e dura circa mezz'ora. Per fissarlo chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Quando fare l'esame vestibolare L'esame vestibolare è indicato quando compaiono o si ripetono: Rotazione degli oggetti o di sé stessi Instabilità e sbandamenti soprattutto cambiando posizione Capogiri associati a nausea ronzii o calo dell'udito Cadute o senso di insicurezza nel camminare in particolare nelle persone anziane Il percorso completo dalla diagnosi alla cura delle vertigini è descritto nella pagina su [vertigini, diagnosi e cura](https://centroorlcuratoli.it/vertigini/). Se alle vertigini si accompagnano ronzii persistenti, è utile leggere anche la pagina sugli [acufeni](https://centroorlcuratoli.it/patologia/acufeni/). ## Quanto dura ed è fastidioso? L'esame è indolore e dura in genere circa 30 minuti. Non è doloroso, ma alcune manovre ricreano per pochi istanti la sensazione di vertigine: è proprio questa risposta, controllata e transitoria, che permette di individuare il lato e la causa del problema. Il fastidio passa in poco tempo e l'esame è ripetibile a ogni età, anche nei bambini. ## Come prepararsi all'esame vestibolare La preparazione è semplice ma importante, perché alcune manovre possono dare nausea: Digiuno da almeno 4 ore prima dell'esame Farmaci antivertiginosi da sospendere nei giorni precedenti, ma solo dopo aver sentito lo specialista Niente trucco e mascara perché ostacolano la lettura dei movimenti oculari Esami audiometrici e referti precedenti da portare con sé Accompagnatore se possibile, perché dopo le prove può restare un breve senso di instabilità Abiti comodi per affrontare con tranquillità le manovre e i cambi di posizione ## Dalla diagnosi alla cura: la riabilitazione vestibolare L'esame non si limita a fotografare il disturbo: indica anche la strada per risolverlo. Nella VPPB, per esempio, spesso bastano manovre liberatorie eseguite dallo specialista. In altri casi si imposta una riabilitazione vestibolare, fatta di esercizi mirati che il paziente impara e ripete a casa, da affiancare alla terapia medica. La visita dedicata alle vertigini, che comprende studio vestibolare ed eventuale riabilitazione, al Centro ORL Curatoli ha un costo di 180 euro. ## Perché fare l'esame vestibolare al Centro ORL Curatoli Il Centro ORL Curatoli si trova a Giovinazzo, in Via Bari 23, a pochi minuti dal capoluogo e comodo da raggiungere dalla provincia. L'esame è eseguito dai dottori Francesco Paolo Curatoli e Luigi Curatoli con strumentazione vestibolare e audiologica completa, vHIT compreso. Avere nello stesso centro visita, esame ed eventuale riabilitazione accorcia i tempi e tiene il percorso nelle stesse mani. Un riferimento autorevole e indipendente sull'argomento è la scheda sulle [vertigini del portale ISSalute](https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/v/vertigini). ## Smetti di convivere con le vertigini Le vertigini si curano molto meglio quando si conosce la loro origine. Un esame vestibolare e la riabilitazione giusta possono cambiare le tue giornate, e qui trovi diagnosi e terapia nello stesso centro a pochi minuti da Bari. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) per prenotare. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sull'esame vestibolare ### Come si svolge l'esame vestibolare? Inizia con l'anamnesi, poi prevede manovre al lettino, studio del nistagmo con videooculoscopia, manovre di posizionamento rapido e vHIT. Se serve, si aggiunge la stimolazione calorica. Si valutano infine stazione eretta e deambulazione. ### Quanto dura un esame vestibolare? In media circa 30 minuti. La durata varia in base al numero di prove necessarie a chiarire l'origine delle vertigini. ### L'esame vestibolare è fastidioso? Non è doloroso. Alcune manovre possono ricreare per pochi secondi la sensazione di vertigine, che è proprio ciò che serve per individuare la causa. Il fastidio è transitorio. ### Come prepararsi all'esame vestibolare? Restare a digiuno da almeno 4 ore, sospendere gli antivertiginosi solo se indicato dallo specialista, evitare trucco agli occhi e portare esami precedenti. Meglio farsi accompagnare. ### Quale medico fa l'esame vestibolare? Lo esegue l'otorinolaringoiatra, lo specialista dell'orecchio e dell'organo dell'equilibrio, che interpreta i risultati e imposta terapia o riabilitazione. ### Come capire se si ha un problema vestibolare? I segnali tipici sono sensazione di rotazione o di movimento anche da fermi, instabilità nel camminare, capogiri legati ai cambi di posizione e nausea. In questi casi l'esame vestibolare chiarisce la causa. ### Perché si fa l'esame vestibolare? L'esame vestibolare serve a valutare il funzionamento del sistema dell'equilibrio e a identificare l'origine delle vertigini o dell'instabilità. Analizzando i movimenti involontari degli occhi (nistagmo) in risposta a diverse stimolazioni, il medico può capire se il problema è nell'orecchio interno, quale lato è coinvolto e di quale patologia si tratta - ad esempio vertigine da otoliti, labirintite o malattia di Ménière. È l'esame strumentale fondamentale per arrivare a una diagnosi precisa e scegliere il trattamento corretto. ### Che cos'è l'esame otovestibolare? L'esame otovestibolare è un altro nome dell'esame vestibolare: il termine unisce la valutazione dell'orecchio (oto-) e del sistema dell'equilibrio (vestibolare). Indica quindi lo stesso percorso diagnostico, che studia insieme udito ed equilibrio per individuare la causa delle vertigini. --- # Esame audiometrico e impedenzometrico: come si misura l'udito Source: https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/esame-audiometrico-e-impedenzometrico/ L'esame audiometrico e l'impedenzometria sono gli esami di primo livello con cui l'otorinolaringoiatra misura l'udito e controlla la salute dell'orecchio. L'audiometria stabilisce quanto e come senti, definendo il grado e il tipo di sordità; l'impedenzometria verifica il benessere dell'orecchio medio e della catena. Sono indagini rapide, indolori e non invasive: insieme chiariscono l'origine di un calo dell'udito, di acufeni o della sensazione di orecchio chiuso. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, si eseguono in cabina silente in pochi minuti. Spesso si arriva a questi esami perché si alza il volume della TV, si chiede di ripetere le frasi o si fa fatica a seguire una conversazione in mezzo al rumore. L'audiometria trasforma questa sensazione vaga in numeri precisi, e quei numeri sono il punto di partenza per qualunque scelta successiva, dalla terapia all'eventuale apparecchio acustico. ## Audiometria tonale e vocale: come si svolge L'audiometria tonale si esegue in una cabina insonorizzata: al paziente viene fatta indossare una cuffia attraverso cui ascolta toni puri a diverse frequenze e intensità, segnalando ogni volta che li percepisce. Si misura così la soglia uditiva per via aerea (cuffia) e per via ossea (un vibratore dietro l'orecchio): il confronto tra le due distingue una sordità di trasmissione da una neurosensoriale. L'audiometria vocale completa il quadro facendo ascoltare delle parole a intensità diverse, che il paziente deve ripetere. Serve a capire non solo se si sente, ma quanto bene si comprende il linguaggio, un dato fondamentale quando si valuta una protesi acustica. ## L'impedenzometria: cosa controlla l'orecchio medio L'impedenzometria misura come il timpano e la catena degli ossicini rispondono alle variazioni di pressione e al suono. Comprende il timpanogramma, che valuta la mobilità della membrana timpanica e la presenza di liquido o di pressione anomala dietro il timpano, e lo studio del riflesso stapediale. È l'esame chiave per riconoscere otiti con versamento, malfunzioni della tuba di Eustachio e alterazioni della catena ossiculare. Esame Cosa misura Durata indicativa Audiometria tonale Soglia uditiva per via aerea e ossea 5-10 minuti Audiometria vocale Capacità di comprendere le parole 5-10 minuti Impedenzometria Stato di timpano e orecchio medio 2-5 minuti Quando l'esame conferma un calo dell'udito, il passo successivo dipende dalla causa: puoi vedere anche la pagina sulla [sordità e ipoacusia](https://centroorlcuratoli.it/patologia/sordita/) e quella sull'[otosclerosi](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otosclerosi/). ## Prenota il tuo esame audiometrico dell'udito Se senti meno di prima o hai un ronzio che non passa, misurarlo è il modo più semplice per capire cosa sta succedendo. In pochi minuti, in cabina silente, ottieni un quadro chiaro del tuo udito. Per fissare l'appuntamento chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Quando fare l'esame audiometrico Audiometria e impedenzometria sono indicate quando compaiono: calo dell'udito da un orecchio o da entrambi; acufeni cioè ronzii o fischi persistenti; orecchio ovattato o sensazione di orecchio pieno; difficoltà a seguire le conversazioni soprattutto in ambienti rumorosi; controllo dopo otiti ripetute, traumi acustici o terapie potenzialmente ototossiche; sorveglianza dell'udito per chi lavora in ambienti rumorosi. Se ai disturbi dell'udito si associano ronzii continui, è utile leggere anche la pagina sugli [acufeni](https://centroorlcuratoli.it/patologia/acufeni/). Quando il calo nasce da otiti che tornano, trovi l'approfondimento nella pagina sulle [otiti](https://centroorlcuratoli.it/patologia/otiti/). ## Quanto dura, quanto costa e se è indolore L'esame è completamente indolore e richiede solo la collaborazione attiva del paziente. L'audiometria tonale dura circa 5-10 minuti, la vocale altrettanto, l'impedenzometria pochi minuti. Audiometria e impedenzometria rientrano di norma nella visita otorino, che al Centro ORL Curatoli parte da 120 euro e arriva a 150 euro quando comprende più esami strumentali nella stessa seduta. Trovi tutti i dettagli nella pagina sulla [visita otorino](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/visita-otorino/). ## Come si legge il referto: l'audiogramma Il risultato dell'audiometria è l'audiogramma, un grafico che riporta la soglia uditiva alle varie frequenze. Una soglia compresa tra 0 e 20 decibel indica un udito nella norma; valori superiori segnalano un'ipoacusia, tanto più marcata quanto più alto è il numero. La forma del tracciato e il confronto tra via aerea e via ossea dicono allo specialista se la perdita è di trasmissione (orecchio esterno o medio) o neurosensoriale (orecchio interno o nervo), informazione decisiva per scegliere la cura giusta. ## Esame audiometrico nel bambino Per la corretta esecuzione dell'esame audiometrico è necessaria la collaborazione e partecipazione attiva da parte del paziente, anche più piccolo! Generalmente, è possibile eseguire questa valutazione a partire dai 5-6 anni di età; qualora sia necessario valutare la funzionalità uditiva in pazienti più piccoli, è possibile basarsi sull'esame impedenzometrico, indirettamente sulla capacità del bimbo/a di parlare correttamente (senza udito non si può sviluppare il linguaggio!) o in fasi pre-linguali sul Boel Test e, solo qualora sia necessario, eseguire approfondimenti in centri di diagnostica pediatrica avanzata. ## Perché fare l'esame audiometrico al Centro ORL Curatoli Il Centro ORL Curatoli è a Giovinazzo, in Via Bari 23, a pochi minuti dal capoluogo e comodo dalla provincia. Gli esami sono eseguiti in cabina silente dai dottori Francesco Paolo Curatoli e Luigi Curatoli, che interpretano direttamente i risultati nel contesto della visita: significa avere subito una diagnosi e, quando serve un intervento sull'orecchio, un percorso che prosegue nello stesso centro, come descritto nella pagina sull'[otochirurgia](https://centroorlcuratoli.it/otochirurgia/). Sul tema dell'udito un riferimento autorevole è l'[Organizzazione Mondiale della Sanità](https://www.who.int/health-topics/hearing-loss). ## Riprenditi i suoni che ti mancano Un udito che cala isola, stanca e si può affrontare molto meglio se lo si misura per tempo. Con audiometria e impedenzometria parti da dati precisi e da un consiglio chiaro su cosa fare, tutto a pochi minuti da Bari. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) per prenotare. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sull'esame audiometrico e impedenzometrico ### In che cosa consiste l'esame audiometrico? È il test che misura la soglia uditiva: in cabina silente si ascoltano toni a diverse frequenze, per via aerea e ossea, e si segnala quando si percepiscono. L'audiometria vocale verifica quanto bene si comprendono le parole. ### Quanto dura un esame audiometrico? L'audiometria tonale richiede circa 5-10 minuti, la vocale altrettanto. Con l'impedenzometria, che dura pochi minuti, l'intera valutazione dell'udito si conclude in poco tempo. ### Quali sono i valori normali di un esame audiometrico? Si considera nella norma una soglia uditiva compresa tra 0 e 20 decibel su tutte o quasi tutte le frequenze testate. Oltre questo valore si parla di ipoacusia, di grado crescente. ### Che differenza c'è tra audiometria e impedenzometria? L'audiometria misura quanto si sente e di che tipo è la sordità. L'impedenzometria studia lo stato dell'orecchio medio e della catena. Sono complementari: insieme spiegano l'origine del calo dell'udito. ### L'esame audiometrico fa male? No, è del tutto indolore e non invasivo. Richiede solo attenzione e collaborazione, perché il paziente deve segnalare i suoni che percepisce o ripetere le parole ascoltate. ### Come si controlla l'udito nei bambini? Con test adattati all'età, come l'audiometria comportamentale e l'impedenzometria, utile per riconoscere l'otite con versamento. Valutare presto l'udito è importante per lo sviluppo del linguaggio. ### Quanto costa l'esame audiometrico? Il costo dell'esame audiometrico in regime privato varia a seconda della struttura e del tipo di esame eseguito (tonale semplice o tonale più vocale). Con impegnativa del medico di medicina generale l'esame è prenotabile in regime SSN. Al Centro ORL Curatoli puoi contattare lo studio per conoscere la disponibilità e le tariffe in vigore. ### Come si legge il referto di un esame audiometrico? Il referto riporta un grafico chiamato audiogramma, nel quale sull'asse orizzontale sono indicate le frequenze sonore (in Hz) e su quello verticale l'intensità sonora (in dB). Una soglia uditiva tra 0 e 25 dB è considerata nella norma. Valori superiori a 25 dB indicano un calo uditivo: lieve tra 26 e 40 dB, medio tra 41 e 70 dB, grave oltre 70 dB. L'otorinolaringoiatra interpreta il tracciato in relazione alla storia clinica del paziente. --- # Fibroscopia ed endoscopia nasale: l'esame di naso, gola e laringe Source: https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/endoscopia-vie-aeree/ La fibroscopia - chiamata anche rinofibroscopia o endoscopia delle vie aeree - è l'esame con cui l'otorinolaringoiatra studia dall'interno naso, faringe e laringe, zone che la sola visita esterna non permette di vedere in dettaglio. Si esegue introducendo una sottile sonda flessibile a fibre ottiche, eventualmente collegata ad un monitor esterno. È un esame rapido, poco invasivo e indolore, che dura pochi minuti. Al Centro ORL Curatoli, a pochi minuti da Bari, si può esegue direttamente durante la visita. L'avvento degli endoscopi a fibre ottiche e delle ottiche rigide di piccolo diametro ha cambiato il modo di fare diagnosi in otorinolaringoiatria: dove prima si poteva solo ipotizzare, oggi si guarda direttamente. Per il paziente significa una risposta più precisa, ottenuta nello stesso momento della visita e senza ricorrere a indagini più pesanti. ## Come si svolge la fibroscopia Il paziente resta seduto. Lo specialista fa scorrere delicatamente la sonda lungo la cavità nasale fino a faringe e laringe. Le immagini compaiono in tempo reale sul monitor e l'esame si conclude in pochi minuti. Il fibroscopio è flessibile e si adatta alla forma delle vie aeree, per questo l'esame è ben tollerato anche dai pazienti più sensibili e, con le dovute attenzioni, dai bambini. Questo esame è noto anche con diversi sinonimi a seconda del distretto osservato: fibrorinoscopia o rinofibroscopia per il naso, fibrolaringoscopia per la laringe, videorinoscopia quando l'immagine viene registrata. Si tratta sempre della stessa metodica endoscopica con fibre ottiche. ## Prenota la tua fibroscopia Se hai il naso sempre chiuso, la voce più bassa o rauca o russi in modo importante, la fibroscopia mostra in pochi minuti cosa succede dentro le vie aeree. La eseguiamo in sede, durante la visita, con immagini chiare su monitor. Per fissare l'appuntamento chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222). [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Cosa permette di vedere: endoscopia nasale e laringea La fibroscopia esplora in un unico passaggio i distretti che danno i sintomi ORL più frequenti: naso e rinofaringe setto, turbinati, mucosa, presenza di polipi, deviazioni, ipertrofie e lo stato delle adenoidi; faringe la base della lingua e le pareti faringee, utile nello studio del russamento e delle apnee; laringe e corde vocali la motilità delle corde, segni di infiammazione, noduli o lesioni, fondamentali quando la voce si abbassa a lungo. Accanto ai fibroscopi flessibili, il Centro utilizza anche ottiche rigide di piccolo diametro e diverse angolazioni, impiegate per la diagnostica dell'orecchio e per la chirurgia endoscopica del naso e dell'orecchio. La tabella riassume le differenze. Strumento Distretto Uso principale Fibroscopio flessibile Naso, faringe, laringe Diagnostica delle vie aeree superiori Ottica rigida Orecchio, naso Diagnostica dell'orecchio e chirurgia endoscopica ## Quando serve la fibroscopia L'esame è indicato quando i disturbi di naso, gola o voce non si spiegano con la sola visita o non passano. I motivi più frequenti: naso chiuso persistente, sospetti polipi o deviazione del setto; abbassamento di voce (disfonia) che dura oltre due settimane; russamento e sospette apnee notturne, per studiare dove le vie aeree si restringono; sensazione di corpo estraneo in gola, difficoltà a deglutire; sangue dal naso ripetuto o secrezioni croniche; controllo prima e dopo un intervento sul naso o sulla laringe. Quando l'endoscopia evidenzia un problema del naso, il passo successivo è descritto nella pagina sulla [chirurgia nasale](https://centroorlcuratoli.it/chirurgia-nasale/); se il quadro riguarda i polipi, trovi l'approfondimento nella pagina sulla [poliposi nasale](https://centroorlcuratoli.it/patologia/poliposi-nasali/), mentre per il setto storto vedi anche la pagina sulla [deviazione del setto](https://centroorlcuratoli.it/patologia/deviazione-del-setto/). Quando l'esame serve a studiare il russamento, il percorso completo è nella pagina su [apnee notturne e russamento](https://centroorlcuratoli.it/apnee-notturne-russamento/). Quando invece la voce si abbassa o diventa roca a lungo, l'approfondimento è nella pagina su [noduli, polipi ed edema di Reinke](https://centroorlcuratoli.it/patologia/noduli-polipi-corde-vocali/). ## La fibroscopia fa male? Durata ed effetti collaterali La fibroscopia non è un esame doloroso. La sonda è sottile e flessibile e scorre lungo le vie nasali senza provocare dolore; può dare un fastidio variabile a seconda della sensibilità, in genere una sensazione di pressione o un lieve impulso a deglutire. L'esame dura pochi minuti, anche secondi. Gli effetti collaterali sono rari e passeggeri: qualche starnuto o una breve sensazione di naso chiuso. Si risolvono spontaneamente nell'arco di poco. Non serve accompagnatore e si può riprendere subito la normale attività. ## Come prepararsi alla fibroscopia Non occorre digiuno né alcuna preparazione particolare: la fibroscopia si può eseguire direttamente in occasione della visita. È utile segnalare allo specialista l'uso di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti e i precedenti episodi di sangue dal naso. Se l'esame riguarda la voce, è bene portare eventuali referti precedenti. L'esame è eseguito da specialisti otorinolaringoiatri secondo gli standard della [Società Italiana di Otorinolaringoiatria (SIO)](https://www.sioechcf.it/). ## Dalla fibroscopia all'intervento, in un unico centro Un esame di pochi minuti che mostra in modo chiaro l'origine del disturbo ti evita accertamenti inutili e ti porta dritto alla soluzione. E se serve un intervento, la chirurgia endoscopica è nello stesso centro, a pochi minuti da Bari. Chiama lo [+39 080 3947 222](tel:+390803947222) per prenotare. [Prenota una visita](https://centroorlcuratoli.it/prenota/) ## Domande frequenti sulla fibroscopia ### Che cos'è la fibroendoscopia? È un esame che permette di osservare naso, faringe e laringe con una sonda flessibile a fibre ottiche collegata ad una microcamera. Consente di studiare cavità difficili da esplorare con la sola visita. È nota anche come fibrorinoscopia, fibrolaringoscopia o rinofibroscopia a seconda della zona studiata. ### La fibroscopia è dolorosa? No. Il sondino è sottile e flessibile e scivola lungo il naso senza provocare dolore. Può dare un fastidio lieve, come una sensazione di pressione o solletico. ### Come si effettua la fibroscopia? Il paziente resta seduto. Lo specialista introduce il fibroscopio nel naso e lo fa avanzare fino a faringe e laringe, osservando le immagini in tempo reale sul monitor. L'intera procedura dura pochi minuti, anche secondi. ### Quanto dura una fibroscopia? L'esame dura in genere pochi minuti. È poco invasivo: subito dopo si può riprendere la normale attività. ### Quali sono gli effetti collaterali della fibroscopia? Sono rari e transitori: qualche starnuto, una breve sensazione di naso chiuso. ### Quanto costa una fibroscopia? Nel settore privato il costo della fibroscopia in Italia varia a seconda della struttura. Al Centro ORL Curatoli l'esame si esegue nell'ambito della [visita otorino](https://centroorlcuratoli.it/visita-esame/visita-otorino/): lì trovi tutti i dettagli su costi e modalità. ### Qual è la differenza tra fibroscopia e gastroscopia? La fibroscopia ORL e la gastroscopia sono due esami distinti: la fibroscopia eseguita dall'otorinolaringoiatra esplora le vie aeree superiori (naso, faringe, laringe e corde vocali) tramite un sottile sondino flessibile inserito dal naso. La gastroscopia, invece, viene eseguita dal gastroenterologo e analizza l'esofago, lo stomaco e il duodeno tramite uno strumento più lungo introdotto dalla bocca. ### Come prepararsi alla fibroscopia? Non è richiesta una preparazione particolare. Si consiglia però di non mangiare o bere nelle due ore precedenti l'esame, per ridurre il rischio di tosse o nausea durante la procedura. Non è necessaria l'anestesia generale né la sedazione: l'esame si svolge in ambulatorio e il paziente può tornare subito alle normali attività al termine della visita. --- Sitemap Completa del Sito: https://centroorlcuratoli.it/sitemap_index.xml